La serie TV che ti sei perso…

X-Files

Il sottotitolo della rubrica di oggi potrebbe essere quando il troppo stroppia. Questa serie televisiva è un cult assoluto, un prodotto televisivo che ha fatto la storia, che ha incuriosito il mondo e che ha creato attorno a sé una sorta di aurea. X-Files credo che vada visto. Personalmente mi è piaciuto moltissimo eppure… Non sono mai stata del partito di coloro che credono che il gioco è bello quando dura poco, tuttavia per X-Files le cose sarebbero dovute andare proprio così. Avrebbero dovuto interrompere la serie quando ancora era un programma ben fatto, che aveva qualcosa da raccontare ogni volta. Adesso sembra la sua stessa caricatura e gli spettatori proseguono con la visione solo per  un senso di appartenenza a qualcosa che evidentemente non c’è più e per, ovviamente, la curiosità di capire come finirà questa storia infinita. Non sto criticando X-Files dall’inizio alla fine. Ripeto che le prime stagioni sono davvero belle ed entusiasmanti: attraggono lo spettatore e lo portano a compiere un viaggio assurdo, a tratti divertente, a tratti spaventoso ma sempre interessante. I personaggi sono la chiave della serie, non si può non adorarli e forse è proprio per loro che lo spettatore fedele e appassionato segue ancora quello che continua a chiamarsi X-Files sebbene non abbia più nulla da dire. Non vi sto consigliano di non iniziarla affatto o di seguire le prime stagioni per poi smettere, vi sto solo avvisando che se siete interessai a questa serie televisiva dovete mettere da conto che il presente non è affatto all’altezza delle prime stagioni.

Il film che ti sei perso...

Breve riassunto:

Gli X-Files sono una speciale sezione dell’FBI. Qui ci lavora Fox Mulder, fervido sostenitore dell’esistenza degli alieni e affascinato a tutto ciò che viene definito sovrannaturale. Dana Scully viene affiancata a Mulder, la ragazza rappresenta esattamente l’opposto di Mulder. Scully infatti è una scienziata e un medico. Il suo compito è proprio quello di screditare gli X-Files e Mulder attraverso un’analisi pragmatica e scientifica.

Perché guardarla:

  • La serie è affascinante e interessante. Non annoia mai (all’inizio) e i personaggi che abitano nell’universo dello show televisivo sono favolosi e irresistibili
  • A tratti incute timore, a tratti fa ridere ma incuriosisce sempre
  • Le prime stagioni hanno una regia e una cura delle singole puntate molto alta. È intelligente e irriverente – con un pizzico di citazionismo di tanto in tanto

Perché non guardarla:

  • È ancora in corso di produzione (o perlomeno così pare – procedono tra una smentita e una dichiarazione) e attualmente, se volete seguirla, dovete recuperare 11 stagioni, per un totale di 218 episodi, più due film
  • La serie si perde. Non rimane fedele a se stessa: inizia a gettare idee strampalate e la cura del dettaglio tanto bella all’inizio sparisce per diventare inesistente. Un vero peccato

Pagina ufficiale: http://www.xfiles.news/

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/thexfilesonfox/

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Sophia Loren

Il film che ti sei perso...

Alcuni di voi potranno pensare “finalmente!” Ebbene si, oggi parlo di un’attrice italiana. Ero molto indecisa con chi iniziare perché anche la nostra bella Italia vanta attori degni di nota e di merito. Non ho mai nascosto che prediligo di gran lunga la recitazione anglofona eppure riconosco il talento. Quindi non faccio quella che apprezza solo gli stranieri, ignorando i connazionali e apro le danze, nell’appuntamento del mercoledì – incentrato su un solo artista, con una Signora Attrice. Una donna apprezzata a livello mondiale e che vanta una carriera invidiabile. Sophia Loren ha ancora vissuto gli anni d’oro del cinema italiano, ha collaborato con nomi altisonanti ed è riuscita a superare la prova del tempo e quella, forse più difficile per noi italiani, d’oltreoceano.

In un post così corto non è certo possibile ricordare tutti i lavori di Sophia Loren e come spesso mi capita di ricordarvi, in questa rubrica di metà settimana, non sono certo io a farvi scoprire l’acqua calda. Il fatto che la Loren sia una grande attrice lo sanno tutti, il mio vuole quindi essere solo un piccolo breve omaggio.

Vi consiglio di andare a sbirciare un po’ su internet, sui siti che amano catalogare e segnare ogni record e premio, per scoprire quante nomination e quante vittorie ha collezionato Sophia Loren. Tra le sue interpretazioni però la, forse, più famosa è anche quella che le ha permesso di ricevere più candidature in assoluto. Chiaramente sto parlando del film La ciociara, diretto dal mio regista italiano preferito: Vittorio De Sica.

Quindi, sebbene, come ho detto prima, il mio articolo sarà un po’ una serie di ovvietà cercherò di evitare di soffermarmi sulla più banale e vi dirò che Ieri, oggi, domani, I girasoli, Miseria e nobiltà, Pane, amore e…, Una giornata particolare e Matrimonio all’italiana sono dei titoli che dovete assolutamente vedere. Non solamente per l’interpretazione di Sophia Loren ma anche per la bellezza dei film. Sono storie drammatiche, potenti, belle, delicate, forti, assolutamente ben dirette e altrettanto ben interpretate – ad eccezione del film di Risi che è una vera perla di comicità. Se vi piace il cinema, se amate scoprire titoli datati ma che hanno un valore culturale e storico allora questi che vi ho appena citato sono dei cosiddetti must. Non potete perderveli.

Ebbene si, la mia rubrica oggi finisce già qui, d’altronde quando c’è un nome così importante o si spendono davvero tante parole o si scrive il minimo senza cercare di parlare troppo per poi dimenticare qualcosa.

Nel caso te lo fossi perso…

  • Miseria e nobiltà, Mario Mattoli, 1954
  • Pane, amore e…, Dino Risi , 1955
  • La ciociara, Vittorio De Sica, 1960
  • Ieri, oggi, domani, Vittorio De Sica, 1963
  • Matrimonio all’italiana, Vittorio De Sica, 1964
  • I girasoli, Vittorio De Sica, 1970
  • Una giornata particolare, Ettore Scola, 1977

Oiktos

Oikos, il cui titolo inglese è Pity, è il secondo lungometraggio diretto da Babis Makridis. Il film, sembra porre alcune domande all’inizio della visione: quanto ci piace essere commiserati? Quanto della pietà e del cordoglio degli altri influisce sul nostro ego? L’autocommiserazione può portare in qualche modo un senso di appagamento? Domande non certo semplici ma che trovano risposta in una narrazione grottesca, a tratti anche comica. Se inizialmente ci sembra di poter empatizzare con la situazione del protagonista, man mano che la storia procede ci accorgiamo di non comprendere appieno ciò che avviene nella sua testa. Come se fossimo sotto l’effetto di uno strano incantesimo non riusciamo comunque a staccarci dallo schermo e se la comprensione lascia posto allo sdegno non smettiamo comunque di guardare.

L’improvviso risveglio dal coma di una donna, moglie e madre, considerata ormai inguaribile crea nel marito un senso di fastidio. L’uomo che tanto amava essere compatito, coccolato e circondato da continue frasi sussurrate, improvvisamente, in questa dark comedy al limite del grottesco, trova fastidiosa la felicità. Il tema che affronta questa pellicola è delicato e difficile ma all’interno della narrazione vengono intelligentemente aggiunte alcune scene che rendono la visione più leggera, una risata dolce amara trova posto in un film che pare essere tutto meno che comico. Il volto impassibile e la voce perennemente piatta del protagonista alla lunga concorrono a creare questo senso di distacco che avviene tra l’incantato spettatore e il protagonista. La meravigliosa colonna sonora è immensa, struggente e racconta più di quanto possano fare le parole o le immagini – potere che può avere solo il grande Mozart con il suo Requiem. Le immagini fanno da sfondo alla musica, i volti sono i dettagli di un perfetto quadro che stiamo guardando e che più lo osserviamo e meno lo comprendiamo. O meglio, lo comprendiamo ma non lo giustifichiamo. Lo osserviamo ma non ne facciamo parte. L’evoluzione che compie il protagonista è inversamente proporzionale a quella dello spettatore.

Oiktos è una piccola scommessa, una sfida che è stata vinta poiché racconta il tragico attraverso una risata, mostra il dolore senza dimenticare il sorriso. Forse la vera domanda che si pone il film è se la vita sia una tragedia o una commedia. Insomma: l’eterna domanda. Il quesito non trova certo risposta ma l’opera cerca comunque di narrare una vicenda e di mostrare sia il lato comico che quello assolutamente drammatico della vita. Con Oiktos i sentimenti dello spettatore percorrono un viaggio inverso rispetto a quello che fanno normalmente in un lungometraggio. Invece che sentirsi sempre più vicini al protagonista si prendono le distanze, tuttavia non può fare a meno di guardare e di osservare. Per scoprire se il dramma resterà tragedia o troverà una lieta conclusione non vi resta che guardarlo.

Noi, ragazze del ‘90

Si lo so, vi state domandando perché nel titolo di oggi c’è un bel “noi” all’inizio. Come se io facessi parte dell’élite di Hollywood. Sapete bene che non è così ma stavolta ho qualcosa in comune anch’io con i film di cui vi voglio parlare oggi. In questo breve articolo vi suggerirò titoli in cui le protagoniste sono ragazze nate, come me appunto, nel 1990. Tre attrici, un titolo a testa. Le seguenti interpreti hanno partecipato tutte a pellicole degne di note, grandi successi cinematografici che sono risultati vincenti al botteghino e film di nicchia. Ammetto che non è stato molto semplice, soprattutto per una di loro, scegliere un solo titolo da suggerirvi.

Kristen Stewart

Per la prima volta devo discostarmi dal mio modo di vedere il cinema e di raccontarlo. Sapete che non sono amante delle critiche, tuttavia non posso nemmeno evitare di dare un mio giudizio, per quanto insignificante possa essere. Personalmente non amo affatto come recita la Stewart. E no, non lo dico perché sono gelosa o altro – accusa che mi è già stata rivolta. Riconosco la bellezza di questa ragazza e se mi seguite sapete bene che non sono una persona che nutre gelosia. Se una donna è bella e brava non vedo nessun problema nel riconoscerlo, anzi: essendo un’amante del bello la esalto per i suoi meriti (non che la bellezza sia un merito, quella è una fortuna che ha concesso madre natura). La Stewart per me è solo bella, li finisce la storia. Non amo come recita, la trovo sempre uguale a se stessa e tremendamente piatta. Se poi la affianco alle sue coetanee non c’è paragone. Ai miei occhi lei perde sempre, anche in bellezza. Però ripeto, è una mia idea e come tale vi prego di prenderla. Appurato ciò, non posso evitare di riconoscere che la Stewart ha preso parte a numerose pellicole interessanti. Tra i vari film in cui è comparsa mi sento di suggerirvi un titolo che secondo me, è passato, ingiustamente, un po’ inosservato. Sto parlando di Clouds of Sils Maria. Questo film vede l’attrice in un ruolo diverso dal solito. La trama è bella, interessante e se anche voi non siete amanti, come me, del suo modo di porsi davanti alla macchina da presa, sappiate che verrete rapiti dalla location, dall’attrice protagonista che la affianca, ovvero la sempre brava Juliette Binoche e dalla storia.

Emma Watson

Ecco un’altra attrice che non ha certo bisogno di presentazioni. Emma Watson ha conosciuto la fama internazionale grazie alla saga di Harry Potter ma lasciamo Hermione Granger per affrontare il titolo che secondo me, tra le pellicole di Emma Watson merita di essere visto. Colonia. Diretto da Florian Gallenberger, il film vede accanto alla giovane attrice il fantastico Daniel Brühl. Sono convinta che tra i titoli che hanno visto la collaborazione di questa attrice inglese, questo sia quello passato più inosservato. Personalmente in questo film ho trovato la performance di Emma Watson più convincente e profonda del solito.

Jennifer Lawrence

La mia preferita tra le tre. A mio modesto parere la più brava e la più bella. Intelligente nel scegliere i proprio ruoli e una bravissima interprete. Sempre credibile, profonda e interessate. Jennifer Lawrence secondo me è una straordinaria attrice da seguire. Nella sua carriera vanta molti titoli che meritano di essere visti, non solamente per la trama ma anche per la sua capacità di interpretare i ruoli che le vengono assegnati. Considerando che American Hustle ve l’ho già consigliato in altre occasioni, i titoli tra cui ero indecisa erano: Winter’s Bone, Passengers, Joy e Silver Linings Playbook. Alla fine ho deciso che oggi, tra questi film, che credono valgano tutti la pena di essere visti, vi suggerisco l’ultimo e non solamente perché questo ruolo le ha conferito la vittoria del premio Oscar. Questo film è divertente, intelligente, profondo, sarcastico, esattamente come il ruolo che interpreta magistralmente Jennifer Lawrence.

Nel caso te lo fossi perso…

  • Silver Linings Playbook, David O. Russell, 2012
  • Clouds of Sils Maria, Olivier Assayas, 2014
  • Colonia, Florian Gallenberger, 2015

In questo momento puoi trovare i seguenti film su…

   Sky On Demand:

Silver Linings Playbook

Clouds of Sils Maria

Colette

Colette è il lungometraggio è diretto da Wash Westmoreland, regista dell’acclamato Still Alice con protagonista Julianne Moore. Anche questa volta la sua pellicola si concentra sul personaggio femminile principale. Se il precedente film era la trasposizione cinematografica di un romanzo, questa volta la protagonista della pellicola è l’autrice che sta dietro al romanzo. Qui finiscono le similitudini tra i due film. In questa sua ultima opera la protagonista, Keira Knightley, è Gabrielle Colette, scrittrice considerata quasi un mito nazionale in Francia, che nella prima metà del XX secolo ha illuminato Parigi con la sua presenza, i suoi scandali e i suoi romanzi.

L’opera di Wash Westmoreland è un film in costume, ambientato durante il periodo della Belle Époque. Colette è una giovane brillante ragazza di campagna che sposa Willy, un letterato che la introduce nel magico mondo di Parigi, a cavallo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. I romanzi che Colette scrive quasi per caso, spinta inizialmente dal marito, diventano un fenomeno letterario. Tuttavia c’è un problema dietro questa rivoluzione letteraria: i romanzi sebbene siano scritti dalla giovane donna e parlino della sua infanzia e delle sue personali esperienze, vengono pubblicati con il nome del marito Willy.

Il film che ti sei perso...

Pioniera del femminismo, simbolo di libertà (femminile), osannata da pubblico e critica, una sorta di icona pop dell’epoca. Colette è tutto questo. Keira Knightley la rappresenta bene: una giovane ragazza dal carattere forte e deciso, che sceglie la sua strada e la segue senza vergognarsene e che, a testa alta, affronta e sovrasta chiunque la circondi. Accanto a lei Dominic West, veste egregiamente i panni del marito Willy. Nel cast figura anche l’attrice Fiona Shaw, attrice irlandese conosciuta dal grande (e piccolo) pubblico per la sua interpretazione di zia Petunia nella saga dedicata a Harry Potter.

In questo lungometraggio si assiste alla forza di una donna che è in grado di sconvolgere, ridettare le regole, creare una nuova moda. Colette è il suo personaggio più famoso Claudine e Claudine è Colette. Dove finisce una inizia l’altra. Ma se una si limita a rivoluzionare la carta stampata per l’altra il limite d’azione non esiste.

Juliet, Naked

Si dice che le storie migliori sono le più semplici e Juliet, Naked conferma appieno la teoria. Questo film, diretto da Jesse Peretz mostra la storia migliore che si possa raccontare: la vita. La vita nella sua interezza e durezza. Juliet, Naked parla di incontri, di percorsi personali, di anime sole che si incontrano, di errori, di cadute, di voglia di rialzarsi e di mettersi in gioco. Il film gioca intelligentemente con lo spettatore mostrando senza troppi giochi registici ciò che la vita offre: delusioni e sorrisi. Il lungometraggio, tratto dall’omonimo romanzo scritto da Nick Hornby, riesce in meno di due ore a far ciò che la vita offre quotidianamente. Regala sorprese, lacrime di gioia e di dolore, fa scaturire più di una risata e lascia un sapore dolce amaro in altri momenti. La regia è delicata e offre ampio spazio ai due attori protagonisti che non potrebbero risultare più appropriati. Da un lato abbiamo la delicata e dolce Annie Platt, alias Rose Byrne (per gli appassionati del genere è Moira MacTaggert nel film X-men – L’inizio) e dall’altra c’è il cupo e affascinante Tucker Crowe, ovvero Ethan Hawke.

Il film che ti sei perso...

La storia, dicevo, è semplice e ha il sapore della commedia dolce amara. Racconta di una donna, Annie, che vive la sua vita con la stessa passione con cui sbrighiamo le faccende di casa. Sente che c’è qualcosa che si è lasciata sfuggire negli anni e che la relazione che vive (se così si può dire) con il suo compagno Duncan (Chris O’Dowd) non è altro che una farsa. Dall’altro lato dell’oceano invece c’è una ex rockstar, Tucker Crowe, che ha vissuto fin troppo la sua vita e tra uno sbaglio e l’altro, tra un rimpianto e una bevuta di troppo, vede allo specchio un uomo che potrebbe e dovrebbe essere migliore, per se stesso e per i suoi figli. A collegare queste due anime così distanti, in tutti i sensi, c’è Duncan, il compagno di Annie, che ha una vera e propria venerazione per quello che è stato il suo idolo giovanile Tucker Crowe. Quest’ultimo è interpretato magistralmente da un Ethan Hawke che regala qualcosa di affascinate al suo personaggio. L’anima tormentata e stanca è resa alla perfezione da un attore che, nel corso della sua carriera, non è mai stato al di sotto delle aspettative ma che in questa delicata pellicola, regala una performance piena di sentimento e di risentimento. Non sono solo i gesti e la sceneggiatura a raccontare qualcosa di Tucker ma lo fa anche la sua voce, profonda e stanca, quasi spezzata, esattamente come lo è l’animo del personaggio interpretato da Hawke.

Dai produttori di Little Miss Sunshine, film di cui vi ho parlato nel mio articolo Bambini da Oscar, non ci si poteva aspettare niente di meno. La commedia non lascia posto solo a una storia romantica come tante ma racconta di come la vita a volte ci scivoli davanti senza che noi ce ne accorgiamo. Le risate che nascono spontanee, grazie alla bravura del cast e della sceneggiatura, nascondono qualcosa di più profondo. Il film narra di come una canzone del passato ci possa aiutare ad andare avanti nella vita, come un ideale possa accompagnarci negli anni e di come la vita, inesorabilmente, che noi lo vogliamo o meno, ci raggiunge e ci costringe a guardarci allo specchio. Se una verità così semplice eppure così profonda viene raccontata in un modo così leggero e piacevole allora significa che il film è un’opera pienamente riuscita.

La serie TV che ti sei perso…

White Collar

Questa volta abbassiamo un po’ il livello. Non me ne vogliano gli appassionati della serie White Collar se dico così. L’ho seguita tutta e da buona amante dell’audiovisivo non mi sono persa nemmeno una puntata, quindi non la sto denigrando ma certo è che rispetto alle passate serie televisive che vi ho suggerito, White Collar non è un prodotto particolarmente impegnativo. Questa è proprio la sua forza. La leggerezza, la freschezza, il sorriso in grado di uccidere talmente è bello di Matt Bomber, sono gli ingredienti vincenti che donano a White Collar quel giusto grado di simpatia. Trasmessa dal 2009 al 2014, la serie invoglia lo spettatore a seguirla con il sorriso, alcune puntate sono più forzate e meno incisive di altre, mentre alcune sono più curiose, più divertenti e curate. È un prodotto che si può osservare con un occhio solo mentre si sta facendo altro, senza rischiare di perdersi un elemento fondamentale della trama. I personaggi sono divertenti e lavorano bene insieme e proprio grazie a loro la serie funziona bene. Sebbene le stagioni siano 6, le puntate sono poche, per cui è possibile seguirla senza pensare di dover occupare un intero anno della propria vita nella pausa pranzo davanti alla televisione. Per quanto sia un prodotto fruibile, che non richiede allo spettatore di pensare troppo e che funziona alla perfezione come puro intrattenimento, alla fine della visione resterete comunque con quella sorta di malinconia che solo i personaggi che riescono in qualche modo a entrare nel nostro cuore sanno lasciare.

Il film che ti sei perso...

Breve riassunto:

Neal Caffrey è un giovane bellissimo (ma davvero tanto!) genio della truffa. Peter Bruke è l’uomo che lo conosce meglio: è l’agente dell’FBI che gli ha dato la caccia per anni. I due nonostante le diversità si rispettano e si stimano a vicenda. La storia dello show nasce quando i due si vedono costretti a collaborare. Neal diventa un consulente dell’FBI e Peter, tra un caso e l’altro, deve controllare che l’abile truffatore e falsario non tenti la fuga grazie alla semi libertà che ha ottenuto in cambio della collaborazione.

Perché guardarla:

  • Dopo avervi suggerito numerose serie in cui si richiede una costante attenzione White Collar rappresenta il perfetto prodotto che intrattiene senza troppe pretese
  • Matt Bomer. La sua bellezza e il suo fascino valgono come un punto a favore della serie
  • I personaggi sono carini e divertenti. Non mancheranno le occasioni in cui vi farete delle sane risate

Perché non guardarla:

  • Sono comunque 6 stagioni per un totale di 81 episodi
  • Non è certo una serie che predente di essere un prodotto di altissima qualità. Quindi a volte sono presenti errori e alcune scene sono eccessivamente finte

Pagina ufficiale: https://www.usanetwork.com/whitecollar

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/whitecollar/