Seven Years in Tibet

Eccomi di nuovo qui. Pronta a consigliarvi un film, ad analizzarlo senza perdermi troppo in dettagli che rischierebbero di annoiarvi o di (eventualmente) spoilerarvi troppo il lungometraggio. Dopo avervi raccontato, negli ultimi due appuntamenti, delle favole cinematografiche – La leggenda del pianista sull’oceano e La tigre e il dragone, oggi vi suggerisco un titolo che racconta di fatti realmente accaduti. La storia di oggi è reale e tanto incredibile da sembrare pura finzione. Come sempre, lo sapete, sono amante del bello e mi piace raccontare attraverso parole di elogio e di ammirazione il cinema. Non mi piace molto criticare per cui ogni volta, prima di decidere di cosa parlarvi, mi fermo a pensare “quale film mi lascia quel senso di vuoto quando finisce? Quale pellicola consiglierei questa volta a chi cerca qualcosa di unico?” Oggi la mia risposta è: Seven Years in Tibet, o come viene chiamato in italiano Sette anni in Tibet.

Cosa dire brevemente di questo film per convincervi in poche semplici righe a convincervi a guardarlo? Trama: come dicevo prima, talmente bella da sembrare finta, una storia epica. Cast: superbo – lasciatemelo dire: Brad Pitt in questo film è talmente bello da togliere il fiato, personalmente lo trovo sempre bellissimo ma in questa pellicola secondo me raggiunge una  bellezza come in pochi altri film! Al suo fianco c’è il meno bello ma incredibile e sempre meraviglioso David Thewlis, ovvero per chi non lo sapesse il Professor Lupin della saga di Harry Potter! Fotografia: perfetta, i luoghi che fanno da sfondo alla storia sono talmente belli e imponenti da rendere il film, in alcuni momenti, in quadro in movimento. Regia: ineccepibile.

Il film che ti sei perso...

Breve riassunto:

1939. Il giovane membro del partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori, Heinrich Harrer parte per una missione: scalare il Nanga Parbat, la nona vetta più alta del mondo sulla catena montuosa dell’Himalaya. Insieme a lui ci sono altri scalatori professionisti, tra questi c’è Peter Aufschnaiter. A seguito di una valanga il gruppo di scalatori è costretto a scendere. Una volta tornati indietro vengono arrestati: l’Europa è entrata in guerra nel frattempo e loro quindi sono nemici dello stato Britannico. Il gruppo di scalatori tenta così la fuga. Heinrich e Peter, separatisi dal gruppo, arrivano in un territorio tanto mitico quanto inesplorato: il Tibet.

Perché guardarlo:

  • La storia è interessante. Allo sforzo umano della ricerca di superare i propri limiti si affianca la riflessione sull’importanza delle piccole cose quotidiane
  • Trama, cast, fotografia. Tutto concorre a creare un film di alta qualità
  • Se amate scoprire lungometraggi che mostrano storie realmente accadute allora non potete perdervelo

Perché non guardarlo:

  • Come sempre, quando ammiro tanto un prodotto mi risulta difficile trovare dei difetti talmente grandi che vi possano spingere a non guardarlo. L’unico elemento che potrebbe distogliervi dalla visione è se non amate i film, chiaramente un po’ romanzati, che mostrano delle biografie
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Il finale che non ti aspetti

Per poter raccontarvi i film di cui vi voglio parlare oggi è necessaria una piccolissima premessa. In uno dei miei primi post avevo presentato un articolo con un’impostazione differente, che si basava sulla presentazione di uno dei miei film preferiti: The Prestige di Christopher Nolan. Non è certo necessario ma vi consiglio quindi di andare a leggere il mio post 3 atti, un inganno – che potete recuperare semplicemente cliccando sul titolo, perché oggi vi voglio proporre nuovamente quella formula e presentarvi tre titoli che hanno in comune la sorpresa del finale. Da qui il mio titolo. Siccome, lo sapete, per quanto mi piaccia suggerirvi pellicole non sempre nuovissime sono comunque una fervida sostenitrice del “no spoiler” e vi voglio consigliare questi titoli in un modo tale che, almeno lo spero, siate invogliati a vederli, pur non conoscendo troppi dettagli della trama. Pronti? Allora incominciamo!

Atto I – la promessa

Viene mostrato qualcosa di ordinario.

_David Gale si trova nel braccio della morte perché è stato condannato per stupro.

_Il giorno del Ringraziamento due famiglie, con i rispettivi figli, stanno festeggiando insieme.

_5 amici, tutti uomini sposati, condividono in segreto la proprietà di un loft, in cui a turno portano le proprie amanti occasionali

Atto II – la svolta

Qualcosa di ordinario viene trasformato in qualcosa di straordinario.

_Quando mancano solo tre giorni alla sua esecuzione, una giornalista di un’importante testata giornalistica viene mandata ad intervistarlo. David Gale inizia così un dettagliato resoconto degli eventi che l’hanno portato a essere accusato e quindi condannato a morte per stupro.

_Improvvisamente, le due bambine più piccole, scompaio nel nulla

_Viene trovato, all’interno del loft, il corpo di una ragazza brutalmente assassinata

Atto III – il prestigio

Lo spettatore cerca il segreto ma non riesce a trovarlo, perché in realtà non sta davvero guardando: la verità è che non vuole saperlo, vuole essere ingannato. Il terzo atto è la parte conclusiva, quella più ardua, quella a cui segue dopo il momento di silenzio del secondo atto, l’applauso.

Il film che ti sei perso...

Nel caso te lo fossi perso…

  • The life of David Gale, Alan Parker, 2003
  • Prisoners, Denis Villeneuve, 2013
  • The Loft, Erik Van Looy, 2014

 

In questo momento puoi trovare i seguenti film su…

Sky On Demand:

The Loft

 

La tigre e il dragone

Non me ne vogliate ma oggi il titolo del film che mi sento di consigliarvi nella mia rubrica del lunedì, che si presenta a settimane alterne, in cui vi suggerisco un lungometraggio alla volta, lo lascio in italiano. La pellicola è cinese e siccome non so assolutamente nulla di questa lingua evito di cercare di fingere di sapere come si scrive correttamente e vi lascio la versione italiana, mentre il trailer ve lo propongo in inglese.

Torno a parlarvi di una favola, di una leggenda, di un film che racconta una storia che si situa perfettamente a cavallo tra la magia della finzione e la bellezza della realtà. Ang Lee è un sapiente regista e come tale sa creare dei piccoli capolavori che durano circa due ore. Questo film non è da meno e non solo ha segnato l’inizio di un genere apprezzato tanto in Occidente quanto in Oriente ma è un racconto che avvolge lo spettatore, esattamente come facevano le favole che ci raccontavano quando eravamo bambini prima di addormentarci. La tigre e il dragone è un bel film, uno dei miei preferiti, che vi consiglio per la sceneggiatura, per la regia, per il cast e la fotografia. Le battaglie coreografate sono solo una delle cose più famose e memorabili di questa pellicola ma sappiate che dietro questo lavoro del regista, sceneggiatore e produttore taiwanese c’è molto di più. Il film è del 2000 ma ogni volta che lo vedo mi incanta come la prima volta e si, oggi ve lo ricordo e a chi tra di voi se lo fosse perso… lo consiglio vivamente.

Il film che ti sei perso...

Breve riassunto:

Jen, la figlia del governatore Yu, è stata promessa in sposa ma lei sogna avventure, emozioni e una vita decisamente differente. Il suo cammino incontra quello di Shu Lien una maestra di arti marziali che ha una vita diametralmente opposta a quella di Jen. Shu Lien sta trasportando una spada leggendaria, chiamata “Destino Verde” che apparteneva al maestro e grande guerriero Li Mu Bai. Li Mu Bai ha deciso di rinunciare alla spada e alla vendetta nei confronti dell’assassina, chiamata Volpe di Giada, che aveva ucciso il suo maestro e amico. Quando le strade di Jen e Shu Lien si incontrano, la spada, che si crede abbia poteri magici, scompare improvvisamente…

Perché guardarlo:

  • Se amate le leggende, le storie che vivono a cavallo tra sogno e realtà allora questo film fa per voi
  • Le scene delle battaglie sono delle meravigliose e leggendarie danze coreografate
  • La regia è impeccabile

Perché non guardarlo:

  • Anche questa volta mi risulta difficile trovare un motivo che vi possa spingere a non guardare questa pellicola. Forse l’unico motivo che vi potrebbe scoraggiare è se non amate le storie di fantasia, le leggende e le fiabe

Un Diavolo di Film

Basta film edulcorati, basta titoli che raccontano di favole. Oggi vi voglio suggerire un paio di lungometraggi che hanno un solo unico, terribile filo conduttore: il male. Ammettiamolo, il fascino del male, soprattutto davanti alla macchina da presa, funziona sempre molto bene. Se poi ad interpretare il male assoluto c’è il volto di un attore bravo allora il gioco è fatto. Il film diventa tanto terrificante quanto imperdibile. Ciò che ci fa paura ci attrae e nello stesso tempo proviamo uno strano senso di terrore misto a fascino. I film che riescono a trattare temi così e contemporaneamente rimanere diabolicamente attraenti sono davvero pochi. Tra i titoli che ho scelto di suggerirvi oggi c’è uno dei miei film preferiti, di cui vi ho già anche parlato nel mio articolo Tre monologhi maschili Imperdibili, ovvero: The Devil’s Advocate. In questo caso il male ha il volto del perfetto Al Pacino, che in questa pellicola si trasforma per diventare affascinante e letale. Nel caso non lo sapeste Al Pacino, al quale ho anche già dedicato un post (per andare a leggerlo vi basta cliccare qui), è il mio attore preferito. Quindi si, attore preferito in uno dei miei film preferiti. Sono un po’ di parte? Può essere ma lo sapete mi piace parlare di ciò che amo, tanto nel mio blog quanto nei miei video che posto su YouTube. Ne approfitto per ricordarvi che da poco più di un mese pubblico un video a settimana, precisamente il giovedì, in cui racconto qualche breve aneddoto sul mondo del cinema, delle serie TV e degli attori. Come si chiama il canale? Ovviamente Il film che ti sei perso! Sappiate che nei video non ripeto cose che ho già scritto nel blog per cui se volete scoprire qualcosa in più, vi consiglio di provare a dare uno sguardo ai miei brevi video. Per accedere al mio canale vi basterà cliccare qui.

Torniamo a noi adesso e torniamo a parlare di film terrificanti e magnetici. C’è un altro titolo che vi ho suggerito in un mio post precedente, intitolato Emozionandosi sulle note di un Violino, in cui c’è una presenza, non del tutto identificata, assolutamente ambigua, affascinante e inquietante. Il film in questione è, guarda caso, The Devil’s Violinist, con il meraviglioso David Garrett, uno dei migliori violinisti al mondo, che ho avuto il piacere di ascoltare dal vivo per ben tre volte! Il film oltre ad avere una colonna sonora magnifica, dona un senso di immersione completa all’interno della musica grazie soprattutto a David Garrett e allo stesso tempo crea una storia che si colloca perfettamente a cavallo tra una leggenda e una storia vera. Inquietante e magnetica appunto.

Un altro film impossibile da non amare secondo me è The Imaginarium of Doctor Parnassus il cui titolo italiano è Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il diavolo di Terry Gilliam del 2005. Questo film rappresenta anche l’ultima opera incompiuta dello splendido artista che era Heath Ledger ma oltre alla tristezza e malinconia che mi assale quando penso a questo titolo, riconosco uno splendido lavoro in cui c’è appunto il diavolo. Questa figura è terrificante si, ma allo stesso tempo è quel tipo di male e terrore sottile, che spaventa per via di un patto, che sa aspettare anni, anni e ancora decenni per il suo scopo. In questo caso poi trovo che la pellicola sia bella e meriti di essere vista per svariati motivi: per il ricordo di Heath Ledger, per la regia, per la storia in se stessa. Qui il diavolo non è rappresentato come una creatura forte, potente attraverso una determinata fisicità, no, qui la figura malefica è assolutamente spaventosa in quanto eterna e sempre presente. Ecco perché inserisco questo titolo all’interno dell’articolo di oggi. L’idea che la malvagità possa aspettare ciò che gli è stato promesso e che sia sempre in agguanto, come una presenza costante e silenziosa… beh se non è agghiacciante questo non so cosa lo sia.

L’ultimo titolo che vi consiglio è anche il più terrificante: Angel Heart. Questo film non è certo consigliato per chi non ama essere spaventato quando guarda un lungometraggio. La pellicola è meravigliosa perché riesce perfettamente a intimorire e al contempo impedire al proprio spettatore di abbandonare la visione. Si deve, assolutamente, andare avanti, procedere con la visione. Non importa in quale oscure acque navigheremo insieme al protagonista, interpretato da Mickey Rourke, dobbiamo andare fino in fondo. Non so dirvi se questo film mi sia rimasto così impresso dal momento che l’ho visto alcuni anni fa, da sola, in casa, alla sera. Certamente il buio della sera e la solitudine mi hanno aiutata a creare questo senso di terrore ma, come vi dicevo, allo stesso tempo ne ero totalmente affascinata. Per gli amanti del genere Angel Heart è un film cult imperdibile. Non posso che concordare con loro.

Spero anche oggi di avervi suggerito qualche titolo che magari, per un motivo o per l’altro, vi siete persi… e che vi sia venuta voglia di recuperarli e di gustarveli. Magari, se siete temerari, perché no: al buio, di sera, quando siete da soli in casa.

 

Nel caso te lo fossi perso…

  • Angel Heart, Alan Parker, 1987
  • The Devil’s Advocate, Taylor Hackford, 1997
  • The Imaginarium of Doctor Parnassus, Terry Gilliam, 2009
  • The Devil’s Violinist, Bernard Rose, 2013

Quando i cartoni insegnano

Come potete intuire dal titolo oggi vi vorrei parlare di un argomento che adoro – i cartoni animati. Come ben sapete amo i film d’animazione, ho dedicato a questo argomento già due articoli (L’evoluzione delle Principesse Disney e Per sempre felici e contenti… forse) e un paio di video su YouTube. Vi ricordo, per chi ancora non lo sapesse, che in occasione del mio centesimo post ho aperto un canale YouTube e l’appuntamento ha cadenza settimanale, se siete interessati a scoprire qualcosa in più, mi trovate cliccando QUI.

Torniamo a noi e al magico, meraviglioso, infinito e colorato mondo dell’animazione. Dicevo che adoro i cartoni e amo la Disney, soprattutto la Disney classica. Bisogna però ricordare che non esiste solo questo universo dell’animazione. Anzi, al fianco dell’edulcorata Disney ci sono prodotti di altissima qualità e a volte questa stessa casa di produzione si impegna a produrre film di una caratura maggiore. Il mio intendo di oggi è quello di farvi notare che l’animazione può intrattenere ma allo stesso tempo insegnare e passare messaggi molto importanti. Oggi ho quindi deciso di proporvi due soli titoli. Il primo ricade all’interno dell’universo Disney: A Christmas Carol. Dubito che questo film ve lo siate perso, per questo motivo non mi dilungherò nel raccontarvi la bellezza della trama, nata grazie all’incredibile racconto di Charles Dickens ma spendo due parole per farvi ricordare, o notare nel caso ve lo foste perso…, la bellezza dell’animazione in sé. Robert Zemeckis nel 2009 ha creato un vero e proprio capolavoro. L’animazione è talmente bella e perfetta da far dimenticare la trama e al contempo la storia è così unica e perfettamente riconoscibile da fare scordare la bellezza della qualità dell’animazione. Insomma, l’uno supporta al meglio l’altro e il risultato è un film imperdibile, per tutti gli amanti dell’animazione, dalla magia che solo un grande della letteratura come Dickens può trasmettere, degli effetti speciali e della bravura di Robert Zemeckis che non manca mai di incantare il suo pubblico in un modo unico e speciale.

L’altro titolo che vi voglio suggerire è tutta un’altra storia. L’animazione racconta una storia drammatica e struggente. Tuttavia la narrazione è talmente coinvolgente che è difficile che possiate decidere di staccarvi dal prodotto in questione. Il film si intitola The Breadwinner, mentre nella versione italiana è Sotto il burqua. Secondo me questo film merita di essere visto, sia per la sua bellezza che per la storia che racconta. Confesso che se l’avessi trovato per caso all’interno della programmazione di una piattaforma digitale non mi sarei avvicinata a questo prodotto ma ho avuto modo di vederlo alla Festa del Cinema di Roma del 2017, alla quale ho partecipato come volontaria. È stato quasi per caso che ho visto questo film e devo ammettere che la sorpresa è stata grande. Non mi aspettavo un film così potente, bello e intenso. Ho pianto. E mi sono portata dietro quel senso di malinconia che solo i grandi titoli sanno lasciare. Credo inoltre che se la storia fosse stata racconta attraverso attori in carne e ossa sarebbe risultata eccessivamente drammatica e difficilmente sostenibile. L’idea di narrare una vicenda così reale e contemporanea con un animazione colorata ha permesso di creare un film meraviglioso. Vi consiglio di cercarlo e di vederlo, per poter godere di una bellissima animazione che, per una volta, non racconta solamente una bellissima favola ma anche una realtà a noi così vicina e drammatica, che troppo spesso facciamo finta di dimenticare.

 

Nel caso te lo fossi perso…

  • A Christmas Carol, Robert Zemeckis, 2009
  • The Breadwinner, Nora Twomey, 2017

Papillon

Eccoci qui, al quarto appuntamento con il mio nuovo, se così si può ancora definire, modo di raccontare il cinema. Ovvero una pellicola per volta. La scorsa settimana l’appuntamento è saltato a causa della notte degli Oscar (Oscar 2019, la mattina dopo…) ma oggi torno presentandovi un film che decisamente non è nuovo. Ma lo sapete, il mio blog si chiama Il film che ti sei perso… e attraverso le mie rubriche, mi fa piacere consigliarvi tanto film e serie televisive da poco uscite quanto prodotti di qualche anno fa. Oggi vi suggerisco di recuperare un film uscito nel 1973. La pellicola in questione è Papillon. Fidatevi, se amate il cinema e non l’avete mai visto dovete recuperarlo. Questo film mi ha tenuta con il fiato sospeso come pochi altri. L’ansia e l’agitazione che mi hanno accompagnata per tutta la durata della visione me le ricordo ancora oggi. Tra gli innumerevoli film che trattano di prigionie ingiuste, fughe tentate e situazioni al limite del possibile, Papillon è forse quello che ho preferito. Ho anche visto il remake, del 2017, che annovera tra i suoi protagonisti Charlie Hunnam e lo splendido Rami Malek, nel ruolo che fu di Dustin Hoffamn. Ormai credo che sia di pubblico dominio il fatto che ammiro Rami Malek e che potrebbe leggere ad alta voce uno scontrino e io lo ascolterei comunque con passione. Oggi comunque vi suggerisco l’originale, il primo Papillon. Quello che, se visto nel 2019, riesce ancora a far trapelare il suo fascino. Il film in cui i protagonisti hanno i volti di Steve McQueen e Dustin Hoffman.

Il film che ti sei perso...

Breve riassunto:

Papillon, così soprannominato per via del suo tatuaggio a forma di farfalla, viene ingiustamente accusato di omicidio. Viene mandato nell’Isola del Diavolo, nella Guyana francese. Deciso a evadere, anche grazie all’aiuto economico del falsario Luis Dega, Papillon si scontrerà con anni di isolamento e con un sistema carcerario ritenuto uno dei peggiori al mondo…

Perché guardarlo:

  • Avete presente quando dicono: “è un classico, non te lo puoi perdere!”? Ecco.
  • Fidatevi se vi dico che per i 148 minuti della pellicola sarete un fascio di nervi e ansia
  • Incredibilmente è tratto da una storia vera

Perché non guardarlo:

  • Se non vi piace soffrire insieme al protagonista, se non amate vedere la violenza e la crudeltà che può fare l’essere umano allora lasciate perdere

Oscar 2019, la mattina dopo…

Buongiorno a tutti, buongiorno a chi mi legge settimanalmente, a chi mi segue sporadicamente e a chi mi legge per la prima volta.

Non so voi ma per me è diventata una vera abitudine: la notte degli Oscar non dormo! Sto sveglia e la guardo tutta in diretta. Potreste pensare che è stancante e che è assurdo ma per me non lo è. Per me la notte degli Oscar rappresenta un vero e proprio appuntamento ormai. Il sonno (confesso che sono una vera dormigliona) viene sostituito dall’ansia di scoprire i vincitori, la stanchezza alle 5.00 del mattino viene sostituita da commozione – ebbene si, io mi commuovo quando ascolto i ringraziamenti. Questa notte non è stata da meno e per la prima volta in vita mia, quest’anno ho visto in diretta la notte degli Oscar e dei Golden Globe (se non ci credete andate a leggere il mio post Anno nuovo, nuove proposte). Esattamente come accade per l’altra mia viscerale passione, la Formula 1 (alla quale ho dedicato il mio articolo Motori, piloti e cinema), per me il cocktail vincente è dato da divano, coperta, TV e tanta adrenalina. Ovvio che il massimo della vita sarebbe vivere la notte degli Oscar direttamente dal red carpet, con indosso un meraviglioso vestito ma per adesso mi accontento del divano e della diretta televisiva. Anche se devo dire che le infinite pubblicità sono una vera sfida alla mia pazienza.

Spero che abbiate avuto modo di seguire insieme a me la diretta della notte più stellata dell’anno. Ho commentato questi Oscar, così come ho fatto per i Golden Globe, attraverso i miei social: Twitter, Instagram e Facebook. A tal proposito vi chiedo di seguirmi, se ancora non lo state facendo. Sono attiva sulle tre piattaforme (e da poco ho anche creato il mio canale YouTube) senza essere troppo invadente. O almeno lo spero! Diciamo che cerco di essere sempre presente senza intasare di notifiche chi mi segue.

Oscar 2019 Il film che ti sei perso...

È mia consuetudine, da qualche anno a questa parte, sulla mia personale pagina Instagram, commentare e condividere quello che ritengo sia stata la donna più bella ed elegante. Mi trovate superficiale? Se è così lasciate che vi risponda: trovo giusto ogni tanto dare un po’ di spazio alla bellezza fine a se stessa. La notte degli Oscar rappresenta, da sempre, tanto il talento quanto il glamour. Non sopporto chi pensa che la bellezza o il fascino sia tutto nella vita ma quando c’è da celebrare entrambe le cose allora facciamo con piacere.

Ebbene si, il post di oggi non è destinato a commentare un singolo film, una serie TV o ancora un attore e/o attrice. Oggi dedico questo breve spazio alla celebrazione della mia passione. E forse anche della vostra se mi seguite. Lasciatemi concludere questo articolo, che riguarda la notte degli Oscar che si è appena conclusa, con un brevissimo commento conclusivo. Non scrivo molto perché questa notte i commenti non mi sono certo mancati. Ho solo voglia di condividere ancora una volta la mia gioia con voi per la vittoria di Rami Malek, che reputo meritatissima!

Adesso concludo davvero questo post e vado a dormire un paio d’ore per poi fare colazione. Una bella colazione ricca di caffè. Sarà una giornata molto lunga ma sapete che vi dico? Per me il sonno oggi vale la pena di sopportarlo. Tornerò questo mercoledì, con il consueto appuntamento dedicato a un singolo artista. A presto,

Giorgia – Il film che ti sei perso…

Amori strappa lacrime

Come potete intuire dal titolo oggi vi vorrei suggerire alcun titoli che hanno in comune un solo unico terribile scopo: far piangere lo spettatore! Non tutti i film riescono a far emozionare allo stesso modo, per questo, come sempre, anche oggi vi citerò alcuni film che, come dire… mi fanno piangere ed emozionare, ogni volta, come se fosse la prima! Ho pensato di scegliere quattro pellicole differenti tra loro in modo da poter soddisfare (almeno lo spero) tutti i vostri gusti.

L’Amore mitico

Il primo dei quattro titoli che vi suggerisco è ispirato a uno dei più famosi racconti del Medioevo. Tristano e Isotta. Il film al quale mi riferisco è Tristan & Isolde, del 2006. Questo lungometraggio, diretto da Kevin Reynolds, è un film che, lasciatemelo dire, mi affascina ogni volta. La storia già di per se è stupenda, come solo i grandi racconti che si tramandano da secoli sanno essere, per di più la pellicola è ben diretta e interpretata. I giovani amanti e sfortunati protagonisti sono tremendamente belli e perfetti insieme. Nel caso non l’aveste visto sappiate che sono interpretati da James Franco – al suo meglio e da Sophia Myles. Vorrei ricordare anche la partecipazione del bellissimo Henry Cavill e dell’affascinante Rufus Sewell. Si lo so, il cast già da solo merita la visione. Fidatevi se vi dico che la bellezza è solo un piccolo contorno all’interno di una storia struggente e potente, ben diretta e ben interpretata. Preparate i fazzoletti.

L’Amore segreto

Brokeback Mountain di Ang Lee. Mi bastano queste 5 parole per commuovermi. Un film meraviglioso, magistralmente diretto – regista che ammiro moltissimo e che trovo sempre, in ogni suo lavoro, particolarmente attento ai sentimenti dell’animo umano, interpretato alla perfezione con una storia d’amore potente e bellissima. Le lacrime mi scorrono sempre troppo facilmente quando guardo questo film, anche per il pensiero che rivolgo sempre a Heath Ledger: meravigliosa creatura che ha toccato questo mondo con la sua arte e il suo indiscutibile talento, abbandonandolo troppo presto. A parer mio: film imperdibile.

Il film che ti sei perso...

L’Amore colto

Definisco l’amore del film Moulin Rouge! in questo modo perché, come certo sapete, visto che avete letto il mio post di qualche settimana fa dedicato proprio al film di Luhrmann, l’amore che lega i due protagonisti è frutto di un sapiente incontro tra due straordinarie opere classiche. Nel caso vi fosse sfuggito l’articolo non dovete nemmeno fare lo sforzo di andarlo a cercare. Vi basterà cliccare qui. Ovviamente avendo già parlato abbondantemente di questo film (che adoro) non indugio oltre e passo all’ultimo titolo.

L’Amore che supera il tempo

Anche in questo caso vi suggerisco un film che vi ho già nominato in un precedente articolo (Lo Straordinario nell’Ordinario). Evening, che è stato rilasciato in Italia con il titolo Un amore senza tempo, è un film che amo molto perché racconta di un amore ostacolato ma vissuto con una tale intensità da rimanere vivo nel cuore dei personaggi. Poi l’uomo che ruba il cuore della protagonista, Claire Danes, è il bellissimo Patrick Wilson. Si lo so, spesso e volentieri affermo che gli attori sono bellissimi ma che vi devo dire? Ho gli occhi per guardare e sono un’amante del bello… ma sto divagando, torniamo al film. Anche questa pellicola credo che si interessante, non solo perché mi fa commuovere ogni volta che la vedo o perché l’attore protagonista ha un bel viso. Il film è improntato su un punto di vista femminile, mostra la forza delle donne e le loro paure, porta in scena un amore che tutti vorremmo poter vivere, senza scadere nel melodramma.

Anche oggi ho cercato di suggerirvi film differenti tra loro ma con un punto in comune. Spero di avervi incuriosito almeno un po’ e che vi sia venuta voglia di commuovervi davanti a un bel film. Non fate finta di non essere interessati a questo genere di film, sappiate che piangere fa bene: è una potente valvola di sfogo. Ecco un altro punto a favore di questi film…

 

Nel caso te lo fossi perso…

  • Moulin Rouge!, Baz Luhrmann, 2001
  • Brokeback Mountain, Ang Lee, 2005
  • Tristan & Isolde, Kevin Reynolds, 2006
  • Evening, Lajos Koltai, 2007

 

In questo momento puoi trovare i seguenti film su…

   Sky Cinema:

Brokeback Mountain

Whiplash

Oggi vi consiglio un bel film. Un gran bel film. Il primo che, quando l’ho visto al cinema, alla fine della visione mi ha fatto venire voglia di alzarmi in piedi ed applaudire. Ho già detto tutto. Whiplash è stata una scoperta, una rivelazione. Ricordo che al cinema sono andata senza troppe aspettative e ne sono uscita entusiasta! Il film è una vera piccola perla a parer mio. Regia, fotografia, interpreti, sceneggiatura e colonna sonora. Tutti elementi che collaborano alla perfezione per creare un vero gioiellino del cinema. Uscito nelle sale nel 2014, questo film ha portato fortuna (più che meritata) al giovanissimo regista Damien Chazelle, che dopo questo lungometraggio ha potuto girare i seguenti film: La La Land nel 2016 e First Man due anni dopo. Come accaduto per il musical, in cui i protagonisti erano Ryan Gosling ed Emma Stone, anche per Whiplash il regista ha curato la regia e la sceneggiatura. Si evince che Chazelle è un appassionato di audiovisivo e di musica. Solo un amante del sonoro può creare un film in cui c’è un perfetto equilibrio tra il senso della vista e quello dell’udito.

Il film che ti sei perso...

Breve riassunto:

Andrew è uno studente del conservatorio Shaffer di Manhattan. Il suo sogno è di diventare uno dei batteristi jazz più bravi di sempre. Grazie al suo talento riesce a entrare nel corso del professore Fletcher, famoso per la sua bravura ma soprattutto per i suoi metodi a dir poco rigidi e spietati. Il sogno di Andrew sembra quindi diventare un incubo. Talento, passione e dedizione, sacrificio e forza di volontà. Basteranno ad Andrew per superare il corso di Fletcher?

Perché guardarlo:

  • Se amate la musica, allora dovete vederlo. Whiplash è un film che la racconta intelligentemente, lasciandole il giusto spazio all’interno della narrazione
  • La recitazione è ottima
  • Regia curata e sceneggiatura incalzante

Perché non guardarlo:

  • L’unico motivo che vi potrebbe spingere a non guardare questo film è se proprio non sopportate la musica jazz