Noi, ragazze del ‘90

Si lo so, vi state domandando perché nel titolo di oggi c’è un bel “noi” all’inizio. Come se io facessi parte dell’élite di Hollywood. Sapete bene che non è così ma stavolta ho qualcosa in comune anch’io con i film di cui vi voglio parlare oggi. In questo breve articolo vi suggerirò titoli in cui le protagoniste sono ragazze nate, come me appunto, nel 1990. Tre attrici, un titolo a testa. Le seguenti interpreti hanno partecipato tutte a pellicole degne di note, grandi successi cinematografici che sono risultati vincenti al botteghino e film di nicchia. Ammetto che non è stato molto semplice, soprattutto per una di loro, scegliere un solo titolo da suggerirvi.

Kristen Stewart

Per la prima volta devo discostarmi dal mio modo di vedere il cinema e di raccontarlo. Sapete che non sono amante delle critiche, tuttavia non posso nemmeno evitare di dare un mio giudizio, per quanto insignificante possa essere. Personalmente non amo affatto come recita la Stewart. E no, non lo dico perché sono gelosa o altro – accusa che mi è già stata rivolta. Riconosco la bellezza di questa ragazza e se mi seguite sapete bene che non sono una persona che nutre gelosia. Se una donna è bella e brava non vedo nessun problema nel riconoscerlo, anzi: essendo un’amante del bello la esalto per i suoi meriti (non che la bellezza sia un merito, quella è una fortuna che ha concesso madre natura). La Stewart per me è solo bella, li finisce la storia. Non amo come recita, la trovo sempre uguale a se stessa e tremendamente piatta. Se poi la affianco alle sue coetanee non c’è paragone. Ai miei occhi lei perde sempre, anche in bellezza. Però ripeto, è una mia idea e come tale vi prego di prenderla. Appurato ciò, non posso evitare di riconoscere che la Stewart ha preso parte a numerose pellicole interessanti. Tra i vari film in cui è comparsa mi sento di suggerirvi un titolo che secondo me, è passato, ingiustamente, un po’ inosservato. Sto parlando di Clouds of Sils Maria. Questo film vede l’attrice in un ruolo diverso dal solito. La trama è bella, interessante e se anche voi non siete amanti, come me, del suo modo di porsi davanti alla macchina da presa, sappiate che verrete rapiti dalla location, dall’attrice protagonista che la affianca, ovvero la sempre brava Juliette Binoche e dalla storia.

Emma Watson

Ecco un’altra attrice che non ha certo bisogno di presentazioni. Emma Watson ha conosciuto la fama internazionale grazie alla saga di Harry Potter ma lasciamo Hermione Granger per affrontare il titolo che secondo me, tra le pellicole di Emma Watson merita di essere visto. Colonia. Diretto da Florian Gallenberger, il film vede accanto alla giovane attrice il fantastico Daniel Brühl. Sono convinta che tra i titoli che hanno visto la collaborazione di questa attrice inglese, questo sia quello passato più inosservato. Personalmente in questo film ho trovato la performance di Emma Watson più convincente e profonda del solito.

Jennifer Lawrence

La mia preferita tra le tre. A mio modesto parere la più brava e la più bella. Intelligente nel scegliere i proprio ruoli e una bravissima interprete. Sempre credibile, profonda e interessate. Jennifer Lawrence secondo me è una straordinaria attrice da seguire. Nella sua carriera vanta molti titoli che meritano di essere visti, non solamente per la trama ma anche per la sua capacità di interpretare i ruoli che le vengono assegnati. Considerando che American Hustle ve l’ho già consigliato in altre occasioni, i titoli tra cui ero indecisa erano: Winter’s Bone, Passengers, Joy e Silver Linings Playbook. Alla fine ho deciso che oggi, tra questi film, che credono valgano tutti la pena di essere visti, vi suggerisco l’ultimo e non solamente perché questo ruolo le ha conferito la vittoria del premio Oscar. Questo film è divertente, intelligente, profondo, sarcastico, esattamente come il ruolo che interpreta magistralmente Jennifer Lawrence.

Nel caso te lo fossi perso…

  • Silver Linings Playbook, David O. Russell, 2012
  • Clouds of Sils Maria, Olivier Assayas, 2014
  • Colonia, Florian Gallenberger, 2015

In questo momento puoi trovare i seguenti film su…

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Silver Linings Playbook

Clouds of Sils Maria

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Christian Bale

Il film che ti sei perso...

Ebbene si, anche oggi vi parlerò dell’ovvio. Christian Bale è talento allo stato puro. Non ha certo bisogno di presentazioni e non ha assolutamente bisogno del mio blog per essere riconosciuto come un grande arista. Eppure lo sapete, sono un’amante del bello, dell’arte e del talento e Christian Bale non poteva certo mancare nella mia rubrica del mercoledì.

Senza star ad analizzare le ultime opere che hanno fatto parlare di lui, come Vice, diretto da Adam McKay, cosa posso dirvi di Christian Bale? Insomma, il suo talento viene riconosciuto anche per la totale immersione nel personaggio. Ingrassa e dimagrisce a comando. Passa da un ruolo a un altro con la stessa facilità con cui io passo dall’antipasto al primo. Vederlo recitare per me è sempre un vero piacere, potrebbe anche fare un monologo in cui legge i numeri dell’elenco telefonico e lo guarderei lo stesso con ammirazione. Credo che la bellezza di questo attore risieda proprio nella sua totale scomparsa dietro a un ruolo. Quando recita non si vede più Bale ma si assiste al personaggio. Già nel mio articolo di due settimane fa, dedicato ad Al Pacino, vi ho menzionato il suo metodo di recitazione.

Molti dei titoli a cui ha preso parte Christian Bale ve li ho già menzionati e suggeriti più volte nei miei precedenti post. Film che secondo me meritano di essere visti, non solo per l’attore, ma anche per la resa del film nella sua totalità sono: The Fighter (che vi ho suggerito nel mio post Sul ring come nella vita), la trilogia dedicata al cavaliere oscuro diretta da Nolan, regista che ha collaborato con Bale anche nel film The Prestige, 3:10 to Yuma (titolo che vi ho consigliato nell’articolo Western: il genere che non conosce tempo), Equilibrium, Velvet Goldmine, The Machinist conosciuto in Itala con il titolo L’uomo senza sonno, The New World (altro titolo che vi ho già menzionato nel mio post L’assenza della parola), Empire of the Sun di Steven Spielberg, The Portrait of a Lady, American Psycho (anche questo già menzionato – Il labirinto della mente), American Hustle e Public Enemies.

Lo so che vi ho suggerito parecchi titoli ma almeno avete più scelta. Come sempre, ormai lo sapete bene, vi consiglio di vederli tutti e anche di più. Non solo per la presenza di Christian Bale. Sono convinta che i film, i libri, la musica, insomma l’arte, arricchiscano una persona. Credo inoltre che creino una sorta di dipendenza – positiva, si intende, che attrae lo spettatore. Più uno usufruisce (se così si può dire) della cultura più sente la necessità di arricchirsi. Se poi in questo splendido mash-up di cultura c’è anche il meraviglioso Christian Bale tanto meglio! Anche questa volta vi ho suggerito più di un paio di titoli e ne ho anche approfittato per ricordarvi che la cultura passa prima di tutto dalla vostra voglia di conoscere e di arricchire le vostre conoscenze.

 

Nel caso te lo fossi perso…

  • The Portrait of a Lady, Jane Campion, 1996
  • Equilibrium, Kurt Wimmer, 2002
  • The Machinist, Brad Anderson, 2004
  • American Hustle, David O. Russell, 2013

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Jeremy Renner

Jeremy Renner

Siamo già al secondo appuntamento con la nuova rubrica, inaugurata la settimana scorsa con l’articolo dedicato a Nicole Kidman. Oggi vorrei dedicare questo spazio a un attore che trovo assolutamente fantastico e che amo seguire in tutte le sue interpretazioni – confesso di aver visto praticamente tutta la sua filmografia! Jeremy Renner è famoso ai più per il suo ruolo di Clint Barton, alias Occhio di Falco, nella fortunata serie di film della Marvel Cinematic Universe. Mi sono avvicinata anch’io a questo grandissimo artista attraverso i film della Marvel e poi me ne sono innamorata attraverso altri ruoli. Credo che Renner sia uno degli attori più bravi e interessanti che ci siano al momento nel panorama internazionale. Attore incredibile e cantante talentuoso. Renner gioca con la sua voce, non solo quando recita ma anche quando canta e attraverso la musica recita. Se volete avvicinarvi a questo artista vi consiglio di vederlo in lingua originale – sebbene, lo ammetto, sia abbastanza arduo capirlo se non masticate abbastanza bene l’inglese. Ma se farete come me, e inizierete a seguirlo nelle sue interpretazioni originali non saprete più tornare indietro.

Questo straordinario attore mi ha abbagliata un giorno come un altro e da allora mi ha catturata completamente. Pesate che quando sono venuti a girare Avengers: Age of Ultron qui in Italia, in Valle d’Aosta, quella meravigliosa donna che è mia mamma, insieme a mia zia, ha deciso di accompagnarmi per una gita di un giorno (abito in Piemonte per chi non lo sapesse) e mi ha portata a vedere il set. La mia giornata sarebbe potuta essere magnifica già così ma quando, inaspettatamente, ho visto passarmi davanti proprio Jeremy Renner, in costume da Occhio di Falco, beh mi sono mancate le parole e… si, non ho una foto o altro ma porto nel cuore il ricordo di aver visto uno dei miei (tanti) attori preferiti passarmi davanti in tutto il suo splendore.

Ok, appurato che sono lievemente di parte quando parlo di questo attore californiano, cerchiamo di tornare ad analizzare Jeremy Renner attraverso le pellicole che hanno esaltato le sue incredibili doti di attore. I primi film che mi viene da suggerire a chiunque voglia avvicinarsi e conoscere meglio l’artista che è Renner sono indubbiamente The Hurt Locker (lungometraggio che vi ho già consigliato nel mio post Quando il cinema è Donna) e The Town, film per i quali è stato candidato al premio Oscar. Pellicole drammatiche, ruoli crudi e potenti. Renner sa essere un Vendicatore che lotta per il bene tanto quanto un uomo forte, crudele e terrificante. Ne da prova anche nelle pellicole North Country e in quella che l’ha lanciato nel panorama mondiale Dahmer.

Jeremy Renner sa incutere timore, rispetto e odio per poi passare a ruoli in cui suscita una risata attraverso la sua mimica e le sue battute. È un attore che non si risparmia e partecipa a pellicole in cui la fisicità e le scene d’azione hanno ruoli dominanti – Mission Impossible, Hansel & Gretel: Witch Hunters, S.W.A.T. e altri… Ma sa anche essere un’ottima spalla, come accade nel meraviglioso e suggestivo film, diretto da Denis Villeneuve, Arrival, in cui è un ottimo attore non protagonista, accanto alla sempre bravissima Amy Adams. Con la Adams aveva già collaborato nell’incredibile pellicola American Hustle, film incredibile anche per il ricco cast, che vanta tra i nomi illustri l’immenso Christian Bale.

Renner, in sintesi, passa da ruoli marginali e di supporto a pellicole in cui lui è l’indiscusso protagonista. Ambiguo, spietato, crudele o buono. Jeremy Renner salta con facilità da un ruolo a un altro e attraverso le sue interpretazioni da sempre prova di grande e indiscusso talento.

 

Nel caso te lo fossi perso…

  • Dahmer, David Jacobson, 2002
  • The Town, Ben Affleck, 2010
  • American Hustle, David O. Russel, 2013
  • Arrival, Denis Villeneuve, 2016
  • Lo sapete, sono un appassionata del genere: uno qualunque o, meglio ancora tutti, i film della Marvel Cinematic Universe

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Arrival

Sul ring come nella vita

Tutti i film che ruotano attorno a una vicenda sportiva parlano in qualche modo di rinascita. Di una caduta e di una risalita. Tutti. I lungometraggi che trattano della parabola della vita, intesa come una sfida, che viene paragonata a una preparazione atletica, sono quelli in cui lo sport in questione è la boxe. Il ring è la perfetta rappresentazione della vita nella sua massima disperazione. Ma dalla disperazione ci si può anche rialzare e scoprire di essere più forti e migliori di quello che si credeva all’inizio. Sono numerosi i film che ruotano attorno all’affascinante sport della boxe e, come spesso accade nel mio blog, ho deciso di concentrarmi su tre pellicole degli ultimi anni, che in qualche modo, mi hanno colpita e che allo stesso tempo, pur trattando dello stesso argomento, lo affrontano in tre differenti maniere narrative.

La leggenda della boxe

Nel film del 2001, diretto da Michael Mann la leggenda in questione è niente meno che il grande Muhammad Ali, nato Cassius Clay. L’interpretazione del protagonista è lasciata al mitico Will Smith che nell’impersonare una delle maggiori leggende di questo sport non sfigura, ma anzi da prova di una magistrale interpretazione, che gli è anche valsa la candidatura all’Oscar nel 2002. Questo film non racconta solo di una battaglia, combattuta sul ring, ma di una lotta continua che è dura e crudele tanto sul quadrato quanto fuori da esso. La battaglia è sulle strade, negli animi delle persone, che portano i segni della loro personale guerra sui loro visi e corpi. La sfida che affronta Ali non è solo fisica ma anche morale e spirituale. Attraverso il film di Mann lo spettatore affronta il percorso difficile che ha dovuto scalare Muhammad Ali attraverso gli anni, sia fuori che dentro il ring. La pellicola è una rappresentazione dura, crudele e realistica, in cui le interpretazioni degli attori regalano allo spettatore una visione unica e differente dei classici film incentrati sul mondo della boxe. La lotta a cui assistiamo è esattamente come nella vita di tutti i giorni: incessante, difficile e piena di ostacoli ma grazie alla tenacia e all’ostinazione anche ricca di soddisfazioni e, alla fine del film, lo spettatore non potrà fare a meno di gridare insieme al pubblico il nome di Ali, che l’ha fatto soffrire, cadere, sperare e rialzarsi insieme a lui.

La chiave femminile

Nel 2005 esce il film di Clint Eastwood dedicato a questo meraviglioso sport. Pellicola che solo in apparenza sembra essere dolce e delicato, proprio per via della scelta della protagonista ma che in realtà si rivela essere duro e crudo. Million Dollar Baby affronta svariati temi delicati, tra i quali la solitudine e la fede. Se il film di Mann, Ali, sembra voler essere un racconto e una parabola della vita di un uomo straordinario e che ha reso ancora più straordinario lo sport della boxe, la pellicola di Eastwood è la rappresentazione della vita nella suo massimo punto di dolore. Questo è un film intelligente, coraggioso, a tratti poetico e in altri momenti decisamente crudele. È una di quelle pellicole che meritano di essere viste almeno una volta nella vita perché alla fine della visione è praticamente impossibile rimanerne immuni. Million Dollar Baby lascia qualcosa allo spettatore, una sensazione che colpisce il cuore e che lo rende un film memorabile.

La lotta

Nel 2010 è uscito The Fighter, è una pellicola che personalmente ho adorato. A parer mio, è il perfetto film sul mondo della boxe: il cast è magnifico, la trama è curata ed è interessante (è tratto da una storia vera) e le lotte sul ring sono coinvolgenti e intense. Come per le pellicole che ho nominato prima, anche questo prodotto, diretto da David O. Russell, è stato candidato a numerosi premi – tra le varie nomination l’immenso Christian Bale e l’attrice Melissa Leo si sono portati a casa l’Oscar come migliore attore e attrice non protagonista, per la loro interpretazione. Mark Wahlberg, che interpreta il protagonista Micky Ward, è anche il produttore di questa interessante e curata pellicola. L’allenamento e la trasformazione fisica degli attori è solo un piccolo specchio che riflette il tempo che è stato impiegato per creare e portare a termine questa interessante pellicola sul mondo della boxe.

Come per il mio ultimo articolo, La spia che ti sei perso, anche oggi ribadisco che questi tre film che ho consigliato sono, a parer mio, tutti validi, con un loro valore estetico, una loro identità ben precisa e una chiave di lettura differente.

 

Nel caso te lo fossi perso…

  • Ali, Michael Mann, 2001
  • Million Dollar Baby, Clint Eastwood, 2004
  • The Fighter, David O. Russell, 2010

 

In questo momento puoi trovare i seguenti film su…

     Sky Cinema Italia:

The Fighter