Nicole Kidman

Nicole Kidman

La grandezza di un interprete è data, come tutte le cose della vita, anche dalla fortuna di essere al posto giusto nel momento giusto ma una volta aperta la porta della fortuna, sta al vero artista essere in grado di scegliere quali ruoli lo porteranno verso l’immortalità che solo l’arte della recitazione sa donare. Oggi incomincio questa nuova rubrica, annunciata martedì scorso (Altri cambiamenti in arrivo), in cui analizzo un artista e attraverso alcune delle sue interpretazioni più riuscite, colgo l’occasione per suggerirvi un paio di titoli, nel caso, lo sapete, ve li foste persi… come sempre seguo la passione e apro questa nuovo appuntamento del mercoledì, dedicandolo alla mia attrice preferita: Nicole Kidman.

Straordinaria attrice, bellissima, elegante, bravissima a cantare, ballare e recitare. Mi ha conquistata attraverso il primo titolo che mi sento di consigliarvi, uno dei miei film preferiti, Moulin Rouge! Questa pellicola, diretta da Baz Luhrmann, credo che mostri al meglio tutti i talenti dell’attrice australiana. Cantante, ballerina, attrice. Dotata di un fascino elegante e sottile. Algida al punto da incutere un certo stato di riverenza ma intelligente abbastanza per mettersi in gioco. Voce soave e potente e, non dimentichiamolo, bellissima. Se esistesse la possibilità di essere un’altra persona, per la durata di un solo ruolo, sceglierei senza ombra di dubbio Nicole Kidman nelle vesti di Satine. So bene che questo non è il ruolo migliore né il personaggio più incredibile della storia del cinema eppure ogni volta che vedo quest’attrice, in questo film, vedo la massima espressione della bellezza femminile: talentuosa e letale nella sua bellezza.

La filmografia di Nicole Kidman è veramente nutrita e scegliere solo un paio di titoli da suggerirvi, basandomi sul suo indiscutibile talento, è davvero difficile. Sa passare da un ruolo apparentemente leggero, come quello di Satine, a uno drammatico, passa da film commerciali (e non sempre di buona qualità) a film cult diretti da registi unici e riconoscibili nello stile, come Stanley Kubrick (Eyes Wide Shut) o Lars Von Trier (Dogville), giusto per ricordare due nomi. Può passare dall’interpretare donne famose e iconiche, come Virginia Woolf (The Hours – ruolo che le è valso l’Oscar) o Diane Arbus (Fur: An imaginary portrait of Diane Arbus) a personaggi femminili delicati e dimessi, come accade nello splendido film The Human Stain, del 2003, il cui titolo italiano è La macchia umana.

Negli ultimi anni trovo che anche Nicole Kidman sia stata vittima del terrore che attanaglia quasi tutta Hollywood (e non solo), ovvero l’età che avanza e le rughe che iniziano a segnare il tempo che passa. Sebbene io la trovi sempre stupenda ammetto che era più bella e chiaramente più espressiva, quando non era ancora ricorsa a un aiuto esterno per sembrare più giovane – non che ne abbia mai avuto bisogno! Ma anche quando ha il viso marcatamente truccato e reso di plastica (dalla produzione intendo) riesce comunque a stupire e a guadagnarsi lodi e candidature ai vari premi, come accade per il film, diretto da Lee Daniels, The Paperboy.

So bene che avevo detto che avrei suggerito un paio di titoli ma come potete capire per un’attrice che ha una carriera così lunga e brillante, sia ben chiaro che anche la statuaria Nicole Kidman ha partecipato a film di dubbio spessore, è difficile poter limitare questa lista a pochi film. Tuttavia, come bene sapete, il mio amore per l’audiovisivo non si limita al cinema ma verte anche verso la serialità della televisione. In questo omaggio a Nicole Kidman non può mancare quindi una menzione al prodotto, che le è anche valso un Emmy Award, Big Little Lies. In questa serie c’è un vero tripudio di straordinarie attrici, la trama è avvincente, la regia è ben curata e la colonna sonora merita una menzione particolare. Nicole Kidman non spicca su tutte, credo infatti che ci sia un’ottima collaborazione tra le donne presenti ma, come sempre, risulta impeccabile e perfettamente credibile attraverso le fragilità e le emozioni che porta in scena. Prima dell’inizio della seconda stagione magari dedicherò un articolo, nella mia rubrica del venerdì (Cambiamenti in arrivo) a questa interessante serie televisiva. Per adesso concludo qui il mio primo articolo, dedicato a un singolo artista, sperando di avervi suggerito qualche titolo interessante o un nuovo punto di vista su questa grandissima interprete.

 

Nel caso te lo fossi perso…

  • Moulin Rouge!, Baz Luhrmann, 2001
  • Dogville, Lars Von Trier, 2003
  • The Human Stain, Robert Benton, 2003
  • The Paperboy, Lee Daniels, 2012
  • Big Little Lies, Jean-Marc Vallée, 2017-

 

In questo momento puoi trovare i seguenti film su…

     Sky On Demand:

Big Little Lies

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Un film per la notte di Halloween

Tra due giorni sarà Halloween e in occasione di questa notte da brivido ho deciso di dedicare questo articolo a quelli che sono in cerca di un film all’altezza della serata. Credo che il genere più adatto sia l’horror. I lungometraggi che rientrano in questa categoria sono tantissimi, quindi ho pensato di scegliere un titolo abbastanza recente – 2014. Questa pellicola è stata acclamata dal pubblico, dalla critica e dal maestro indiscusso del terrore, Stephen King. Se volete sapere cosa ne penso, vi confesso che alla fine della visione ero abbastanza inquietata. Mentre molte pellicole appartenenti a questo genere non mi scalfiscono e le trovo abbastanza banali e scontate, questo lungometraggio invece è riuscito a rimanermi in testa. Il film in questione è Babadook e come tutti gli horror ben riusciti parte da una trama estremamente semplice (alcuni potrebbero definire quasi banale): madre e figlio, soli, a casa, in compagnia di un libro, la cui copertina di per sé è già abbastanza terrificante. Penso che per consigliare un film del genere meno si dice e meglio è, per questo motivo non mi dilungherò oltre e non vi dirò nient’altro. A voi la scelta se provare a guardarlo o meno.

Babadook_film

Credo di aver già affermato che trovo i thriller estremamente più inquietanti di tanti horror. Un film che vuole colpire lo spettatore deve vivere all’interno di queste due categorie, fare paura e al contempo creare uno stato d’ansia costante, che deriva dall’attesa di qualcosa o qualcuno che dovrebbe o potrebbe arrivare. Uno dei miglior film che appartengono a questo genere, a parer mio, è The Shining. Questo classico, uscito nel 1980, non solo è il mio film preferito del regista Stanley Kubrick ma è anche uno degli horror più acclamati di sempre. Se per questo Halloween avete deciso di rimanere a casa e di torturarvi con un horror ben fatto non avete bisogno di cerare le ultime uscite. I grandi classici funzionano sempre e comunque.

Se siete in cerca invece di un film più nuovo, considerato comunque ormai un vero “imperdibile”, allora vi suggerisco The Village di M. Night Shyamalan. Siccome ho già analizzato e consigliato questo riuscitissimo thriller in un mio articolo precedente (3 atti, un inganno) non aggiungo altri commenti e vi invito ad andare a leggere il mio post di qualche mese fa, nel caso ve lo foste perso… Se l’horror non è proprio il genere adatto a voi ma cercate comunque il brivido del thriller e dell’inquietudine, allora vi propongo un titolo che amo guardare e riguardare, non solo la notte di Halloween: Interview with the Vampire: The Vampire Chronicles. Anche questo titolo l’ho già suggerito in passato ma come ben sapete amo questa creatura mitologica, terrificante e seducente al tempo stesso. Se il film con Brad Pitt e Tom Cruise non fa al caso vostro ma volete rimanere all’interno del mondo vampiresco potete andare a rileggere il mio post Vampiri: la memoria del tempo oppure andare a dare uno sguardo all’articolo che ho scritto, in occasione dell’anniversario dell’uscita del libro Dracula, per la rivista Movie Magazine Italia: Dracula compie 121 anni: film e serie tv che hanno raccontato i mito.

Vampiri, horror e thriller sono ancora troppo eppure non volete rinunciare al film che in qualche modo celebri la notte di Halloween? L’ultimo titolo che vi suggerisco è Coco. Non storcete il naso per il fatto che all’interno di un articolo, dedicato ai film da vedere il 31 ottobre, inserisco un film animato targato Disney. Coco è un vero capolavoro e uno spettacolo per gli occhi, la trama è avvincente e interessante e questo film, più di tutti gli altri finora elencati, rappresenta alla perfezione cosa significa veramente la notte in cui il mondo dei vivi si intreccia con quello dei morti.

Coco_Disney

Nel caso volgiate uscire e travestirvi da strega questo Halloween vi indirizzo all’articolo che ho scritto la settimana scorsa per Movie Magazine Italia: Halloween: consigli sul costume da strega attraverso i film e le serie TV più celebri. Se invece rimarrete a casa, in compagnia del divano e di un bel film spero di avervi suggerito qualche titolo interessante.

 

Nel caso te lo fossi perso…

  • The Shining, Stanley Kubrick, 1980
  • Interview with the Vampire: The Vampire Chronicles, Neil Jordan, 1994
  • The Village, M. Night Shyamalan, 2004
  • Babadook, Jennifer Kent, 2014
  • Coco, Lee Unkrich, Adrian Molina, 2017

 

In questo momento puoi trovare i seguenti film su…

Sky Cinema Italia:                              Netflix:

Interview with the Vampire                          Babadook

Coco

La serie TV che ti sei perso…

Gotham

Dopo la breve pausa di martedì che mi sono presa per annunciarvi i cambiamenti che ci saranno dalla prossima settimana (Altri cambiamenti in arrivo) torno a parlavi di audiovisivo. Come ho già ribadito più volte – attraverso la mia biografia, in alcuni dei miei articoli, uno su tutti Perché il mondo ha bisogno di Superman, sono un’appassionata di supereroi e giustizieri. Sono cresciuta a pane, film di Superman (quelli con il meraviglioso Christopher Reeve per intenderci), film di Indiana Jones e cartoni di Batman (e non solo). È chiaro perché sono ancora single: mentre le altre ragazze sognavano il principe azzurro su di un cavallo bianco, io aspettavo un uomo che comprendesse queste tre figure maschili – mi sarei dovuta accontentare del principe come tutte le altre. Ma sto divagando. Torniamo a noi. Il punto è che sono una vera appassionata di questo incredibile genere, tratto dai fumetti più disparati che riesce a portare lo spettatore (e il lettore) all’interno di un mondo che pare speculare al nostro ma che al contempo è nettamente più interessante. Il fascino di Batman, non devo dirvelo io, è dato soprattutto dal fatto che non rappresenta il classico eroe senza macchia, perfetto e sempre sulla via più corretta da seguire. Bruce Wayne è l’uomo in bilico tra bene e male, tra luce e oscurità e combatte il male attraverso la paura, ammettiamolo: i pipistrelli sono davvero inquietanti! Mi rifiutavo di iniziare Gotham perché sapevo bene che mi avrebbe stregata e che avrei aggiunto alla lista delle innumerevoli serie che seguo anche questa. È accaduto. Ho ceduto alla tentazione e ho iniziato a seguirla. In un attimo ha superato tutte le mie aspettative e ha di gran lunga surclassato tutte le altre serie che seguo tratte da fumetti. Non solo per la qualità della trama, della fotografia – è davvero spettacolare, soprattutto nelle prime due stagioni in cui, in molte inquadrature più che una serie sembra di guardare direttamente un fumetto prendere vita!, dei costumi e dei personaggi che, come ben sappiamo, sono indimenticabili. Uno dei punti migliori di Gotham sono gli attori che elevano la qualità di questo prodotto, già di per sé valido. Senza spoilerarvi nulla vi dico solo che mi sono innamorata delle interpretazioni di Robin Lord Taylor, alias Pinguino e di Cory Michael Smith, ovvero Ed Nygma, va esaltato anche Cameron Monaghan, alias Jerome Valeska.

Gotham_Batman

Breve riassunto:

Gotham non rappresenta il mondo di Batman così come lo conoscete. La storia è ambientata prima che Bruce Wayne decida di diventare un giustiziere. La trama segue le vicende dei personaggi che diventeranno in futuro eroi e antagonisti dell’universo di Gotham City. Tutto inizia con James Gordon, giovane recluta della Gotham City Police Departement che deve risolvere il terribile omicidio dei milionari coniugi Thomas e Martha Wayne…

Perché guardarla:

  • Se siete interessati anche solo un pochino all’universo di Batman non potete perdervela
  • La fotografia è ben curata
  • Gotham rappresenta alla perfezione una città senza tempo, eppure eterna: la tecnologia affianca le acconciature delle signore anni ’40, dei vestiti che vanno dall’essere moderni a quelli in stile anni ’50 e ’60 e delle autovetture che riportano agli anni ’70 e ‘80
  • Gli attori sono davvero molto bravi e concorrono a creare un serie solida e interessante
  • Ironizza in modo intelligente su se stessa, sulla trama e sui bizzarri personaggi che vivono a Gotham City

Perché non guardarla:

  • Sono 4 stagioni da 22 puntate l’una. Siamo in attesa dell’ultima stagione
  • Dovete in qualche modo apprezzare il genere. Per quanto sia un prequel Gotham rispetta in pieno i criteri della fantasia dei fumetti

Pagina ufficiale: https://www.dccomics.com/tv/gotham

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/GOTHAMonFOX/

In questo momento puoi trovare questa serie su Netflix:

https://www.netflixlovers.it/catalogo-netflix-italia/80020542/gotham

Altri cambiamenti in arrivo

Buongiorno a tutti, buongiorno a chi mi legge settimanalmente, a chi mi segue sporadicamente e a chi mi legge per la prima volta.

Sono passate solo due settimane da quando Il film che ti sei perso… ha annunciato un piccolo grande cambiamento, ovvero il nuovo look del sito (Nuovo vestito, stessa sostanza). Quest’oggi mi ritrovo nuovamente a stravolgere le piccole semplici regole del mio blog per un altro annuncio. Quelli tra di voi che mi seguono dall’inizio sanno benissimo che l’appuntamento inizialmente era singolo. Ho poi deciso di dedicare una seconda rubrica al mondo infinito, geniale e, oserei dire, che crea dipendenza, delle serie televisive (Cambiamenti in arrivo) e quindi di scrivere anche il venerdì… Esatto, sto per comunicarvi quello che state pensando: vi stresserò una volta in più! Contenti? Tranquilli…  Fingente entusiasmo e saremo tutti felici – sto scherzando chiaramente. La verità è che ho deciso di implementare ancora il mio impegno verso questo blog e verso di voi, perché riscontro interesse e questo mi fa un immenso piacere. Di cosa parlerò, vi starete chiedendo. Dopo averci pensato, ho realizzato che la miglior cosa è sempre la stessa che mi ha spinta a creare questo blog: la passione. Come ben sapete sono onnivora, nel senso che mastico quasi tutti i generi e abbraccio con entusiasmo sia i film che le serie televisive ma nel magico mondo dell’intrattenimento, ho una vera  e propria venerazione per una figura all’interno di questa meravigliosa macchina che è l’audiovisivo: gli attori e la recitazione. Ho anche dedicato uno dei miei primissimi post (L’arte di saper emozionare) all’analisi del metodo più famoso di recitazione, il Metodo Stanislavskij. Ammiro gli attori e l’arte della recitazione perché permette alle persone che nascono con un dono e con l’incredibile capacità di sapersi mettere in gioco, sempre e comunque, di guardare dentro se stessi e di esplorare quell’infinita gamma di emozioni che l’essere umano è in grado di provare. Mi affascina pensare che dietro ogni personaggio ben riuscito si celi una parte della persona che lo sta impersonando. Essere attori significa non aver paura delle proprie emozioni, non temere di rischiare e di guardarsi allo specchio. Questa ammirazione, ammetto, la rivolgo soprattutto verso gli attori anglofoni perché trovo che arrivino da una scuola incredibilmente moderna e all’avanguardia, tuttavia non dimentico i grandi nomi italiani e internazionali che hanno reso e rendono tutt’ora grande quest’arte.

Non sono un’attrice e non mi permetto di pensare di saperne più di chi ha studiato, non mi stancherò mai di ripetere che osservo sempre con gli occhi di un’ammiratrice appassionata. Ecco perché nella mia nuova, terza rubrica, seguirò di nuovo il cuore senza avere la presunzione di scendere nel tecnico (rischiando di annoiarvi). Affronterò, o meglio lo farò insieme a chi mi vorrà leggere, un’artista alla volta, analizzando la sua carriera attraverso film e performance che ha eseguito e, come sempre, ricordando quelle che hanno catturato la mia attenzione, consigliandovi così un paio di titoli. Spero che questa nuova rubrica vi possa entusiasmare e piacere tanto quanto le altre due. Concludo questo annuncio avvisandovi che gli appuntamenti si sposteranno in questo modo:

_ Lunedì ci sarà il consueto appuntamento dedicato ai film

_ Mercoledì sarà dedicato alla nuova rubrica

_ Venerdì rimarrà il giorno delle serie televisive

Questo nuovo ordine, insieme alla nuova rubrica, inizieranno dalla prossima settimana. Mentre venerdì ci sarà il consueto appuntamento dedicato all’analisi di una serie televisiva. A presto,

Giorgia – Il film che ti sei perso…

La serie TV che ti sei perso…

Dark

Lo scorso venerdì vi ho suggerito Twin Peaks, una serie televisiva unica, differente da tutte quelle prodotte fino a quel momento e capostipite di un filone televisivo che comprende più generi. Oggi seguo l’eredità di quel mistero, misto a thriller e dramma. Vorrei portare alla vostra attenzione un prodotto nuovo, di una sola stagione ma che ha già rinnovato per la seconda. Questa serie televisiva tedesca (ho deciso, per quanto riguarda il trailer di oggi di lasciarvelo nella versione originale, sottotitolata in inglese) paragonata ai prodotti di questi ultimi anni può essere accostata non solo a Twin Peaks ma anche ai seguitissimi Stranger Things e Lost. Per svariati motivi la serie a cui è più facile associarla è Stranger Things, in cui sono i ragazzini i protagonisti ma diffidate dall’idea che sia una mera imitazione in chiave tedesca. Dark è molto di più e lo dimostra fin dalla prima puntata. È, come indica già il titolo, più oscura, più enigmatica e meno edulcorata, insomma non è proprio per tutti. Sia chiaro, non sto dicendo che Stranger Things non sia un valido prodotto – lo seguo e mi piace molto, tuttavia Dark si sposa di più con i miei gusti. Gli attori sono bravi, la trama è una continua sorpresa, la fotografia concorre a creare un senso di confusione e spaesamento. 10 puntate, che durano meno di un’ora ciascuna, curate, ben definite a cavallo tra il thriller e il fantasy. Più la narrazione procede e più la trama si infittisce, i misteri oltre a essere parzialmente svelati alzano una catena di altri enigmi. Dark è un bellissimo prodotto che consiglio a chiunque abbia voglia di immergersi in un viaggio che conduce, come il coniglio di Alice, all’interno di un mondo in cui  tutto è capovolto. Non pensiate di poter fare altro mentre seguite questa misteriosa serie perché vi trascinerà all’interno di una trama che richiederà tutta la vostra attenzione.

Dark

Breve riassunto:

2019. Winden, una piccola cittadina tedesca è il luogo in cui le vicende di quattro famiglie si intrecciano tra passato e presente. L’evento scatenante, che porta alla luce legami, misteri e impensabili segreti è la scomparsa di un bambino che ricorda la sparizione di un altro ragazzino, avvenuta nelle stesse misteriose e inquietanti circostanze esattamente trentatré anni prima…

Perché guardarla:

  • Misteriosa, oscura, ricca di segreti. Come un labirinto, la trama di Dark è un vero e proprio viaggio
  • È solo una stagione (per adesso) di 10 puntate
  • Consigliata a tutti quelli che, quando guardano una serie televisiva, esigono alla fine di ogni singola puntata, l’impulso a guardare quella successiva

Perché non guardarla:

  • Bisogna prestare molta attenzione e lasciarsi trasportare dalla trama, dimenticandosi di tutto il resto. Non è adatta a chi cerca qualcosa di leggero e poco impegnativo
  • Non è finita, il che significa mesi e mesi di attesa per la seconda stagione

Pagina ufficiale: https://dark.netflix.io/

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/DARKNetflix/

In questo momento puoi trovare questa serie su Netflix:

https://www.netflixlovers.it/catalogo-netflix-italia/80100172/dark

 

Il riflesso della città

Oggi ho deciso di non spostarmi completamente su un nuovo argomento, come faccio solitamente ma di rimanere in qualche modo agganciata al discorso che ho affrontato l’ultima volta che ho parlato di film (Il futuro è oggi) e di ampliarlo, affrontando un argomento simile, consigliandovi così altri tre titoli che potrebbero interessare a chi, tra di voi, è rimasto colpito dall’argomento che ho affrontato due settimane fa. Se martedì ho affrontato film che trattano il tema del futuro distopico e dell’importanza di curare e preservare questo nostro pianeta nel presente, oggi vorrei consigliarvi altri film che in un modo più sottile e, oserei dire più poetico, mostrano lo stesso interesse. Credo che i tre titoli che vi voglio suggerire mostrino la distruzione causata dall’uomo e che al contempo riflettano il disagio interiore dell’essere umano attraverso la devastazione delle città e del territorio a loro circostante. L’intento è nobile, la qualità registica è innegabile e la loro fruizione è beh… diciamo che sono tre film in cui non dovete aspettarvi nulla di semplice.

Cosmopolis_Robert Pattinson

Tre film decisamente differenti tra loro, tre registi con un percorso unico e soprattutto due periodi storici distanti. Infatti due dei tre titoli che vi voglio suggerire sono lungometraggi recenti mentre uno appartiene a quello che viene definito il neorealismo. Ma andiamo con ordine. Procedendo a ritroso incomincio con i film di Ryan Gosling, Lost River e di David Cronenberg, Cosmopolis. Avete capito bene, non è un caso di omonimia, uno di questi è stato diretto dall’affascinante attore Ryan Gosling. Attore e a questo punto aggiungiamo regista. Non storcete il naso pensando che Gosling sia il classico ragazzo bello e nulla più, perché questo attore dimostra di essere dotato di un talento artistico che si rivela non solo nelle scelte dei film che decide di interpretare ma anche di dirigere. Il film con il quale Gosling ha esordito alla regia, Lost River, del 2014, è stata una vera sorpresa per me e ne sono rimasta piacevolmente colpita. Il lungometraggio si rivela intelligente e curato, a partire dalla scelta del cast – tra loro la meravigliosa Saoirse Ronan e Ian De Caestecker, conosciuto dai più per la sua interpretazione di Fitz nella serie televisiva Agents of S.H.I.E.L.D. Il prodotto di Gosling, così come il visionario film di Cronenberg, Cosmopolis, a tratti grottesco, mostra un totale degrado, un livello di apatia inumano e personaggi unici che percorrono questo tortuoso sentiero che è la vita. Cronenberg per la sua pellicola attinge all’omonimo romanzo di Don DeLillo, per chi conosce lo scrittore va da sé che la trama non può che essere disfattista e unica. Senza andare a fondo nell’analisi di questi film, anche perché se lo facessi non mi basterebbe certamente questo articolo,  si può notare come entrambi i registi scelgono di rappresentare l’infelicità, l’apatia, il degrado fisico, mentale e strutturale attraverso il volto più crudo possibile: la città. Il territorio circostante mostra a un livello visivo ciò che l’anima prova. La rappresentazione visiva del mondo rafforza il senso di solitudine interiore dei singoli personaggi. Ciò che già percepisce lo spettatore attraverso la musica, la fotografia, la recitazione degli attori viene esplicitato e reso più chiaro e limpido dal mondo che racchiude la storia.

Questi due film non sono i primi a mostrare un mondo distrutto. Come accennavo prima, il terzo titolo che vorrei includere oggi è un film del 1948 ed è un vero e proprio capolavoro: Ladri di biciclette, di Vittorio De Sica. A questo straordinario regista, mostro sacro della storia della cinematografia internazionale e del neorealismo, ho dedicato un articolo su Movie Magazine Italia, rivista con la quale collaboro (Vittorio De Sica: ricordiamo il grande regista nel giorno del suo compleanno) e ne avevo già  parlato in un mio articolo precedente (C’era una volta… Parte 2). Senza ripetere ciò che avevo già scritto vorrei solo ricordare che la corrente del neorealismo porta i registi italiani a rappresentare la realtà in maniera differente. Rinunciando ai modelli edulcorati e finti proposti fino a quel momento, De Sica ha la possibilità di mostrare al pubblico la crudeltà della vita quotidiana. Senza analizzare le inquadrature, le scelte registiche e altri mille dettagli (sulle quali mi potrei dilungare troppo) mi limiterò a dire che ho deciso di inserire Ladri di biciclette in questo articolo perché anche in questo caso la città mostra più di quello che può dire una singola immagine. La somma del degrado, della disperazione che si può notare nell’intero film è essa stessa il fulcro della storia. Anche in questo caso la città, il territorio che circonda i personaggi, non è altro che la rappresentazione visiva della solitudine e dell’incapacità di comunicare delle persone che vivono (o meglio dire, sopravvivono) all’interno della narrazione.

Ladri di biciclette

Nel caso te lo fossi perso…

  • Ladri di biciclette, Vittorio De Sica, 1948
  • Cosmopolis, David Cronenberg, 2012
  • Lost River, Ryan Gosling, 2014

La serie TV che ti sei perso…

Twin Peaks

Dopo avervi annunciato che il sito del blog si è aggiornato (Nuovo vestito, stessa sostanza) ecco che torno a parlarvi di audiovisivo. Oggi ho deciso di dedicare questo articolo a un prodotto che se dovessi analizzarlo attentamente, non mi basterebbero tutti gli articoli del mondo. Twin Peaks è una serie televisiva che vive in un mondo proprio: comprende tutti i generi e li supera, include la più alta qualità della regia e della sceneggiatura, i personaggi sono assolutamente unici e riconoscibili e la lentezza non è un mero sfoggio artistico ma fa parte della metodologia di narrazione del suo creatore David Lynch. Per parlare di questo prodotto assolutamente geniale devo fare una piccola premessa. Come ho anche scritto nella mia breve biografia, non mi vergogno di ammettere che sono amante di una parte di cinema, troppe volte snobbata a parer mio, come per esempio il mondo dei supereroi e per questo motivo, alcuni anni fa credevo che certe tipologie di produzioni non facessero per me, per il semplice fatto che pensavo, erroneamente, di non essere in grado di apprezzarle. Mi sono avvicinata a Twin Peaks per curiosità, pur sapendo che non è una serie fruibile per tutti e ho avuto modo di vederla tutta d’un fiato, in una mega maratona casalinga, a causa di un problema che mi aveva costretta a stare a casa per alcune settimane. Twin Peaks e i suoi straordinari personaggi, come la sua assurda ma magica e intricata trama, non solo mi hanno salvata dalla noia dovuta alla mia degenza ma hanno anche aperto i miei occhi e allargato le mie conoscenze. Sostengo ancora che questo incredibile prodotto artistico (valica i confini della definizione di serie televisiva) non sia per tutti i gusti ma credo fermamente che chiunque abbia un po’ di passione per l’audiovisivo gli debba dare più di una possibilità.

Twin Peaks

Breve riassunto:

A Twin Peaks, situata al confine tra Stati Uniti e Canada, viene ritrovato il cadavere di una ragazza del posto, Laura Palmer. A seguito di questa scoperta viene trovata un’altra giovane, Ronette Pulaski, che vaga, in stato confusionale nella parte canadese del bosco. I due casi sembrano collegati e, a causa dello sconfinamento in Canada, viene chiamata l’FBI a indagare. L’agente che viene assegnato al caso è Dale Cooper, il quale cerca di integrarsi all’interno della strana e chiusa comunità di Twin Peaks, che nasconde non pochi segreti…

Perché guardarla:

  • Chi è amante dell’audiovisivo, sia esso un prodotto televisivo o filmico, non può perdersi questa incredibile serie
  • Thriller investigativo, horror e dramma. È tutto questo e molto di più
  • Una volta incominciata, non potrete fare a meno di venire risucchiati all’interno dell’assurdo mondo di Twin Peaks e dei suoi personaggi fuori dal comune
  • Geniale, folle, surreale. Impossibile non rimanerne affascinati

Perché non guardarla:

  • Non è certamente un prodotto adatto a tutti soprattutto perché i più potrebbero trovare la narrazione troppo lenta
  • Il mondo di Twin Peaks va oltre la serie di 2 stagioni, andata in onda nel 1990 e 1991, attraverso un film (Fire Walk With Me, 1992) e un sequel, da considerare più come la naturale terza stagione, andata in onda lo scorso anno

Pagina ufficiale: https://welcometotwinpeaks.com/

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/TwinPeaksOnShowtime/?ref=br_rs

Nuovo vestito, stessa sostanza

Buongiorno a tutti, buongiorno a chi mi legge settimanalmente, a chi mi segue sporadicamente e a chi mi legge per la prima volta.

Il film che ti sei perso… come Cenerentola, ha cambiato look, si è aggiornato, si è arricchito e, ammettiamolo, è diventato più ordinato. Come ho detto nel mio primissimo post, Blog per passione, scrivo spinta dall’amore per l’audiovisivo. Dal momento che questo mondo affascinate è così fruibile, immediato e caro a molte persone, ho deciso di rendere più semplice l’accesso al mio blog per i miei amici – vi chiamerò sempre amici, perché non ho la presunzione di credermi un’abile scrittrice e quindi di avere dei lettori, bensì degli amici con cui condividere una passione. Come già ho fatto nel mese di giugno, annunciando attraverso un post, che l’appuntamento settimanale sarebbe raddoppiato (Cambiamenti in arrivo) e che avrebbe compreso non solo il magico mondo del cinema ma anche l’affascinante e infinito universo delle serie televisive, anche oggi, attraverso questo articolo, desidero mostrarvi e guidarvi nella nuova versione del mio piccolo blog.

Il cambiamento è già avvenuto, lo dico per chi mi sta leggendo per la prima volta – benvenuto!, e come potete vedere…

  • I colori del blog sono sempre gli stessi: nero, perché lo trovo estremamente elegante e raffinato, ocra perché è la versione più vicina al mio colore preferito, l’oro.
  • L’indirizzo per raggiungere il sito adesso è il seguente: ilfilmchetiseiperso.com e come potete notare la pagina principale è diventata quella delle Informazioni.
  • Le pagine che visitate si sono arricchite con i link ai social (Facebook, Instagram e Twitter) in cui è presente Il film che ti sei perso… Inoltre è visibile un archivio, un filtro per la ricerca e la possibilità di seguire il blog attraverso un semplice clic. Ultimo dettaglio ma non meno importante, in fondo a ogni singola pagina è stata inserita la possibilità di traduzione
  • Infine potrete notare che i caratteri, sia dei titoli che dei testi, sono leggermente cambiati e hanno uno stile più fine ed elegante – risultano più piacevoli per il mio personale gusto, spero che concordiate con me. Questo semplice cambiamento, di valore puramente estetico è avvenuto perché, detto tra di noi, quando scrivo a mano la mia calligrafia è assolutamente pessima e sempre soggetta a critiche. Per cui mi sono detta che se nel mondo virtuale potevo sembrare elegante attraverso la scrittura, beh perché non farlo?

Questi sono i cambiamenti principali, vi invito a dare un’occhiata alla nuova versione del mio blog Il film che ti sei perso… e nel caso aveste dei dubbi, delle perplessità o dei suggerimenti non esitate a contattarmi qui o sulle altre piattaforme social in cui sono presente. Perdonatemi se oggi ho voluto dedicare lo spazio riservato al magico mondo del cinema a una mera informazione di servizio, tornerò venerdì con il consueto appuntamento dedicato all’analisi di una serie televisiva. Intanto vi ricordo che, nel caso velo foste dimenticato, collaboro anche con la rivista online Movie Magazine Italia e che al seguente indirizzo potete trovare altri articoli brevi e semplici, scritti da me: http://moviemagazine.it/author/giorgia-cassinelli/ A presto,

Giorgia – Il film che ti sei perso…

La serie TV che ti sei perso…

Grimm

Sono due venerdì ormai che vi consiglio serie televisive in costume (Downton Abbey e The Alienist) ecco perché oggi ho deciso di dare spazio al fantasy, alla magia delle favole e delle fiabe. Il prodotto che vi suggerisco questo venerdì è di qualità nettamente inferiore, rispetto alle ultime serie televisive che vi ho proposto, soprattutto se si considera la qualità della singola puntata. Tuttavia, se si guarda la serie Grimm nel su complesso, dopo una battuta d’arresto della trama verso metà della narrazione, si assiste a una ripresa e il finale torna a essere brillante, fantasioso e  intelligente così com’erano iniziate le prime stagioni. In questo prodotto televisivo bisogna capire che se le singole puntate vedono al loro intero punti deboli ed errori facilmente individuabili – per esempio: pare che la notte arrivi sempre senza preavviso e se un attimo prima c’è un inquadratura con il sole, quella dopo è ambientata completamente al buio; allo stesso tempo la trama ha il pregio di arricchirsi di personaggi e di sviluppare i primi in maniera intelligente. Alcuni dei protagonisti migliorano e altri, che all’inizio possono risultare piatti e scontati, maturano e diventano più interessanti e profondi. Questa serie televisiva si sviluppa intorno alle fiabe dei fratelli Grimm e in ogni puntata, soprattutto all’inizio, c’è un gioco implicito con lo spettatore che deve riconoscere la favola a cui si ispira. Per chi conosce il genere si può affermare che Grimm è la versione più dark e poliziesca della serie televisiva Once Upon a Time, conosciuta in Italia come C’era una volta. Se però quest’ultimo prodotto televisivo (sia ben chiaro, parlo sempre del mio punto di vista, che può chiaramente essere in contrasto con il vostro) sta risultando sempre più noioso, ormai banale e decisamente infinito – non sono più riuscita a proseguire, Grimm invece è veloce, scorrevole, piacevole da seguire e gli attori risultano credibili e spontanei nei loro ruoli e collaborano bene tra loro.

Grimm

Breve riassunto:

Nick Burkhardt è un detective della omicidi di Portland. Grazie a sua zia Marie scopre che discente da una famiglia di cacciatori, i Grimm, i quali per secoli hanno difeso e protetto il mondo dai Wesen. I Wesen sono umani con la particolare capacità di tramutarsi in bestie e attraverso questa momentanea mutazione possono acquisire una forza soprannaturale. Solo un Grimm ha la capacità di vedere questo cambiamento. Nick grazie alla collaborazione di colleghi e amici scoprirà che non tutti i Wesen sono mostri e che le leggende, i miti, le favole e fiabe attingono alla realtà molto più di quanto si possa immaginare…

Perché guardarla:

  • La fantasia non manca, l’originalità è all’ordine del giorno, o per meglio dire delle puntate
  • Il cast funziona bene insieme
  • L’idea di rileggere in chiave moderna e poliziesca le fiabe dei fratelli Grimm (e non solo) è intelligente e grazie a questo metodo narrativo la storia non annoia ma anzi, arricchisce la trama

Perché non guardarla:

  • La serie è lunga. Sono 6 stagioni per un totale di 123 episodi
  • Quasi ogni puntata, soprattutto all’inizio, vede la sua risoluzione e conclusione all’interno del singolo episodio
  • A volte sono presenti errori banali e piccole imperfezioni che danneggiano la credibilità della trama

Pagina ufficiale:  https://www.nbc.com/grimm

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/NBCGrimm/

In questo momento puoi trovare questa serie su Netflix:

https://www.netflixlovers.it/catalogo-netflix-italia/70197048/grimm

 

Il futuro è oggi

Uno dei più grandi filoni cinematografici di sempre è legato al tema del futuro. Scene che ci mostrano una realtà e un mondo in cui le tecnologie si sono sviluppate a tal punto che l’uomo è in grado di piegare quasi tutto al suo volere sono all’ordine del giorno. Quasi sempre però le pellicole che sono state ambientate in un prossimo futuro mostrano un mondo malato, lasciato andare e deteriorato a causa dell’egoismo, dall’ignoranza e dall’inquinamento creato dall’uomo. Questo genere di pellicole portano al loro interno un messaggio importantissimo: bisogna preservare il nostro pianeta terra, dobbiamo averne cura e preoccuparci tanto dell’oggi quanto del domani. Guardando solo avanti, pensando solo al futuro, dimenticandoci di guardarci attorno oggi, di curare chi ha bisogno di aiuto e vive accanto a noi non serve a nulla. Numerosi lungometraggi hanno cercato di trasmettere questo importantissimo messaggio nel corso della storia ma a conti fatti pare che non sia servito a molto. Molte volte abbiamo il grande vizio di sentire ma di non ascoltare, di vedere ma non di guardare. Senza scomodare i grandi nomi – come ad esempio il film cult del 1982 Blade Runner, ambientato in un futuro (nel 2019) distopico o il grande classico di Stanley Kubrick 2001: A Space Odyssey, che ho già citato nel mio primo post (L’occhio del cinema), oggi mi limiterò a menzionare tre film degli ultimi anni che ambientano la loro storia in un futuro non troppo lontano e non troppo distante da noi.

Il primo film di questa breve lista che mi sento di consigliarvi è Downsizing, diretto da Alexander Payne. Confesso che questa pellicola mi ha convinta a metà, credo però che il messaggio che porta con sé sia importantissimo e per questo motivo ve lo consiglio. Senza spoilerarvi nulla (come d’altronde faccio sempre) vi raccomando di guardare questo film concentrandovi di più sul corso degli eventi che influenzano il pianeta terra che sulla storia del protagonista, interpretato da Matt Damon, perché il vero messaggio di questa pellicola arriva da lì.

Downsizing

Le altre due pellicole che aggiungo a questa breve lista, il cui tema potrebbe essere riassunto più o meno così: “attenzione al presente se non volete rovinare il vostro futuro”, hanno colpito maggiormente la mia immaginazione. Uno è un lungometraggio animato del 2008, mentre l’altro è un film de 2013 con protagonista l’adrenalinico Tom Cruise. I due titoli in questione sono, rispettivamente, WALL•E e Oblivion, entrambe le pellicole affrontano, sebbene in modo differente la fragilità del pianeta terra. Il futuro che si prospetta in entrambi i casi è agghiacciane e terrificante, che sia a causa di un invasione aliena con la conseguente battaglia nucleare o dell’eccessivo inquinamento, il risultato non cambia. Sta a voi scegliere come preferite prendervi due ore per considerare come stiamo trattando questo nostro meraviglioso pianeta, se attraverso un lungometraggio animato o un film d’azione.

Oggi ho scelto di consigliare questi tre titoli ma i film che affrontano il delicato ed essenziale tema di come stiamo distruggendo e dando per scontato il nostro pianeta sono numerosi. Tra questi c’è anche l’interessantissimo (e per nulla noioso, fidatevi!) documentario Before the Foold, che ha come voce narrante quella di Leonardo Di Caprio. Ho già consigliato questa pellicola nel mio articolo DocumentiAMOci dedicato al mondo dei documentari per cui non mi dilungherò oltre. Credo che tra una pellicola romantica e una fantasy, una horror e una commedia tutti noi dovremmo considerare l’importanza di ricordarci di quando in quando, attraverso un film, l’importanza della necessità di prenderci cura del nostro prossimo e del pianeta terra.

Nel caso te lo fossi perso…

  • WALL•E, Andrew Stanton, 2008
  • Oblivion, Joseph Kosinski, 2013
  • Downsizing, Alexander Payne, 2017

 

In questo momento puoi trovare i seguenti film su…

     Sky Cinema Italia:

Oblivion

Downsizing