Bambini da Oscar

“Tutti i bambini sono degli artisti nati”, diceva Pablo Picasso, “il difficile sta nel fatto di restarlo da grandi”. Il mondo del cinema è costellato di artisti cresciuti e maturi ma al suo interno ci sono anche piccoli artisti, bambini prodigio. Alcuni registi sostengono che dover dirigere un bambino è estremamente semplice: sono dotati di un’immaginazione che non conosce limiti per cui per loro è più facile recitare, in quanto più che un lavoro equivale a un gioco di ruoli. Che sia un esercizio o un’attività ludica certo è che alcuni bambini riescono, per quanto piccoli e inesperti siano, a dar voce a personaggi cinematografici indimenticabili.

Alcuni film che si avvalgono della collaborazione di piccoli attori utilizzano questi ultimi come espediente per raccontare la storia attraverso un secondo punto di vista, uno più semplice, più puro. In The Piano accade esattamente questo, la piccola Flora, superbamente interpretata da una giovanissima Anna Paquin, vede ma non comprende fino in fondo quello che sta accadendo tra sua madre Ada e George Baines, impersonato da Harvey Keitel. Questo film potente, toccante, e dotato di una rara sensibilità affronta il nascere di una passione che Flora non è ancora in grado di comprendere. La rabbia e la gelosia della bambina crescono in lei e si affiancano all’amore e alla devozione che nutre verso la propria mamma. Anna Paquin per questa sua interpretazione ha vinto il premio Oscar a soli undici anni, entrando così di diritto nella storia degli Academy Awards.

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Un altro bambino che ha visto crescere la sua fama grazie ad un’interpretazione che gli è valsa la candidatura agli Oscar (premio che poi non ha vinto, a favore di Michael Caine per il film The Cider House Rules), è Haley Joel Osment per il suo ruolo in The Sixth Sense. A differenza della Paquin, il piccolo Osment era già un volto noto a Hollywood grazie alla sua dolcissima interpretazione del figlio di Forrest Gump, nell’omonimo film. Ma il vero ruolo che lo consacra a bambino prodigio è appunto la sua interpretazione al fianco di Bruce Willis, nel thriller diretto da M. Night Shyamalan. Straordinario film, che si basa in gran parte sul contrasto che creano le visioni disturbanti e terrificanti dei morti e dell’angelico e innocente viso del bambino (fig.2). Bruce Willis accompagna e supporta magistralmente il ruolo che interpreta il giovanissimo Haley Joel Osment.

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Fig. 2

Non sono necessariamente i film drammatici a portare alla ribalta un volto giovane e Little Miss Sunshine ne è la prova. Durante la notte degli Oscar del 2007 Abigail Breslin non è riuscita a portarsi a casa l’ambita statuetta ma si è guadagnata la fama mondiale. A soli dieci anni la Breslin si è conquistata il diritto di recitare accanto a grandi nomi quali Steve Carell, Toni Colette, Greg Kinnear, Paul Dano, Bryan Cranston (il Walter White di Braking Bad per intenderci) e Alan Arkin. In questo film, in cui viene ritratta una normale atipica famiglia, Abigail Breslin interpreta Olive Hoover, una bambina di sette anni, il cui sogno è di poter partecipare a un concorso di bellezza.  La storia è surreale al punto giusto e drammatica quanto basta. La dolcezza e l’ingenuità di Olive vengono esaltate dalla bravura della giovane attrice e dal resto del cast: i componenti della famiglia si supportano e sopportano a vicenda in un susseguirsi di battute e scene indimenticabili.

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Un volto giovane in un film non è sempre sinonimo di certezza ma in questi tre casi, presi come esempio e in molti altri, lo è. Anna Paquin, Haley Joel Osment e Abigail Breslin sono riusciti a suscitare emozioni, perché in fondo essere attori significa proprio questo: essere artisti in grado di trasmettere emozioni rimanendo un po’ bambini.

 

Nel caso te lo fossi perso…

  • The Piano, Jane Campion, 1993
  • The Sixth Sense, M. Night Shyamalan, 1999
  • Little Miss Sunshine, Jonathan Dayton e Valerie Faris, 2006
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