Il mangiatore di pietre

Come vi ho anticipato domenica, nel mio post Il futuro non dimentica il passato, da questo martedì ho iniziato a condividere, le recensioni che ho avuto modo di scrivere partecipando a Torino Film Festival. Quella che vi sto per proporre è la prima recensione che ho scritto.

Il mangiatore di pietre è il lungometraggio diretto da Nicola Bellucci, ambientato nelle valli piemontesi. La pellicola vede nel ruolo dell’enigmatico, introverso e silenzioso protagonista Luigi Lo Cascio. Il film è un thriller che procede, un po’ come il suo personaggio principale, in modo silenzioso, lento. Avanza seguendo i ritmi scanditi dal temo della montagna. Quella montagna che rallenta il passo e che ti lascia senza fiato, più che per l’altitudine, per le maestose immagini che regala. L’ambiente che circonda i personaggi di questo film è importante quanto loro. La montagna, con i suoi valichi, le sue insidie è la culla della storia, al suo interno racchiude uomini spezzati da un passato troppo doloroso e giovani ragazzi che hanno perso (quasi) ogni speranza.

Il film ce ti sei perso...

Il mangiatore di pietre è tratto dall’omonimo romanzo scritto da Davide Longo e vede un Luigi Lo Cascio perfetto nel ruolo di Cesare, un uomo che non sa più sorridere, che vive circondato da ciò che l’ambiente circostante gli offre. I personaggi del film vivono come e fossero bloccati nel tempo e nello spazio. Sono fermi, immobili, proprio come se fossero rilegati ancora nella carta stampata. Solo verso la fine della narrazione qualcosa si smuove e mentre la trama procede, prende più vita, i personaggi si animano al suo interno. Proprio perché vivono in simbiosi con la montagna, ecco che le valli si mostrano in tutto il loro splendore nell’esatto momento in cui le persone all’interno del film iniziano a reagire. La bellezza delle immagini notturne regalano un paesaggio freddo, in apparenza immobile ma vivo, in perpetuo movimento. I personaggi del film Il mangiatore di pietre sono esattamente così, come la montagna.

Ma cosa muove veramente Luigi Lo Casco, alias Cesare? Il ritrovamento di un cadavere, il passato che ritorna, leggende sussurrate di uomini che affrontano e sfidano la montagna. Il corpo senza vita di un uomo è l’inizio di un viaggio che, mentre procede lentamente in avanti, molto velocemente affronta il passato. Per ogni passo che Cesare fa verso il futuro il film, silenziosamente, enigmaticamente, mostra, o meglio, svela, il passato. Un passato doloroso, fatto di sussurri, valichi e uomini, che esattamente come le loro amate montagne non si muovo. Solo in apparenza non si muovono. In realtà ne Il mangiatore di pietre i personaggi, Cesare in primis, affrontano tutto con la stessa forza e intensità della montagna.

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