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La serie TV che ti sei perso…

Breaking Bad

Altro venerdì, nuovo prodotto seriale di cui parlare. Oggi vi consiglio qualcosa di assolutamente geniale, andato in onda dal 2008 al 2013: Breaking Bad. Questa serie televisiva è incredibile sotto molti punti di vista a partire dalla scelta del cast. Gli attori, uno su tutti l’indiscusso protagonista Walter White, interpretato da Brian Cranston, sono eccezionali. La sceneggiatura è coinvolgente, intelligente autoironica e ben curata. La scelta di far durare questo prodotto cinque stagioni è perfetta – non troppo lunga e nemmeno sbrigativa. Solamente alcune puntate procedono più lentamente di altre ma ciò serve a creare quello stato di incertezza e ansietà che deriva dalla trama. La narrazione avanza sempre senza intoppi e non scade mai nella banalità o nell’ovvietà. Sin dalla prima puntata si capisce di essere finiti in un prodotto televisivo di altissima qualità. Si rimane agganciati subito ed è difficile, se non impossibile staccarsene. I personaggi diventano sempre più curati e approfonditi e il meraviglioso Brian Cranston – il quale è stato candidato e ha vinto numerosissimi premi per questo ruolo, ha donato al suo personaggio una delle più belle evoluzioni e maturazioni (se così si può dire) che la televisione abbia visto. Per quanto la serie sia curata fin nei più piccole dettagli è chiaro che la presenza magnetica e assolutamente calzante dell’attore protagonista dona maggiore validità a questo prodotto unico e, ripeto, geniale.

Il film che ti sei perso

Breve riassunto:

Walter White è un tranquillo (e anche un po’ noioso) professore di chimica. La sua vita procede, o per meglio dire si trascina, tra due lavori, una moglie, un figlio affetto da una paralisi celebrale e una nuova figlia in arrivo. Il cognato che lavora per la DEA, così come tutti gli altri conoscenti, ostenta indifferenza e superiorità nei suoi confronti e non perde occasione per farglielo notare. A Walter, vicino al suo cinquantesimo compleanno, viene diagnosticato un cancro ai polmoni e per far fronte a questo nuovo problema, l’uomo decide di impiegare al meglio le sue conoscenze di chimica, cucinando cristalli di metanfetamina pura al 99,1%. Con l’aiuto di un suo ex alunno, Jesse Pinkman, Walter inizia a vivere una doppia emozionante, drammatica, impensabile e adrenalinica vita.

Perché guardarla:

  • La trama è decisamente diversa dal solito. È intelligente, ben curata ed evolve continuamente
  • Gli attori sono perfetti ma una nota di merito va allo splendido Brian Cranston
  • Sebbene siano 5 stagioni le puntate non sono molte – 62 in totale
  • Alla fine della visione non potrete fare a meno di sentire la mancanza degli splendidi personaggi che colorano e danno vita alla serie

Perché non guardarla:

  • Se amate le serie televisive che si possono seguire saltando qualche puntata, quelle che si possono guardare con un occhio solo, mentre state facendo altro allora Breaking Bad non fa per voi
  • Se volete qualcosa di leggero che non pretende troppo e che in cambio trasmette puro intrattenimento allora dovete scegliere un altro prodotto
  • È previsto un film (non si sa ancora se per il grande schermo o per la TV) in cui saranno presenti gli stessi personaggi. Per adesso ci sono molti dubbi e poche certezze al riguardo

Pagina ufficiale: https://www.sonypictures.com/tv/breakingbad/

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/BreakingBad/

In questo momento puoi trovare questa serie su Netflix:

https://www.netflixlovers.it/catalogo-netflix-italia/70143836/breaking-bad

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Scarlett Johansson

Il film che ti sei perso

Scarlett Johansson, mi piace considerarla un po’ come la Marylin dei giorni nostri. L’attrice di cui vi parlerò oggi è sensuale, bellissima e intelligente al punto da sfruttare la sua prorompente presenza per ammaliare e al contempo conquistare. Interpreta ruoli che la vedono come l’oggetto del desiderio ma sa anche mettere da parte il suo fascino per diventare una ragazza acqua e sapone. Dopo avervi parlato di Nicole Kidman, nel terzo appuntamento dedicato all’analisi di un attore/attrice affronterò una delle mie attrici predilette. Amica di Jeremy Renner, al quale ho dedicato lo scorso articolo e sua collega nella battaglia che vede i Vendicatori impegnati a difendere il pianeta terra, la Johansson, alias Natasha Romanoff ovvero la Vedova Nera, non è solo un attrice di pellicole mainstream. Inizia la sua carriera in giovane età e si fa conoscere al mondo intero attraverso il film The Horse Whisperer, ovvero L’uomo che sussurrava ai cavalli. La sua carriera cinematografia è una continua collezione di successi. Mi viene difficile consigliarvi solo un paio di titoli considerando le grandi pellicole a cui ha preso parte e visto il suo indiscusso talento. Un film che non può mancare nella brevissima lista che cercherò di stilare oggi è quello che considero uno dei miei dieci film preferiti in assoluto: Match Point. Capolavoro di Woody Allen: fotografia e regia impeccabili, colonna sonora magnifica, attori incredibili e la Johansson è perfetta nel suo ruolo. Credo di essermi avvicinata a questa talentuosa attrice, nata a New York, proprio grazie a questa meravigliosa creazione di Woody Allen. I due hanno collaborato ad altri progetti ed è chiaro che quando questi due artisti lavorano insieme tirano sempre fuori interessanti progetti – Vicky Cristina Barcelona, Scoop.

Non c’è solo Woody Allen tra i grandi registi con cui la Johansson ha collaborato, tra i nomi illustri ci sono anche Sofia Coppola – Lost in Translation e Christopher Nolan che l’ha diretta nel film The Prestige, altro grande film che adoro e che vi ho già consigliato in un mio precedente articolo: 3 atti, un inganno. Ha lavorato anche con Luc Besson nel 2014 nel film Lucy, altro titolo estremamente interessante, che vi ho suggerito nel primo articolo che ho scritto per il mio blog, L’occhio del cinema. Un altro grande nome che ha lavorato con la magnetica Scarlett Johansson è Spike Jonze. Il film in questione è Her e sebbene l’attrice americana non sia mai presente fisicamente, il lavoro che svolge in questa pellicola merita una menzione particolare. L’intera interpretazione della Johansson è data unicamente dalla sua voce. Nella versione italiana la sua doppiatrice è stata Micaela Ramazzotti e anche lei ha dato prova di una grande interpretazione ma ciò che ha fatto l’attrice americana nel film Her, è qualcosa di unico e interessante. La sua interpretazione è stata talmente incisiva che si vociferava che potesse essere candidata all’Oscar, come miglior attrice non protagonista, pur non comparendo mai fisicamente davanti alle telecamere.

Scarlett Johansson è in grado di utilizzare il suo fascino e la sua fisicità quando le viene richiesto da determinati ruoli ma in altri sa mettere da parte le sue caratteristiche fisiche per concentrarsi e rendere di volta in volta, a seconda di cosa le viene richiesto, personaggi fragili, insicuri, chiusi o dolci. Sa anche essere un’attrice divertente e ironica. Una vera artista insomma. Anche per lei, come sempre, vi consiglio di seguirla in lingua originale, poiché le sue interpretazioni passano non soltanto dalla sua capacità di ammaliare la telecamera ma anche e, in alcuni casi, soprattutto dalla sua intonazione e capacità di modulare la voce.

 

Nel caso te lo fossi perso…

  • Lost  in Translation, Sofia Coppola, 2003
  • Match Point, Woody Allen, 2005
  • Her, Spike Jonze, 2013
  • Lo sapete, sono un appassionata del genere: uno qualunque o, meglio ancora tutti, i film della Marvel Cinematic Universe

I padri del cinema

Il cinema non è solo intrattenimento. A volte è pura arte, altre volte insegna e in alcune occasioni può svolgere entrambi i ruoli. I film possono essere come una persona reale, che una volta incontrata, regala delle perle di saggezza e ci lascia un dolce ricordo. I titoli che vi voglio consigliare oggi sono questo: arte, intrattenimento e insegnamento. Il volto della pellicola sono i visi dei personaggi maschili. Il film è come un padre, che attraverso le meravigliose figure che vengono portate sul grande schermo, insegna qualcosa al proprio spettatore. Il fil rouge che collega questi lungometraggi è l’assenza della figura paterna biologica ma la sua presenza nell’anima e nello spirito di personaggi magnetici.

Non serve essere il padre biologico di qualcuno per lasciare il proprio ricordo, il proprio retaggio. Si può ricoprire la figura di padre in molteplici modi e una delle più poetiche e incredibili versioni che il cinema ci ha regalato di questa figura è quella interpretata da Philippe Noiret, nel film Il postino. Questa romantica, toccante e poetica pellicola del 1994 è anche l’eredità che lascia Massimo Troisi al mondo – morto poco dopo la fine delle riprese. Il film è una vera perla. Le interpretazioni sono delicate, toccanti e profonde (Troisi ha ricevuto una candidatura postuma al premio Oscar), la colonna sonora è curata mentre la regia, la fotografia e il montaggio contribuiscono a creare un film che, almeno una volta nella vita, va visto. Questo lungometraggio lascia una doppia eredità allo spettatore, a causa della prematura morte di Troisi e si vela ancora più di malinconia e poesia. Senza nulla togliere al ricordo e alla bravura dell’attore italiano, bisogna rimarcare che il personaggio di Noiret, il quale interpreta il grande Pablo Neruda, da vita a una pellicola piena di sentimento e meraviglia.

C’è un altro grande capolavoro della nostra storia del cinema, che vi ho già consigliato nel mio articolo Quando il cinema mostra il cinema, che porta sul grande schermo il tema dell’assenza del padre biologico e della sua ritrovata figura in una guida spirituale. Padre, amico, guida ed esempio di vita. Si torva tutto questo nell’incredibile film diretto da Giuseppe Tornatore, Nuovo Cinema Paradiso. Siccome vi ho già suggerito questo titolo non mi dilungo oltre e passo al terzo film che vorrei consigliarvi oggi, in cui si assiste alla sostituzione della figura paterna, nel caso ve lo foste perso…

Il film che ti sei perso

È difficile che questo capolavoro ve lo siate perso, è un film osannato e che viene citato molte volte. Sto parlando di Dead Poets Society, conosciuto in Italia come L’attimo fuggente. Anche questa pellicola, come nel caso del primo titolo che vi ho suggerito, si vela di una malinconia ancora maggiore dal momento che il compianto Robin Williams non è più tra di noi. L’attore americano ha dato vita a un personaggio iconico, meraviglioso e immortale. Il professor John Keating veste il ruolo di padre per un’intera classe di giovani e promettenti ragazzi. Uno in particolare lo prende come modello e lo segue, nonostante tutti i divieti e le rigide regole che gli vengono imposte dal padre biologico. Nel caso non aveste visto questo film non racconto altro e vi dico solo che in questa pellicola, Robin Williams è una perfetta figura paterna. Il mondo del cinema è legato a doppio filo con questo incredibile attore, poiché anche in un’altra occasione assistiamo alla trasformazione di Robin Williams in un padre che insegna, si prende cura e che trasmette saggezza e  dispensa consigli. L’altro grande titolo a cui mi sto riferendo è Good Will Hunting, conosciuto in Italia semplicemente come Will Hunting – Genio ribelle.

Se avete voglia di un po’ di malinconia e di assistere a una grande interpretazione, di godervi una pellicola famosa e osannata (a ragion veduta) e cercate una figura paterna cinematografia degna di essere ricordata, allora vi consiglio di vedere uno di questi titoli che vi ho appena suggerito.

Nel caso te lo fossi perso…

  • Nuovo Cinema Paradiso, Giuseppe Tornatore, 1988
  • Dead Poets Society, Peter Weir, 1989
  • Il postino, Michael Radford, 1994
  • Good Will Hunting, Gus Van Sant, 1997

 

In questo momento puoi trovare i seguenti film su…

     Sky On Demand:

Good Will Hunting

La serie TV che ti sei perso…

The Big Bang Theory

In alcuni dei mie post precedenti (Perché il mondo ha bisogno di Superman e Gotham) ho già ribadito che sono una grande ammiratrice dei supereroi, dei guerrieri mascherati e dei vendicatori. Amo il fantasy, non mi stancherei mai di guardare The Lord of the Rings, Lo Hobbit e Harry Potter, per quest’ultimo ho avuto il piacere di scrivere un articolo per Movie Magazine Italia (Harry Potter compie 21 anni: ecco perché Hogwarts è ancora casa nostra). Adoro le saghe di Star Wars e Indiana Jones, al quale ho anche dedicato un articolo (Indiana Jones, 37 anni fa usciva il primo film della saga con Harrison Ford!), attendo sempre con ansia l’uscita dell’ormai mitico Game of Thrones. Se anche voi rientrate in uno o più di questi gruppi, se come me siete dei pantofolai e ne andate fieri allora The Big Bang Theory è la sit-com che non potete perdervi. Ebbene si, oggi, nel giorno in cui vi consiglio un prodotto seriale, vi suggerisco il gruppo di geni che abita nell’incredibile universo di The Big Bang Theory. Serie a dir poco di successo, arrivata, in America, ormai alla dodicesima e ultima stagione. Perché funziona tanto? Perché i personaggi sono incredibili, unici, terribilmente goffi e assolutamente adorabili. Penny, Penny, Penny (gli amanti della serie capiranno), Leonard, Sheldon, Raj e Howard sono i personaggi che aprono le danze nelle prime stagioni a un mondo che amiamo e con il quale a volte ci identifichiamo – noi amanti di questo fantastico universo non ridiamo di più alle battute in cui sono presenti delle citazioni che solo noi capiamo? Questa serie funziona perché il cast è all’altezza della situazione e perché per una volta c’è la vera rivincita degli esclusi. Coloro che vengono sempre presi in giro, che sono messi da parte perché preferiscono vedersi due puntate di una serie televisiva piuttosto che prendere parte alle più semplici e banali convenzioni sociali, sono quelli per una volta, dettano le leggi e i tempi della comicità.

The Big Bang Theory

Breve riassunto:

Quattro amici, quattro geni indiscussi e assolutamente incapaci di confrontarsi con il mondo si incontrano con la nuova vicina di casa di Leonard e Sheldon, Penny, aspirante attrice. Due mondi diametralmente opposti che si incontrano e, qualche volta, scontrano generando una serie infinita di risate e scene esilaranti.

Perché guardarla:

  • Gli attori sono davvero bravi e aiutano la trama ad andare avanti attraverso la loro caratterizzazione
  • Le battute sono intelligenti, piene di citazionismo e le frasi legate alla fisica e astrofisica sono scritte direttamente da un professore di fisica e astronomia della University of California
  • Perché come ogni sit-com che si rispetti è piena di umorismo e si sa, ridere fa bene al cuore

Perché non guardarla:

  • Per quanto le singole puntate durino solamente 20 minuti l’una, sono comunque 12 stagioni per 22 puntate
  • Se non empatizzate almeno un po’ con il mondo dei nerd e dei geek al quale appartengono i quattro ragazzi è difficile che vi possiate appassionare

Pagina ufficiale: https://the-big-bang-theory.com/

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/TheBigBangTheory/

Jeremy Renner

Jeremy Renner

Siamo già al secondo appuntamento con la nuova rubrica, inaugurata la settimana scorsa con l’articolo dedicato a Nicole Kidman. Oggi vorrei dedicare questo spazio a un attore che trovo assolutamente fantastico e che amo seguire in tutte le sue interpretazioni – confesso di aver visto praticamente tutta la sua filmografia! Jeremy Renner è famoso ai più per il suo ruolo di Clint Barton, alias Occhio di Falco, nella fortunata serie di film della Marvel Cinematic Universe. Mi sono avvicinata anch’io a questo grandissimo artista attraverso i film della Marvel e poi me ne sono innamorata attraverso altri ruoli. Credo che Renner sia uno degli attori più bravi e interessanti che ci siano al momento nel panorama internazionale. Attore incredibile e cantante talentuoso. Renner gioca con la sua voce, non solo quando recita ma anche quando canta e attraverso la musica recita. Se volete avvicinarvi a questo artista vi consiglio di vederlo in lingua originale – sebbene, lo ammetto, sia abbastanza arduo capirlo se non masticate abbastanza bene l’inglese. Ma se farete come me, e inizierete a seguirlo nelle sue interpretazioni originali non saprete più tornare indietro.

Questo straordinario attore mi ha abbagliata un giorno come un altro e da allora mi ha catturata completamente. Pesate che quando sono venuti a girare Avengers: Age of Ultron qui in Italia, in Valle d’Aosta, quella meravigliosa donna che è mia mamma, insieme a mia zia, ha deciso di accompagnarmi per una gita di un giorno (abito in Piemonte per chi non lo sapesse) e mi ha portata a vedere il set. La mia giornata sarebbe potuta essere magnifica già così ma quando, inaspettatamente, ho visto passarmi davanti proprio Jeremy Renner, in costume da Occhio di Falco, beh mi sono mancate le parole e… si, non ho una foto o altro ma porto nel cuore il ricordo di aver visto uno dei miei (tanti) attori preferiti passarmi davanti in tutto il suo splendore.

Ok, appurato che sono lievemente di parte quando parlo di questo attore californiano, cerchiamo di tornare ad analizzare Jeremy Renner attraverso le pellicole che hanno esaltato le sue incredibili doti di attore. I primi film che mi viene da suggerire a chiunque voglia avvicinarsi e conoscere meglio l’artista che è Renner sono indubbiamente The Hurt Locker (lungometraggio che vi ho già consigliato nel mio post Quando il cinema è Donna) e The Town, film per i quali è stato candidato al premio Oscar. Pellicole drammatiche, ruoli crudi e potenti. Renner sa essere un Vendicatore che lotta per il bene tanto quanto un uomo forte, crudele e terrificante. Ne da prova anche nelle pellicole North Country e in quella che l’ha lanciato nel panorama mondiale Dahmer.

Jeremy Renner sa incutere timore, rispetto e odio per poi passare a ruoli in cui suscita una risata attraverso la sua mimica e le sue battute. È un attore che non si risparmia e partecipa a pellicole in cui la fisicità e le scene d’azione hanno ruoli dominanti – Mission Impossible, Hansel & Gretel: Witch Hunters, S.W.A.T. e altri… Ma sa anche essere un’ottima spalla, come accade nel meraviglioso e suggestivo film, diretto da Denis Villeneuve, Arrival, in cui è un ottimo attore non protagonista, accanto alla sempre bravissima Amy Adams. Con la Adams aveva già collaborato nell’incredibile pellicola American Hustle, film incredibile anche per il ricco cast, che vanta tra i nomi illustri l’immenso Christian Bale.

Renner, in sintesi, passa da ruoli marginali e di supporto a pellicole in cui lui è l’indiscusso protagonista. Ambiguo, spietato, crudele o buono. Jeremy Renner salta con facilità da un ruolo a un altro e attraverso le sue interpretazioni da sempre prova di grande e indiscusso talento.

 

Nel caso te lo fossi perso…

  • Dahmer, David Jacobson, 2002
  • The Town, Ben Affleck, 2010
  • American Hustle, David O. Russel, 2013
  • Arrival, Denis Villeneuve, 2016
  • Lo sapete, sono un appassionata del genere: uno qualunque o, meglio ancora tutti, i film della Marvel Cinematic Universe

In questo momento puoi trovare i seguenti film su…

     Sky On Demand:

Arrival

La serie TV che ti sei perso…

Il miracolo

Mi ritrovo spesso a parlare di film ma soprattutto di serie televisive di produzione anglosassone. Come ho già avuto modo di spiegarvi, attraverso il mio post Altri cambiamenti in arrivo, apprezzo moltissimo i prodotti stranieri per via della recitazione che reputo davvero meravigliosa. Tuttavia non dimentico di guardare e di valutare positivamente alcuni prodotti italiani. Oggi vorrei quindi portare alla vostra attenzione una serie che potremmo considerare nuova – la prima puntata è andata in onda l’8 maggio 2018, di matrice italiana. Il miracolo è un prodotto interessante, diverso dal solito, ben diretto e interpretato, che porta lo spettatore a domandarsi continuamente come e dove porterà la conclusione. È una serie che non va spiegata e nella quale lo spettatore non deve soffermarsi sulle domande, che nascono spontaneamente durante la visione, ma procedere e andare avanti, seguendo il corso della storia. Come la vita, Il miracolo, non pretende di dare risposte a domande più grandi di noi ma offre solo la visione di uno spaccato di vita. I personaggi all’interno della serie televisiva si rapportano gli uni con gli altri e con il miracolo in differenti modi. Esattamente come accadrebbe nella vita reale, sono presenti gli scettici e i fedeli, coloro che cercano la redenzione e gli speculatori. La serie, che verte la sua trama attorno al ritrovamento di una statua della Madonna che improvvisamente inizia a piangere (incessantemente) lacrime di sangue, presenta le tante sfaccettature dell’animo umano. Gli attori entrano alla perfezione nel loro ruolo e portano avanti con convinzione e bravura sullo schermo lo shock e la fede, il timore e la reverenza.

Il miracolo_Sky

Breve riassunto:

Viene ritrovata, grazie a un operazione di polizia, all’interno di un covo della ‘ndrangheta, una statua della Madonna che piange lacrime di sangue. La polizia, un ristretto gruppo di studiosi e il Primo Ministro si ritrovano così a cercare di gestire e di comprendere se sia un trucco o un miracolo e di rapportarsi con esso di conseguenza. Cercando di mantenere il più totale riserbo con tutti coloro che li circondano.

Perché guardarla:

  • La serie è stata ideata dallo scrittore Niccolò Ammaniti – trama interessante, inusuale e differente dalle solite proposte
  • È un cast corale che funziona bene. Ogni personaggio porta in scena uno spaccato di vita differente
  • 8 puntate sono perfette. Non sono troppe e nemmeno poche. In 8 episodi i personaggi sono ben caratterizzati e la trama incuriosisce, stupisce e tiene agganciato lo spettatore allo schermo
  • Non dovete cercare una soluzione ma solo lasciarvi trasportare dalla trama

Perché non guardarla:

  • Non dovete cercare una soluzione ma solo lasciarvi trasportare dalla trama. Può essere un pregio per alcuni spettatori e un difetto per altri
  • Ancora in dubbio su una possibile seconda stagione

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/IlMiracoloLaseriediNiccoloAmmaniti.TheMiracle/

In questo momento puoi trovare questa serie su Sky On Demand:

http://guidatv.sky.it/guidatv/sky-on-demand/box-sets/il-miracolo.html

Nicole Kidman

Nicole Kidman

La grandezza di un interprete è data, come tutte le cose della vita, anche dalla fortuna di essere al posto giusto nel momento giusto ma una volta aperta la porta della fortuna, sta al vero artista essere in grado di scegliere quali ruoli lo porteranno verso l’immortalità che solo l’arte della recitazione sa donare. Oggi incomincio questa nuova rubrica, annunciata martedì scorso (Altri cambiamenti in arrivo), in cui analizzo un artista e attraverso alcune delle sue interpretazioni più riuscite, colgo l’occasione per suggerirvi un paio di titoli, nel caso, lo sapete, ve li foste persi… come sempre seguo la passione e apro questa nuovo appuntamento del mercoledì, dedicandolo alla mia attrice preferita: Nicole Kidman.

Straordinaria attrice, bellissima, elegante, bravissima a cantare, ballare e recitare. Mi ha conquistata attraverso il primo titolo che mi sento di consigliarvi, uno dei miei film preferiti, Moulin Rouge! Questa pellicola, diretta da Baz Luhrmann, credo che mostri al meglio tutti i talenti dell’attrice australiana. Cantante, ballerina, attrice. Dotata di un fascino elegante e sottile. Algida al punto da incutere un certo stato di riverenza ma intelligente abbastanza per mettersi in gioco. Voce soave e potente e, non dimentichiamolo, bellissima. Se esistesse la possibilità di essere un’altra persona, per la durata di un solo ruolo, sceglierei senza ombra di dubbio Nicole Kidman nelle vesti di Satine. So bene che questo non è il ruolo migliore né il personaggio più incredibile della storia del cinema eppure ogni volta che vedo quest’attrice, in questo film, vedo la massima espressione della bellezza femminile: talentuosa e letale nella sua bellezza.

La filmografia di Nicole Kidman è veramente nutrita e scegliere solo un paio di titoli da suggerirvi, basandomi sul suo indiscutibile talento, è davvero difficile. Sa passare da un ruolo apparentemente leggero, come quello di Satine, a uno drammatico, passa da film commerciali (e non sempre di buona qualità) a film cult diretti da registi unici e riconoscibili nello stile, come Stanley Kubrick (Eyes Wide Shut) o Lars Von Trier (Dogville), giusto per ricordare due nomi. Può passare dall’interpretare donne famose e iconiche, come Virginia Woolf (The Hours – ruolo che le è valso l’Oscar) o Diane Arbus (Fur: An imaginary portrait of Diane Arbus) a personaggi femminili delicati e dimessi, come accade nello splendido film The Human Stain, del 2003, il cui titolo italiano è La macchia umana.

Negli ultimi anni trovo che anche Nicole Kidman sia stata vittima del terrore che attanaglia quasi tutta Hollywood (e non solo), ovvero l’età che avanza e le rughe che iniziano a segnare il tempo che passa. Sebbene io la trovi sempre stupenda ammetto che era più bella e chiaramente più espressiva, quando non era ancora ricorsa a un aiuto esterno per sembrare più giovane – non che ne abbia mai avuto bisogno! Ma anche quando ha il viso marcatamente truccato e reso di plastica (dalla produzione intendo) riesce comunque a stupire e a guadagnarsi lodi e candidature ai vari premi, come accade per il film, diretto da Lee Daniels, The Paperboy.

So bene che avevo detto che avrei suggerito un paio di titoli ma come potete capire per un’attrice che ha una carriera così lunga e brillante, sia ben chiaro che anche la statuaria Nicole Kidman ha partecipato a film di dubbio spessore, è difficile poter limitare questa lista a pochi film. Tuttavia, come bene sapete, il mio amore per l’audiovisivo non si limita al cinema ma verte anche verso la serialità della televisione. In questo omaggio a Nicole Kidman non può mancare quindi una menzione al prodotto, che le è anche valso un Emmy Award, Big Little Lies. In questa serie c’è un vero tripudio di straordinarie attrici, la trama è avvincente, la regia è ben curata e la colonna sonora merita una menzione particolare. Nicole Kidman non spicca su tutte, credo infatti che ci sia un’ottima collaborazione tra le donne presenti ma, come sempre, risulta impeccabile e perfettamente credibile attraverso le fragilità e le emozioni che porta in scena. Prima dell’inizio della seconda stagione magari dedicherò un articolo, nella mia rubrica del venerdì (Cambiamenti in arrivo) a questa interessante serie televisiva. Per adesso concludo qui il mio primo articolo, dedicato a un singolo artista, sperando di avervi suggerito qualche titolo interessante o un nuovo punto di vista su questa grandissima interprete.

 

Nel caso te lo fossi perso…

  • Moulin Rouge!, Baz Luhrmann, 2001
  • Dogville, Lars Von Trier, 2003
  • The Human Stain, Robert Benton, 2003
  • The Paperboy, Lee Daniels, 2012
  • Big Little Lies, Jean-Marc Vallée, 2017-

 

In questo momento puoi trovare i seguenti film su…

     Sky On Demand:

Big Little Lies

Un film per la notte di Halloween

Tra due giorni sarà Halloween e in occasione di questa notte da brivido ho deciso di dedicare questo articolo a quelli che sono in cerca di un film all’altezza della serata. Credo che il genere più adatto sia l’horror. I lungometraggi che rientrano in questa categoria sono tantissimi, quindi ho pensato di scegliere un titolo abbastanza recente – 2014. Questa pellicola è stata acclamata dal pubblico, dalla critica e dal maestro indiscusso del terrore, Stephen King. Se volete sapere cosa ne penso, vi confesso che alla fine della visione ero abbastanza inquietata. Mentre molte pellicole appartenenti a questo genere non mi scalfiscono e le trovo abbastanza banali e scontate, questo lungometraggio invece è riuscito a rimanermi in testa. Il film in questione è Babadook e come tutti gli horror ben riusciti parte da una trama estremamente semplice (alcuni potrebbero definire quasi banale): madre e figlio, soli, a casa, in compagnia di un libro, la cui copertina di per sé è già abbastanza terrificante. Penso che per consigliare un film del genere meno si dice e meglio è, per questo motivo non mi dilungherò oltre e non vi dirò nient’altro. A voi la scelta se provare a guardarlo o meno.

Babadook_film

Credo di aver già affermato che trovo i thriller estremamente più inquietanti di tanti horror. Un film che vuole colpire lo spettatore deve vivere all’interno di queste due categorie, fare paura e al contempo creare uno stato d’ansia costante, che deriva dall’attesa di qualcosa o qualcuno che dovrebbe o potrebbe arrivare. Uno dei miglior film che appartengono a questo genere, a parer mio, è The Shining. Questo classico, uscito nel 1980, non solo è il mio film preferito del regista Stanley Kubrick ma è anche uno degli horror più acclamati di sempre. Se per questo Halloween avete deciso di rimanere a casa e di torturarvi con un horror ben fatto non avete bisogno di cerare le ultime uscite. I grandi classici funzionano sempre e comunque.

Se siete in cerca invece di un film più nuovo, considerato comunque ormai un vero “imperdibile”, allora vi suggerisco The Village di M. Night Shyamalan. Siccome ho già analizzato e consigliato questo riuscitissimo thriller in un mio articolo precedente (3 atti, un inganno) non aggiungo altri commenti e vi invito ad andare a leggere il mio post di qualche mese fa, nel caso ve lo foste perso… Se l’horror non è proprio il genere adatto a voi ma cercate comunque il brivido del thriller e dell’inquietudine, allora vi propongo un titolo che amo guardare e riguardare, non solo la notte di Halloween: Interview with the Vampire: The Vampire Chronicles. Anche questo titolo l’ho già suggerito in passato ma come ben sapete amo questa creatura mitologica, terrificante e seducente al tempo stesso. Se il film con Brad Pitt e Tom Cruise non fa al caso vostro ma volete rimanere all’interno del mondo vampiresco potete andare a rileggere il mio post Vampiri: la memoria del tempo oppure andare a dare uno sguardo all’articolo che ho scritto, in occasione dell’anniversario dell’uscita del libro Dracula, per la rivista Movie Magazine Italia: Dracula compie 121 anni: film e serie tv che hanno raccontato i mito.

Vampiri, horror e thriller sono ancora troppo eppure non volete rinunciare al film che in qualche modo celebri la notte di Halloween? L’ultimo titolo che vi suggerisco è Coco. Non storcete il naso per il fatto che all’interno di un articolo, dedicato ai film da vedere il 31 ottobre, inserisco un film animato targato Disney. Coco è un vero capolavoro e uno spettacolo per gli occhi, la trama è avvincente e interessante e questo film, più di tutti gli altri finora elencati, rappresenta alla perfezione cosa significa veramente la notte in cui il mondo dei vivi si intreccia con quello dei morti.

Coco_Disney

Nel caso volgiate uscire e travestirvi da strega questo Halloween vi indirizzo all’articolo che ho scritto la settimana scorsa per Movie Magazine Italia: Halloween: consigli sul costume da strega attraverso i film e le serie TV più celebri. Se invece rimarrete a casa, in compagnia del divano e di un bel film spero di avervi suggerito qualche titolo interessante.

 

Nel caso te lo fossi perso…

  • The Shining, Stanley Kubrick, 1980
  • Interview with the Vampire: The Vampire Chronicles, Neil Jordan, 1994
  • The Village, M. Night Shyamalan, 2004
  • Babadook, Jennifer Kent, 2014
  • Coco, Lee Unkrich, Adrian Molina, 2017

 

In questo momento puoi trovare i seguenti film su…

Sky Cinema Italia:                              Netflix:

Interview with the Vampire                          Babadook

Coco

La serie TV che ti sei perso…

Gotham

Dopo la breve pausa di martedì che mi sono presa per annunciarvi i cambiamenti che ci saranno dalla prossima settimana (Altri cambiamenti in arrivo) torno a parlavi di audiovisivo. Come ho già ribadito più volte – attraverso la mia biografia, in alcuni dei miei articoli, uno su tutti Perché il mondo ha bisogno di Superman, sono un’appassionata di supereroi e giustizieri. Sono cresciuta a pane, film di Superman (quelli con il meraviglioso Christopher Reeve per intenderci), film di Indiana Jones e cartoni di Batman (e non solo). È chiaro perché sono ancora single: mentre le altre ragazze sognavano il principe azzurro su di un cavallo bianco, io aspettavo un uomo che comprendesse queste tre figure maschili – mi sarei dovuta accontentare del principe come tutte le altre. Ma sto divagando. Torniamo a noi. Il punto è che sono una vera appassionata di questo incredibile genere, tratto dai fumetti più disparati che riesce a portare lo spettatore (e il lettore) all’interno di un mondo che pare speculare al nostro ma che al contempo è nettamente più interessante. Il fascino di Batman, non devo dirvelo io, è dato soprattutto dal fatto che non rappresenta il classico eroe senza macchia, perfetto e sempre sulla via più corretta da seguire. Bruce Wayne è l’uomo in bilico tra bene e male, tra luce e oscurità e combatte il male attraverso la paura, ammettiamolo: i pipistrelli sono davvero inquietanti! Mi rifiutavo di iniziare Gotham perché sapevo bene che mi avrebbe stregata e che avrei aggiunto alla lista delle innumerevoli serie che seguo anche questa. È accaduto. Ho ceduto alla tentazione e ho iniziato a seguirla. In un attimo ha superato tutte le mie aspettative e ha di gran lunga surclassato tutte le altre serie che seguo tratte da fumetti. Non solo per la qualità della trama, della fotografia – è davvero spettacolare, soprattutto nelle prime due stagioni in cui, in molte inquadrature più che una serie sembra di guardare direttamente un fumetto prendere vita!, dei costumi e dei personaggi che, come ben sappiamo, sono indimenticabili. Uno dei punti migliori di Gotham sono gli attori che elevano la qualità di questo prodotto, già di per sé valido. Senza spoilerarvi nulla vi dico solo che mi sono innamorata delle interpretazioni di Robin Lord Taylor, alias Pinguino e di Cory Michael Smith, ovvero Ed Nygma, va esaltato anche Cameron Monaghan, alias Jerome Valeska.

Gotham_Batman

Breve riassunto:

Gotham non rappresenta il mondo di Batman così come lo conoscete. La storia è ambientata prima che Bruce Wayne decida di diventare un giustiziere. La trama segue le vicende dei personaggi che diventeranno in futuro eroi e antagonisti dell’universo di Gotham City. Tutto inizia con James Gordon, giovane recluta della Gotham City Police Departement che deve risolvere il terribile omicidio dei milionari coniugi Thomas e Martha Wayne…

Perché guardarla:

  • Se siete interessati anche solo un pochino all’universo di Batman non potete perdervela
  • La fotografia è ben curata
  • Gotham rappresenta alla perfezione una città senza tempo, eppure eterna: la tecnologia affianca le acconciature delle signore anni ’40, dei vestiti che vanno dall’essere moderni a quelli in stile anni ’50 e ’60 e delle autovetture che riportano agli anni ’70 e ‘80
  • Gli attori sono davvero molto bravi e concorrono a creare un serie solida e interessante
  • Ironizza in modo intelligente su se stessa, sulla trama e sui bizzarri personaggi che vivono a Gotham City

Perché non guardarla:

  • Sono 4 stagioni da 22 puntate l’una. Siamo in attesa dell’ultima stagione
  • Dovete in qualche modo apprezzare il genere. Per quanto sia un prequel Gotham rispetta in pieno i criteri della fantasia dei fumetti

Pagina ufficiale: https://www.dccomics.com/tv/gotham

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/GOTHAMonFOX/

In questo momento puoi trovare questa serie su Netflix:

https://www.netflixlovers.it/catalogo-netflix-italia/80020542/gotham