Paterson

Torniamo a parlare di cinema. Dopo la breve pausa che mi sono presa e la cosiddetta licenza che mi sono concessa (Scozia: tra cinema e leggende) quest’oggi, nel nostro appuntamento che si presenta a lunedì alterni, vi voglio suggerire un titolo che ho scoperto per puro caso da poco e che mi ha catturata sin dal primo istante. Questa pellicola potrebbe non adattarsi a tutti i gusti ma siccome mi piace proporvi tanto lungometraggi mainstream quanto piccole perle rare oggi ho deciso di gettarmi su questa seconda categoria. Il film in questione, come avrete certo intuito, si intitola Paterson ed è diretto da Jim Jarmush – regista che vi ho già consigliato attraverso la pellicola Only Lovers Left Alive presentata all’interno dell’articolo Vampiri: la memoria del tempo.

Il film lo potrei definire come una poesia in movimento ma descriverla così sarebbe troppo facile e decisamente ridondante poiché il lungometraggio parla di poesia. Tuttavia potrei anche chiamarlo in questo modo dal momento che l’intera pellicola è un doppio, una sorta di quadro dentro a un altro quadro. Tutto ciò che vedete e che sapete cogliere all’interno della narrazione filmica viene evidenziato e messo in risalto dalle parole che nascono dalle poesie del protagonista. Egli stesso è una persona che non fa altro che essere posta in risalto dallo stesso regista. Il protagonista infatti, che lavora come conducente di autobus, porta lo stesso nome della città in cui vive – Patersons appunto. Quindi mentre lo spettatore lo osserva condurre i suoi pendolari su e giù per la città, vede il suo nome più e più volte comparire sui muri della piccola, silenziosa ma non per questo poco interessante cittadina. Noi spettatori, da casa, possiamo godere di questo viaggio che facciamo all’interno della mente del protagonista, perfettamente interpretato da Adam Driver (per gli amanti del genere è Kylo Ren dell’eterna e meravigliosa saga di Star Wars!), seduti comodamente sul divano, esattamente come le persone che utilizzano il suo mezzo di trasporto. Il viaggio che compiamo con il protagonista dura una settimana e in questi sette giorni veniamo trasportati all’interno di una piccola realtà, che se vista di sfuggita potrebbe sembrarci noiosa e quasi banale ma se osservata più da vicino e attentamente, possiamo scoprire un intero universo fatto di parole, abbracci e sguardi. Insomma, Paterson non è solo un film ma un piccolo viaggio della durata di poco meno di due ore.

Paterson Il film che ti sei perso

Breve riassunto:

Paterson è un conducente di autobus che si alza di buon mattino. Al suo fianco c’è la sua estrosa ma dolce compagna e le sue giornate, che avanzano con il ritmo lento ma costante dell’andatura del suo mezzo di trasporto, vengono colorate dalle piccole gioie che offre il quotidiano e dalla sua silenziosa ma costante passione: la poesia.

Perché guardarlo:

  • Jim Jarmusch è in grado, con un ritmo che molti potrebbero definire lento, di raccontare una piccola realtà e di svelarne il lato più poetico
  • L’attore protagonista non delude ma accompagna lo spettatore all’interno della sua vita alla perfezione
  • Regia impeccabile

Perché non guardarlo:

  • Alcuni, come ho già detto, potrebbero trovare questo film troppo lento e piatto
  • Non sono presenti molti dialoghi. In questo film sono più importanti i silenzi e le parole solo pensate (e poi trascritte su di un taccuino) del protagonista Paterson

 

In questo momento puoi trovare questo film su Sky OnDemand:

http://guidatv.sky.it/guidatv/programma/film/drammatico/paterson_653372.shtml

 

Un pensiero riguardo “Paterson”

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