La serie TV che ti sei perso…

Grimm

Sono due venerdì ormai che vi consiglio serie televisive in costume (Downton Abbey e The Alienist) ecco perché oggi ho deciso di dare spazio al fantasy, alla magia delle favole e delle fiabe. Il prodotto che vi suggerisco questo venerdì è di qualità nettamente inferiore, rispetto alle ultime serie televisive che vi ho proposto, soprattutto se si considera la qualità della singola puntata. Tuttavia, se si guarda la serie Grimm nel su complesso, dopo una battuta d’arresto della trama verso metà della narrazione, si assiste a una ripresa e il finale torna a essere brillante, fantasioso e  intelligente così com’erano iniziate le prime stagioni. In questo prodotto televisivo bisogna capire che se le singole puntate vedono al loro intero punti deboli ed errori facilmente individuabili – per esempio: pare che la notte arrivi sempre senza preavviso e se un attimo prima c’è un inquadratura con il sole, quella dopo è ambientata completamente al buio; allo stesso tempo la trama ha il pregio di arricchirsi di personaggi e di sviluppare i primi in maniera intelligente. Alcuni dei protagonisti migliorano e altri, che all’inizio possono risultare piatti e scontati, maturano e diventano più interessanti e profondi. Questa serie televisiva si sviluppa intorno alle fiabe dei fratelli Grimm e in ogni puntata, soprattutto all’inizio, c’è un gioco implicito con lo spettatore che deve riconoscere la favola a cui si ispira. Per chi conosce il genere si può affermare che Grimm è la versione più dark e poliziesca della serie televisiva Once Upon a Time, conosciuta in Italia come C’era una volta. Se però quest’ultimo prodotto televisivo (sia ben chiaro, parlo sempre del mio punto di vista, che può chiaramente essere in contrasto con il vostro) sta risultando sempre più noioso, ormai banale e decisamente infinito – non sono più riuscita a proseguire, Grimm invece è veloce, scorrevole, piacevole da seguire e gli attori risultano credibili e spontanei nei loro ruoli e collaborano bene tra loro.

Grimm

Breve riassunto:

Nick Burkhardt è un detective della omicidi di Portland. Grazie a sua zia Marie scopre che discente da una famiglia di cacciatori, i Grimm, i quali per secoli hanno difeso e protetto il mondo dai Wesen. I Wesen sono umani con la particolare capacità di tramutarsi in bestie e attraverso questa momentanea mutazione possono acquisire una forza soprannaturale. Solo un Grimm ha la capacità di vedere questo cambiamento. Nick grazie alla collaborazione di colleghi e amici scoprirà che non tutti i Wesen sono mostri e che le leggende, i miti, le favole e fiabe attingono alla realtà molto più di quanto si possa immaginare…

Perché guardarla:

  • La fantasia non manca, l’originalità è all’ordine del giorno, o per meglio dire delle puntate
  • Il cast funziona bene insieme
  • L’idea di rileggere in chiave moderna e poliziesca le fiabe dei fratelli Grimm (e non solo) è intelligente e grazie a questo metodo narrativo la storia non annoia ma anzi, arricchisce la trama

Perché non guardarla:

  • La serie è lunga. Sono 6 stagioni per un totale di 123 episodi
  • Quasi ogni puntata, soprattutto all’inizio, vede la sua risoluzione e conclusione all’interno del singolo episodio
  • A volte sono presenti errori banali e piccole imperfezioni che danneggiano la credibilità della trama

Pagina ufficiale:  https://www.nbc.com/grimm

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/NBCGrimm/

In questo momento puoi trovare questa serie su Netflix:

https://www.netflixlovers.it/catalogo-netflix-italia/70197048/grimm

 

Un pensiero riguardo “La serie TV che ti sei perso…”

  1. […] Questo blog è nato con uno scopo ben preciso: condividere con voi la mia passione e l’amore per il bello dell’arte cinematografica e televisiva. Vi ricordo, con una nota d’orgoglio, che è stato anche dedicato un breve articolo al mio lavoro e al mio blog sul giornale “La Stampa”. Questo articolo (che potete andare a leggere cliccando QUI) evidenziava proprio come io ami essere sempre positiva e come cerchi di evidenziare le note felici piuttosto che quelle negative. Tuttavia non può esserci il giorno senza la notte ed è bello ogni tanto uscire dai propri confini per invadere i campi altrui. D’altronde non sono nemmeno una persona che vive di ideali e di belle parole. Dunque si, oggi mi divertirò a fare la cattiva e a criticare una serie che all’inizio avevo tanto amato. Avevo, appunto… Once Upon a Time, che in italiano è stato distribuito con il titolo C’era una volta, inizialmente, nonostante le evidenti carenze tecniche, mi piaceva e anche molto. La trama era carina, differente dal solito, allegra e fresca. Poi il crollo: la serie inizia bene ma a metà del suo percorso inizia a diventare noiosa, banale, scontata e assolutamente ripetitiva. Oltre alle carenze della sceneggiatura (a partire dalla seconda metà dello show, non prima) ci sono quelle tecniche. In primis gli attori: il cast passa dal vantare ottime collaborazioni, degne di elogi, a personaggi che… beh lasciatemelo dire, non farei tanta fatica a recitare così pure io – badate bene: ho fatto un corso durato un paio di mesi all’università di recitazione e ho scritto la mia prima tesi sull’evoluzione del metodo recitativo, nulla più! Confesso inoltre che non sono ancora riuscita a scoprire il finale di Once Upon a Time: mi sono arenata, dispersa tra la noia e lo sconforto, mesi e mesi fa. Mi manca poco per terminarla e fidatevi se vi dico che lo farò – è più forte di me non posso lasciare una serie a metà, tuttavia scrivo già questa recensione perché anche se il finale dovesse sorprendermi (cosa di cui dubito fortemente) la verità è che questa serie per me è stata una vera delusione. Se cercate una serie fantasy, allegra, divertente e carina allora vi suggerisco di vedere lo spin-off di questa o Grimm – show televisivo di cui vi ho parlato mesi fa e che se volete andare a rileggere basta che clicchiate QUI. […]

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