Il Cammino dell’Anima

Eccomi di nuovo qui, dopo la breve pausa che mi sono presa la settimana scorsa, pronta a raccontarvi, nel mio consueto appuntamento del lunedì, il magico, meraviglioso e infinito mondo della settima arte. In questo breve articolo ho deciso di suggerirvi tre titoli che hanno in comune un percorso. Ogni pellicola di per sé alla fine è una specie di parabola. Nell’arco di un paio d’ore lo spettatore intraprende un viaggio insieme al o ai (nel caso di un film corale) protagonista/i.  I percorsi possono essere dei più disparati. Si può tornare indietro nel tempo, venire proiettati nel futuro come in un universo parallelo. Tra le infinite possibilità che offre il cinema, oggi vi voglio, nello specifico, far avvicinare a pellicole che fanno intraprendere ai propri protagonisti un viaggio che è tanto spirituale quanto reale. Il viaggio fisico è un percorso che arricchisce l’anima. Tanto dello spettatore quanto del personaggio. Siete pronti dunque a camminare insieme a me, tra le lettere e le parole scritte qui nel mio blog, per intraprendere un viaggio che vi porta dritti verso il grande schermo?

Ho cercato di scegliere tre film che sebbene abbiano in comune lo scopo di far viaggiare lo spettatore insieme ai protagonisti, siano comunque differenti, portando un diverso messaggio e raccontando di un viaggio diverso. Uno porta a scoprire i maestosi paesaggi che regalano le sconfinate terre degli Stati Uniti d’America, uno invece eleva lo spettatore verso le innevate e belle montagne, mentre l’altro attraversa e percorre una delle camminate più famose al mondo: il Cammino di Santiago. Parto con il raccontarvi di quest’ultima pellicola, che segue il percorso doloro e spirituale che intraprende un padre. Il film in questione si intitola The Way nella versione internazionale, mentre in italiano è uscito con il titolo Il cammino per Santiago. Questo racconto filmico, accanto alla bellezza del paesaggio, affianca un attore che non ha certo bisogno di presentazioni: Martin Sheen. Questo lungometraggio racconta del doloroso percorso che affronta un uomo. Uno degli elementi interessanti e certamente curiosi di questo film è che è stato diretto da Emilio Estevez, ovvero il figlio di Martin Sheen. Questo dimostra che il percorso personale degli artisti viene condiviso con il pubblico. L’esperienza vera e famigliare che possono compiere, attraverso la regia curata dal figlio e la toccante recitazione del padre, compie uno strano giro e in questa pellicola l’interno senso del camminare, del percorrere una strada (tanto fisica quanto spirituale) assume un significato più potente e più intenso. Di per sé già lo stesso Cammino di Santiago è un viaggio che si fa carico di molteplici significati e questa camminata, così ricca di storia, è il perfetto sfondo per una narrazione che vuole raccontare il dolore, l’amore e la perdita attraverso un viaggio.

Il secondo film che vi consiglio è il mio preferito tra questi. Racconta di un viaggio tanto cercato quanto sofferto. La libertà si accompagna alla solitudine: i maestosi e infiniti paesaggi degli Stati Uniti d’America si contrappongono con lo sguardo solitario del protagonista. Questo lungometraggio, che mostra una straordinaria storia vera, è diretto magistralmente. La fotografia è impeccabile e le frasi che vengono quasi sussurrate toccano il cuore tanto quanto la scenografia. Questa pellicola si intitola Into the Wild ed è stata diretta da Sean Penn nel 2007. All’interno di questo film, c’è una frase, che poi è una delle mie preferite che ho già avuto modo di citarvi nel mio precedente post Cento volte Grazie. Non vi commento oltre questa pellicola ma vi lascio ammirare il trailer: a volte le immagini sanno dire molto di più delle parole.

L’ultimo film che vi suggerisco confesso di averlo visto per puro caso, non mi vergogno a dire che mi sono avvicinata a questa pellicola più per la bellezza del protagonista – Josh Hartnett  che per la convinzione di trovare un bellissimo film. Quanto mi piace sbagliare quando si tratta di sensazioni negative sul mondo dell’audiovisivo! Anzitutto questa storia è vera e fidatevi se vi dico che ad un certo punto penserete che sia assolutamente impossibile. Le bellezza dell’attore protagonista si affianca a paesaggi incontaminati, sconfinati e innevati. Questa pellicola, intitolata in italiano L’ultima discesa mentre il titolo internazionale è 6 Below: Miracle on the Mountain, trasmette un messaggio di speranza: ricorda allo spettatore che la forza dell’animo umano è l’arma più potente che abbiamo.  Se siete amanti della montagna, delle sfide, delle storie vere o perché no, di Josh Hartnett allora questa pellicola dovete vederla.

Spero in questo breve articolo di essere riuscita a farvi avvicinare a una o a tutte e tre le pellicole. A parer mio sono tutte valide e se siete alla ricerca di un film che vi mostri la bellezza potente e devastante della natura, che vi mostri la fragilità dell’animo umano, la forza della voglia di rialzarsi e la capacità di saper riconoscere i propri errori e i propri limiti allora questi tre titoli fanno decisamente al caso vostro.

 

Nel caso te lo fossi perso…

  • Into the Wild, Sean Penn, 2007
  • The Way, Emilio Estevez, 2010
  • 6 Below: Miracle on the Mountain, Scott Waugh, 2017
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