Judi Dench

Il film che ti sei perso...

Donna di classe, bella, elegante, stilosa, impeccabile, quasi fredda ma sempre composta, perfetta nel ruolo della regina e impossibile non rispettarla nel ruolo di M., il personaggio all’interno della saga cinematografica e letteraria di James Bond. Judi Dench è una donna che non si può non ammirare. Quest’attrice ha una carriera così brillante e lunga che certo mi è impossibile oggi ricordare ogni ruolo che ha interpretato che valga la pena di essere menzionato. Mi ci vorrebbero più giorni o quantomeno un post troppo lungo. Quindi anche quest’oggi mi ripeterò ancora una volta e vi dirò che questo breve commento non può certo omaggiare nel migliore dei modi una donna così importante all’interno della storia della cinematografia.

Dunque… quali ruoli e quanti film mi sento di consigliarvi oggi affinché vi possiate avvicinare, nel caso ancora non l’aveste fatto, all’indiscutibile talento di questa donna? Sarò banale ma incomincerò con i ruoli che l’hanno vista impersonare una regina. Quando Judi Dench interpreta l’austera regina – Mrs. Brown, Shakespeare in Love, Victoria and Abdul, qualunque essa sia, riesca al contempo a trasmettere un senso di reverenza, timore e stima assoluta. La sua compostezza è impeccabile e sebbene con gli occhi e con lo sguardo riesca a trasmettere tutta la dolcezza e la compassione del mondo i suoi gesti non tradiscono mai l’etichetta. Sembra che il ruolo della monarca sia cucito addosso a lei. Perfetta! Come vi dicevo prima anche la figura dell’impassibile ma altrettanto amabile M. della saga dell’agente segreto più famoso del mondo, James Bond, sembra essere scritto per lei. Ancora una volta, all’interno di questi film – GoldenEye, The World Is Not Enough, Die Another Day, Casino Royale, Quantum of Solace e Skyfall, sono i suoi occhi a parlare più di quanto non facciano le parole.

Austerità a parte Judi Dench sa anche rappresentare la fragilità e la paura di una donna comune. Una donna spezzata e piegata ma mai devastata, sempre in grado di rialzarsi. Non solo, sa anche mostrare il volto di una persona in grado di fingere di essere ciò che in realtà non è. In questo vastissimo mondo che tocca le fragilità dell’animo umano vi voglio menzionare alcuni titoli che, sia per via della bravura della Dench che dell’interessane svolgimento della trama, credo che valgano la pena di essere visti: Chocolat, Mrs Henderson Presents, Notes on a Scandal, The Best Exotic Marigold Hotel e Philomena.

Lo so, anche oggi vi ho suggerito numerosi titoli, pensate che mi sono voluta astenere dalle sue interpretazioni di personaggi nati grazie al genio di William Shakespeare e a quello di un altro grandioso artista, nato qualche secolo dopo, Oscar Wilde! Credo che questi titoli che vi ho elencato possano comunque in qualche modo non solo attraversare la lunga a brillante carriera di Judi Dench ma anche comprendere l’ampia gamma di ruoli e di emozioni che l’attrice ha saputo portare in scena con talento e maestria. Mi pace ribadire sempre che i premi non sono tutto nella vita e che l’arte delle recitazione nasce con lo scopo di creare arte appunto (scusate la ripetizione) ma tuttavia perché non nominare e menzionare almeno una parte dei premi a cui è stata candidata e ha vinto Judi Dench? In fondo è bello riconoscere il talento e scoprire che viene premiato. Così oggi vi saluto, concludendo questo articolo menzionandovi alcuni dei più prestigiosi premi che illuminano ancora di più la lunga e brillante carriera di questa attrice britannica che è anche un membro della Royal Society of Arts. 11 Premi BAFTA, 8 Olivier Awards, 2 Screen Actors Guild Awards, 2 Golden Globe e un Tony Award.

Nel caso te lo fossi perso…

  • Shakespeare in Love, John Madden, 1998
  • Mrs Henderson Presents, Stephen Frears, 2005
  • Notes on a Scandal, Richard Eyre, 2006
  • The Best Exotic Marigold Hotel, John Madden, 2012
  • Uno qualunque o, meglio ancora tutti, i film della saga di James Bond

 

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Leonardo DiCaprio

Il film che ti sei perso...

Oggi vorrei consigliarvi un attore che non ha certo bisogno di presentazioni. Il suo talento è indiscusso e le sue campagne a favore di varie cause umanitarie e ambientali sono altrettanto note. Allora perché oggi, nel mio consueto appuntamento del mercoledì, vi voglio parlare di Leonardo Di Caprio? Perché credo che questo favoloso attore non solo meriti un suo spazio ma anche perché ritengo che alcune pellicole a cui ha preso parte siano estremamente interessanti e imperdibili.

Uno dei film che vi voglio suggerire è anche una delle prime pellicole a cui ha preso parte. In questo ruolo non solo è magnifico ma ha anche dato prova, da giovanissimo, di un talento che l’avrebbe portato lontano… di quale film sto parlando? Di quello che ad oggi, almeno per me, rimane nella mia top list delle sue interpretazioni meglio riuscite e convincenti: What’s Eating Gilbert Grape anche conosciuto in Italia come Buon compleanno Mr. Grape. Il lungometraggio, diretto da Lasse Hallström ha permesso a DiCaprio di mostrare tutte le sue doti attoriali e di incantare il pubblico con una storia dura, forte ma anche dolce e sensibile. A parer mio imperdibile, soprattutto per chi tra di voi ama veder Leonardo DiCaprio al suo meglio.

Probabilmente tutti gli altri titoli che a breve vi consiglierò sono un po’ un’ovvietà. Confesso che della filmografia di Leonardo DiCaprio mi mancano solo un paio di titoli, perché, proprio come vi ho già raccontato nei miei due post dedicati, uno a Jeremy Renner e l’altro a James McAvoy (se volete recuperare gli articoli vi basterà cliccare sui loro nomi) la mia ammirazione per il suo talento mi porta a cercare di vedere ogni suo film! Come ho già fatto in altre occasioni, quando l’artista ha preso parte a così tante pellicole imperdibili, anche oggi vi voglio elencare brevemente alcuni titoli che, almeno secondo il mio modesto parere, vanno visti sia per la bravura dell’attore che per la trama e la regia del film stesso. Evito di elencarvi i film che hanno visto la collaborazione dell’attore americano con Baz Luhrmann, perché ormai lo sapete bene che ammiro molto questo regista e quindi non mi va di essere ripetitiva. Nel caso non ve lo ricordaste però colgo l’occasione per dirvi che a questo talentuoso regista australiano ho dedicato alcuni mie precedenti post e anche un video sul mio nuovo canale YouTube (per andare a vedere il mio canale, vi basterà cliccare qui).

Siete pronti all’elenco? Allora incominciamo: il troppo ovvio ma immancabile Titanic, tutti i film che ha diretto Martin Scorsese (ovvero Gangs of New York, The Aviator, The Departed, Shutter Island e quello che tra questi mi ha incantata di meno The Wolf of Wall Street) – un altro dei miei registi preferiti, lo sapevate?, J. Edgar, Inception, Blood Diamond, Catch Me If You Can, Revolutionary Road e The Revenant. Credete forse che vi abbia consigliato troppi film? E pensate che non ho ancora menzionato la collaborazione con Quentin Tarantino! Si, forse anche questa volta sono un po’ di parte – ma in fondo mi piace parlare del bello e di ciò che amo. Ritengo che Leonardo DiCaprio non sia solo un perfetto interprete e un uomo sensibile e attento alle esigenze di questo pianeta terra ma anche estremamente intelligente nel scegliere i suoi ruoli. Vi ricordate che anche con Samuel L. Jackson avevo fatto questo discorso? Ecco, sono convinta e oggi lo ribadisco, che la bravura e il talento debbano risiedere tanto nell’arte quanto nell’intelligenza di saper capire quali ruoli sono adatti e quali no. Leonardo DiCaprio nella vita ha fatto ben pochi scivoloni artistici e ha collezionato applausi su applausi. Non posso, da fan quale sono, che unirmi al coro oggi e dirvi che credo che assistere alle interpretazioni di Leonardo DiCaprio sia un vero piacere. Insomma oggi mi trasformo come voi in una vera fan e dico che è sempre un piacere assistere alle sue battaglie nella vita fuori dal grande schermo tanto quanto è interessante scoprirlo in nuovi ruoli. Sembra che questo attore sia sempre pronto ad alzare l’asticella delle aspettative. Solo per questo merita una nota di plauso.

Nel caso te lo fossi perso…

  • What’s Eating Gilbert Grape, Lasse Hallström, 1993
  • Catch Me If You Can, Steven Spielberg, 2002
  • The Departed, Martin Scorsese, 2006
  • J. Edgar, Clint Eastwood, 2011
  • Django Unchained, Quentin Tarantino, 2012

 

In questo momento puoi trovare i seguenti film su…

Netflix:

Catch Me If You Can

The Departed

 

 

Rachel McAdams

Il film che ti sei perso...

Oggi vi suggerisco di avvicinarvi alla carriera di Rachel McAdams. L’attrice canadese si è fatta notare dal pubblico internazionale (e si fa ricordare tutt’ora) per alcune pellicole leggere e per un paio di titoli tremendamente romantici. Ma la McAdams non è solo dolci sorrisi e storie strappalacrime. Sa essere molto di più e non perde occasione per dimostrare il suo talento e mettersi alla prova. Se il celebre film, diretto da Nick Cassavetes nel 2004, The Notebook, anche noto in Italia come Le pagine della nostra vita, l’ha consacrata e l’ha resa famosa in tutto il mondo, altri progetti più ricercati e talvolta meno osannati le hanno permesso di dimostrare le sue capacità. Mi piace ricordare che tra le commedie leggere a cui ha preso parte Rachel McAdams c’è anche l’intelligente e brillante film di Woody Allen: Midnight in Paris, di cui vi ho già parlato e consigliato in un mio post, nel caso ve lo foste perso… per recuperarlo vi basterà cliccare sul titolo del film. In questa pellicola la McAdams è perfetta nel suo ruolo. Sembra quasi che prenda qualcosa da tutte le ragazze perfette, che ha impersonato negli anni precedenti, per mostrare lo stesso prodotto dall’altro lato della medaglia. Ricca ma snob, bella ma antipatica, tremendamente conformista e assolutamente anonima. Insomma, altro che ragazza da sogno. Woody Allen le chiede di mostrare qualcosa che va in netto contrasto con i personaggi perfetti e amorevoli che aveva portato in scena in alcune sue precedenti pellicole, come The Notebook appunto, Wedding Crashers, The Family Stone e The Time Traveler’s Wife. Allen chiede e Rachel McAdams esegue alla perfezione.

Per la McAdams non c’è solo il nome di Woody Allen tra le sue collaborazioni illustri. Annovera infatti nella sua carriera progetti sviluppati con Terrence Malick, Brian De Palma, Guy Ritchie e Wim Wenders. Non dimenticando mai del tutto il genere che tanto le ha portato fortuna, l’attrice quarantenne ogni tanto abbandona i progetti di un certo spessore per tornare alle pellicole mainstream tanto care a lei quanto al suo pubblico. Partecipa infatti alla fortunata serie di film che fanno parte del meraviglioso e infinito mondo della Marvel Cinematic Universe, che come ben sapete ammiro e apprezzo io stessa, interpretando il ruolo dell’amata (e amabile, di nuovo) dottoressa Christine Palmer, collega ed ex fidanzata del celebre Dottor Stephen Strange, alias Benedict Cumberbatch – anche a questo talentuoso attore ho già dedicato un breve articolo, vi ricordo che per poterlo recuperare vi basterà, di nuovo, semplicemente cliccare sul suo nome.

Ma torniamo a noi. Non solo supereroi. I film drammatici e sentimentali chiamano e Rachel McAdams risponde. Partecipa nuovamente a pellicole che la vedono protagonista di amori impossibili e struggenti, contribuendo a farci scendere una lacrima ogni volta che la seguiamo sul grande schermo. Non sono solo le storie impossibili che guardiamo a emozionarci. Ammettiamolo: senza il talento e il dolce sorriso della McAdams i film che guardiamo per il puro gusto di poterci commuovere non sarebbero la stessa cosa. Ma il suo contagioso sorriso non deve far dimenticare che sa anche interpretare ruoli più impegnativi. Ecco quindi che tra i progetti che interessano all’attrice canadese ci sono anche piccole parti che le donano comunque risalto e le ridanno spessore. Si è cimentata nella seconda stagione, decisamente meno fortunata e più criticata della prima, della serie antologica True Detective, (alla quale dedicherò presto un articolo nella mia rubrica del venerdì) accanto a Colin Farrell e Vince Vaughn. Ha avuto un ruolo marginale nel film del 2015 Southpaw, che vi ho suggerito giusto la scorsa settimana nel mio post dedicato a Jake Gyllenhaal ma soprattutto ha ottenuto la candidatura al premio Oscar come migliore attrice non protagonista, nel 2015, nella splendida e interessante pellicola Spotlight. Concludo questo breve post di oggi con una brevissima considerazione personale: sono sicura che questo ruolo e questa nomina non sia l’apice della sua brillante carriera, costellata di film vincenti al botteghino, ma che rappresenti solo l’inizio di un nuovo entusiasmante capitolo della sua carriera.

Nel caso te lo fossi perso…

  • The Time Traveler’s Wife, Robert Schwentke, 2009
  • A Most Wanted Man, Anton Corbijn, 2014
  • True Detective, 2014 –
  • Every Thing Will Be Fine, Wim Wenders, 2015
  • Spotlight, Tom McCarthy, 2015

 

In questo momento puoi trovare i seguenti film su…

Sky On Demand:

True Detective

Spotlight 

Jake Gyllenhaal

Il film che ti sei perso...

Questo articolo lo dedico a un mio fan, no scherzo. Non faccio certo finta di avere un fan club o altro. Però è vero che questo post è per una persona che ha iniziato a seguirmi per caso e che nel tempo si è appassionata al mio lavoro e che adesso mi segue nei vari social in cui sono presente (vi ricordo che mi trovate su Instagram, Facebook, Twitter e YouTube) con interesse e passione. Siccome questa cosa mi riempie di gioia e mi fa credere che la mia passione sia anche un po’ la vostra, oggi dedico questo breve articolo al suo attore preferito: Jake Gyllenhaal.

Questo attore ha partecipato a numerosissimi film interessanti. Che sia un ragazzo talentuoso è indubbio. Quindi oggi quali film, attraverso un breve post, vi posso suggerire affinché anche voi possiate avvicinarvi alla sua brillante e interessante carriera? Il primo memorabile film in cui compare un giovanissimo, ma proprio giovane!, Jake Gyllenhall è la spassosa commedia City Slickers, il cui titolo italiano è Scappo dalla città – La vita, l’amore e le vacche. Onestamente questo film non merita di essere visto per la grande performance di questo attore di origini svedesi, anche perché è una piccola collaborazione la sua, ma ve lo consiglio nel caso foste amanti della commedia divertente e non volgare. Insomma, un film diametralmente opposto a quelli che vi ho consigliato questo lunedì nel mio articolo Un Diavolo di Film.

Tra i numerosi film a cui ha partecipato Jake Gyllenhaal non posso non menzionarvi nuovamente lo struggente e potente Brokeback Mountain di Ang Lee, che vi ho suggerito nel mio post Amori strappa lacrime. Per non fare un articolo lunghissimo, visto i numerosi progetti interessanti a cui ha preso parte l’attore americano, ho deciso di elencarvi qui di seguito alcuni titoli che personalmente reputo interessanti tanto per la trama e la regia quanto per la sua interpretazione: il drammatico ma non scontato Moonlight Mile, il cult Donnie Darko, l’incredibile Zodiac, Brothers, l’oscuro e misterioso Nocturnal Animals, l’intenso e serrato thriller Prisoners, Southpaw, Nightcrawler, Everest e Stronger, uno dei suoi ultimi lavori che è tratto da una storia vera. Il film narra le vicende che accadono a un ragazzo che ha perso le gambe a seguito della bomba esplosa alla maratona di Boston il 15 aprile 2013.

Tra i titoli che vi ho appena elencato ho deciso di condividere il trailer di Southpaw perché onestamente l’ho scoperto per caso questo film. Essendo un amante dei film sulla boxe – ho anche scritto un articolo al riguardo (Sul ring come nella vita) quando ho letto la breve sinossi mi sono decisa a guardarlo. È stata una piccola bella sorpresa. Il film è ben interpretato e accanto a Jake Gyllenhaal, come avrete visto dal trailer, figurano altri importanti nomi, quali quello della bellissima Rachel McAdams e del sempre impeccabile Forest Whitaker. Inoltre un dettaglio non trascurabile, soprattutto per chi apprezza il genere maschile,  è il possente fisico che ha l’attore in questa pellicola. Grazie anche al suo cambiamento fisico e alla sua recitazione anche in questo lungometraggio risulta perfettamente credibile.

Anche per Jake Gyllenhaal, come ho già affermato per altri artisti, mi sento di dire che è un attore poliedrico, in grado non solo di cambiare aspetto ma di saper sostenere e rendere credibili i ruoli che di volta in volta interpreta. Con lui è sempre un vero piacere assistere alla sua recitazione e alle sua performance.

Nel caso te lo fossi perso…

  • Donnie Darko, Richard Kelly, 2001
  • Moonlight Mile, Brad Silberling, 2002
  • Southpaw, Antoine Fuqua, 2015
  • Stronger, David Gordon Green, 2017

 

In questo momento puoi trovare i seguenti film su…

Sky Cinema Italia:                                           Netflix:

          Donnie Darko                                                         Southpaw

 

Julia Roberts

Il film che ti sei perso...

Il sorriso più famoso e contagioso di Hollywood ha il volto di Julia Roberts. Attrice camaleontica, famosa per le sue pellicole leggere e romantiche, memorabile nelle sue prove come interprete drammatica e immensa nella sua capacità, nel corso della sua lunga carriera, di saper scegliere ruoli che l’hanno consacrata in quell’Olimpo sfavillante che è Hollywood. I film che Julia Roberts ha interpretato sono numerosi e oggi ho deciso di consigliarvi alcune pellicole che hanno segnato tanto la sua carriera quanto hanno sancito il ritmo della nostra vita. Escludendo i titoli super scontati, come quello della moderna Cenerentola, alias Vivian Ward, di Pretty Woman, o Steel Magnolias (ovvero Fiori d’accaio) o ancora Mystic Pizza, il primo titolo che vi voglio, più che suggerire, ricordare è Erin Brockovich – Forte come la verità, del 2000, diretto da Steven Soderbergh. Il ritratto che l’attrice dona di Erin Brockovich è quello di una donna forte, caparbia, capace, indipendente, testarda e superiore a qualunque critica e/o minaccia le venga fatta. Una donna in grado di superare qualunque ostacolo le venga messo davanti.

Un film che non può mancare nella mia breve lista è il super romantico ma anche ironico Notting Hill. Perché per me non può mancare questo titolo? Per due semplici motivi. Il primo è che è una classica commedia romantica (genere tanto caro alla Roberts) e il secondo è che in questo lungometraggio, accanto a Hugh Grant, praticamente interpreta se stessa. Una delle attrici più famose e pagate del mondo impersona una delle attrici più famose e pagate al mondo. Autoreferenzialità a parte questa pellicola, di cui mi fa piacere ricordare la romanticissima colonna sonora, interpretata da Ronan Keating, dimostra quanto Julia Roberts sia famosa e osannata.

Ma accanto alle numerose pellicole romantiche – My Best Friend’s WeddingAmerica’s SweetheartsRunaway Bride, Ocean’s Eleven e tante, tante altre… Julia Roberts non dimentica di mostrare al mondo le sue innate doti di attrice. Nel 2013 da prova di un’interpretazione potente e drammatica nel film August: Osage County. Accanto a uno straordinario cast, ricco di nomi illustri, uno su tutti Meryl Streep, ricorda a tutti che dietro al suo contagioso e famoso sorriso c’è una vera attrice drammatica. Invece in Mona Lisa Smile, del 2003, Julia Roberts, accanto a un nutrito cast al femminile (Kirsten Dunst, Julia Stiles, Maggie Gyllenhaal e non solo) mostra il potere e le forza delle donne. L’America puritana, chiusa e ignorante del 1953 non riesce comunque a limitare la voglia di vivere delle giovani ragazze che frequentano il collegio e della loro insegnate d’arte, Katherine Ann Watson – Julia Roberts, una sorta di professor Keating al femminile.

Aggiungo ancora un titolo a questo breve articolo dedicato a una delle mie attrici preferite dell’infanzia – ricordate qual è l’altra? Whoopi Goldberg, alla quale ho già dedicato un articolo, nel caso ve lo foste perso vi basterà cliccare sul suo nome per andare a leggerlo. Non solo cinema. Accanto alle meravigliose interpretazioni per il grande schermo, vi suggerisco il film, prodotto per la televisione, The Normal Heart. Una volta in più ha dato mostra del suo grande talento, dato in questo caso, soprattutto dalla capacità di essere intensa e al contempo di supporto ai protagonisti di questa drammatica e bellissima pellicola trasmessa dalla HBO. Avere un ruolo marginale all’interno di una narrazione intelligente e ben curata non è un problema se si è ben diretti e se l’interprete si chiama Julia Roberts. Che sia un grande personaggio o uno marginale, che sia una commedia, che ci regala un paio d’ore di relax o un film che narra delle drammatiche vicende realmente accadute, Julia Roberts, a parer mio, riesce sempre e comunque a convincere il suo pubblico.

Nel caso te lo fossi perso…

  • Notting Hill, Roger Michell, 1999
  • Erin Brockovich, Steven Soderbergh, 2000
  • August: Osage County, John Wells, 2013
  • The Normal Heart, Ryan Murphy, 2014

Viola Davis

Il film che ti sei perso...

Ritengo che Viola Davis sia una straordinaria attrice, una donna magnetica e carismatica. La sua carriera è costellata di premi e candidature e oggi ho deciso di raccontarvi questa straordinaria artista attraverso questi. La prima interpretazione per la quale viene candidata all’ambita statuetta degli Oscar (e non solo) è quella di Mrs. Miller nel film Doubt, intitolato in italiano Il dubbio. Questa pellicola, diretta da John Patrick Shanley, la vede accanto ad attori straordinari, quali Meryl Streep, Amy Adams e il compianto Philip Seymour Hoffman. Il film affronta un tema delicato e difficile ma questo permette agli interpreti di donare alcune delle loro migliori performance. Tra i numerosi premi a cui viene candidato (5 Oscar e 5 Golden Globe, solo per citarne alcuni) c’è anche la magnifica e potente interpretazione di Viola Davis nella categoria miglior attrice non protagonista.

Passano solo tre anni e Viola Davis viene nuovamente candidata a numerosissimi premi, tra i quali  l’Oscar, il BAFTA e il Golden Globe per la sua interpretazione, sempre come attrice non protagonista, nella squisita e memorabile pellicola, tratta dall’omonimo libro di Kathryn Stockett, The Help. Film dalle mille sfaccettature: toccante, intelligente, drammatico ma anche divertente, esattamente come il personaggio di Aibileen Clark, portata in vita sullo schermo da Viola Davis. L’ambito premio viene vinto dalla collega Octavia Spencer ma è comunque una vittoria per il film The Help che, a livello mondiale, non solo viene candidato e vince numerosi premi ma riesce a riscuotere un notevole successo sia di critica che di incassi.

Nel 2014, ovvero due anni dopo la sua seconda interpretazione candidata a premi di tutto il mondo, Viola Davis diventa Annalise Keating, nella serie di successo, alla quale dedicherò uno spazio nel mio appuntamento del venerdì, arrivata ormai alla sua quarta stagione, How To Get Away With Murder. Questo prodotto televisivo, ideato da Peter Nowalk, ruota, vive, conosce la sua vera forza grazie al personaggio unico e magnetico che è l’avvocato Annalise Keating. Viola è Annalise e Annalise è Viola. La forza carismatica, tipica delle interpretazioni dell’attrice in questo personaggio prendono vita e attraverso il corso delle puntate e delle stagioni, il ritratto di una donna forte, decisa, caparbia, ferita più volte dalla vita ma sempre in grado di rialzarsi, è reso indimenticabile da Viola Davis. Non è un caso quindi che questa incredibile attrice venga ripetutamente premiata e candidata per il contributo unico che dona al personaggio di Annalise Keating.

I premi, si sa, non sono tutto nella vita e Viola Davis non sarebbe meno brava o meno carismatica se non avesse mai vinto un solo premio, eppure nel mondo così difficile ed esclusivo che è Hollywood il miraggio del premio Oscar è sempre in agguato. Questo premio non solo sembra coronare un’intera vita dedicata alla propria passione e arte ma conferisce a chi lo riceve una sorta di aura mitica. Che gli Oscar non siano sempre stati vinti da persone meritevoli è più che certo, così com’è ovvio che nella storia di questa premiazione ci siano state tante sconfitte immeritate. Appurato questo, certo è che nel 2017 Viola Davis si porta a casa la vittoria e conquista l’Oscar, più che meritatamente, come miglior attrice non protagonista nel film Fences, diretto e interpretato da Denzel Washington. Oggi ho voluto dedicare questo spazio a una donna unica, forte, capace di donare ogni volta qualcosa di unico e personale alle sue interpretazioni, in grado di emozionare ed emozionarsi.

 

Nel caso te lo fossi perso…

  • Doubt, John Patrick Shanley, 2008
  • The Help, Tate Taylor, 2011
  • Fences, Denzel Washington, 2016
  • How To Get Away With Murder, 2014 –

 

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Netflix:

How To Get Away With Murder

Rami Malek

Rami Malek Il film che ti sei perso...

Lo dico? Lo dico: Rami Malek ha vinto l’Oscar, siiiiiiiii !!! Ok scusate ma è inutile che ci giri intorno, ammiro moltissimo questo attore e ho tifato per lui. Come ben sapete la mia rubrica del mercoledì è dedicata a un singolo artista e oggi non potevo certo esimermi dall’elogiare e omaggiare questo incredibile talento. Non voglio commentare ulteriormente gli Oscar, anche perché si sono già dette moltissime cose, però lasciate che vi dica questo: la categoria come miglior attore protagonista quest’anno era ricolma di talento. Come ben sapete amo moltissimo Christian Bale e se avesse vinto lui sarei stata felice lo stesso ma non avrei certo potuto dedicargli uno spazio, visto che ho già scritto un articolo su di lui qualche settimana fa – nel caso ve lo foste perso per andare a leggerlo vi basterà cliccare qui.

Ma torniamo a parlare di Rami Malek. Lo confesso, sono una di quelle persone che si è avvicinata a questo talento grazie alla sua interpretazione in Bohemian Rhapsody, che mi ha letteralmente stregata. A tal proposito vorrei spendere due parole in suo favore (non che abbia bisogno del mio parere) e scagliarmi contro coloro che sostengono che la sua interpretazione sia stata premiata solo grazie ai famosi denti finti. Non ho mai avuto il piacere di conoscere il grande Freddie Mercury, però mi viene da dire che se Rami Malek è stato scelto direttamente dalla band e che se la sorella di Freddie Mercury ha dichiarato che guardare il film è stato come ritrovare suo fratello, perché molti si sentono in dovere di dire che “non gli assomiglia per niente!”? Quando non conosco una realtà, una persona o una storia ascolto chi ha davvero potuto vivere una certa situazione o che ha conosciuto un certo personaggio e mi attengo al suo giudizio. Solo perché Freddie Mercury era Freddie Mercury molte persone si sentono in dovere di esprimere la propria opinione al riguardo e, come sempre, criticare. Ma perché ogni tanto non cerchiamo di elogiare il bello, la bravura e sottolineare il talento invece che sputare sentenze su qualcosa o qualcuno che nemmeno conosciamo?

Appurato ciò, vi dico questo: Rami Malek ha fatto un lavoro incredibile, come sempre vi esorto a seguire il lavoro degli attori stranieri in lingua originale. Ascoltate anche le inflessioni della voce, il cambiamento dell’accento e come le corde vocali lavorano in simbiosi con il corpo e gli occhi. Non critico il magico e stupendo lavoro dei doppiatori ma vorrei ricordarvi che alle volte, con il doppiaggio si perde una parte della magia del cinema. Rami Malek è anche voce, se non avete voglia di seguire un intero film, vi esorto ad ascoltare una sua qualunque intervista, la sua voce normalmente è sensuale e molto vellutata, se così si può dire (fidatevi: potrebbe leggere la lista della spesa e anche questa diventerebbe interessante alle nostre orecchie!) e quando recita lavora, come ogni grande attore, sia con le corde vocali che con il suo corpo.

Inoltre vi esorto a seguire la serie televisiva che l’ha consacrato e reso noto: Mr. Robot. In futuro dedicherò uno spazio della mia rubrica del venerdì a questa incredibile serie e, sebbene il film Papillon, del 2017, non sia paragonabile al primo, incredibile, lungometraggio, credo che l’interpretazione di Malek non sfiguri affatto. Inoltre nel corso della sua breve carriera ha potuto anche mostrare le sue doti in pellicole decisamente più leggere, come la fortunata serie di Night at the Museum e al fianco di queste scelte, ha lavorato già con grandissimi nomi del mondo della cinematografia, come Paul Thomas Anderson in The Master, Spike Lee per Oldoboy o ancora Steven Spielberg e Tom Hanks per la miniserie The Pacific.  Insomma, che adori Rami Malek non solo per la sua interpretazione del frontman dei Queen credo che si sia capito. Sappiate che non lo ammiro solo perché mi ricorda un ragazzo che ho incontrato per meno di un minuto, l’unico giorno delle mia vita che sono stata a Los Angeles, proprio (guarda caso) davanti al famosissimo Dolby Theatre. Rami Malek è talento puro ed è per questo motivo che oggi vi ho voluto parlare di lui e dedicare questa mia rubrica al vincitore come miglior attore protagonista della novantunesima edizione degli Oscar.

 

Nel caso te lo fossi perso…

  • The Master, Paul Thomas Anderson, 2012
  • Mr. Robot, 2015 –
  • Buster’s Mal Heart, Sarah Adina Smith, 2016
  • Bohemian Rhapsody, Bryan Singer, 2018

 

In questo momento puoi trovare i seguenti film su…

Netflix:

Buster’s Mal Heart

 

Oscar 2019, la mattina dopo…

Buongiorno a tutti, buongiorno a chi mi legge settimanalmente, a chi mi segue sporadicamente e a chi mi legge per la prima volta.

Non so voi ma per me è diventata una vera abitudine: la notte degli Oscar non dormo! Sto sveglia e la guardo tutta in diretta. Potreste pensare che è stancante e che è assurdo ma per me non lo è. Per me la notte degli Oscar rappresenta un vero e proprio appuntamento ormai. Il sonno (confesso che sono una vera dormigliona) viene sostituito dall’ansia di scoprire i vincitori, la stanchezza alle 5.00 del mattino viene sostituita da commozione – ebbene si, io mi commuovo quando ascolto i ringraziamenti. Questa notte non è stata da meno e per la prima volta in vita mia, quest’anno ho visto in diretta la notte degli Oscar e dei Golden Globe (se non ci credete andate a leggere il mio post Anno nuovo, nuove proposte). Esattamente come accade per l’altra mia viscerale passione, la Formula 1 (alla quale ho dedicato il mio articolo Motori, piloti e cinema), per me il cocktail vincente è dato da divano, coperta, TV e tanta adrenalina. Ovvio che il massimo della vita sarebbe vivere la notte degli Oscar direttamente dal red carpet, con indosso un meraviglioso vestito ma per adesso mi accontento del divano e della diretta televisiva. Anche se devo dire che le infinite pubblicità sono una vera sfida alla mia pazienza.

Spero che abbiate avuto modo di seguire insieme a me la diretta della notte più stellata dell’anno. Ho commentato questi Oscar, così come ho fatto per i Golden Globe, attraverso i miei social: Twitter, Instagram e Facebook. A tal proposito vi chiedo di seguirmi, se ancora non lo state facendo. Sono attiva sulle tre piattaforme (e da poco ho anche creato il mio canale YouTube) senza essere troppo invadente. O almeno lo spero! Diciamo che cerco di essere sempre presente senza intasare di notifiche chi mi segue.

Oscar 2019 Il film che ti sei perso...

È mia consuetudine, da qualche anno a questa parte, sulla mia personale pagina Instagram, commentare e condividere quello che ritengo sia stata la donna più bella ed elegante. Mi trovate superficiale? Se è così lasciate che vi risponda: trovo giusto ogni tanto dare un po’ di spazio alla bellezza fine a se stessa. La notte degli Oscar rappresenta, da sempre, tanto il talento quanto il glamour. Non sopporto chi pensa che la bellezza o il fascino sia tutto nella vita ma quando c’è da celebrare entrambe le cose allora facciamo con piacere.

Ebbene si, il post di oggi non è destinato a commentare un singolo film, una serie TV o ancora un attore e/o attrice. Oggi dedico questo breve spazio alla celebrazione della mia passione. E forse anche della vostra se mi seguite. Lasciatemi concludere questo articolo, che riguarda la notte degli Oscar che si è appena conclusa, con un brevissimo commento conclusivo. Non scrivo molto perché questa notte i commenti non mi sono certo mancati. Ho solo voglia di condividere ancora una volta la mia gioia con voi per la vittoria di Rami Malek, che reputo meritatissima!

Adesso concludo davvero questo post e vado a dormire un paio d’ore per poi fare colazione. Una bella colazione ricca di caffè. Sarà una giornata molto lunga ma sapete che vi dico? Per me il sonno oggi vale la pena di sopportarlo. Tornerò questo mercoledì, con il consueto appuntamento dedicato a un singolo artista. A presto,

Giorgia – Il film che ti sei perso…

Maggie Smith

Il film che ti sei perso...

Maggie Smith, vincitrice di un Tony Award, due premi Oscar, tre Golden Globe, quattro Emmy Awards, cinque Premi BAFTA e cinque Screen Actors Guild Award. I premi non sono certo tutto nella vita e chi decide di inseguire il sogno delle recitazione lo fa per l’arte, non per i premi ma certo è che Maggie Smith di premi ne ha vinti e se li è meritati tutti. Nata il 28 dicembre del 1934, questa incredibile e talentuosa donna ha vissuto anni meravigliosi al cinema, ha donato al mondo ruoli incredibili e con la sua compostezza e con il suo incredibile stile non può che essere una donna da ammirare.

Personalmente mi sono avvicinata a questa donna fin da piccola, prima ancora di vederla nel ruolo della mitica professoressa McGranitt – mi rivolgo ai fan della saga di Harry Potter: ebbene si, questa volta scrivo il nome nella versione italiana ma avendo letto i libri con la prima traduzione per me è e resterà Minerva McGrantitt. Ruolo che tra le altre cose le calza a pennello: le espressioni che fa, i movimenti e il suo modo di essere all’interno della saga la rendono perfetta nel ruolo. Forse è il personaggio che più si avvicina a come me la sono sempre immaginata leggendo i libri di Harry Potter. Dicevo prima che fin da piccola ho ammirato questa donna. Il film che me l’ha fatta scoprire è del 1993: The Secret Garden. Se siete nati attorno al 1990, come me, questo film non vi può certo essere sfuggito quando eravate piccoli e non può avervi lasciato indifferenti.

Escludendo quelli che vengono definiti, erroneamente a parer mio, film per bambini vi elenco una breve serie di film, tra i tantissimi a cui ha preso parte Maggie Smith, che secondo e non potete assolutamente perdervi: A Room with a View, Divine Secrets of the Ya-Ya Sisterhood, Keeping Mum, The Best Exotic Marigold Hotel, The Lady in the Van, e ovviamente non può mancare la mitica serie, in cui Maggie Smith interpreta un personaggio assolutamente unico, di cui vi ho già parlato: Downton Abbey. Questa serie televisiva vedrà uscire, a fine 2019, il proprio film e tra i vari interpreti che torneranno ci sarà anche la stupenda Maggie Smith nei panni della Contessa Violet Crawley.

I film a cui ha preso parte Maggie Smith sono tantissimi e abbracciano un arco temporale molto ampio, è anche una straordinaria interprete shakespiriana, tuttavia oggi ho deciso di consigliarvi pellicole recenti senza andare troppo indietro nel tempo. Sono tutti film che fanno commuovere e sorridere, che, come si dice, scaldano il cuore e che allo stesso tempo trovano il modo di far scattare una risata. La bellezza dell’arte di Maggie Smith è proprio questa: saper far commuovere il suo pubblico ma anche farlo ridere quando serve. Non tutte la attrici sono così versatili e così credibili in ogni singolo ruolo che interpretano ma Maggie Smith lo è. Ecco perché oggi ho voluto dedicare la mia rubrica del mercoledì a lei: perché rappresenta alla perfezione cosa significa saper recitare.

 

Nel caso te lo fossi perso…

  • A Room with a View, James Ivory, 1985
  • Divine Secrets of the Ya-Ya Sisterhood, Callie Khouri, 2002
  • Keeping Mum, Niall Johnson, 2005
  • The Lady in the Van, Nicholas Hytner, 2015
  • Downton Abbey, 2010 – 2015

Samuel L. Jackson

Il film che ti sei perso...

Come si fa a non amare la recitazione di Samuel L. Jackson? Come si fa a non seguirlo con passione e curiosità? Soprattutto tra gli amanti del cinema di Quentin Tarantino, il nome di Samuel L. Jackson è sinonimo di un attore capace di esagerare senza essere una caricatura. I suoi personaggi sono spesso – mi riferisco ancora alla sua collaborazione importante con il regista statunitense di chiare origini italiane, sopra le righe. Insopportabili, pazzi, imprevedibili, arroganti, cattivi e magnetici. Se il nome di Samuel L. Jackson è associato a Tarantino, le scene che vedono un’ottima regia affiancata da una grande performance sono assicurate. Tuttavia l’attore, doppiatore e produttore americano, nato il 21 dicembre del 1948, è molto di più di una collaborazione. È un’artista capace di rendersi sempre accattivante e di conquistare il cuore del pubblico, anche quando interpreta personaggi che oltrepassano decisamente il limite della correttezza.

Un altro grande nome e regista al quale viene spesso associato il grande Samuel L. Jackson è quello di Spike Lee. Se avete voglia di andare a sbirciare un pochino la sua filmografia vi renderete conto di quanti titoli vantano la sua collaborazione. Mi risulta estremamente difficile, anche oggi, scegliere solo un paio di titoli da consigliarvi in cui è comparso questo attore. Ha partecipato a pellicole che hanno ottenuto un risultato vincente al botteghino. Anzi, per essere corretti è meglio dire che una buona parte dei film, a cui ha preso parte, sono stati dei veri campioni d’incassi. Anche questa è una dote. L’attore, o il suo manager o la sua agenzia, deve saper scegliere bene e con cura i ruoli. Si sa, all’inizio della carriera un attore deve guardare poco la sostanza e concentrarsi sulla quantità. Più visibilità uno ottiene e più possibilità ha di farsi notare. Una volta entrato nell’occhio di chi sa guardare allora l’attore può permettersi di scegliere con cura i suoi ruoli. È importante saper capire cosa chiede il pubblico, sia per restare sempre a galla che per una mera questione economica – siamo onesti: chiunque ragionerebbe così. Una volta che un attore ha una certa stabilità economica si può anche guardare attorno e scegliere pellicole più intime e magari più di nicchia ma assolutamente valide. Samuel L. Jackson nel corso della sua lunga carriera ha saputo scegliere con attenzione i suoi ruoli, capendo sia le esigenze del pubblico che intuendo quali lungometraggi sarebbero risultati vincenti al botteghino.

Torno a parlare di un argomento che mi piace affrontare e che so che conoscete anche voi: i film tratti dai fumetti della Marvel. Tutta la saga dei vendicatori perderebbe il suo senso se mancasse il personaggio di Nick Fury. Ora provate a immaginare Nick Fury con il volto di un altro attore. Impossibile. Ormai il suo volto si è radicato così tanto nel nostro immaginario che risulta difficile per noi pensare ai vendicatori senza Samuel L. Jackson. Se questo non è talento non so come chiamarlo. Si, probabilmente è anche dovuto a un buon lavoro di marketing, senza di esso Hollywood non sarebbe la fantastica macchina (macina soldi) ben funzionate che è diventata. Tuttavia, come mi piace ricordarvi, bisogna sempre tenere ben a mente che l’ingegno e l’astuzia non possono molto se non sono supportate da altro. Quindi bravo Samuel L. Jackson.

 

Nel caso te lo fossi perso…

  • Pulp Fiction, Quetin Tarantino, 1994
  • A Time to Kill, Joel Schumacher, 1996
  • Unbreakable, M. Night Shyamalan, 2000
  • Changing Lanes, Roger Michell, 2002
  • Uno qualunque o, meglio ancora tutti, i film della Marvel Cinematic Universe

 

In questo momento puoi trovare i seguenti film su…

Sky Cinema Italia:                               Netflix:

        Pulp Fiction                                                     Unbreakable