Cento volte Grazie

Buongiorno a tutti, buongiorno a chi mi legge settimanalmente, a chi mi segue sporadicamente e a chi mi legge per la prima volta.

Oggi questo breve articolo lo dedico a voi e un po’ anche a me. Cento. Siamo arrivati al mio centesimo articolo. Dico siamo perché sebbene questa avventura sia partita in solitaria adesso posso dire, con gioia, che non è più una cosa solo mia. Oggi ho deciso di tirare due somme, di condividere con voi le mie idee. L’idea del blog è nata grazie al suggerimento di mio papà, lo confesso. Amo il cinema, il mondo dell’audiovisivo e delle serie TV. Lavorare all’interno di questo ambiente per me sarebbe un vero sogno. Non ho mai pensato però – e non lo credo tutt’ora, di aver qualcosa di unico e di particolare da dire. La mia parola vale quanto quella degli altri e rispetto a molti vale ancora meno. Però ho una cosa che in pochi hanno: l’amore, puro e viscerale, per questo mondo. Man mano che l’idea del blog prendeva piede, post dopo post (o articolo dopo articolo, chiamateli come volete), capivo che il mio tratto distintivo è proprio il mio cuore. Ricordo perfettamente la prima volta che sono andata al cinema, la prima volta che ho sognato di poter lavorare in questo mondo, la prima volta che ho pensato che mi sarebbe piaciuto studiare recitazione (ebbene si, questo sogno per quanto l’abbia tenuto nascosto e mai rivelato apertamente, lo conoscono tutti in realtà, quindi tanto vale dirlo anche a voi), la prima volta che ho pensato che per me era come una linfa vitale poter vedere delle storie attraverso la televisione. Questa sono io. E ne vado fiera ed orgogliosa. Molti sono più bravi di me, più preparati e più competenti, alcuni hanno l’occhio più clinico e più critico, altri sono più colti. Io sono Giorgia. Una ragazza come tante, una del mucchio con la peculiarità di respirare ossigeno, film, Formula 1 e serie TV.

Il film che ti sei perso...

È passato quasi un anno dall’inizio dell’avventura del blog. Ho iniziato per caso, credendo sempre poco in me stessa (ebbene si, questo è uno dei miei peggiori difetti) eppure adesso vedo con chiarezza che nonostante i miei infiniti difetti ho il pregio di vivere di passione. Forse il mio sogno di andare a Hollywood, conoscere i miei idoli, partecipare alla notte degli Oscar (…si lo so, punto in alto ma il mio motto, insegnatomi da mia mamma, è: “se devi sognare, allora sogna in grande!”) non si avvererà mai. Però continuerò a sperarci e a vivere amando alla follia un mondo che credo fermamente che renda questo pianeta terra più bello.

L’arte in generale secondo me – e a detta di molti eleva l’uomo. Ciò che produce una canzone, un dipinto, una statua o un film ben fatto, nell’anima di un uomo è qualcosa di difficilmente descrivibile. Eppure coloro che sanno ascoltare, che usano gli occhi per guardare, che vanno oltre e che ascoltano e guardano con il cuore, percepiscono la bellezza del mondo in un modo che, chi non sa guardare e/o ascoltare non potrà mai comprendere. Non siamo una sorta di élite speciale, siamo solo persone dall’animo sensibile, che vengono ferite troppo spesso ma che nonostante questo sanno rialzarsi perché la sensibilità non è debolezza ma una forza. Bisogna ricordarselo sempre. Una delle mie frasi preferite l’ho sentita in un film (guarda caso), in realtà è tratta da un libro. La pellicola in questione è Into the Wild e la frase recita: “la fragilità del cristallo non è una debolezza ma una raffinatezza”.

Concludo così questo mio centesimo post. Senza consigliarvi un film, una serie TV o parlandovi di un attore che adoro. Questo post è solo per voi e per me. Vi ho inoltre riservato una piccola sorpresa, nata a seguito di una sfida lanciatami da un amico: se cliccate qui potete trovare una piccola parte di me – potrete scoprire il volto (decisamente imbarazzato) che si cela dietro il blog. Ho voluto aprire il mio cure più del solito, raccontando a voi e ricordando a me stessa, che non c’è nulla di male nel vivere ascoltando il proprio cuore e la propria anima. Grazie per avermi accompagnata lungo questo percorso. Ci ritroviamo la prossima settimana con i consueti appuntamenti. A presto,

Giorgia – Il film che ti sei perso…

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Moulin Rouge!

Siamo già al secondo appuntamento con il nuovo metodo che ho scelto di adottare per raccontarvi il cinema. Sperando che quello di due lunedì fa, Midnight in Paris, vi sia piaciuto, oggi ho intenzione di suggerirvi uno dei miei film preferiti, che vi ho già consigliato nel post dedicato alla mia attrice preferita: Nicole Kidman.

Moulin Rouge! non è solo un musical, è un vero omaggio al cinema e alla musica. La regia è meravigliosamente veloce e vorticosa, gli attori sono eccezionali senza essere caricaturali, le musiche trascinano lo spettatore e invogliano a cantare, la storia è tanto bella quanto colta. La trama infatti, per chi non lo sapesse, è ispirata a due famosissime opere: La traviata di Giuseppe Verdi e La bohème di Giacomo Puccini. Il regista (uno dei mie preferiti) Baz Luhrmann non è solamente una persona colta ma è anche un visionario. Comprende quanto la cultura pop e la necessità di mash-up (ovvero unire due o più brani fondendoli in un unico pezzo) sia così radicata nello spettatore moderno che, con lui, l’esperienza che fa chi guarda un film, non si limita all’osservazione passiva. Con Luhrmann scatta il gioco al riconoscimento della citazione o delle citazioni, come accade in Moulin Rouge! Questo film, del 2001, conclude, inoltre, quella che lo stesso regista ha definito la Red Curtain Trilogy, ovvero la Trilogia del Sipario Rosso, composta da Stricly Ballroom (1992), Romeo + Juliet del 1996 e appunto da Moulin Rouge! I tre titoli non concorrono a creare una trilogia nel senso classico della sua definizione ma hanno un legame particolare. Un modo nuovo e diverso di fare di cinema e di fare esperienza del cinema. Il primo lungometraggio si concentra sul mondo della danza, il secondo su quello della recitazione e il terzo sul suono e sulla musica. I tre film hanno una modalità di narrazione cinematografica estremamente veloce, che racchiude al suo interno tante citazioni e immagini, alcune delle quali è facile non notare in una prima visione. Infine tutte e tre le pellicole sono raccontante e racchiuse all’interno di una cornice, che è appunto quella del teatro. Tre storie raccontate sopra un palco, dietro un meraviglioso sipario rosso.

Il film che ti sei perso...

Breve riassunto:

Parigi, 1900. Christian è un giovane aspirante scrittore che si ritrova per una pura casualità nel famosissimo locale parigino Moulin Rouge. Qui rimane folgorato dall’étoile dello show: Satine, la più bella tra le donne del locale e la più abile a conquistare il cuore degli uomini.

Perché guardarlo:

  • Se amate la cultura pop, la musica, i musical, le immagini sfrenate, il gioco al citazionismo o una sola di queste cose allora dovete assolutamente guardalo
  • È un film colto e intelligente. Sapientemente diretto e magistralmente interpretato
  • La colonna sonora da sola merita una nota di merito

Perché non guardarlo:

  • Se non siete avvezzi a una modalità di racconto frenetica e non vi interessa scoprirla allora dovete rinunciare. Moulin Rouge! richiede al proprio spettatore una totale fiducia e una voglia di percorrere un viaggio unico e magico insieme alla macchina da presa

Midnight in Paris

Come anticipato lunedì scorso (Anno nuovo, nuove proposte) eccomi qui con un nuovo modo di raccontarvi il cinema. Una pellicola alla volta. Senza spolier ovviamente. Mi sono ritrovata a domandarmi se sarebbe stato più carino iniziare con un film già citato in precedenza, con uno uscito da poco al cinema o con un classico. Alla fine ho optato per un misto di queste cose. Oggi vi parlerò di un film che non è appena uscito ma che non appartiene nemmeno al secolo scorso. Per celebrare l’inizio di questo nuovo modo di raccontare il cinema, ho pensato che sarebbe stato carino partire con un film che adoro ma che non ho ancora avuto modo di suggerirvi.

Midnight in Paris è un divertente e intelligente film ideato, scritto e diretto dal genio indiscusso di Woody Allen. Questo regista non ha certo bisogno del mio umile commento per essere riconosciuto come un vero artista capace di raccontare l’animo umano, le sue paure e ansie, attraverso una spiccata vena comica, intelligente e irriverente. Mi perdonerete se mi unisco al coro di coloro che pensano che gli ultimi film di Allen non sempre sono all’altezza del suo nome. Come tutte le persone affronta alti e bassi nella sua carriera ma se parliamo di Midnight in Paris allora commentiamo un punto di massima. Questo è un titolo che consiglio a chiunque, sia a coloro che amano il cinema di Allen che ai neofiti. La regia non è nemmeno da analizzare – impeccabile come sempre, tuttavia si potrebbero spendere fiumi di parole per il soggetto. Unico, geniale, colto e divertente. Gli attori? Quando mai Allen sbaglia la scelta… e nel caso vi servisse ancora un piccolo incentivo: c’è Owen Wilson (nei panni del protagonista) al suo meglio.

Il film che ti sei perso...

Breve riassunto:

Francia, Parigi. Uno sceneggiatore di Hollywood di successo è in vacanza con la sua fidanzata, i genitori di lei e una coppia di amici della famiglia della ragazza, incontrati per caso. Gil, il protagonista, sta cercando di ultimare il suo primo romanzo. Incompreso, sottovalutato, snobbato dalla famiglia della ricca (e tremendamente snob) ragazza, inizia a girovagare per le strade di Parigi di notte. In uno di questi solitari cammini notturni scopre un segreto tanto incredibile quanto magico…

Perché guardarlo:

  • Il soggetto, la regia e la sceneggiatura sono del migliore Woody Allen
  • Gli attori, anche le comparse, sono tutti ineccepibili e perfetti
  • È una pellicola divertente, irriverente ma anche intelligente in quanto tra una risata e l’latra fa riflettere lo spettatore

Perché non guardarlo:

  • Credo sia un film che possa piacere a chiunque per cui non ho un vero elemento di bocciatura da inserire. Lo sconsiglio solamente a chi non apprezza particolarmente il metodo di narrazione di Woody Allen o chi non ama Owen Wilson. Lui è l’indiscusso protagonista per cui, se non apprezzate l’attore americano, lasciate perdere perché Wilson trascina lo spettatore all’interno della storia tanto quanto la macchina da presa

In questo momento puoi trovare questo film su Netflix:

Midnight in Paris