Helena Bonham Carter

Helena Bonham Carter Il film che ti sei perso

L’attrice di cui vi parlo oggi la si può definire in molti modi ma forse c’è un termine in grado di racchiuderli tutti: camaleontica. Helena Bonham Carter, classe 1966, è una donna in grado di rappresentare la pazzia, la dolcezza, l’eccentricità, l’eleganza, l’amore e l’odio. Questa donna non si risparmia mai. Mette in scena tutto ciò che può dare e muta la sua fisicità e le sue espressioni a seconda delle esigenze cinematografiche. Non ha pura in quanto donna di trasformarsi in quella che possiamo definire non certo la più bella del reame.

Oggi ho intenzioni di procedere all’interno di questo articolo con un ragionamento all’inverso rispetto al mio solito. Non vi voglio parlare tanto dei suoi film quanto delle sue interpretazioni. Pensateci bene – Helena Bonham Carter passa dall’essere una figura assolutamente terrificante nella sua totale follia e cattiveria, come accade all’interno della saga cinematografica di Harry Potter, quando veste i panni di Bellatrix Lestrange, a essere una donna autorevole, forte, carismatica e dolce quando impersona la moglie di Re Giorgio VI, all’interno della pellicola The King’s Speech che in italiano altro non è che Il discorso del re.

Può diventare chiunque grazie alle sue doti canore che la fanno diventare ancora più dolce e leggiadra, come accade all’interno dei musical a cui a preso parte – Sweeney Todd: The Demon Barber of Fleet Street (anche se questa pellicola può essere definita tutto meno che dolce e leggiadra!) e Les Misérables (anche qui – il lungometraggio non è certo il classico musical felice e sorridente), o rasentare un personaggio ai limiti della pazzia, che in alcuni casi nasce come caratterizzazione borderline, come succede all’interno del capolavoro cult Fight Club. Mentre in altri lo diventa a causa di una mutazione nemmeno tanto sottile, come avviene all’interno del bellissimo film diretto e interpretato dal sempre meraviglioso Kenneth Branagh, del 1994, Mary Shelley’s Frankenstein.

Ancora. Può essere bella e dolce, come succede per esempio ad un certo punto all’interno della piccola favola (di cui vi ho già parlato nel mio articolo intitolato C’era una volta… Parte 1) che è Big Fish o può essere un personaggio talmente brutto e deforme da essere definito grottesco – come avviene all’interno della maggior parte delle pellicole che ha girato insieme al suo ex marito, il regista Tim Burton.

Insomma, vedetela come volete, scegliete la veste che più preferite e il ruolo che più vi fa sognare ma resta un unico dato certo: Helena Bonham Carter è nata per fare questo nella vita – non si risparmia mai e la sua arte ne è la prova. Tutte le sue performance sono frutto di un attento studio e si vede. Anche oggi concludo questo mio breve articolo con la speranza di avervi regalato un piccolo viaggio all’interno della settima arte attraverso le performance di un singolo artista e che questo sia servito a incuriosirvi e perché no, appassionarvi a una donna che certo nella vita ha trovato la sua vocazione.

Nel caso te lo fossi perso…

  • Mary Shelley’s Frankenstein, Kenneth Branagh, 1994
  • Fight Club, David Fincher, 1999
  • Sweeney Todd: The Demon Barber of Fleet Street, Tim Burton, 2007
  • The King’s Speech, Tom Hooper, 2010
  • Tutti i film della saga di Harry Potter
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