C’era una volta…

Parte 1

C’era una volta la fiaba. C’era una volta, c’è ancora e ci sarà sempre. In qualunque parte del mondo, in ogni epoca c’è sempre stata la tradizione di raccontare ai bambini le fiabe e le favole, di tramandare i miti e le leggende. Tra questi metodi narrativi la fiaba in particolare ha la caratteristica di trattare gli eventi che accadono all’interno della storia come straordinari, gli episodi che ruotano attorno all’eroe o all’eroina sono casuali e il personaggio principale non è un personaggio di un mito o una leggenda, anzi, la caratteristica principale del protagonista della fiaba, esattamente come accade in molti film, è quello di essere una persona qualunque, a cui accadono cose straordinarie. Quasi tutte le pellicole si potrebbero definire delle fiabe in quanto raccontano storie di personaggi inventati, personaggi comuni a cui capitano eventi incredibili. Tuttavia ci sono dei casi in cui il film si trasforma in una vera fiaba, in cui racconta di luoghi lontani, di creature mitiche e di giovani fanciulle rapite. È il caso del film del 2015, diretto da Indar Dzhendubaev, intitolato nella versione originale (russa) Он – дракон, mentre nella versione indirizzata al pubblico italiano porta il titolo Dragon. In questo lungometraggio viene narrata una fiaba, in cui una ragazza poco prima delle sue nozze viene rapita e portata su un isola lontana e irraggiungibile da un drago. Di questo film più che la sua trama, c’è da apprezzare come la sua storia venga narrata fin dall’inizio della pellicola. La voce narrante, che introduce il pubblico al mondo lontano e incantato, accompagna le immagini che si presentano come un teatro di luci e ombre. Il gioco delle lanterne cinesi, antenato del cinema, aiuta il regista a mostrare la storia (fig.1). Un mezzo antico per narrare una storia antica, ambientata in un tempo e un luogo a noi lontani. In Dragon l’uso dei mezzi più semplici e antichi, come gli aquiloni, le lanterne e l’arte degli origami, accompagnano sempre il racconto e si affiancano e contrappongono sapientemente alle spettacolari scenografie, ai coloratissimi abiti di Mira, la protagonista e agli effetti speciali.

Dragon2
Fig. 1

Nel film Dragon si assiste a una maturazione psicologica del personaggio maschile, a un cambiamento fisico che rappresenta l’eterna lotta tra bene e male presente all’interno di ognuno di noi. Questo dualismo è presente anche nella pellicola Beastly, trasposizione cinematografica che rilegge in chiave moderna la fiaba de La bella e la bestia. In questa storia il personaggio principale non è la giovane fanciulla che riesce a cambiare l’anima del ragazzo, ma è quest’ultimo il vero protagonista. Kyle, ovvero la bestia, è un liceale bello, ricco e incredibilmente presuntuoso. In questo film non si assiste a nulla di nuovo se non la volontà di ri modernizzare l’antica fiaba e di voler ambientare l’intera storia in un tempo e un logo più vicino al suo pubblico, in modo da renderla più fruibile e far percepire un minor distacco tra la realtà dello spettatore e quella cinematografica. Differente è il caso di Big Fish, diretto da Tim Burton, in cui all’interno della storia è difficile separare il vero dal falso, l’inventato dal realmente accaduto. L’intera narrazione segue le vicende impossibili eppure entusiasmanti, romantiche, folli e talvolta verosimili di Edward Bloom. Il film è un susseguirsi di rocambolesche avventure che vertono sulla figura enigmatica del signor Bloom, il quale ama raccontare storie. Le sue colorite storie sono la chiave del film e anche il motivo per il quale suo figlio si è allontanato da lui nel corso degli anni. Tra una storia e l’altra Will Bloom scopre che in ogni narrazione, si cela una verità. L’eccesso delle storie cela la sostanza e l’anima di Edward.

winters tale
Fig. 2

L’anima di un personaggio può dunque vivere dentro le proprie storie, e nel caso di Winter’s Tale può anche attraversare i confini del tempo. In questo film, che attraversa un secolo, ci sono tutti gli elementi che contraddistinguono una fiaba: destino, amore, lotta tra bene e male, tra luce e oscurità. Lo straordinario cast, a partire dal protagonista Colin Farrell, rende omaggio a una storia romantica e dolcissima, fuori dal tempo e dallo spazio. La magia, elemento fondamentale all’interno di una favola, non solo è presente ma è anche il cuore pulsante della narrazione, presente sottoforma di destino. La bilancia dell’equilibrio cosmico, che oscilla a ogni azione positiva o negativa che compiono i personaggi, resta a osservare come Peter Lake, il protagonista, matura, cambia e cresce. La bellezza visiva di questo film, data soprattutto dal gioco di luci (fig.2), serve non solo a narrare la storia ma anche a ricordare allo spettatore che la magia è presente in ogni luogo e in ogni epoca. Mentre la storia, così come viene narrata, ricorda che la vera magia è data dall’amore, in grado di toccare più vite, di attraversare i confini del tempo e di cambiare le persone, perché in fondo, come afferma Beverly, siamo tutti collegati e governati dal destino.

 

Nel caso te lo fossi perso…

  • Big Fish, Tim Burton, 2003
  • Beastly, Daniel Barnz, 2011
  • Winter’s Tale, Akiva Goldsman, 2014
  • Dragon, Indar Dzhendubaev, 2015

 

In questo momento puoi trovare i seguenti film su…

     Netflix:                                                   Sky Cinema Italia:

Beastly                            Winter’s Tale

 

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