Benedict Cumberbatch

Il film che ti sei perso...

La voce più bella del mondo ha il volto di Benedict Cumberbatch. Uno degli elementi più importanti per un attore è la proprio voce, la capacità di saperla modulare, di modificare gli accenti, le inflessioni e trasmettere attraverso essa più sentimenti ed emozioni possibili. Benedict Cumberbetch parte decisamente avvantaggiato in questo lavoro grazie all’incredibile dono che gli ha fatto madre natura. So che vi ripeto spesso di provare a seguire gli attori in lingua originale ma fidatevi se vi dico che Cumberbatch, l’uomo dal cognome quasi impronunciabile, non può essere seguito altrimenti. Se qualcuno mi chiedesse una personale classifica delle voci (attuali) più belle del mondo, il mio podio vedrebbe al terzo posto la potente voce di Chris Hemsworth, al secondo l’irraggiungibile Morgan Freeman e al primo posto l’unico e inimitabile Benedict Cumerbatch – una menzione speciale andrebbe al nostro Luca Ward.

Classifica a parte, per parlarvi e consigliarvi di avvicinarvi a questo incredibile attore, nel mio ormai consueto appuntamento del mercoledì, non posso non passare da ciò che ritengo sia uno dei suoi più grandi talenti. Una bella voce tuttavia non può molto se non è accompagnata da altro. Benedict Cumberbatch è voce, talento e studio dell’arte drammatica. È un grandioso interprete Shakespiriano, ha una spiccata vena comica, è un attore di teatro, cinematografico e televisivo. Insomma, nella giornata dedicata a un singolo artista, non può mancare da parte mia un omaggio a questo indiscutibile talento britannico.

Tra le opere a cui ha preso parte Benedict Cumberbatch, che a parer mio non potete perdervi, c’è la serie televisiva Sherlock, che ho già consigliato e analizzato. Se volete godervi appieno la sua voce nella massima potenza ed espressione allora vi consiglio di godervi la sua interpretazione del drago Smaug, presente in due dei tre film della trilogia The Hobbit. Trilogia che credo meriti di essere vista indipendentemente da Cumberbatch ma ormai lo sapete: sono una vera amante di questi meravigliosi prodotti che trasportano lo spettatore (e il lettore) in luoghi lontani nello spazio e nel tempo. Altra mia grande passione sono i film che nascono direttamente dalle pagine dei fumetti – Benedict Cumberbatch ha preso parte alla favolosa e colossale produzione della Marvel Cinematic Universe, dando vita a un meraviglioso Doctor Strange. Altro straordinario ruolo e personaggio a cui Cumberbatch dona qualcosa di unico e che vi consiglio di vedere è Khan in Star Trek Into Darkness.

Non ci sono solo le grandi produzione hollywoodiane per Benedict Cumberbatch. Sa dare vita a personaggi intimi, pieni di paure, rifiutati da una società ignorante e razzista, dotati di uno straordinario mondo all’intero della propria anima. Allo stesso modo sa interpretare crudeli antagonisti, personaggi senza scrupoli e persone ambigue e indefinibili. Tra i titoli interessanti a cui ha preso parte vi menziono 12 Years a Slave, The Fifth Estate, War Horse e The Imitation Game, film che gli ha regalato la candidatura all’Oscar come miglior attore protagonista.

Che siano grandi produzioni o piccole, che abbia ruoli principali o marginali, che interpreti il buon protagonista o il perfido nemico a Benedict Cumberbatch sembra che cambi poco. La sua capacità di donare qualcosa di unico a ogni personaggio è innegabile, la sua continua voglia di cimentarsi in caratterizzazioni differenti è palese. Insomma, credo che questo sia uno di quei talentuosi attori della nostra generazione a cui è bene appassionarsi e avvicinarsi, perché la sua carriera non è all’apice ma soltanto all’inizio. Essendo sua fan nutro sempre grande interesse per le sue scelte artistiche. Spero con questo breve articolo di aver fatto appassionare un pochino anche voi a questo incredibile attore.

 

Nel caso te lo fossi perso…

  • The Hobbit, Peter Jackson, 2012, 2013, 2014
  • Star Trek Into Darkness, J. J. Abrams, 2013
  • The Imitation Game, Morten Tyldum, 2014
  • Lo sapete, sono un appassionata del genere: uno qualunque o, meglio ancora tutti, i film della Marvel Cinematic Universe
  • Sherlock, 2010 –

 

In questo momento puoi trovare i seguenti film su…

Netflix:

Sherlock

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Colette: simbolo di libertà femminile nel film di Wash Westmoreland

Keira Knightley è Colette nel film, diretto da Wash Westmoreland, presentato nella sezione Festa Mobile al Torino Film Festival 2018….

via Colette: simbolo di libertà femminile nel film di Wash Westmoreland — Movie Magazine Italia

Oiktos – Pity, il film greco in concorso al Torino Film Festival

Il film greco “Oikos” ha vinto al TFF il Premio della Federazione Internazionale della Stampa Cinematografica. Ho avuto il piacere di vederlo in anteprima e di recensirlo…

via Oiktos – Pity, il film greco in concorso al Torino Film Festival — Movie Magazine Italia

Per sempre felici e contenti… forse

In un mio precedente articolo, L’evoluzione delle principesse Disney, in cui ho analizzato le figure femminili dei cartoni animati, avevo scritto che la famosa casa di produzione ha un vizio davvero unico: stravolgere il finale delle più famose fiabe e con esso il significato di cui si fanno portatrici. Vi avevo inoltre detto che in futuro avrei dedicato un articolo proprio a questo tema. Come avrete intuito quel momento è arrivato. Non posso certamente rovinarvi tutti i vostri ricordi d’infanzia, così ho pensato di citare tre titoli, in modo che l’eventuale trauma possa essere arginato.

La prima principessa Disney

Biancaneve è la protagonista del primo lungometraggio Disney – 1937. In Snow White and the Seven Dwarfs, ovvero Biancaneve e i sette nani, il finale è noto a tutti. Il finale Disney intendo. Perché tutti noi, se pensiamo a Biancaneve sappiamo bene che viene salvata dal bacio del vero amore, dal suo bel principe, che disperato per la sua morte e incapace di lasciarla andare, le da un ultimo bacio sulle labbra e che proprio questo gesto d’amore la risveglia dal sonno maledetto. Che bella storia, vero? Insomma, salvata da un bacio, dal vero amore. Certo, come no. Volete sapere il finale che i fratelli Grimm avevano dato a una delle loro più celebri fiabe? La principessa cade in uno stato di morte apparente perché si strozza con un pezzetto di mela che le rimane incastrato nella gola. Grazie alla sua famosa bellezza nessuno ha il cuore di dirle addio, così viene creata una bara di vetro in modo da poterla venerare. Un principe di passaggio (notare: di passaggio!) la nota e incantato dalla sua grazia da ordine che la salma venga portata a palazzo, per poterla vedere sempre (inquietante, no?). Durante il trasporto però qualcuno inciampa e a causa della scossa il pezzetto di mela incastrato esce dalla gola di Biancaneve. La fanciulla una volta ridestatasi dallo stato di morte apparente si sposa con il principe. Questo si che è uno shock, vero? E siamo solo alla prima fiaba, se avete abbastanza coraggio continuate nella lettura.

Non solo fiabe

Non solo le fiabe vengono stravolte ma anche i lungometraggi tratti da storie vere risentono della strana mania Disney di voler cambiare il finale. In questo breve paragrafo vi parlo del mio personaggio femminile Disney preferito: Pocahontas. Nel lungometraggio del 1995 la protagonista dell’omonima pellicola è una donna forte, capace di pensare con la sua testa, in grado di essere un ponte tra due culture differenti. Svio un attimo dal discorso per condividere con voi il mio pensiero sul fatto che Pocahontas sia un cartone che tutti (adulti compresi) dovrebbero vedere e rivedere. Parla di divergenze tra culture che vengono appianate, trasmette l’importanza di quanto sia necessario amare, capire e proteggere il nostro meraviglioso pianeta terra e la natura. Appurato ciò, torniamo a noi e alla bellissima protagonista, la prima dalla pelle non bianca come un lenzuolo – finalmente! Dicevamo che Pocahontas è fiera, forte, coraggiosa e intelligente, legata alla propria terra e alla tradizioni ma anche curiosa di vedere e comprendere ciò che non conosce. Ecco, arriviamo al punto in cui la Disney si scontra con la realtà. Se la vera Pocahontas, dopa una serie di vicissitudini che comprendono la schiavitù e la conversione, viene convocata oltreoceano dopo aver spostato un inglese (pare che il suo sia stato il primo matrimonio registrato tra un uomo europeo e una nativa indiana), nel lungometraggio preferisce rimanere a casa, con la sua tribù e dicendo addio al suo amato John Smith. Perché la Disney abbia deciso di cambiare la trama così tanto, imponendo questo finale è proprio un mistero. In fondo che Pocahontas decidesse di rimanere o di partire una cosa era assicurata: le infinite lacrime alla fine della visione.

Il film che ti sei perso...

Il classico dei classici

Torniamo ai classici e a principesse più succubi della storia (e anche meno interessanti). Cenerentola, su questa fiaba ci si potrebbe scrivere un’intera tesi di laurea magistrale analizzando come la fiaba si è evoluta nel corso dei secoli, di quali significati psicologici e pedagogici si fa portatrice e la qualità e quantità delle trasposizioni cinematografiche dalla nascita del cinema a oggi (fidatevi se lo dico: perché io l’ho fatto!). Questa è una delle fiabe più famose in assoluto e vanta numerosissime versioni, la più antica delle quali risale all’antico Egitto e innumerevoli trasposizioni cinematografiche – più di cinquanta. Questa principessa è stata narrata da molte tradizioni e culture, decisamente diverse tra di loro. La Disney attinge alla versione, notoriamente edulcorata, di Charles Perrault. Quale cambiamento porta la casa di produzione americana? Gli amici di Cenerentola. Gli animaletti che accompagnano la narrazione sono una mera invenzione della Disney. Sconvolgente vero? I famosi e dolcissimi Jaq e Gus Gus, che aiutano la nostra protagonista ad uscire dalla torre nella quale viene imprigionata dalla matrigna, in realtà prima del 1950 non esistevano in nessuna versione. Lo so che vi state chiedendo “ma allora chi la aiuta a fuggire dalla torre?” e se vi rispondessi che non c’è nessuna torre? Se vi dicessi che Cenerentola al ballo non ci va una sola volta ma tre? Se vi raccontassi che Cenerentola, così come le fanciulle Disney che vi ho menzionato prima e come tanti, tantissimi altri lungometraggi Disney, sono ben distanti dalle prime versioni?

Questo post non vuole screditare la Disney, anche perché non potrei mai visto quanto sono affezionata ai suoi prodotti ma vuole portarvi a farvi incuriosire. Se una cosa vi piace, andate oltre, scoprite cosa c’è di reale e cosa è stato aggiunto, provate a leggere e conoscere più versioni di una stessa storia e poi solo allora decidete quale narrazione fa più al caso vostro.

 

Nel caso te lo fossi perso…

  • Snow White and the Seven Dwarfs, David Hand, Perce Pearce, Wiliam Cottrell, Larry Morey, Wilfred Jackson, Ben Sharpsteen, 1937
  • Cinderella, Wilfred Jackson, Hamilton Luske, Clyde Geronimi, 1950
  • Pocahontas, Mike Gabriel, Eric Goldberg, 1995

 

Juliet, Naked: una commedia capace di raccontare la vita

“Juliet, Naked” è una commedia presentata nella categoria Festa Mobile al TFF. Se ve la consiglio? SI – bella, divertente, intelligente e ben interpretata

via Juliet, Naked: una commedia capace di raccontare la vita — Movie Magazine Italia

Il Mangiatore di Pietre, un thriller silenzioso con Luigi Lo Cascio

Vi propongo la recensione che ho scritto del primo film che ho avuto modo di vedere al Torino Film Festival

via Il Mangiatore di Pietre, un thriller silenzioso con Luigi Lo Cascio — Movie Magazine Italia

La mia esperienza al Torino Film Festival

Ebbene si, vi scrivo in un giorno in cui non ho in programma nessuna delle mie tre rubriche settimanali. Giusto perché mi piace essere ripetitiva vi ricordo che scrivo il lunedì (tema: film), il mercoledì (su un singolo artista) e il venerdì (appuntamento con la serialità della televisione). Perché quindi di sabato? Perché ieri ho concluso la mia breve ma interessante esperienza al Torino Film Festival. Sono andata con l’accredito stampa grazie alla rivista online con la quale collaboro: Movie Magazine Italia. Avrei voluto fare più cose, vedere più film ma confesso che, sebbene sia stato un breve incontro con il festival piemontese, mi sono trovata benissimo. Per questo motivo oggi vorrei condividere con voi la mia gioia e le mie emozioni.

Non è la prima volta che partecipo a un Festival del Cinema ma è la prima occasione in cui mi capita di parteciparvi come Stampa. Lo scorso anno ho fatto parte dello staff della Festa del Cinema di Roma. Altra esperienza meravigliosa. Se vi interessasse scoprire qualche avventura che ho vissuto lo scorso anno potrei dedicare un altro breve spazio al ricordo di Roma.

Dunque cosa vi posso dire del trentaseiesimo Torino Film Festival? Che nei prossimo giorni condividerò anche sul mio blog le recensioni che ho scritto. Vi suggerirò un articolo al giorno giusto per non essere troppo noiosa!

Il film che ti sei perso...

Eventi interessanti che mi sono accaduti? Beh se volete ridere vi posso confessare che quando sono andata a ritirare l’accredito, prima di trovare la porta giusta, sono entrata in due posti sbagliati e quando ho chiesto informazioni mi hanno detto che l’ufficio accrediti era accanto. Letteralmente. C’era pure un enorme cartello che indicava dove andare ma chiaramente io ho subito cercato di farmi riconoscere…. Ma tranquilli, è normale per me fare queste figure. Anche se non mi abituo mai all’imbarazzo.

Ieri invece faceva freddissimo, è stato il primo (e per fortuna l’unico) giorno in cui mi sono congelata abbastanza. Ecco perché mi sono coperta bene e nascosta mezzo viso sotto il cappotto. Sono arrivata al cinema infreddolita e un gentile signore mi ha detto che potevo già entrare in sala a scaldarmi, dovevo solo mostrare l’accredito per confermare di poter entrare. È arrivato un suo collega, che  sorridendomi ha detto: “si , si lei è provvista dell’accredito. È tutta la settimana che la vedo! Ormai conosco a memoria i volti di chi può entrare”. Nel frattempo ho comunque mostrato l’accredito e ho riso pensando di essermi fatta riconoscere sia il primo che l’ultimo giorno.

I film che ho visto mi hanno piacevolmente colpita. Ho scoperto pellicole che non mi aspettavo fossero così interessanti mentre una mi ha delusa. Mi sono divertita, sono stata ospitata da persone meravigliose che mi hanno fatta sentire a casa, ho mangiato bene (e troppo) e ho visto una splendida Torino illuminata a festa. Nel complesso posso dire solo cose positive di quest’esperienza. Quindi, grazie Torino, grazie a chi mi ha permesso di potermi sentire come a casa, a chi mi ha fatto compagnia e a chi ha fatto in modo che questa piccola avventura si potesse realizzare.

Giorgia – Il film che ti sei perso…

La serie TV che ti sei perso…

Prison Break

Oggi vi voglio consigliare un prodotto che ho iniziato quasi per caso e che prepotentemente è entrato a far parte delle mie serie televisive preferite. L’ho divorato e nel giro di meno di un mese sono passata dallo stupore della prima puntata all’ultima stagione! Una volta iniziato Prison Break non sono più riuscita a staccarmi. La trama è talmente avvincente e adrenalinica che è davvero difficile non sentire la necessità di procedere con la visione. Una puntata tira l’altra, letteralmente. Sono affascinati ed emozionanti tutte le cinque stagioni ma credo che la prima sia qualcosa di unico. Una delle migliori, se non addirittura la migliore prima stagione in assoluto che abbia mai visto. Pensate solo che ho iniziato questa serie con mia mamma e prima di vedere la prima puntata ho detto una cosa del tipo: “c’è questa serie in cui scappano di prigione. Non so, non mi ispira molto”. Quanto è bello sbagliarsi! Dopo i primi 10 minuti della puntata pilota ero già del tutto rapita dalla trama e ho immediatamente capito che è un prodotto che vive a cavallo tra più generi – rispecchiando una narrazione sempre più sorprendente e mai scontata, che ha il sapore di altre incredibili serie televisive, come Alias. La storia funziona grazie alla sceneggiatura incredibilmente dettagliata, l’adrenalina è tenuta costantemente alta e l’asticella delle aspettative rimane decisamente più alta della media delle altre serie televisive. Gli attori funzionano non solo per la loro bellezza e i loro fascino (dettaglio che non va assolutamente trascurato a parer mio) ma anche grazie alla loro interpretazione e caratterizzazione. Alcuni potrebbero ribattere che Prison Break sia un prodotto un po’ troppo sopra le righe ed esagerato ma io faccio parte di quella ristretta cerchia di persone che ogni tanto apprezza l’esagerazione, se ponderata e calcolata. Insomma, la nostra vita procede incessantemente e inesorabilmente a un certo ritmo, perché ogni tanto non ci stacchiamo dalla monotona quotidianità per lasciarci trasportare da una narrazione che, sebbene sia esagerata, è studiata per tenerci sempre con il fiato sospeso?

Il film che ti sei perso...

Breve riassunto:

Michael Scofield, è un brillante (e bellissimo) ingegnere civile, dotato di un’intelligenza sopra la media, che commette di proposito una rapina in banca con l’unico scopo di poter essere arrestato e incarcerato nella prigione di Fox River. Qui è detenuto il fratello, Lincoln, accusato di omicidio del fratello del vice presidente degli Stati Uniti d’America e per questo condannato a morte. Il piano di Michael? Essere il primo ad evadere da Fox River e salvare così la vita del fratello.

Perché guardarla:

  • Sono belle ed entusiasmanti tutte le stagioni ma la prima è qualcosa di incredibile e di imperdibile
  • Michael Scofield. Lui, alias Wentworth Miller, è un personaggio talmente bello (in tutti i sensi, è un vero piacere per gli occhi!) che è impossibile non innamorarsi di lui
  • I personaggi che colorano e danno vita alla serie sono indimenticabili e unici
  • La serie mostra una delle migliori amicizie che abbia mai visto sul piccolo schermo
  • Adrenalina allo stato puro. Nessuna serie tiene così incollati allo schermo e trasmette un senso di ansia costante – une vera sfida per gli sceneggiatori (che hanno chiaramente vinto) e per il pubblico riuscire a resistere

Perché non guardarla:

  • Prison Break è composta da 4 stagioni, iniziate nel 2005, un film conclusivo (puntata finale) e una miniserie di 9 puntate (stagione 5). È stata confermata una sesta stagione. Insomma: avete un bel po’ da recuperare
  • Se siete persone che amano seguire le serie televisive senza prestare troppa attenzione allo schermo e anche se perdete una puntata non è la fine del mondo, allora non è il prodotto che fa per voi

Pagina ufficiale: https://www.fox.com/prison-break/

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/PrisonBreak/

In questo momento puoi trovare questa serie su Netflix:

https://www.netflixlovers.it/catalogo-netflix-italia/70140425/prison-break

Whoopi Goldberg

Il film che ti sei perso...

In un articolo che ho scritto per Movie Magazine Italia, rivista online con la quale collaboro, ho dedicato un breve omaggio per una delle attrici che prediligevo quando ero piccola: Julia Roberts – Julia Roberts: i cinque film più iconici della sua carriera. L’altra donna che adoravo e che tutt’ora ammiro è la mitica Whoopi Goldberg. Conosciuta dai più per le sue partecipazioni a pellicole leggere e divertenti, l’anima di questa donna magnetica è sensibile e profonda. La prima pellicola alla quale ha partecipato è un toccante e potente film, diretto da Steven Spielberg, che vi ho già anche consigliato nel mio articolo Quando il cinema è Donna. Per The Color Purple si dice che sia stata scelta perché all’interno della narrazione serviva una donna non proprio bella. La Goldberg è la rappresentazione del fatto che, fortunatamente, nella vita la bellezza non è tutto. La sua bravura compensa qualunque altra lacuna (sempre ammesso che si possa definire tale la mancanza di bellezza). Drammatica, comica, intensa, professionale e divertente. Whoopi Goldberg dimostra i suoi talenti tanto al cinema, fin dagli esordi quindi, quanto a teatro. È famosissimo il tour che ha visto l’attrice, nata a New York, collaborare con altri due indiscussi maghi della comicità e del palcoscenico: Robin Williams e Billy Crystal. Si può solo immaginare quale meraviglioso e memorabile show abbiano messo in scena questi tre mostri sacri.

Indimenticabili e indimenticate sono le sue interpretazioni più divertenti nei panni della presunta suora in Sister Act e di Oda Mae Brown in Ghost, ruolo che le è anche valso l’Oscar come miglior attrice non protagonista, innumerevoli premi e riconoscimenti. Tanto per sottolineare che Whoopi Goldberg sa passare, come solo le migliori sanno fare, da un ruolo divertentissimo a uno drammatico mi viene da ricordavi un’altra pellicola che vi ho già suggerito, sempre nell’articolo precedentemente citato, alla quale ha preso parte, ovvero Girl, Interrupted. Questo film che vede un cast quasi tutto al femminile non è l’unico al quale la Goldberg partecipa. Anche la dolce pellicola Moonlight & Valentino è un progetto corale  che vede al suo interno una maggioranza di personaggi femminili.

Accanto alle pellicole dolci e romantiche, divertenti ma non esagerate la Goldberg con il passare degli anni ha preso parte a progetti sempre più di scarsa qualità e di poco interesse. La sua vita ormai è incentrata maggiormente sul programma televisivo The View che conduce insieme ad altre colleghe. Una delle cause che sembrano aver allontanato questa talentuosa attrice dal grande schermo pare essere la mancanza di progetti interessanti. Tuttavia la bravura va accompagnata anche da intelligenza e spirito di intraprendenza. Questo è il caso della Goldberg che, non ricevendo più proposte interessanti ha avuto la prontezza di reinventarsi in televisione e di diventare una produttrice.

Non so se concordate con me quando dico che sarebbe bello rivederla sul grande schermo in una vera pellicola nella quale possa mettere in scena tutto il suo talento come attrice. Nell’attesa e nella speranza di rivederla nei panni di un grande e interessante personaggio, sia esso comico o drammatico, vi consiglio qualche film a cui ha preso parte, nel caso ve lo foste perso…

 

Nel caso te lo fossi perso…

  • Ghost, Jerry Zucker, 1990
  • Sister Act, Emile Ardolino, 1992
  • Moonlight & Valentino, David Anspaugh, 1995

Graphic Cinema

Le trame dei film si dividono in due tipologie, esistono le sceneggiature originali e quelle non originali. All’interno di quelle non originali le fonti a cui le narrazioni attingono sono le più disparate. Alcune pellicole si ispirano a romanzi, altri a eventi realmente accaduti, certi prendono spunto dall’infinito mondo dei fumetti e una piccola parte di questi ultimi sono tratti da una particolare categoria di fumetti: le grapich novel, o come sono meglio conosciute in Italia, i romanzi grafici o romanzi a fumetti. Questa tipologia si differenzia dagli altri fumetti per alcune peculiari caratteristiche. Come ben sapete questo blog si occupa di film, serie televisive e attori, per cui non è la sede giusta per analizzare questa tipologia di fumetto nel suo specifico, anche perché ammetto che non sono nemmeno in grado di farlo. Tuttavia questo genere di narrazione ha dato la possibilità di creare interessantissime pellicole che, attingendo a questo mondo meraviglioso e ben caratterizzato, sono risultate vincenti sotto molteplici punti di vista. Come spesso accade, anche oggi ho deciso di suggerirvi tre titoli che hanno un solo filo conduttore – in questo caso la sceneggiatura non originale che si ispira appunto alle graphic novel.

Il più famoso dei tre è certamente Sin City. Questa pellicola del 2005, suddivisa in tre episodi e diretta da tre registi differenti, vive in bilico tra il mondo del cinema e quello dei fumetti. La narrazione, la fotografia, la recitazione e il montaggio seguono più le regole della carta stampata che del cinema. E questo funziona. Funziona eccome. Il risultato è qualcosa di unico, perfettamente riconoscibile. Il film è stato girato in digitale e le ambientazioni sono quasi tutte virtuali ma questa scelta registica non dona un senso di falsa realtà ma crea l’incrocio perfetto tra cinema e graphic novel.

Il secondo dei tre film che voglio suggerirvi in questo articolo è un titolo che vi ho già consigliato in altre due occasioni (La spia che ti sei perso e James McAvoy). Il lungometraggio in questione è Atomic Blonde del 2017, in cui la bellissima protagonista è la magnetica Charlize Theron. Nel caso non lo aveste ancora visto, mi limito a dire che ritengo che questa sia un’altra interessante pellicola che non andrebbe persa ma che, anzi, merita di essere vista. Non solo per la regia, la trama e la recitazione ma anche per l’incredibile colonna sonora.

Il film che ti sei perso...

L’ultimo titolo che suggerisco oggi è un altro film ampiamente visto e conosciuto. 300. Questo lungometraggio è stato oggetto di numerosi elogi ed è anche ormai famoso per la celebre esclamazione “Questa è Sparta!”. Confesso di aver visto questa pellicola solo un paio d’anni fa perché prima pensavo, erroneamente, che fosse un prodotto poco interessante. È sempre bello ricredersi, soprattutto quando alla fine della visone si rimane felicemente colpiti. La fotografia, l’intero film lascia senza parole, incanta, tiene lo spettatore davanti allo schermo e lo conquista, dall’inizio alla fine. Non fate l’errore che ho fatto io, pensando che 300 sia un film poco degno di nota. Al contrario, la pellicola diretta da Zack Snyder è assolutamente imperdibile, soprattutto se vi interessano i prodotti un po’ diversi dal solito, che colorano la storia della cinematografia con entusiasmanti trovate.

Nel caso te lo fossi perso…

  • Sin City, Robert Rodriguez, Frank Miller, Quentin Tarantino, 2005
  • 300, Zack Snyder, 2007
  • Atomic Blonde, David Leitch, 2017

 

In questo momento puoi trovare i seguenti film su…

Sky Cinema Italia:                               Netflix:

Atomic Blonde                                           300