Natalie Portman

Il film che ti sei perso...

Parto con una premessa: secondo me Natalie Portman è una di quelle rarissime donne nate con il dono di essere belle di natura, lei meno è truccata e più è bella. Quindi il suo bel viso è già di per sé una calamita per la macchina da presa, che si innamora di lei ogni qualvolta la inquadra e indugia sul suo dolce sorriso.

La bellezza non è nulla se non è supportata da altro ma Natalie Portman è bella e intelligente. Nel corso della sua carriera ha affrontato numerosi ruoli, molto diversi tra di loro e ha recitato in più generi cinematografici. La bellezza sposa il talento nel caso della Portman, che si è fatta conoscere già da bambina quando, nel 1994, ha recitato accanto a Jean Reno e al grandissimo Gary Oldman, diretta dalla sapiente mano registica di Luc Besson.

I ruoli interessanti e le famose pellicole a cui ha preso parte l’attrice naturalizzata statunitense, nata a Gerusalemme, sono tantissimi e non posso certo elencarvi tutti i titoli degni di nota. Però se devo cercare di convincervi ad appassionarvi a quest’artista, dotata di talento, vi posso dire che V for Vendetta, Black Swan, Closer, Where the Heart Is e Cold Mountain sono film in cui, vuoi per la sua dolcezza, per la sua potenza, per la sua capacità di passare da un ruolo a un altro, è impossibile non rimanere ammaliati dal suo talento.

Natalie Portman ha preso parte anche a pellicole e me molto care. È entrata a far parte del cast della meravigliosa saga che è Star Wars e nel 2011, diretta da Kenneth Branagh, è approdata nel mondo dei supereroi interpretando la dolce metà di Thor, nell’omonimo film. Prendendo parte a queste pellicole è ovvio che la Portman sia diventata famosissima e conosciuta da tutti, ciò nonostante non dimentica di ritagliarsi lo spazio per film più impegnati e sottili. Progetti che l’hanno portata nel 2011 a vincere l’ambito premio Oscar come miglior attrice protagonista.

La bellezza è anche e soprattutto intelligenza e sensibilità. Natalie Portman non è solo un’attrice ma anche una donna impegnata nel sociale: porta avanti le sue battaglie difendendo il pianeta terra, combattendo per i diritti degli animali. È una fervida ambientalista e una sostenitrice dei diritti gay – esco per un momento dai binari del mio blog. Ci terrei a precisare che personalmente trovo veramente assurdo che nel 2019 (gente sveglia: siamo nel 2019!!) ci sia ancora bisogno di doversi schierare per dei diritti che secondo me sono inalienabili. Mi deprime vivere in un mondo in cui c’è bisogno di dividere le persone in base alle preferenze sessuali. Sono convinta che uno dei mali peggiori di questo mondo sia l’ignoranza e la cattiveria che da essa ne deriva. Quindi brava Natalie Portman! Perché chi è famoso e ha una cassa di risonanza così importante a livello mondiale, è assolutamente necessario che si faccia sentire e che faccia capire a chi non vuol capire, che gli esseri umani sono tutti uguali, con gli stessi diritti e doveri. Scusate la mia piccola digressione ma ho sentito necessario esprimere le mie idee al riguardo e se qualcuno pensa ancora che ci sia qualcosa di sbagliato nel colore della pelle o che una diversa preferenza sessuale sia una malattia, allora è pregato di andare a leggere un altro blog. Perché qui non si parla di tolleranza ma di civiltà.

Tornando a uno dei miei argomenti preferiti… Natalie Portman è una donna da seguire, che regala sempre emozionanti interpretazioni, che si sa inventare e reinventare. Non è solo un’attrice ma una persona intelligente e sensibile. Un vero esempio da seguire.

Nel caso te lo fossi perso…

  • Léon, Luc Besson, 1994
  • V for Vendetta, James McTeigue, 2005
  • Black Swan, Darren Aronofsky, 2010
  • Lo sapete, sono un appassionata del genere: uno qualunque o, meglio ancora tutti, i film di Star Wars
  • Uno qualunque o, meglio ancora tutti, i film della Marvel Cinematic Universe

In questo momento puoi trovare i seguenti film su…

Sky On Demand:

V for Vendetta

Annunci

Il terrore è di Casa

La casa è sinonimo di protezione, di famiglia e di unità. A volte questo simbolo però può essere completamente stravolto e una casa può diventare il luogo da cui non si ha via d’uscita, una prigione, una condanna. Il posto che per eccellenza che ci offre una protezione e un tetto si trasforma in un vero incubo. Case abbandonate nel bosco, isolate da tutto e tutti sono degli ottimi espedienti narrativi per i film horror in cui ambientare una storia di terrore.

La confortevole casa in alcuni film si trasforma in un elemento di claustrofobia pura. A volte questo senso di oppressione e di terrore può essere conferito dall’impossibilità del protagonista di uscire. La minaccia che impedisce al personaggio principale di scappare può essere interna o esterna. Nei film Hush e Panic Room, rispettivamente del 1998 e del 2002, l’elemento di terrore che si insinua tra le protagoniste e la loro desiderata felicità è interna. Il primo lungometraggio tratta di una giovane donna di nome Helen, interpretata da Gwyneth Paltrow, costretta ad affrontare all’interno della tenuta del marito la minaccia peggiore: una suocera estremamente gelosa e possessiva. Quello che sembra una normale signora, premurosa e amorevole, resa da una fantastica Jessica Lange, diventa, man mano che la pellicola prosegue, una persona cattiva che nasconde molti segreti e che non vuole condividere il suo unico figlio con un’altra donna. Lo spazio che delimita la paura e il senso di oppressione della protagonista è quindi ampio, poiché il neo marito è un uomo estremamente ricco. Ma per quanto grande sia la casa e il territorio che la circonda non è abbastanza per evitare alla giovane Helen di sentirsi braccata, circondata e terrorizzata.

Più lo spazio si restringe più il senso di claustrofobia è evidente. Nel secondo film precedentemente citato, diretto da David Fincher, l’oppressione è palese e il terrore è maggiore. Non è più una finta madre amorevole la minaccia ma una banda di criminali che irrompe nella casa appena acquistata dalla protagonista, interpretata da Jodie Foster. Personalmente trovo più inquietanti i film in cui le minacce sono sottili e meno evidenti, in cui il protagonista non riesce a capire se la mente gli sta giocando un brutto scherzo o se il senso di fastidio che prova sia reale e minaccioso. Appurato quali sono i miei gusti è forse corretto dire che, quale che sia la minaccia, quando due giovani donne sono minacciate da personaggi all’interno della propria casa il terrore e il senso di panico è assicurato.

Guillermo del Toro

Ma se la minaccia non è una persona all’interno ma è la casa stessa a trasmettere quel senso di panico e terrore?  Nel visionario film del 2015, diretto da Guillermo del Toro, Crimson Peak la casa è essa stessa parte integrante della paura che attanaglia la giovane protagonista. La villa è il luogo pulsante attraverso il quale le paure, i segreti e le atrocità vengono a galla pur restando perennemente nascosti agli occhi del mondo. Esattamente come accade nel film Mother! di Darren Aronofsky il luogo in cui ci si dovrebbe sentire al sicuro nasconde un proprio segreto. Nel lungometraggio del regista americano temo che il risultato finale non sia altrettanto efficace come nel caso del collega messicano. Se del Toro riesce a rendere alla perfezione una storia del terrore che si incrocia con un destino di una famiglia e trasmette costantemente un senso di panico e curiosità, Aronofsky in questo caso non riesce nel suo intento. Se da una parte il film Mother! ha la chiara volontà di far passare un preciso e ben definito messaggio (a mio avviso troppo criptico e per questo il risultato finale non è all’altezza delle aspettative iniziali e risulta essere addirittura grottesco), dall’altra c’è il prodotto del regista messicano. Crimson Peak riesce nel suo intento alla perfezione: panico, terrore e curiosità viaggiano a braccetto e conducono la giovane protagonista Edith, interpretata da Mia Wasikowska, verso un percorso unico e incredibile. Gli affascinati compagni di viaggio di Edith sono tanto enigmatici quanto seducenti – a tal proposito, consiglio di vedere quest’ultimo film in lingua originale per godere della sensuale e perfetta voce del co-protagonista, interpretato dal britannico Tom Hiddleston.

La casa dunque, dovrebbe essere accogliente e sicura, quasi come un grembo materno, eppure in molte pellicole si trasforma in una gabbia, alle volte in una dorata e luccicante, altre volte in una piccola e claustrofobica. Che la minaccia sia esterna, interna o la casa stessa sia fonte di pericolo poco importa, l’elemento essenziale in questi lungometraggi è che lo stravolgimento delle certezze aiuta a creare un senso di panico. Siete quindi pronti a vedere, nel caso ve lo foste perso, uno o più di questi film, comodamente seduti sul vostro divano, da soli, all’interno della vostra comoda e accogliente casa?

 

Nel caso te lo fossi perso…

  • Hush, Jonathan Darby, 1998
  • Panic Room, David Fincher, 2002
  • Crimson Peak, Guillermo del Toro, 2015
  • Mother!, Darren Aronofsky, 2017

 

In questo momento puoi trovare i seguenti film su…

     Netflix:                                                   Sky Cinema Italia:

Crimson Peak                               Mother!