Maggie Smith

Il film che ti sei perso...

Maggie Smith, vincitrice di un Tony Award, due premi Oscar, tre Golden Globe, quattro Emmy Awards, cinque Premi BAFTA e cinque Screen Actors Guild Award. I premi non sono certo tutto nella vita e chi decide di inseguire il sogno delle recitazione lo fa per l’arte, non per i premi ma certo è che Maggie Smith di premi ne ha vinti e se li è meritati tutti. Nata il 28 dicembre del 1934, questa incredibile e talentuosa donna ha vissuto anni meravigliosi al cinema, ha donato al mondo ruoli incredibili e con la sua compostezza e con il suo incredibile stile non può che essere una donna da ammirare.

Personalmente mi sono avvicinata a questa donna fin da piccola, prima ancora di vederla nel ruolo della mitica professoressa McGranitt – mi rivolgo ai fan della saga di Harry Potter: ebbene si, questa volta scrivo il nome nella versione italiana ma avendo letto i libri con la prima traduzione per me è e resterà Minerva McGrantitt. Ruolo che tra le altre cose le calza a pennello: le espressioni che fa, i movimenti e il suo modo di essere all’interno della saga la rendono perfetta nel ruolo. Forse è il personaggio che più si avvicina a come me la sono sempre immaginata leggendo i libri di Harry Potter. Dicevo prima che fin da piccola ho ammirato questa donna. Il film che me l’ha fatta scoprire è del 1993: The Secret Garden. Se siete nati attorno al 1990, come me, questo film non vi può certo essere sfuggito quando eravate piccoli e non può avervi lasciato indifferenti.

Escludendo quelli che vengono definiti, erroneamente a parer mio, film per bambini vi elenco una breve serie di film, tra i tantissimi a cui ha preso parte Maggie Smith, che secondo e non potete assolutamente perdervi: A Room with a View, Divine Secrets of the Ya-Ya Sisterhood, Keeping Mum, The Best Exotic Marigold Hotel, The Lady in the Van, e ovviamente non può mancare la mitica serie, in cui Maggie Smith interpreta un personaggio assolutamente unico, di cui vi ho già parlato: Downton Abbey. Questa serie televisiva vedrà uscire, a fine 2019, il proprio film e tra i vari interpreti che torneranno ci sarà anche la stupenda Maggie Smith nei panni della Contessa Violet Crawley.

I film a cui ha preso parte Maggie Smith sono tantissimi e abbracciano un arco temporale molto ampio, è anche una straordinaria interprete shakespiriana, tuttavia oggi ho deciso di consigliarvi pellicole recenti senza andare troppo indietro nel tempo. Sono tutti film che fanno commuovere e sorridere, che, come si dice, scaldano il cuore e che allo stesso tempo trovano il modo di far scattare una risata. La bellezza dell’arte di Maggie Smith è proprio questa: saper far commuovere il suo pubblico ma anche farlo ridere quando serve. Non tutte la attrici sono così versatili e così credibili in ogni singolo ruolo che interpretano ma Maggie Smith lo è. Ecco perché oggi ho voluto dedicare la mia rubrica del mercoledì a lei: perché rappresenta alla perfezione cosa significa saper recitare.

Nel caso te lo fossi perso…

  • A Room with a View, James Ivory, 1985
  • Divine Secrets of the Ya-Ya Sisterhood, Callie Khouri, 2002
  • Keeping Mum, Niall Johnson, 2005
  • The Lady in the Van, Nicholas Hytner, 2015
  • Downton Abbey, 2010 – 2015

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Samuel L. Jackson

Il film che ti sei perso...

Come si fa a non amare la recitazione di Samuel L. Jackson? Come si fa a non seguirlo con passione e curiosità? Soprattutto tra gli amanti del cinema di Quentin Tarantino, il nome di Samuel L. Jackson è sinonimo di un attore capace di esagerare senza essere una caricatura. I suoi personaggi sono spesso – mi riferisco ancora alla sua collaborazione importante con il regista statunitense di chiare origini italiane, sopra le righe. Insopportabili, pazzi, imprevedibili, arroganti, cattivi e magnetici. Se il nome di Samuel L. Jackson è associato a Tarantino, le scene che vedono un’ottima regia affiancata da una grande performance sono assicurate. Tuttavia l’attore, doppiatore e produttore americano, nato il 21 dicembre del 1948, è molto di più di una collaborazione. È un’artista capace di rendersi sempre accattivante e di conquistare il cuore del pubblico, anche quando interpreta personaggi che oltrepassano decisamente il limite della correttezza.

Un altro grande nome e regista al quale viene spesso associato il grande Samuel L. Jackson è quello di Spike Lee. Se avete voglia di andare a sbirciare un pochino la sua filmografia vi renderete conto di quanti titoli vantano la sua collaborazione. Mi risulta estremamente difficile, anche oggi, scegliere solo un paio di titoli da consigliarvi in cui è comparso questo attore. Ha partecipato a pellicole che hanno ottenuto un risultato vincente al botteghino. Anzi, per essere corretti è meglio dire che una buona parte dei film, a cui ha preso parte, sono stati dei veri campioni d’incassi. Anche questa è una dote. L’attore, o il suo manager o la sua agenzia, deve saper scegliere bene e con cura i ruoli. Si sa, all’inizio della carriera un attore deve guardare poco la sostanza e concentrarsi sulla quantità. Più visibilità uno ottiene e più possibilità ha di farsi notare. Una volta entrato nell’occhio di chi sa guardare allora l’attore può permettersi di scegliere con cura i suoi ruoli. È importante saper capire cosa chiede il pubblico, sia per restare sempre a galla che per una mera questione economica – siamo onesti: chiunque ragionerebbe così. Una volta che un attore ha una certa stabilità economica si può anche guardare attorno e scegliere pellicole più intime e magari più di nicchia ma assolutamente valide. Samuel L. Jackson nel corso della sua lunga carriera ha saputo scegliere con attenzione i suoi ruoli, capendo sia le esigenze del pubblico che intuendo quali lungometraggi sarebbero risultati vincenti al botteghino.

Torno a parlare di un argomento che mi piace affrontare e che so che conoscete anche voi: i film tratti dai fumetti della Marvel. Tutta la saga dei vendicatori perderebbe il suo senso se mancasse il personaggio di Nick Fury. Ora provate a immaginare Nick Fury con il volto di un altro attore. Impossibile. Ormai il suo volto si è radicato così tanto nel nostro immaginario che risulta difficile per noi pensare ai vendicatori senza Samuel L. Jackson. Se questo non è talento non so come chiamarlo. Si, probabilmente è anche dovuto a un buon lavoro di marketing, senza di esso Hollywood non sarebbe la fantastica macchina (macina soldi) ben funzionate che è diventata. Tuttavia, come mi piace ricordarvi, bisogna sempre tenere ben a mente che l’ingegno e l’astuzia non possono molto se non sono supportate da altro. Quindi bravo Samuel L. Jackson.

 

Nel caso te lo fossi perso…

  • Pulp Fiction, Quetin Tarantino, 1994
  • A Time to Kill, Joel Schumacher, 1996
  • Unbreakable, M. Night Shyamalan, 2000
  • Changing Lanes, Roger Michell, 2002
  • Uno qualunque o, meglio ancora tutti, i film della Marvel Cinematic Universe

 

In questo momento puoi trovare i seguenti film su…

Sky Cinema Italia:                               Netflix:

        Pulp Fiction                                                     Unbreakable

Sophia Loren

Il film che ti sei perso...

Alcuni di voi potranno pensare “finalmente!” Ebbene si, oggi parlo di un’attrice italiana. Ero molto indecisa con chi iniziare perché anche la nostra bella Italia vanta attori degni di nota e di merito. Non ho mai nascosto che prediligo di gran lunga la recitazione anglofona eppure riconosco il talento. Quindi non faccio quella che apprezza solo gli stranieri, ignorando i connazionali e apro le danze, nell’appuntamento del mercoledì – incentrato su un solo artista, con una Signora Attrice. Una donna apprezzata a livello mondiale e che vanta una carriera invidiabile. Sophia Loren ha ancora vissuto gli anni d’oro del cinema italiano, ha collaborato con nomi altisonanti ed è riuscita a superare la prova del tempo e quella, forse più difficile per noi italiani, d’oltreoceano.

In un post così corto non è certo possibile ricordare tutti i lavori di Sophia Loren e come spesso mi capita di ricordarvi, in questa rubrica di metà settimana, non sono certo io a farvi scoprire l’acqua calda. Il fatto che la Loren sia una grande attrice lo sanno tutti, il mio vuole quindi essere solo un piccolo breve omaggio.

Vi consiglio di andare a sbirciare un po’ su internet, sui siti che amano catalogare e segnare ogni record e premio, per scoprire quante nomination e quante vittorie ha collezionato Sophia Loren. Tra le sue interpretazioni però la, forse, più famosa è anche quella che le ha permesso di ricevere più candidature in assoluto. Chiaramente sto parlando del film La ciociara, diretto dal mio regista italiano preferito: Vittorio De Sica.

Quindi, sebbene, come ho detto prima, il mio articolo sarà un po’ una serie di ovvietà cercherò di evitare di soffermarmi sulla più banale e vi dirò che Ieri, oggi, domani, I girasoli, Miseria e nobiltà, Pane, amore e…, Una giornata particolare e Matrimonio all’italiana sono dei titoli che dovete assolutamente vedere. Non solamente per l’interpretazione di Sophia Loren ma anche per la bellezza dei film. Sono storie drammatiche, potenti, belle, delicate, forti, assolutamente ben dirette e altrettanto ben interpretate – ad eccezione del film di Risi che è una vera perla di comicità. Se vi piace il cinema, se amate scoprire titoli datati ma che hanno un valore culturale e storico allora questi che vi ho appena citato sono dei cosiddetti must. Non potete perderveli.

Ebbene si, la mia rubrica oggi finisce già qui, d’altronde quando c’è un nome così importante o si spendono davvero tante parole o si scrive il minimo senza cercare di parlare troppo per poi dimenticare qualcosa.

Nel caso te lo fossi perso…

  • Miseria e nobiltà, Mario Mattoli, 1954
  • Pane, amore e…, Dino Risi , 1955
  • La ciociara, Vittorio De Sica, 1960
  • Ieri, oggi, domani, Vittorio De Sica, 1963
  • Matrimonio all’italiana, Vittorio De Sica, 1964
  • I girasoli, Vittorio De Sica, 1970
  • Una giornata particolare, Ettore Scola, 1977

Noi, ragazze del ‘90

Si lo so, vi state domandando perché nel titolo di oggi c’è un bel “noi” all’inizio. Come se io facessi parte dell’élite di Hollywood. Sapete bene che non è così ma stavolta ho qualcosa in comune anch’io con i film di cui vi voglio parlare oggi. In questo breve articolo vi suggerirò titoli in cui le protagoniste sono ragazze nate, come me appunto, nel 1990. Tre attrici, un titolo a testa. Le seguenti interpreti hanno partecipato tutte a pellicole degne di note, grandi successi cinematografici che sono risultati vincenti al botteghino e film di nicchia. Ammetto che non è stato molto semplice, soprattutto per una di loro, scegliere un solo titolo da suggerirvi.

Kristen Stewart

Per la prima volta devo discostarmi dal mio modo di vedere il cinema e di raccontarlo. Sapete che non sono amante delle critiche, tuttavia non posso nemmeno evitare di dare un mio giudizio, per quanto insignificante possa essere. Personalmente non amo affatto come recita la Stewart. E no, non lo dico perché sono gelosa o altro – accusa che mi è già stata rivolta. Riconosco la bellezza di questa ragazza e se mi seguite sapete bene che non sono una persona che nutre gelosia. Se una donna è bella e brava non vedo nessun problema nel riconoscerlo, anzi: essendo un’amante del bello la esalto per i suoi meriti (non che la bellezza sia un merito, quella è una fortuna che ha concesso madre natura). La Stewart per me è solo bella, li finisce la storia. Non amo come recita, la trovo sempre uguale a se stessa e tremendamente piatta. Se poi la affianco alle sue coetanee non c’è paragone. Ai miei occhi lei perde sempre, anche in bellezza. Però ripeto, è una mia idea e come tale vi prego di prenderla. Appurato ciò, non posso evitare di riconoscere che la Stewart ha preso parte a numerose pellicole interessanti. Tra i vari film in cui è comparsa mi sento di suggerirvi un titolo che secondo me, è passato, ingiustamente, un po’ inosservato. Sto parlando di Clouds of Sils Maria. Questo film vede l’attrice in un ruolo diverso dal solito. La trama è bella, interessante e se anche voi non siete amanti, come me, del suo modo di porsi davanti alla macchina da presa, sappiate che verrete rapiti dalla location, dall’attrice protagonista che la affianca, ovvero la sempre brava Juliette Binoche e dalla storia.

Emma Watson

Ecco un’altra attrice che non ha certo bisogno di presentazioni. Emma Watson ha conosciuto la fama internazionale grazie alla saga di Harry Potter ma lasciamo Hermione Granger per affrontare il titolo che secondo me, tra le pellicole di Emma Watson merita di essere visto. Colonia. Diretto da Florian Gallenberger, il film vede accanto alla giovane attrice il fantastico Daniel Brühl. Sono convinta che tra i titoli che hanno visto la collaborazione di questa attrice inglese, questo sia quello passato più inosservato. Personalmente in questo film ho trovato la performance di Emma Watson più convincente e profonda del solito.

Jennifer Lawrence

La mia preferita tra le tre. A mio modesto parere la più brava e la più bella. Intelligente nel scegliere i proprio ruoli e una bravissima interprete. Sempre credibile, profonda e interessate. Jennifer Lawrence secondo me è una straordinaria attrice da seguire. Nella sua carriera vanta molti titoli che meritano di essere visti, non solamente per la trama ma anche per la sua capacità di interpretare i ruoli che le vengono assegnati. Considerando che American Hustle ve l’ho già consigliato in altre occasioni, i titoli tra cui ero indecisa erano: Winter’s Bone, Passengers, Joy e Silver Linings Playbook. Alla fine ho deciso che oggi, tra questi film, che credono valgano tutti la pena di essere visti, vi suggerisco l’ultimo e non solamente perché questo ruolo le ha conferito la vittoria del premio Oscar. Questo film è divertente, intelligente, profondo, sarcastico, esattamente come il ruolo che interpreta magistralmente Jennifer Lawrence.

Nel caso te lo fossi perso…

  • Silver Linings Playbook, David O. Russell, 2012
  • Clouds of Sils Maria, Olivier Assayas, 2014
  • Colonia, Florian Gallenberger, 2015

In questo momento puoi trovare i seguenti film su…

   Sky On Demand:

Silver Linings Playbook

Clouds of Sils Maria

Christian Bale

Il film che ti sei perso...

Ebbene si, anche oggi vi parlerò dell’ovvio. Christian Bale è talento allo stato puro. Non ha certo bisogno di presentazioni e non ha assolutamente bisogno del mio blog per essere riconosciuto come un grande arista. Eppure lo sapete, sono un’amante del bello, dell’arte e del talento e Christian Bale non poteva certo mancare nella mia rubrica del mercoledì.

Senza star ad analizzare le ultime opere che hanno fatto parlare di lui, come Vice, diretto da Adam McKay, cosa posso dirvi di Christian Bale? Insomma, il suo talento viene riconosciuto anche per la totale immersione nel personaggio. Ingrassa e dimagrisce a comando. Passa da un ruolo a un altro con la stessa facilità con cui io passo dall’antipasto al primo. Vederlo recitare per me è sempre un vero piacere, potrebbe anche fare un monologo in cui legge i numeri dell’elenco telefonico e lo guarderei lo stesso con ammirazione. Credo che la bellezza di questo attore risieda proprio nella sua totale scomparsa dietro a un ruolo. Quando recita non si vede più Bale ma si assiste al personaggio. Già nel mio articolo di due settimane fa, dedicato ad Al Pacino, vi ho menzionato il suo metodo di recitazione.

Molti dei titoli a cui ha preso parte Christian Bale ve li ho già menzionati e suggeriti più volte nei miei precedenti post. Film che secondo me meritano di essere visti, non solo per l’attore, ma anche per la resa del film nella sua totalità sono: The Fighter (che vi ho suggerito nel mio post Sul ring come nella vita), la trilogia dedicata al cavaliere oscuro diretta da Nolan, regista che ha collaborato con Bale anche nel film The Prestige, 3:10 to Yuma (titolo che vi ho consigliato nell’articolo Western: il genere che non conosce tempo), Equilibrium, Velvet Goldmine, The Machinist conosciuto in Itala con il titolo L’uomo senza sonno, The New World (altro titolo che vi ho già menzionato nel mio post L’assenza della parola), Empire of the Sun di Steven Spielberg, The Portrait of a Lady, American Psycho (anche questo già menzionato – Il labirinto della mente), American Hustle e Public Enemies.

Lo so che vi ho suggerito parecchi titoli ma almeno avete più scelta. Come sempre, ormai lo sapete bene, vi consiglio di vederli tutti e anche di più. Non solo per la presenza di Christian Bale. Sono convinta che i film, i libri, la musica, insomma l’arte, arricchiscano una persona. Credo inoltre che creino una sorta di dipendenza – positiva, si intende, che attrae lo spettatore. Più uno usufruisce (se così si può dire) della cultura più sente la necessità di arricchirsi. Se poi in questo splendido mash-up di cultura c’è anche il meraviglioso Christian Bale tanto meglio! Anche questa volta vi ho suggerito più di un paio di titoli e ne ho anche approfittato per ricordarvi che la cultura passa prima di tutto dalla vostra voglia di conoscere e di arricchire le vostre conoscenze.

 

Nel caso te lo fossi perso…

  • The Portrait of a Lady, Jane Campion, 1996
  • Equilibrium, Kurt Wimmer, 2002
  • The Machinist, Brad Anderson, 2004
  • American Hustle, David O. Russell, 2013

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American Hustle

Saoirse Ronan

Il film che ti sei perso...

Ammettiamolo: Saoirse Ronan è un nome tanto bello quanto impronunciabile. Personalmente ho storpiato il suo nome mille volte prima di capire la corretta pronuncia e adesso che ho capito come si chiama, la definisco “la talentuosa ragazza dal nome impronunciabile”. Battute a parte, sappiate che raccontarvi di questa ragazza mi costa un po’: il solo pensiero che sia più giovane di me e che nella sua carriera abbia già collezionato collaborazioni così importanti mi fa sentire un po’ una vecchia scarpa inutile… Depressione a parte (si fa per scherzare chiaramente!) oggi vi vorrei consigliare di avvicinarvi a un talento giovane, fresco e innegabile. Questa attrice irlandese, naturalizzata statunitense, classe 1994 (si avete letto bene e no, non ho sbagliato la data), vanta nella sua carriera collaborazioni con registi importanti e talentuosi artisti quali Peter Jackson, Wes Anderson, Ryan Gosling, Greta Gerwing e Joe Wright.

Basterebbero questi illustri nomi a far capire che se molti lavorano con lei è perché il talento in questa giovane ragazza non manca. Uno dei suoi primi film importanti è stato il lungometraggio che ha diretto Joe Wright, Atonement – titolo che vi ho suggerito in più occasioni, perché, ormai lo sapete, è uno dei miei film preferiti. In questa pellicola, Saoirse Ronan, ha dato prova di una grande interpretazione e la sua bravura non si è spenta come la fiamma di una candela ma ha continuato a brillare e risplendere in altri titoli. Uno di questi è il film, che ha riscontrato parecchio successo, anche grazie alla fama dell’omonimo romanzo da cui è tratto, The Lovely Bones, conosciuto in Italia con il titolo Amabili resti, che l’ha vista vestire i panni della piccola indifesa e innocente protagonista, che viene brutalmente uccisa all’inizio del racconto.

Questo lunedì, nel mio articolo Lo Straordinario nell’Ordinario, mi sono permessa di consigliarvi uno degli ultimi film a cui ha preso parte questa giovane attrice, ovvero Brooklyn, che le è valso anche la candidatura al premio Oscar come miglior attrice protagonista. Se volete conoscere il talento di Saoirse Ronan non potete certo perdervi questo titolo. Un altro lungometraggio che mette in risalto le doti di questa attrice grazie a una trama accattivante e da una regia curata è il film Hanna. Questa è la seconda collaborazione tra il regista e produttore cinematografico inglese Joe Wright e Saoirse Ronan.

Nel mio post Il riflesso della città vi ho consigliato il primo film che vede l’affascinate attore Ryan Gosling dietro la macchina da presa. Lost River, questo è il titolo, merita di essere visto non solo per la scelta del cast ma anche per la trama e per il modo di raccontare la storia. Se volete vedere Saoirse Ronan in un film in cui la narrazione e il degrado prevalgono su tutto, pur mantenendo la giusta attenzione sui volti dei giovani protagonisti, allora Lost River è il titolo adatto a voi.

Spero anche oggi, attraverso pochi titoli, di avervi fatto avvicinare a questo giovane talento, che sono sicura riserverà per il futuro altre interessanti collaborazioni e numerose grandi interpretazioni. Saoirse Ronan è la prova che la gioventù non è piena di scansafatiche, come sostengono alcuni, ma che, anzi, è ricca di persone che vivono di passione e che per essa si sanno mettere in gioco e vincono, alla grande, la sfida.

Nel caso te lo fossi perso…

  • The Lovely Bones, Peter Jackson, 2009
  • Hanna, Joe Wright, 2011
  • Lost River, Ryan Gosling, 2014
  • Brooklyn, John Crowley, 2015

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Sky Cinema:

The Lovely Bones

Natalie Portman

Il film che ti sei perso...

Parto con una premessa: secondo me Natalie Portman è una di quelle rarissime donne nate con il dono di essere belle di natura, lei meno è truccata e più è bella. Quindi il suo bel viso è già di per sé una calamita per la macchina da presa, che si innamora di lei ogni qualvolta la inquadra e indugia sul suo dolce sorriso.

La bellezza non è nulla se non è supportata da altro ma Natalie Portman è bella e intelligente. Nel corso della sua carriera ha affrontato numerosi ruoli, molto diversi tra di loro e ha recitato in più generi cinematografici. La bellezza sposa il talento nel caso della Portman, che si è fatta conoscere già da bambina quando, nel 1994, ha recitato accanto a Jean Reno e al grandissimo Gary Oldman, diretta dalla sapiente mano registica di Luc Besson.

I ruoli interessanti e le famose pellicole a cui ha preso parte l’attrice naturalizzata statunitense, nata a Gerusalemme, sono tantissimi e non posso certo elencarvi tutti i titoli degni di nota. Però se devo cercare di convincervi ad appassionarvi a quest’artista, dotata di talento, vi posso dire che V for Vendetta, Black Swan, Closer, Where the Heart Is e Cold Mountain sono film in cui, vuoi per la sua dolcezza, per la sua potenza, per la sua capacità di passare da un ruolo a un altro, è impossibile non rimanere ammaliati dal suo talento.

Natalie Portman ha preso parte anche a pellicole e me molto care. È entrata a far parte del cast della meravigliosa saga che è Star Wars e nel 2011, diretta da Kenneth Branagh, è approdata nel mondo dei supereroi interpretando la dolce metà di Thor, nell’omonimo film. Prendendo parte a queste pellicole è ovvio che la Portman sia diventata famosissima e conosciuta da tutti, ciò nonostante non dimentica di ritagliarsi lo spazio per film più impegnati e sottili. Progetti che l’hanno portata nel 2011 a vincere l’ambito premio Oscar come miglior attrice protagonista.

La bellezza è anche e soprattutto intelligenza e sensibilità. Natalie Portman non è solo un’attrice ma anche una donna impegnata nel sociale: porta avanti le sue battaglie difendendo il pianeta terra, combattendo per i diritti degli animali. È una fervida ambientalista e una sostenitrice dei diritti gay – esco per un momento dai binari del mio blog. Ci terrei a precisare che personalmente trovo veramente assurdo che nel 2019 (gente sveglia: siamo nel 2019!!) ci sia ancora bisogno di doversi schierare per dei diritti che secondo me sono inalienabili. Mi deprime vivere in un mondo in cui c’è bisogno di dividere le persone in base alle preferenze sessuali. Sono convinta che uno dei mali peggiori di questo mondo sia l’ignoranza e la cattiveria che da essa ne deriva. Quindi brava Natalie Portman! Perché chi è famoso e ha una cassa di risonanza così importante a livello mondiale, è assolutamente necessario che si faccia sentire e che faccia capire a chi non vuol capire, che gli esseri umani sono tutti uguali, con gli stessi diritti e doveri. Scusate la mia piccola digressione ma ho sentito necessario esprimere le mie idee al riguardo e se qualcuno pensa ancora che ci sia qualcosa di sbagliato nel colore della pelle o che una diversa preferenza sessuale sia una malattia, allora è pregato di andare a leggere un altro blog. Perché qui non si parla di tolleranza ma di civiltà.

Tornando a uno dei miei argomenti preferiti… Natalie Portman è una donna da seguire, che regala sempre emozionanti interpretazioni, che si sa inventare e reinventare. Non è solo un’attrice ma una persona intelligente e sensibile. Un vero esempio da seguire.

Nel caso te lo fossi perso…

  • Léon, Luc Besson, 1994
  • V for Vendetta, James McTeigue, 2005
  • Black Swan, Darren Aronofsky, 2010
  • Lo sapete, sono un appassionata del genere: uno qualunque o, meglio ancora tutti, i film di Star Wars
  • Uno qualunque o, meglio ancora tutti, i film della Marvel Cinematic Universe

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V for Vendetta

Morgan Freeman

Il film che ti sei perso...

Oggi vi parlo e vi consiglio un attore che non ha bisogno di presentazioni. Un artista che tutti amano. Un attore incredibile, che ha interpretato ruoli stupendi e memorabili, un uomo dalla voce meravigliosa… Morgan Freeman. So bene che questo appuntamento settimanale l’ho creato per raccontarvi di persone del mondo dello spettacolo che ammiro e attraverso di loro, consigliarvi qualche titolo del passato da guardare, nel caso ve lo foste perso… ma capirete anche voi che con questo talentuoso attore americano è davvero arduo trovare solo un paio di titoli. Per di più molti dei suoi film sono dei veri classici imperdibili. Insomma, come si fa a non amare Morgan Freeman e a non aver visto i più famosi lungometraggi a cui ha preso parte?

Quindi oggi lo so, vi parlerò un po’ dell’ovvio ma non potevo evitare di dedicare un breve spazio a un nome così talentuoso. Quindi adesso vi consiglio un classico, un film di cui ancora non vi ho parlato ma che credo abbiate visto tutti voi – Seven. David Fincher, regista che vi ho già nominato più volte, ha diretto un vero capolavoro. Trama, attori e finale epico. Seven credo sia uno di quei titoli che almeno una volta nella vita vanno visti e se avete troppa paura e pensate che vederlo vi traumatizzerà allora fate come me la prima volta che l’ho visto: in pieno giorno! Fidatevi, non potrete fare a meno di vederlo una seconda volta con la giusta atmosfera.

Quanti titoli, troppi. Come scegliere il prossimo da consigliarvi? Ok, forse Seven non è adatto a tutti i tipi di stomaco, meglio cambiare completamente e suggerirvi Driving Miss Daisy. Questo titolo lo potete vedere tutti senza problemi. Non fa paura, anzi. La recitazione non eccessiva ma sempre impeccabile di Morgan Freeman è meravigliosa anche in questa pellicola, che gli è valsa la prima candidatura al premio Oscar, vinto poi con Million Dollar Baby – film che vi ho suggerito nel mio articolo Sul ring come nella vita.

The Shawshank Redemption, che altro non è che Le ali della libertà per il pubblico italiano, è un altro grande classico a cui ha preso parte Morgan Freeman che non vi potete certo perdere.

Morgan Freeman nel corso della sua brillante e stimata carriera si è divertito a interpretare l’Onnipotente – nella divertentissima commedia Bruce Almighty e nel seguito Evan Almighty, conosciuti in Italia rispettivamente con i titoli Una settimana da Dio e Un’impresa da Dio per poi passare, tra un titolo e l’altro a impersonare una figura leggendaria della storia del Sudafrica e non solo: Nelson Mandela, nella pellicola, diretta dal collega e amico Clint Eastwood, Invictus.  Rimanendo nella categoria personaggi realmente esistiti, allora un altro meraviglioso titolo che narra di un evento realmente accaduto e che vede Morgan Freeman all’interno del cast, è il lungometraggio diretto da Steven Spielberg, Amistad. Lucy, la trilogia sul Cavaliere Oscuro diretta da Nolan e Oblivion sono altri interessanti titoli che vantano la collaborazione di Freeman e di cui vi ho già parlato. Esistono ancora altri innumerevoli film che vi vorrei suggerire che vedono nel cast l’attore americano ma direi che li serberò per prossimi articoli. Tanto lo sapete, la filosofia di questo blog è un po’ quella di andare a ripescare titoli nuovi e non proprio nuovi con l’intento di goderseli per la prima o per l’ennesima volta.

 

Nel caso te lo fossi perso…

  • Driving Miss Daisy, Bruce Beresford, 1989
  • The Shawshank Redemption, Frank Darabont, 1994
  • Seven, David Fincher, 1995
  • Amistad, Steven Spielberg, 1997

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Driving Miss Daisy

Alicia Vikander

Il film che ti sei perso...

Non so voi ma io adoro Alicia Vikander. La giovane attrice svedese trasmette allo schermo e di conseguenza agli spettatori, un senso di dolcezza e forza. Il suo sorriso è contagioso e la sua fisicità la fa sembrare perennemente più piccola e indifesa di quanto in realtà non siano i suoi personaggi. Decide spesso di impersonare donne forti, coraggiose, capaci di affrontare tutto e tutti, di andare avanti nonostante innumerevoli ostacoli.

Oggi ho scelto di analizzare la carriera di quest’attrice del nord Europa. Carriera breve, ovviamente, ma già costellata di interessanti collaborazioni e progetti. Ha già ricevuto numerose candidature e premi. Tra i primi ruoli internazionali, che la hanno donato visibilità e un trampolino di lancio, c’è la pellicola diretta da uno dei miei registi preferiti, Joe Wright, il quale nel 2012 l’ha diretta nel ruolo di Kitty in Anna Karenina. Un film meraviglioso e magistralmente diretto. Credo che in futuro vorrò analizzarlo meglio, nel mio consueto appuntamento del lunedì, incentrato sulle pellicole cinematografiche. Dicevo quindi che il film di Joe Wright è assolutamente imperdibile, a parer mio, soprattutto per chi, come me, ha letto il libro. Credo che la pellicola sia un’ottima trasposizione cinematografica. Il ruolo che ottiene la Vikander è un meraviglioso personaggio che, come tutti d’altronde all’interno del romanzo, ha uno sviluppo e una crescita dall’inizio della narrazione vertiginoso e interessante.

Un altro ruolo che dona visibilità e che mostra al mondo le doti della giovane e bellissima attrice svedese è Royal Affair, nel quale recita accanto allo splendido Mads Mikkelsen, ovvero il mio Hannibal Lecter preferito (La serie TV che ti sei perso… Hannibal).

Non ci sono solo le produzione europee per Alicia Vikander ma anche grandi pellicole americane. L’ultimo enorme progetto al quale ha collaborato è la nuova versione di Tomb Raider, impersonando una giovane Lara Croft. Forse però è nelle pellicole più sottili e delicate, in cui i personaggi non fanno tanto con il corpo ma dicono tutto con gli occhi, che la Vikander da il meglio di sé. Titoli come The Light Between Oceans (in cui ha anche conosciuto il suo attuale marito Michael Fassbender – ma quanto sono belli insieme?!), The Danish Girl (ruolo che le è valso il premio Oscar) ed Ex Machina offrono al pubblico una meravigliosa Alicia Vikander che trasmette e dona ai suoi personaggi quella dolcezza, vitalità e forza di cui vi parlavo prima.

Nel film diretto da Guy Ritchie The Man from U.N.C.L.E., che vi ho già consigliato nel mio post La spia che ti sei perso, compare una versione della Vikander nuova: piena di stile, pungente, tagliente, ammaliante, affascinante e letale. Tanti aggettivi lo so ma la pellicola è un vero omaggio allo stile e accanto all’attrice svedese spiccano due meravigliosi uomini che portano il nome di Harmie Hammer e Henry Cavill – ammettiamo, il film andrebbe visto già solo per la bellezza del cast. Se poi aggiungiamo che la regia è del grande Guy Ritchie, che il film riesce a conquistare e che è diretto magistralmente allora esce fuori uno di quei titoli che non vi potete perdere.

Insomma, anche oggi vi ho cercato di farvi avvicinare a un giovane talento che affronta numerosi generi diversi senza paura, anche se ripeto che la trovo decisamente più interessante quando deve interpretare ruoli più sottili e delicati, forti ma controllati. Comunque la vogliate vedere, Alicia Vikander, sa passare da un ruolo a un altro, da una produzione colossale a una piccola e intima. I registi cambiano, i ruoli pure ma il talento e la delicatezza della sua recitazione restano.

 

Nel caso te lo fossi perso…

  • Royal Affair, Nicolaj Arcel, 2012
  • Anna Karenina, Joe Wrigh, 2012
  • Ex Machina, Alex Garland, 2015
  • The Danish Girl, Tom Hooper, 2015
  • The Light Between Oceans, Derek Cianfrance, 2016