Rachel McAdams

Il film che ti sei perso...

Oggi vi suggerisco di avvicinarvi alla carriera di Rachel McAdams. L’attrice canadese si è fatta notare dal pubblico internazionale (e si fa ricordare tutt’ora) per alcune pellicole leggere e per un paio di titoli tremendamente romantici. Ma la McAdams non è solo dolci sorrisi e storie strappalacrime. Sa essere molto di più e non perde occasione per dimostrare il suo talento e mettersi alla prova. Se il celebre film, diretto da Nick Cassavetes nel 2004, The Notebook, anche noto in Italia come Le pagine della nostra vita, l’ha consacrata e l’ha resa famosa in tutto il mondo, altri progetti più ricercati e talvolta meno osannati le hanno permesso di dimostrare le sue capacità. Mi piace ricordare che tra le commedie leggere a cui ha preso parte Rachel McAdams c’è anche l’intelligente e brillante film di Woody Allen: Midnight in Paris, di cui vi ho già parlato e consigliato in un mio post, nel caso ve lo foste perso… per recuperarlo vi basterà cliccare sul titolo del film. In questa pellicola la McAdams è perfetta nel suo ruolo. Sembra quasi che prenda qualcosa da tutte le ragazze perfette, che ha impersonato negli anni precedenti, per mostrare lo stesso prodotto dall’altro lato della medaglia. Ricca ma snob, bella ma antipatica, tremendamente conformista e assolutamente anonima. Insomma, altro che ragazza da sogno. Woody Allen le chiede di mostrare qualcosa che va in netto contrasto con i personaggi perfetti e amorevoli che aveva portato in scena in alcune sue precedenti pellicole, come The Notebook appunto, Wedding Crashers, The Family Stone e The Time Traveler’s Wife. Allen chiede e Rachel McAdams esegue alla perfezione.

Per la McAdams non c’è solo il nome di Woody Allen tra le sue collaborazioni illustri. Annovera infatti nella sua carriera progetti sviluppati con Terrence Malick, Brian De Palma, Guy Ritchie e Wim Wenders. Non dimenticando mai del tutto il genere che tanto le ha portato fortuna, l’attrice quarantenne ogni tanto abbandona i progetti di un certo spessore per tornare alle pellicole mainstream tanto care a lei quanto al suo pubblico. Partecipa infatti alla fortunata serie di film che fanno parte del meraviglioso e infinito mondo della Marvel Cinematic Universe, che come ben sapete ammiro e apprezzo io stessa, interpretando il ruolo dell’amata (e amabile, di nuovo) dottoressa Christine Palmer, collega ed ex fidanzata del celebre Dottor Stephen Strange, alias Benedict Cumberbatch – anche a questo talentuoso attore ho già dedicato un breve articolo, vi ricordo che per poterlo recuperare vi basterà, di nuovo, semplicemente cliccare sul suo nome.

Ma torniamo a noi. Non solo supereroi. I film drammatici e sentimentali chiamano e Rachel McAdams risponde. Partecipa nuovamente a pellicole che la vedono protagonista di amori impossibili e struggenti, contribuendo a farci scendere una lacrima ogni volta che la seguiamo sul grande schermo. Non sono solo le storie impossibili che guardiamo a emozionarci. Ammettiamolo: senza il talento e il dolce sorriso della McAdams i film che guardiamo per il puro gusto di poterci commuovere non sarebbero la stessa cosa. Ma il suo contagioso sorriso non deve far dimenticare che sa anche interpretare ruoli più impegnativi. Ecco quindi che tra i progetti che interessano all’attrice canadese ci sono anche piccole parti che le donano comunque risalto e le ridanno spessore. Si è cimentata nella seconda stagione, decisamente meno fortunata e più criticata della prima, della serie antologica True Detective, (alla quale dedicherò presto un articolo nella mia rubrica del venerdì) accanto a Colin Farrell e Vince Vaughn. Ha avuto un ruolo marginale nel film del 2015 Southpaw, che vi ho suggerito giusto la scorsa settimana nel mio post dedicato a Jake Gyllenhaal ma soprattutto ha ottenuto la candidatura al premio Oscar come migliore attrice non protagonista, nel 2015, nella splendida e interessante pellicola Spotlight. Concludo questo breve post di oggi con una brevissima considerazione personale: sono sicura che questo ruolo e questa nomina non sia l’apice della sua brillante carriera, costellata di film vincenti al botteghino, ma che rappresenti solo l’inizio di un nuovo entusiasmante capitolo della sua carriera.

Nel caso te lo fossi perso…

  • The Time Traveler’s Wife, Robert Schwentke, 2009
  • A Most Wanted Man, Anton Corbijn, 2014
  • True Detective, 2014 –
  • Every Thing Will Be Fine, Wim Wenders, 2015
  • Spotlight, Tom McCarthy, 2015

 

In questo momento puoi trovare i seguenti film su…

Sky On Demand:

True Detective

Spotlight 

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Midnight in Paris

Come anticipato lunedì scorso (Anno nuovo, nuove proposte) eccomi qui con un nuovo modo di raccontarvi il cinema. Una pellicola alla volta. Senza spolier ovviamente. Mi sono ritrovata a domandarmi se sarebbe stato più carino iniziare con un film già citato in precedenza, con uno uscito da poco al cinema o con un classico. Alla fine ho optato per un misto di queste cose. Oggi vi parlerò di un film che non è appena uscito ma che non appartiene nemmeno al secolo scorso. Per celebrare l’inizio di questo nuovo modo di raccontare il cinema, ho pensato che sarebbe stato carino partire con un film che adoro ma che non ho ancora avuto modo di suggerirvi.

Midnight in Paris è un divertente e intelligente film ideato, scritto e diretto dal genio indiscusso di Woody Allen. Questo regista non ha certo bisogno del mio umile commento per essere riconosciuto come un vero artista capace di raccontare l’animo umano, le sue paure e ansie, attraverso una spiccata vena comica, intelligente e irriverente. Mi perdonerete se mi unisco al coro di coloro che pensano che gli ultimi film di Allen non sempre sono all’altezza del suo nome. Come tutte le persone affronta alti e bassi nella sua carriera ma se parliamo di Midnight in Paris allora commentiamo un punto di massima. Questo è un titolo che consiglio a chiunque, sia a coloro che amano il cinema di Allen che ai neofiti. La regia non è nemmeno da analizzare – impeccabile come sempre, tuttavia si potrebbero spendere fiumi di parole per il soggetto. Unico, geniale, colto e divertente. Gli attori? Quando mai Allen sbaglia la scelta… e nel caso vi servisse ancora un piccolo incentivo: c’è Owen Wilson (nei panni del protagonista) al suo meglio.

Il film che ti sei perso...

Breve riassunto:

Francia, Parigi. Uno sceneggiatore di Hollywood di successo è in vacanza con la sua fidanzata, i genitori di lei e una coppia di amici della famiglia della ragazza, incontrati per caso. Gil, il protagonista, sta cercando di ultimare il suo primo romanzo. Incompreso, sottovalutato, snobbato dalla famiglia della ricca (e tremendamente snob) ragazza, inizia a girovagare per le strade di Parigi di notte. In uno di questi solitari cammini notturni scopre un segreto tanto incredibile quanto magico…

Perché guardarlo:

  • Il soggetto, la regia e la sceneggiatura sono del migliore Woody Allen
  • Gli attori, anche le comparse, sono tutti ineccepibili e perfetti
  • È una pellicola divertente, irriverente ma anche intelligente in quanto tra una risata e l’latra fa riflettere lo spettatore

Perché non guardarlo:

  • Credo sia un film che possa piacere a chiunque per cui non ho un vero elemento di bocciatura da inserire. Lo sconsiglio solamente a chi non apprezza particolarmente il metodo di narrazione di Woody Allen o chi non ama Owen Wilson. Lui è l’indiscusso protagonista per cui, se non apprezzate l’attore americano, lasciate perdere perché Wilson trascina lo spettatore all’interno della storia tanto quanto la macchina da presa

In questo momento puoi trovare questo film su Netflix:

Midnight in Paris