L’esistenza silenziosa del Montaggio

L’articolo di questo lunedì, dedicato al mondo della settima arte, si ricollega a un post che ho scritto un po’ di tempo fa. Dal momento che non mi va di risultare ripetitiva vi consiglio caldamente di andare a rileggerlo. Per farlo dovete semplicemente cliccare il seguente titolo: Piano sequenza, ovvero l’illusione di essere dentro al film.

Spero che abbiate seguito il mio consiglio e che quindi vi siate rinfrescati la memoria. Il piano sequenza è dunque una tecnica cinematografica che fa parte del settore che riguarda il lavoro del montatore. Il montaggio è il macro argomento di cui vi vorrei parlare oggi – tranquilli non smettete con la lettura pensando che vi voglia fare una lezione di tecniche cinematografiche e\o parlarvi della storia della cinematografia. No, no. Come bene sapete questo blog cerca di affrontare molteplici temi con un tono molto tranquillo, rilassato amichevole e colloquiale. Vorrei solo che la vostra attenzione si focalizzasse su questo concetto del montaggio e sull’importanza della sua esistenza silenziosa che dona il ritmo alla narrazione. Mi sembra abbastanza ovvio ma ci tengo a farvi presente che un montaggio veloce significa che ci sono cambi di scena veloci. Dunque con questo senso e concetto della velocità filmica oggi vi vorrei parlare di due soli film, nettamente in contrasto tra di loro. Rappresentano un po’ i due casi estremi del montaggio cinematografico.

Il primo titolo che vi voglio suggerire ricorda molto un film che vi ho già consigliato all’interno dell’articolo che vi ho poc’anzi menzionato, sto parlando di Birdman or (The Unexpected Virtue of Ignorance). Questo film che vi suggerisco è presente anche all’interno dei manuali in cui vi raccontano delle tecniche cinematografiche. In italiano questo lungometraggio è stato tradotto con Arca Russa, per amore dell’originale vi scrivo qui di seguito il titolo originale: Русский ковчег
Russkij Kovčeg
– si lo ammetto, questa volta non ho la più pallida idea di come si pronunci! Da adesso in avanti andrò un po’ contro la regola che mi sono autoimposta, ovvero di scrivere solo i titoli originali e procederò con il chiamare la pellicola diretta da Aleksandr Sukurov solo nella sua versione italiana. Arca Russa rappresenta il vero caso estremo della tecnica cinematografica: è privo di montaggio. È infatti un unico piano sequenza, della durata di poco più di 90 minuti. Non è solo interessante vedere questo film del 2002 per la purezza e perfezione della tecnica di ripresa ma anche per la location, il film è interamente ambientato all’interno dello stupendo Palazzo d’Inverno di San Pietroburgo. Confesso che forse questo film non è proprio adatto a tutti, a molti potrebbe risultare noioso e lento ma certo è una pellicola che merita di essere menzionata e conosciuta da chi ama il mondo della settima arte.

Il secondo e ultimo titolo che vi suggerisco oggi, come vi ho anticipato all’inizio di questo post, è l’esatto opposto di Arca Russa. Un film che presenta l’utilizzo del montaggio e che addirittura ne parla. The Final Cut è un lungometraggio che vanta la collaborazione di Robin Williams (se volete leggere l’articolo che gli ho dedicato cliccate sul suo nome), Jim Caviezel e Mira Sorvino. La storia racconta di un mondo in cui è possibile registrare la propria intera esistenza attraverso una telecamera impiantata (all’insaputa del bambino) alla nascita. Una volta passati a miglior vita tutte queste riprese vengono affidate a un montatore che sceglie i momenti migliori e più importanti e quindi crea un video da dare ai cari del defunto. Ovviamente la storia racconta di tutte le implicazioni più o meno etiche di questo mondo immaginario. Interessante, soprattutto ai fini di questo articolo, è il concetto che si ha del montaggio.

Come potete notare, con questo articolo, vi ho voluto evidenziare le possibilità infinite che regala la narrazione cinematografica. Può passare da un estremo all’altro. Tuttavia bisogna ricordarsi delle numerose sfumature di possibilità che esistono e vivono nel mezzo. Non solo vi invito dunque a scoprire queste due pellicole ma anche a notare, con i vostri stessi occhi e la vostra sensibilità, quanto lavoro c’è dietro ogni singolo film che guardate.

 

Nel caso te lo fossi perso…

  • Arca Russa, Aleksandr Sukurov, 2002
  • The Final Cut, Omar Naim, 2004

In questo momento puoi trovare i seguenti film su…

Sky On Demand:

The Final Cut

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