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Lo Straordinario nell’Ordinario

Eccoci di nuovo qui. Con il nostro appuntamento del lunedì dedicato ai film con la classica formula. Spero che vi sia piaciuto il post di lunedì scorso dedicato alla settima arte ma incentrato su un singolo film. Esattamente come ho fatto la settimana scorsa, iniziando il nuovo anno con un nuovo modo di raccontarvi il cinema, dedicando l’articolo a un film che adoro, anche questo lunedì vi vorrei parlare di titoli e di un genere a me molto cari.

Il titolo che ho deciso di dare a questo mio articolo dice molto. Amo i film drammatici che sanno raccontare una storia che solo in apparenza sembra banale ma che in realtà cela un intero universo di emozioni. Sembra semplice fare un film drammatico ma in realtà è davvero difficile creare un prodotto che riesce a mostrare allo spettatore che la sua vita può essere straordinaria e interessante, tanto quanto una spedizione nello spazio o un film d’avventura.

Il film che ti sei perso...

Per mostrarvi come lo straordinario risieda nelle piccole storie quotidiane ho scelto i seguenti titoli: Match Point, Brooklyn, Evening e Atonement. Sono quattro pellicole differenti tra di loro, ambientate in epoche diverse, che raccontano svariati drammi. Eppure toccano tutte un punto molto sensibile del mio cuore e della mia anima. Non sono solo le lacrime che legano, attraverso un sottile fil rouge, questi titoli ma anche il voler raccontare in modo delicato, pacato, senza eccessi, una storia. Questi quattro film mostrano, in quattro modi differenti, che lo straordinario risiede, a volte, in un dramma intimo e famigliare e che questo può toccare l’animo di una persona distante, mostrando comprensione per cosa significhi una piccola o grande battaglia quotidiana.

Che sia un amore perduto, una lontananza forzata, un amore proibito o uno ostacolato non è importante. Ciò che è essenziale è il racconto, è la forza dell’animo umano che silenziosamente e quotidianamente affronta le proprie battaglie personali, senza che le persone accanto sappiano ciò che sta realmente vivendo. I film che cercano di rappresentare un microcosmo per parlare di una storia universale sono tantissimi. Quindi perché ho scelto questi quattro titoli? Semplicemente perché mi sono molto cari e perché rientrano tutti, per un motivo o per un altro, nella classifica dei miei film preferiti. Ecco perché vi suggerisco di vederli tutti. Se cercate un ulteriore motivo per vederli vi accontento subito dicendovi quanto segue:

  • Match Point: regia di Woody Allen. Attori fantastici e colonna sonora ineccepibile. Fotografia impeccabile. Uno dei migliori lavori di Allen e il mio film preferito del regista. Ve l’ho già suggerito nel mio post dedicato all’attrice Scarlett Johansson
  • Brooklyn: una piccola poesia in movimento. Un film intimo, delicato e ben interpretato – la giovane Saoirse Ronan non delude mai
  • Evening: una storia d’amore struggente e drammatica. Un film corale che vanta un cast femminile di tutto rispetto
  • Atonement: la fotografia che accompagna tutti i film diretti da Joe Wright, uno dei miei registi preferiti, è sempre perfetta, drammatica e curata. Questo film non è da meno. Il cast vanta attori meravigliosi e la storia è tratta dall’omonimo romanzo scritto da Ian McEwan. Vi ho già consigliato questo titolo in due mie precedenti post: Piano sequenza, ovvero l’illusione di essere dentro al film e James McAvoy

Nel caso te lo fossi perso…

  • Match Point, Woody Allen, 2005
  • Atonement, Joe Wright, 2007
  • Evening, Lajos Koltai, 2007
  • Brooklyn, John Crowley, 2015

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La serie TV che ti sei perso…

The Leftovers

Oggi ho deciso di parlarvi di una serie che si è già conclusa. Il prodotto in questione è decisamente diverso dal solito ed è l’adattamento televisivo dell’omonimo romanzo. The Leftovers è andato in onda per tre stagioni e la sua programmazione si è conclusa, per il pubblico italiano, nel luglio 2017. Credo che delle tre, la prima stagione sia la più accattivante e la più bella, tuttavia essendo la trama particolarmente interessante non sono riuscita ad evitare di proseguire con la visione. So di alcune persone che, sebbene hanno iniziato a seguire la serie con il mio stesso entusiasmo e curiosità, hanno deciso di abbandonarla prima che la trama volgesse al suo termine. Lo ammetto, finirla non sarà semplice, non per tutti almeno. La narrazione diventa più lenta e se siete alla ricerca di una spiegazione o di una conclusione che porti qualche informazione in più, rispetto a quanto  viene rivelato all’inizio, lasciate stare. The Leftovers è una serie fatta e creata per farvi sorgere domande, per vedere come l’essere umano si adatta, sopravvive e affronta i mille ostacoli che la vita offre, anche quando sembra che tutto sia finito senza una spiegazione.

Il film che ti sei perso...

Breve riassunto:

Un giorno come un altro improvvisamente scompare il 2% della popolazione mondiale. La vita non si ferma. Tra dubbi, tante paure e nessuna certezza, la serie affronta, attraverso gli occhi di una piccola comunità americana, chiamata Mapleton, il tema della sopravvivenza, della fede e delle colpa tipica del sopravvissuto, tre anni dopo il fatidico giorno.

Perché guardarla:

  • Se siete in cerca di nuovi stimoli e non vi dispiace osservare una storia, un avvenimento senza che questo vi dia molte spiegazioni allora The Letfovers è la serie giusta per voi
  • Il prodotto è tanto assurdo quanto intelligente: sta a voi scegliere quale teoria abbraccereste e decidere quale personaggio rispecchia di più la vostra sensibilità
  • Sono solo 3 stagioni per un totale di 28 episodi

Perché non guardarla:

  • La storia potrebbe andare avanti all’infinito. Il significato della serie non è cercare risposte ma trovare la forza di andare avanti. Se cercate un prodotto che vi dica tutte le regole e che metta tutte le carte in tavola allora non dovete nemmeno iniziarla
  • La trama in alcuni momenti soprattutto, a parer mio, della seconda stagione, è eccessivamente lenta

Pagina ufficiale: https://www.hbo.com/the-leftovers

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/TheLeftoversHBO/

Midnight in Paris

Come anticipato lunedì scorso (Anno nuovo, nuove proposte) eccomi qui con un nuovo modo di raccontarvi il cinema. Una pellicola alla volta. Senza spolier ovviamente. Mi sono ritrovata a domandarmi se sarebbe stato più carino iniziare con un film già citato in precedenza, con uno uscito da poco al cinema o con un classico. Alla fine ho optato per un misto di queste cose. Oggi vi parlerò di un film che non è appena uscito ma che non appartiene nemmeno al secolo scorso. Per celebrare l’inizio di questo nuovo modo di raccontare il cinema, ho pensato che sarebbe stato carino partire con un film che adoro ma che non ho ancora avuto modo di suggerirvi.

Midnight in Paris è un divertente e intelligente film ideato, scritto e diretto dal genio indiscusso di Woody Allen. Questo regista non ha certo bisogno del mio umile commento per essere riconosciuto come un vero artista capace di raccontare l’animo umano, le sue paure e ansie, attraverso una spiccata vena comica, intelligente e irriverente. Mi perdonerete se mi unisco al coro di coloro che pensano che gli ultimi film di Allen non sempre sono all’altezza del suo nome. Come tutte le persone affronta alti e bassi nella sua carriera ma se parliamo di Midnight in Paris allora commentiamo un punto di massima. Questo è un titolo che consiglio a chiunque, sia a coloro che amano il cinema di Allen che ai neofiti. La regia non è nemmeno da analizzare – impeccabile come sempre, tuttavia si potrebbero spendere fiumi di parole per il soggetto. Unico, geniale, colto e divertente. Gli attori? Quando mai Allen sbaglia la scelta… e nel caso vi servisse ancora un piccolo incentivo: c’è Owen Wilson (nei panni del protagonista) al suo meglio.

Il film che ti sei perso...

Breve riassunto:

Francia, Parigi. Uno sceneggiatore di Hollywood di successo è in vacanza con la sua fidanzata, i genitori di lei e una coppia di amici della famiglia della ragazza, incontrati per caso. Gil, il protagonista, sta cercando di ultimare il suo primo romanzo. Incompreso, sottovalutato, snobbato dalla famiglia della ricca (e tremendamente snob) ragazza, inizia a girovagare per le strade di Parigi di notte. In uno di questi solitari cammini notturni scopre un segreto tanto incredibile quanto magico…

Perché guardarlo:

  • Il soggetto, la regia e la sceneggiatura sono del migliore Woody Allen
  • Gli attori, anche le comparse, sono tutti ineccepibili e perfetti
  • È una pellicola divertente, irriverente ma anche intelligente in quanto tra una risata e l’latra fa riflettere lo spettatore

Perché non guardarlo:

  • Credo sia un film che possa piacere a chiunque per cui non ho un vero elemento di bocciatura da inserire. Lo sconsiglio solamente a chi non apprezza particolarmente il metodo di narrazione di Woody Allen o chi non ama Owen Wilson. Lui è l’indiscusso protagonista per cui, se non apprezzate l’attore americano, lasciate perdere perché Wilson trascina lo spettatore all’interno della storia tanto quanto la macchina da presa

In questo momento puoi trovare questo film su Netflix:

Midnight in Paris

La serie TV che ti sei perso…

This Is Us

Eccoci di nuovo qui, pronti per scoprire insieme una nuova “vecchia” serie TV. Inizio il nuovo anno ritagliano questo spazio per parlarvi di una serie drammatica, dolce, sensibile, intelligente e ben interpretata. Con This Is Us le lacrime sono assicurate. Sappiate che non sono lacrime sdolcinate e gratuite. Sono frutto di una regia e di una sceneggiatura particolarmente attenta alla condizione umana. Il soggetto è estremamente semplice e proprio per questo motivo funziona così bene. This Is Us è la dimostrazione che non serve andare tanto lontano per colpire l’animo delle persone, perché attraverso una situazione familiare, attraverso personalità differenti eppure affini, si possono affrontare insieme allo spettatore le paure e le angosce che attanagliano chiunque di noi.

Non è difficile capire perché questa serie sta riscontrando così tanto successo e perché il pubblico si è subito appassionato alla storia e ai personaggi. Vi basterà la prima puntata per rimanere agganciati e per voler scoprire, sempre di più, come la storia si evolve e cosa accade alle persone che colorano e vivono all’interno della magnifica realtà creata in This Is Us.

Il film che ti sei perso...

Breve riassunto:

Passato e presente si incontrano fin dall’inizio di questa serie TV. Il passato mostra una giovane meravigliosa coppia appena sposata, Jack e Rebecca, i quali scoprono che diventeranno genitori di ben… tre gemelli. La data prevista per il parto arriva con un po’ d’anticipo e Rebecca partorisce il giorno del trentaseiesimo compleanno di Jack. Il presente mostra tre personaggi, in apparenza così diversi eppure incredibilmente legati che affrontano il giorno del loro trentaseiesimo compleanno.

Perché guardarla:

  • Perché è una serie dolce, intelligente, sensibile e curata
  • Il cast corale è assolutamente perfetto. Nessuno di loro sfigura ma al contrario, alcune performance si elevano più di altre
  • Con This Is Us è facile identificarsi di volta in volta con i vari personaggi che contraddistinguono e portano avanti la serie

Perché non guardarla:

  • La serie è ancora in produzione. Attualmente sono arrivati alla terza stagione per un totale di 54 episodi

Pagina ufficiale: https://www.nbc.com/this-is-us

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/NBCThisIsUs/

 

Natalie Portman

Il film che ti sei perso...

Parto con una premessa: secondo me Natalie Portman è una di quelle rarissime donne nate con il dono di essere belle di natura, lei meno è truccata e più è bella. Quindi il suo bel viso è già di per sé una calamita per la macchina da presa, che si innamora di lei ogni qualvolta la inquadra e indugia sul suo dolce sorriso.

La bellezza non è nulla se non è supportata da altro ma Natalie Portman è bella e intelligente. Nel corso della sua carriera ha affrontato numerosi ruoli, molto diversi tra di loro e ha recitato in più generi cinematografici. La bellezza sposa il talento nel caso della Portman, che si è fatta conoscere già da bambina quando, nel 1994, ha recitato accanto a Jean Reno e al grandissimo Gary Oldman, diretta dalla sapiente mano registica di Luc Besson.

I ruoli interessanti e le famose pellicole a cui ha preso parte l’attrice naturalizzata statunitense, nata a Gerusalemme, sono tantissimi e non posso certo elencarvi tutti i titoli degni di nota. Però se devo cercare di convincervi ad appassionarvi a quest’artista, dotata di talento, vi posso dire che V for Vendetta, Black Swan, Closer, Where the Heart Is e Cold Mountain sono film in cui, vuoi per la sua dolcezza, per la sua potenza, per la sua capacità di passare da un ruolo a un altro, è impossibile non rimanere ammaliati dal suo talento.

Natalie Portman ha preso parte anche a pellicole e me molto care. È entrata a far parte del cast della meravigliosa saga che è Star Wars e nel 2011, diretta da Kenneth Branagh, è approdata nel mondo dei supereroi interpretando la dolce metà di Thor, nell’omonimo film. Prendendo parte a queste pellicole è ovvio che la Portman sia diventata famosissima e conosciuta da tutti, ciò nonostante non dimentica di ritagliarsi lo spazio per film più impegnati e sottili. Progetti che l’hanno portata nel 2011 a vincere l’ambito premio Oscar come miglior attrice protagonista.

La bellezza è anche e soprattutto intelligenza e sensibilità. Natalie Portman non è solo un’attrice ma anche una donna impegnata nel sociale: porta avanti le sue battaglie difendendo il pianeta terra, combattendo per i diritti degli animali. È una fervida ambientalista e una sostenitrice dei diritti gay – esco per un momento dai binari del mio blog. Ci terrei a precisare che personalmente trovo veramente assurdo che nel 2019 (gente sveglia: siamo nel 2019!!) ci sia ancora bisogno di doversi schierare per dei diritti che secondo me sono inalienabili. Mi deprime vivere in un mondo in cui c’è bisogno di dividere le persone in base alle preferenze sessuali. Sono convinta che uno dei mali peggiori di questo mondo sia l’ignoranza e la cattiveria che da essa ne deriva. Quindi brava Natalie Portman! Perché chi è famoso e ha una cassa di risonanza così importante a livello mondiale, è assolutamente necessario che si faccia sentire e che faccia capire a chi non vuol capire, che gli esseri umani sono tutti uguali, con gli stessi diritti e doveri. Scusate la mia piccola digressione ma ho sentito necessario esprimere le mie idee al riguardo e se qualcuno pensa ancora che ci sia qualcosa di sbagliato nel colore della pelle o che una diversa preferenza sessuale sia una malattia, allora è pregato di andare a leggere un altro blog. Perché qui non si parla di tolleranza ma di civiltà.

Tornando a uno dei miei argomenti preferiti… Natalie Portman è una donna da seguire, che regala sempre emozionanti interpretazioni, che si sa inventare e reinventare. Non è solo un’attrice ma una persona intelligente e sensibile. Un vero esempio da seguire.

Nel caso te lo fossi perso…

  • Léon, Luc Besson, 1994
  • V for Vendetta, James McTeigue, 2005
  • Black Swan, Darren Aronofsky, 2010
  • Lo sapete, sono un appassionata del genere: uno qualunque o, meglio ancora tutti, i film di Star Wars
  • Uno qualunque o, meglio ancora tutti, i film della Marvel Cinematic Universe

In questo momento puoi trovare i seguenti film su…

Sky On Demand:

V for Vendetta

Anno nuovo, nuove proposte

Buongiorno a tutti, buongiorno a chi mi legge settimanalmente, a chi mi segue sporadicamente e a chi mi legge per la prima volta.

Buon anno a tutti voi, spero che abbiate passato delle buone feste, che vi siate divertiti, abbuffati e che siate andati al cinema a godervi qualche bel film. Io il 23 dicembre sono andata a vedere Bohemian Rapsody. Lo so, sono andata tardi, rispetto alla data di uscita ma come si dice “meglio tardi che mai”, no? Ragazzi che film meraviglioso!! Finito di vederlo ho sentito l’esigenza di condividere le mie impressioni sulla pagina Facebook del blog – ho dichiarato al mondo il mio amore per Rami Malek e ho anche affermato di esigere che quel talentuoso ragazzo vinca il Premio Oscar, adesso! Se non mi seguite ancora su FB e Instagram vi consiglio di farlo perché posto e commento con regolare frequenza. A tal proposito, spero che abbiate seguito insieme a me la diretta questa notte dei Golden Globe. Questa notte, o meglio questa mattina, quando il meraviglioso Rami Malek e il film Bohemian Rapsody hanno vinto, ho esultato come una pazza su tutti i social in cui sono presente. Approfitto per ricordarvi che mi trovate anche su Twitter. Vi invito a seguirmi e magari, perché no, ad aiutarmi a far crescere le mie pagine social consigliandole anche a qualche vostra amicizia e conoscenza.

Il film che ti sei perso...

Bene, adesso che abbiamo affrontato il mio piccolo momento di auto promozione vi posso annunciare che ho deciso di modificare leggermente il mio blog. Insomma, è giusto cambiare ed evolversi. Quindi dal momento che piace la mia rubrica del venerdì, dedicata alle serie TV, ho deciso che prenderò lo stesso formato e lo trasferirò anche in quella del lunedì, incentrata sulle pellicole cinematografiche. Visto che questo sarà un esperimento, lo farò a lunedì alterni e dal momento che immagino che siate curiosi di sapere come procederà questo nuovo modo di affrontare il cinema, sappiate che inizierò già il prossimo lunedì. Non vi resta che aspettare una settimana dunque e nell’attesa potrete leggervi i miei prossimi post. Appuntamento come sempre: mercoledì e venerdì.

Vi informo inoltre che anche la mia pagina Instagram subirà alcuni cambiamenti. Per scoprirli vi basterà seguirmi. Concludo questo mio breve comunicato di inizio anno chiedendovi scusa se sono sparita. Nel mio ultimo post di dicembre avevo detto che non vi avrei abbandonato e che di tanto in tanto avrei riproposto gli articoli che ho scritto per Movie Magazine Italia. Non ho potuto farlo perché il sito è momentaneamente bloccato. Mi spiace per il disguido che si è creato. Da questa settimana tornerà tutto come al solito, beh, più o meno. Restate sintonizzati per scoprire le piccole novità che ho in serbo per voi. A presto,

Giorgia – Il film che ti sei perso…

 

Natale, vacanze e dove trovarmi

Buongiorno a tutti, buongiorno a chi mi legge settimanalmente, a chi mi segue sporadicamente e a chi mi legge per la prima volta.

Attraverso questo post vi annuncio che Il film che ti sei perso… va in vacanza per la breve pausa natalizia. Tornerò a tempestarvi di consigli e suggerimenti con l’arrivo del nuovo anno, precisamente lunedì 7 gennaio. Lo so, state pensando che vi abbandonerò ai vostri parenti, tra un panettone e un pandoro ma la verità è che non posterò nulla di nuovo… QUI.

Sarò presente e attiva quotidianamente sulla mia pagina Facebook (che vi invito a seguire e condividere sulla vostre bacheche e su quelle dei vostri amici e conoscenti… avanti: a Natale non siamo tutti più buoni? Ecco bravi, allora correte a tempestare la mia pagina di like ahah). La pagina Twitter sarà attiva come sempre mentre il profilo di Instagram si prenderà una breve vacanza insieme al blog.

Non disperate, ho già pensato che non vi abbandonerò del tutto nemmeno qui. Come vi ho ampiamente ripetuto, collaboro con una rivista online chiamata Movie Magazine Italia e, per chi ancora non lo sapesse, di tanto in tanto ripropongo qui gli articoli che ho avuto modo di redigere per Movie Magazine. Queste vacanze natalizie quindi non leggerete nulla di nuovo ma avrete modo di recuperare qualche altro articolo che ho scritto, nel caso ve lo foste perso…

Concludo ringraziando chi mi segue dall’inizio, chi si è aggiunto nel corso dei mesi, chi è arrivato ultimante e chi mi scopre per la prima volta attraverso questo post. È stato un vero piacere scrivere e scoprire che ho un piccolo fedele seguito. Non mi resta che augurarvi uno splendido Natale, un felice anno nuovo e che ogni vostro desiderio si possa avverare. Tanti Auguri e buone feste!!!

A presto,

Giorgia – Il film che ti sei perso…

Morgan Freeman

Il film che ti sei perso...

Oggi vi parlo e vi consiglio un attore che non ha bisogno di presentazioni. Un artista che tutti amano. Un attore incredibile, che ha interpretato ruoli stupendi e memorabili, un uomo dalla voce meravigliosa… Morgan Freeman. So bene che questo appuntamento settimanale l’ho creato per raccontarvi di persone del mondo dello spettacolo che ammiro e attraverso di loro, consigliarvi qualche titolo del passato da guardare, nel caso ve lo foste perso… ma capirete anche voi che con questo talentuoso attore americano è davvero arduo trovare solo un paio di titoli. Per di più molti dei suoi film sono dei veri classici imperdibili. Insomma, come si fa a non amare Morgan Freeman e a non aver visto i più famosi lungometraggi a cui ha preso parte?

Quindi oggi lo so, vi parlerò un po’ dell’ovvio ma non potevo evitare di dedicare un breve spazio a un nome così talentuoso. Quindi adesso vi consiglio un classico, un film di cui ancora non vi ho parlato ma che credo abbiate visto tutti voi – Seven. David Fincher, regista che vi ho già nominato più volte, ha diretto un vero capolavoro. Trama, attori e finale epico. Seven credo sia uno di quei titoli che almeno una volta nella vita vanno visti e se avete troppa paura e pensate che vederlo vi traumatizzerà allora fate come me la prima volta che l’ho visto: in pieno giorno! Fidatevi, non potrete fare a meno di vederlo una seconda volta con la giusta atmosfera.

Quanti titoli, troppi. Come scegliere il prossimo da consigliarvi? Ok, forse Seven non è adatto a tutti i tipi di stomaco, meglio cambiare completamente e suggerirvi Driving Miss Daisy. Questo titolo lo potete vedere tutti senza problemi. Non fa paura, anzi. La recitazione non eccessiva ma sempre impeccabile di Morgan Freeman è meravigliosa anche in questa pellicola, che gli è valsa la prima candidatura al premio Oscar, vinto poi con Million Dollar Baby – film che vi ho suggerito nel mio articolo Sul ring come nella vita.

The Shawshank Redemption, che altro non è che Le ali della libertà per il pubblico italiano, è un altro grande classico a cui ha preso parte Morgan Freeman che non vi potete certo perdere.

Morgan Freeman nel corso della sua brillante e stimata carriera si è divertito a interpretare l’Onnipotente – nella divertentissima commedia Bruce Almighty e nel seguito Evan Almighty, conosciuti in Italia rispettivamente con i titoli Una settimana da Dio e Un’impresa da Dio per poi passare, tra un titolo e l’altro a impersonare una figura leggendaria della storia del Sudafrica e non solo: Nelson Mandela, nella pellicola, diretta dal collega e amico Clint Eastwood, Invictus.  Rimanendo nella categoria personaggi realmente esistiti, allora un altro meraviglioso titolo che narra di un evento realmente accaduto e che vede Morgan Freeman all’interno del cast, è il lungometraggio diretto da Steven Spielberg, Amistad. Lucy, la trilogia sul Cavaliere Oscuro diretta da Nolan e Oblivion sono altri interessanti titoli che vantano la collaborazione di Freeman e di cui vi ho già parlato. Esistono ancora altri innumerevoli film che vi vorrei suggerire che vedono nel cast l’attore americano ma direi che li serberò per prossimi articoli. Tanto lo sapete, la filosofia di questo blog è un po’ quella di andare a ripescare titoli nuovi e non proprio nuovi con l’intento di goderseli per la prima o per l’ennesima volta.

 

Nel caso te lo fossi perso…

  • Driving Miss Daisy, Bruce Beresford, 1989
  • The Shawshank Redemption, Frank Darabont, 1994
  • Seven, David Fincher, 1995
  • Amistad, Steven Spielberg, 1997

In questo momento puoi trovare i seguenti film su…

     Sky On Demand:

Driving Miss Daisy

Il fascino della Notte

Dopo la breve pausa estiva che mi sono presa, ho riaperto il mio blog con un articolo dedicato al magico, fantastico e bellissimo mondo dei lungometraggi che hanno come filo conduttore i supereroi. Nell’articolo Perché il mondo ha bisogno di Superman non ho analizzato, come di consueto, un paio di titoli ma ho voluto dedicare un breve omaggio al genere – che personalmente, ormai lo sapete, adoro. Alla fine dell’articolo avevo inoltre detto che avrei potuto dedicare un post a un singolo personaggio. Su suggerimento, o meglio, richiesta di una persona mi è stato consigliato di dedicare una breve analisi a una delle figure più iconiche di sempre: Batman.

Premetto che non posso scrivere un articolo dettagliato, analizzando per filo e per segno la caratterizzazione che nasce dal fumetto perché non sono così preparata, anche se confesso che vorrei esserlo. A tal proposito chiedo: tra di voi c’è per caso qualche appassionato che mi saprebbe consigliare un libro – possibilmente scritto in italiano, in cui si analizzando un po’ tutti i personaggi dei fumetti e le loro storie?

Il film che ti sei perso...

Confessate le mie lacune, possiamo procedere con l’analisi di uno dei primi supereroi, uno dei più oscuri e perennemente in bilico tra il senso di giustizia e la voglia di vendetta. Bruce Wayne, alias Batman, oltre ai famigerati fumetti vanta una serie di lungometraggi e serie televisive (animate e non). Personalmente ho sempre amato di più i film di Superman – Christopher Reeve per me non interpretava un ruolo, lui era quel personaggio! e la serialità dedicata a Batman. Posso affermare, con un certo orgoglio, che sono cresciuta a pane e cartoni animati. Uno dei miei preferiti era proprio la serie animata in cui l’uomo pipistrello era il protagonista. Mentre i film a cavallo tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta creano un Batman (ci tengo a ribadire che l’opinione che sto lasciando è puramente personale) abbastanza piatto in cui i veri protagonisti sono gli antagonisti, recitati con un effetto caricaturale e marcato, la serie animata era più equilibrata. Batman era rigido , oscuro, enigmatico ma mai anonimo, almeno ai miei occhi di bambina. Oggigiorno se torno a guardare uno dei film diretti da Tim Burton, regista che ammiro e che apprezzo, o da Joel Schumacher, altro nome che ha diretto film a me cari, non riesco a provare la stessa emozione di quando guardo una pellicola, più datata ma meno finta, in cui il protagonista è Superman. Batman è il simbolo dell’uomo che per sconfiggere la paura usa la paura stessa. È l’uomo che non teme la sua oscurità ma che ne fa uso. Non è il simbolo del bene assoluto e nemmeno il cavaliere senza macchia – non per niente uno dei suo nomi è Cavaliere Oscuro! Nei passati lungometraggi mi è sempre sembrato una figura piatta e poco incisiva. Poi sono arrivati Nolan alla regia e Christian Bale dietro la maschera.

Ciò che i due hanno creato è stato qualcosa di unico. Paura, angoscia, oscurità, lotta tra male assoluto e male minore, un personaggio con una nuova e rinnovata profondità. I nemici erano affascinanti come sempre (come si può non menzionare il meraviglioso Heath Ledger) ma finalmente anche Batman aveva una sua identità. Caos e ordine, paura e disciplina, terrorismo e legge. Nella trilogia di Nolan non solo si assiste a un Batman complesso ma anche a dei film che possono avvicinare un pubblico che non mastica di supereroi.

Un altro lavoro che ho apprezzato molto e che riguarda l’affascinante Bruce Wayne è la serie televisiva Gotham, alla quale ho già dedicato una articolo. In questo caso trovo che la recitazione sia avallata da una regia che permette di essere sopra le righe senza sconfinare nella caricatura. Gli attori sono notevoli, alcuni nomi più di altri e se in alcune occasioni l’oscuro ma ancora adolescente Batman passa in secondo piano la storia non ne risente.

Tornando ai lungometraggi. Christian Bale ha passato il mantello a Ben Affleck il quale ha ricevuto un numero infinito di critiche e di elogi. Insomma, come sempre il pubblico si divide – per fortuna! Io faccio parte di quel gruppo che ha apprezzato Ben Affleck, certo, non recita come Bale ma non credo che abbia rovinato il volto di Bruce Wayne. Il suo è un Batman non giovanissimo ma pur sempre assolutamente affascinante, è arrabbiato e ha uno scontro (e che scontro) con il kryptoniano Superman. Ma voi per chi tifavate? Io chiaramente facevo orgogliosamente parte del partito pro Superman.

Perché la figura di Batman, sia in un film, in una versione animata o in una serie televisiva, piace sempre e comunque? Perché è l’uomo che affronta le decisioni che altri non sanno prendere. Perché è imperfetto eppure non lo si può non amare. Perché affronta il suo dolore con forza e i demoni del passato lo aiutano ad affrontare il presente. Poi ammettiamolo, tra tutte le macchine, le moto, gli aerei e le innumerevoli tecnologie che lo circondano come si fa a non pensare, almeno una volta, “wow, questo lo vorrei pure io!”? Batman che sia una figura di contorno o l’indiscusso protagonista, che sia all’inizio della sua carriera da supereroe mascherato o verso la fine, resta un indiscusso idolo. Perché è tutto quello che ho citato prima e molto altro. Perché… beh, perché è Batman!

Nel caso te lo fossi perso…

  • Batman: The Animated Series, 1992 – 1995
  • Batman Begins, Christopher Nolan, 2005
  • The Dark Knight, Christopher Nolan, 2008
  • The Dark Knight Rises, Christopher Nolan, 2012
  • Gotham, 2014 –

In questo momento puoi trovare i seguenti film su…

Netflix:

Gotham