Dreamland Il film che ti sei perso

Dreamland

Sembra quasi impossibile ma per una volta la bellezza di Margot Robbie, che produce e interpreta Dreamland, viene quasi posta in secondo piano. Il vero punto focale che tocca gli occhi degli spettatori e che si insinua nella memoria è lo sconfinato paesaggio. I colori, resi incantevoli quasi come se provenissero direttamente da un dipinto, sono evidenziati grazie a un’ottima fotografia. La desolazione del nulla fa da padrone in questa pellicola ambientata nell’entroterra degli Stati Uniti d’America nel 1935. Il vuoto infinito esterno viene compensato da un subbuglio di emozioni interne. I personaggi sono pieni di sentimenti e risentimenti. Sebbene rischino di perdersi in uno spazio così ampio coloro che abitano questo film sono ben saldi a terra. I personaggi sono ben caratterizzati. In alcuni momenti della pellicola, diretta da Miles Joris-Peyrafitte, sembrano quasi i protagonisti di una favola ma proprio questa esistenza, che si situa in bilico tra la nuda e cruda realtà e un sogno, rispecchia il titolo del film. Dreamland non parla solo di una terra così come non parla solo di sogni, racconta di vite spezzate, di sogni infranti, di speranze, di come a volte sembra che tutto sia già stato scritto e di come altre volte lo scandire del tempo sembri dividere le stagioni della nostra vita.

Questo film, presentato all’interno della sezione Festa Mobile, della trentasettesima edizione del Torino Film Festival, oltre alla bellezza sconfinata del paesaggio e della fotografia, contrappone degli occhi chiari, che vanno dall’azzurro intenso al verde acqua dei vari protagonisti, ai colori caldi della terra. I protagonisti di Dreamland in questo modo risaltano ancora di più e creano un contrasto ancora più forte con la naturale bellezza del luogo. Così accanto agli occhi magnetici della bellissima Margot Robbie, che impersona una fuorilegge degna di un fumetto, ci sono quelli pieni di speranze e di sogni di Finn Cole, che interpreta Eugene Evans, un giovane diciassettenne che trova la fuggitiva ferita all’interno del granaio di famiglia. Infine ci sono gli occhi di George Evans, portato sullo schermo da Travis Fimmel (alias Ragnar Lothbrok all’interno della serie televisiva Vikings), che si contrappongono per la loro lucentezza non solo alla terra ma anche alla propria pelle. Una pelle bruciata dal sole e toccata da troppa sabbia. La pelle di un uomo che lavora senza sosta e che non sa più alzare gli occhi al cielo per sognare. Accanto a questa infinita gamma di occhi chiari ci sono i capelli rossi, che quasi si confondono con il territorio circostante, della piccola protagonista, che altro non è che la sorellastra di Eugene. Colei che ci narra la storia che stiamo guardando è la piccola Darby Camp, che interpreta Phoebe Evans, la bambina che nonostante la sua giovane età pare abbia già capito quale sia il suo posto nel mondo e come funzioni la vita.

Dreamland è uno spaccato di vita, una storia che si colloca tra il sogno e la realtà, un affresco che ritrae un luogo, un tempo e delle persone. È anche il racconto di una svolta, di decisioni che sono state prese e di altre che devono ancora essere prese. È la storia di una crescita e della riflessione di quanto i nostri padri e la nostra storia passata influenzi ciò che siamo. Il lascito di una persona finisce con la sua memoria oppure si protrae nei gesti e nelle scelte dei figli? Lo sguardo di una persona, i suoi occhi possono dirci qualcosa anche del suo futuro oltre che del suo passato? Sono domande che all’interno di questa pellicola cercano di trovare una risposta. Tuttavia questo responso è un po’ fantasioso in quanto la narrazione è filtrata dagli occhi sognanti e adoranti di una sorella minore. Sta al pubblico decidere se accettare o meno queste risposte che dona il regista. Certo è che la narrazione di Dreamland, che si presenta in bilico tra due mondi, è circondata da una meravigliosa scenografia, da un paesaggio tanto incontaminato quanto terrificante e da attori in grado di portare avanti la narrazione senza il minimo intoppo.

2 pensieri riguardo “Dreamland”

    1. Grazie mille!! Mi fa davvero molto piacere che ti piacciano le mie recensioni. Spero che ti invoglino anche a gustarti personalmente uno o più di questi film 😉

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