Leonardo DiCaprio

Il film che ti sei perso...

Oggi vorrei consigliarvi un attore che non ha certo bisogno di presentazioni. Il suo talento è indiscusso e le sue campagne a favore di varie cause umanitarie e ambientali sono altrettanto note. Allora perché oggi, nel mio consueto appuntamento del mercoledì, vi voglio parlare di Leonardo Di Caprio? Perché credo che questo favoloso attore non solo meriti un suo spazio ma anche perché ritengo che alcune pellicole a cui ha preso parte siano estremamente interessanti e imperdibili.

Uno dei film che vi voglio suggerire è anche una delle prime pellicole a cui ha preso parte. In questo ruolo non solo è magnifico ma ha anche dato prova, da giovanissimo, di un talento che l’avrebbe portato lontano… di quale film sto parlando? Di quello che ad oggi, almeno per me, rimane nella mia top list delle sue interpretazioni meglio riuscite e convincenti: What’s Eating Gilbert Grape anche conosciuto in Italia come Buon compleanno Mr. Grape. Il lungometraggio, diretto da Lasse Hallström ha permesso a DiCaprio di mostrare tutte le sue doti attoriali e di incantare il pubblico con una storia dura, forte ma anche dolce e sensibile. A parer mio imperdibile, soprattutto per chi tra di voi ama veder Leonardo DiCaprio al suo meglio.

Probabilmente tutti gli altri titoli che a breve vi consiglierò sono un po’ un’ovvietà. Confesso che della filmografia di Leonardo DiCaprio mi mancano solo un paio di titoli, perché, proprio come vi ho già raccontato nei miei due post dedicati, uno a Jeremy Renner e l’altro a James McAvoy (se volete recuperare gli articoli vi basterà cliccare sui loro nomi) la mia ammirazione per il suo talento mi porta a cercare di vedere ogni suo film! Come ho già fatto in altre occasioni, quando l’artista ha preso parte a così tante pellicole imperdibili, anche oggi vi voglio elencare brevemente alcuni titoli che, almeno secondo il mio modesto parere, vanno visti sia per la bravura dell’attore che per la trama e la regia del film stesso. Evito di elencarvi i film che hanno visto la collaborazione dell’attore americano con Baz Luhrmann, perché ormai lo sapete bene che ammiro molto questo regista e quindi non mi va di essere ripetitiva. Nel caso non ve lo ricordaste però colgo l’occasione per dirvi che a questo talentuoso regista australiano ho dedicato alcuni mie precedenti post e anche un video sul mio nuovo canale YouTube (per andare a vedere il mio canale, vi basterà cliccare qui).

Siete pronti all’elenco? Allora incominciamo: il troppo ovvio ma immancabile Titanic, tutti i film che ha diretto Martin Scorsese (ovvero Gangs of New York, The Aviator, The Departed, Shutter Island e quello che tra questi mi ha incantata di meno The Wolf of Wall Street) – un altro dei miei registi preferiti, lo sapevate?, J. Edgar, Inception, Blood Diamond, Catch Me If You Can, Revolutionary Road e The Revenant. Credete forse che vi abbia consigliato troppi film? E pensate che non ho ancora menzionato la collaborazione con Quentin Tarantino! Si, forse anche questa volta sono un po’ di parte – ma in fondo mi piace parlare del bello e di ciò che amo. Ritengo che Leonardo DiCaprio non sia solo un perfetto interprete e un uomo sensibile e attento alle esigenze di questo pianeta terra ma anche estremamente intelligente nel scegliere i suoi ruoli. Vi ricordate che anche con Samuel L. Jackson avevo fatto questo discorso? Ecco, sono convinta e oggi lo ribadisco, che la bravura e il talento debbano risiedere tanto nell’arte quanto nell’intelligenza di saper capire quali ruoli sono adatti e quali no. Leonardo DiCaprio nella vita ha fatto ben pochi scivoloni artistici e ha collezionato applausi su applausi. Non posso, da fan quale sono, che unirmi al coro oggi e dirvi che credo che assistere alle interpretazioni di Leonardo DiCaprio sia un vero piacere. Insomma oggi mi trasformo come voi in una vera fan e dico che è sempre un piacere assistere alle sue battaglie nella vita fuori dal grande schermo tanto quanto è interessante scoprirlo in nuovi ruoli. Sembra che questo attore sia sempre pronto ad alzare l’asticella delle aspettative. Solo per questo merita una nota di plauso.

Nel caso te lo fossi perso…

  • What’s Eating Gilbert Grape, Lasse Hallström, 1993
  • Catch Me If You Can, Steven Spielberg, 2002
  • The Departed, Martin Scorsese, 2006
  • J. Edgar, Clint Eastwood, 2011
  • Django Unchained, Quentin Tarantino, 2012

 

In questo momento puoi trovare i seguenti film su…

Netflix:

Catch Me If You Can

The Departed

 

 

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La serie TV che ti sei perso…

How to Get Away with Murder

Questo venerdì ho intenzione di consigliarvi una serie televisiva che tiene talmente alto il livello di ansia in ogni singola puntata che è impossibile non amarla. How to Get Away with Murder in Italia è trasmesso come Le regole del delitto perfetto. Vi ho già accennato questa seguitissima e amata serie in un mio articolo di qualche settimana fa, dedicato a Viola Davis – che all’intero della serie è la regina indiscussa. Questo show televisivo è perfetto sotto molti punti di vista mentre sotto altri è un po’ più carente, tuttavia le i pro e i contro si bilanciano e il risultato è una serie che amo moltissimo e che seguo con grande interesse. I dettagli che elevano questa serie sono la meravigliosa Annalise Keting, alias Viola Davis e la sceneggiatura: curata, adrenalinica e intricata. L’unica nota di demerito è che questa serie è partita talmente bene che è difficile, con il passare del tempo, mantenere sempre quel livello. Adesso rischia di sembrare, in alcun momenti, un po’ troppo forzata eppure la trama è talmente coinvolgente ed è così facile affezionarsi agli attori che è impossibile staccarsi da questa serie e, esattamente come all’inizio, ogni puntata esige di essere vista e seguita con interesse. Fidatevi, se vi piacciono le serie televisive in cui il dramma si mischia perfettamente con l’adrenalina e l’ansia dello spettatore è pari a quella dei personaggi allora How to Get Away with Murder è uno di quei prodotti che per voi definirei imperdibili.

Il film che ti sei perso...

Breve riassunto:

Annalise Keating è una docente di diritto penale. La mitica professoressa è tanto temuta quanto stimata, sia all’interno dell’aula di tribunale che all’interno del campus universitario. Ogni anno, all’inizio del corso l’avvocatessa sceglie una ristretta cerchia di studenti – i più meritevoli, che hanno l’onore di lavorare a stretto contatto con lei. Annalise li sceglie eppure la trama, attraverso una sapiente uso del montaggio, ci mostra che i ragazzi da li a poco saranno complici di qualcosa che va ben oltre i limiti della legalità…

Perché guardarla:

  • Viola Davis. Se amate assistere a una recitazione di alto livello non potete perdervela
  • La trama è assolutamente interessante e coinvolgente
  • La regia è diversa dal solito: ci sono continui salti temporali che richiedono la vostra completa attenzione e che, puntata dopo puntata, vi svelano dettagli in più
  • È un thriller giudiziario. Se amate uno dei due generi o entrambi dovete seguirla
  • I ragazzi di Annalise sono molto diversi tra di loro ed è facile affezionarsi a questi personaggi, ogni spettatore troverà in fretta il suo preferito

Perché non guardarla:

  • La regia è diversa dal solito: ci sono continui salti temporali che richiedono la vostra completa attenzione e che, puntata dopo puntata, vi svelano dettagli in più. Per alcuni potrebbe essere un difetto in quanto richiede l’attenzione completa dello spettatore, per altri – come per me, è solo un punto a suo favore
  • Ripeto: non potete perdervi nemmeno una puntata o rischiate di perdervi un punto cruciale della trama. Ogni episodio è ricco di adrenalina e di informazioni
  • Siamo arrivati alla quinta stagione. Quindi ad oggi dovete recuperare 75 episodi

Pagina ufficiale: https://abc.go.com/shows/how-to-get-away-with-murder

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/HowToGetAwayWithMurder/

In questo momento puoi trovare questa serie su Netflix:

https://www.netflixlovers.it/catalogo-netflix-italia/80024057/le-regole-del-delitto-perfetto

La serie TV che ti sei perso…

Manhunt: Unabomber

Eccoci qui. Altro venerdì, nuova serie TV. Per questo oggi ho pensato di consigliarvi una miniserie. Così quelli tra di voi che sono amanti della serialità ma che hanno poco tempo a disposizione sono felici. La serie è del 2017 e sono solo 8 puntate. Insomma, meglio di così! L’argomento non è certo dei più felici – dopo Hannibal e Conversations with a Killer: The Ted Bundy Tapes torno a parlarvi di serial killer. Scusate ma come avrete ormai capito, anche dal mio post di questo lunedì, Un Diavolo di Film, sono una di quelle persone che sostengono che dietro lo schermo, che sia piccolo o grande, il cosiddetto “fascino del male” funzioni sempre molto bene. Questa serie è valida perché anzitutto tratta di una storia vera, perché gli attori sono molto bravi – cito un nome su tutti: Paul Bettany e perché non è ne troppo lunga ne troppo breve. Giusto per rimarcare il mio interesse per questo genere, più avanti vorrei suggerirvi un’altra serie simile a questa ma diretta in maniera quasi perfetta. Tuttavia questa, sebbene non sia una serie assolutamente perfetta è curata, interessante e le otto puntate scorrono veloci e come si usa dire: una tira l’altra. Senza spoiler vi dico solo che la puntata numero sei mi ha lasciata senza parole: bella, inaspettata, decisamente la più interessante e affascinante. Di cosa parla questa puntata? Lo sapete che non spoilero per cui non vi resta che guardarla per scoprire se anche voi siete del mio stesso avviso.

Manhunt Unabomber

Breve riassunto:

La miniserie racconta della caccia e della conseguente cattura da parte dell’FBI, nello specifico dell’agente Jim Fitzgerald, del serial killer denominato Unabomber, che per anni ha terrorizzato gli Stati Uniti d’America perché colpiva con bombe artigianali senza lasciare la benché minima traccia e/o indizio.

Perché guardarla:

  • Se vi interessano le storie vere allora è la serie che fa per voi
  • Se siete affascinati dal lavoro dell’FBI, dalla caccia e cattura dei criminali non potete perdervela
  • Sono solo 8 puntate
  • Gli attori sono tutti molto bravi ma Paul Bettany, come sempre, fa un lavoro davvero interessante

Perché non guardarla:

  • Se non siete avvezzi a seguire storie crime e/o drammatiche allora lasciate stare

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/ManhuntDiscovery/

In questo momento puoi trovare questa serie su Netflix:

https://www.netflixlovers.it/catalogo-netflix-italia/80176878/manhunt

Jake Gyllenhaal

Il film che ti sei perso...

Questo articolo lo dedico a un mio fan, no scherzo. Non faccio certo finta di avere un fan club o altro. Però è vero che questo post è per una persona che ha iniziato a seguirmi per caso e che nel tempo si è appassionata al mio lavoro e che adesso mi segue nei vari social in cui sono presente (vi ricordo che mi trovate su Instagram, Facebook, Twitter e YouTube) con interesse e passione. Siccome questa cosa mi riempie di gioia e mi fa credere che la mia passione sia anche un po’ la vostra, oggi dedico questo breve articolo al suo attore preferito: Jake Gyllenhaal.

Questo attore ha partecipato a numerosissimi film interessanti. Che sia un ragazzo talentuoso è indubbio. Quindi oggi quali film, attraverso un breve post, vi posso suggerire affinché anche voi possiate avvicinarvi alla sua brillante e interessante carriera? Il primo memorabile film in cui compare un giovanissimo, ma proprio giovane!, Jake Gyllenhall è la spassosa commedia City Slickers, il cui titolo italiano è Scappo dalla città – La vita, l’amore e le vacche. Onestamente questo film non merita di essere visto per la grande performance di questo attore di origini svedesi, anche perché è una piccola collaborazione la sua, ma ve lo consiglio nel caso foste amanti della commedia divertente e non volgare. Insomma, un film diametralmente opposto a quelli che vi ho consigliato questo lunedì nel mio articolo Un Diavolo di Film.

Tra i numerosi film a cui ha partecipato Jake Gyllenhaal non posso non menzionarvi nuovamente lo struggente e potente Brokeback Mountain di Ang Lee, che vi ho suggerito nel mio post Amori strappa lacrime. Per non fare un articolo lunghissimo, visto i numerosi progetti interessanti a cui ha preso parte l’attore americano, ho deciso di elencarvi qui di seguito alcuni titoli che personalmente reputo interessanti tanto per la trama e la regia quanto per la sua interpretazione: il drammatico ma non scontato Moonlight Mile, il cult Donnie Darko, l’incredibile Zodiac, Brothers, l’oscuro e misterioso Nocturnal Animals, l’intenso e serrato thriller Prisoners, Southpaw, Nightcrawler, Everest e Stronger, uno dei suoi ultimi lavori che è tratto da una storia vera. Il film narra le vicende che accadono a un ragazzo che ha perso le gambe a seguito della bomba esplosa alla maratona di Boston il 15 aprile 2013.

Tra i titoli che vi ho appena elencato ho deciso di condividere il trailer di Southpaw perché onestamente l’ho scoperto per caso questo film. Essendo un amante dei film sulla boxe – ho anche scritto un articolo al riguardo (Sul ring come nella vita) quando ho letto la breve sinossi mi sono decisa a guardarlo. È stata una piccola bella sorpresa. Il film è ben interpretato e accanto a Jake Gyllenhaal, come avrete visto dal trailer, figurano altri importanti nomi, quali quello della bellissima Rachel McAdams e del sempre impeccabile Forest Whitaker. Inoltre un dettaglio non trascurabile, soprattutto per chi apprezza il genere maschile,  è il possente fisico che ha l’attore in questa pellicola. Grazie anche al suo cambiamento fisico e alla sua recitazione anche in questo lungometraggio risulta perfettamente credibile.

Anche per Jake Gyllenhaal, come ho già affermato per altri artisti, mi sento di dire che è un attore poliedrico, in grado non solo di cambiare aspetto ma di saper sostenere e rendere credibili i ruoli che di volta in volta interpreta. Con lui è sempre un vero piacere assistere alla sua recitazione e alle sua performance.

Nel caso te lo fossi perso…

  • Donnie Darko, Richard Kelly, 2001
  • Moonlight Mile, Brad Silberling, 2002
  • Southpaw, Antoine Fuqua, 2015
  • Stronger, David Gordon Green, 2017

 

In questo momento puoi trovare i seguenti film su…

Sky Cinema Italia:                                           Netflix:

          Donnie Darko                                                         Southpaw

 

La serie TV che ti sei perso…

Grace and Frankie

Dopo avervi parlato la settimana scorsa di una serie documentario sul serial killer Ted Bundy questa settimana torno su toni più leggeri e forse più fruibili, anche se lo confesso – tra i due prodotti, sebbene siano praticamente impossibili da paragonare, preferisco quello che vi ho suggerito la settimana scorsa. Ma questo è solo il mio gusto personale e se questo venerdì ho deciso di parlarvi di Grace and Frankie è perché, lo sapete, mi è piaciuto. Questa serie televisiva mi ha portata a una conclusione: nella prossima vita sogno di rinascere Jane Fonda. Ok che questa donna si è curata tutta la vita ma tutto lo sport del mondo e tutti gli sforzi non possono comunque creare altre Jane Fonda: bellissima, super in gamba, elegante… una vera Donna, di quelle che “ormai non ce ne sono più”. Ammirazione personale a parte, se volete capire come funziona questa serie, tra tutte quelle che vi ho suggerito, mi viene da accostarla a The Kominsky Method. Non sto dicendo, badate bene, che sono simili o altro ma certo è che Grace and Frankie può essere accostato con più facilità a questa serie piuttosto che a quella che parla di Ted Bundy! Questa commedia è interpretata magnificamente dal superbo cast, è divertente, assolutamente ironica, fresca e perfetta da guardare mentre si sta facendo altro. Tiene compagnia senza catturare troppo l’attenzione dello spettatore e permette di prendersi una pausa, decisamente divertente, dalla propria vita.

Il film che ti sei perso...

Breve riassunto:

Grace and Frankie sono due donne, che hanno superato la settantina, diversissime tra di loro. Si sopportano solo perché i rispettivi mariti sono soci in affari da oltre vent’anni. I due uomini, durante un pranzo, annunciano alle rispettive compagne che intendono separarsi da loro perché in realtà sono amanti. Le due donne sconvolte si ritrovano a doversi reinventare e a rimettersi in gioco, insieme…

Perché guardarla:

  • Divertente, ironica e spassosa.
  • Grace e Frankie sono due favolose donne e dietro di loro ci sono due splendide attrici ma attenzione: i mariti sono forse, in alcune puntate, ancora più incredibili
  • Lo ribadisco: il cast degli ultra settantenni – imbattibili!
  • Le puntate durano non urano più di 30 minuti

Perché non guardarla:

  • Sono 5 stagioni per un totale di 65 episodi e siamo in attesa della sesta
  • Alcune puntate risultano più forzate di altre e meno divertenti

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/GraceandFrankie/

In questo momento puoi trovare questa serie su Netflix:

https://www.netflixlovers.it/catalogo-netflix-italia/80017537/grace-and-frankie

La serie TV che ti sei perso…

Conversations with a Killer: The Ted Bundy Tapes

Quella che vi consiglio oggi non è proprio una serie TV però, lo sapete, mi piace spaziare e scoprire cose nuove. Il prodotto in questione è molto più simile a un documentario che una serie televisiva. Per chi se lo fosse perso e fosse interessato, vi ricordo che ho già dedicato un mio articolo al mondo dei documentari: DocumentiAMoci.

Il prodotto di oggi è un documentario diviso in soli quattro episodi, che affrontano in modo approfondito e curato la vita di uno dei serial killer più famigerati di sempre: Ted Bundy. Non so voi ma io sono curiosissima di vedere Extremely Wicked, Shockingly Evil and Vile e di scoprire come sarà Zac Efron nei panni del killer. Se qualcuno di voi in questo momento si sta domandando “ma di che diavolo parla? Chi è questo killer?” allora vi consiglio di andare a vedere il documentario. Se invece sapete già qualcosa di Ted Bundy ma siete curiosi di scoprire qualcosa in più, questa serie è adatta a voi. Non è il classico documentario. Le quattro puntate invogliano a scoprire sempre di più e a sentire la voce dello stesso serial killer che si racconta, attraverso le registrazioni di alcune cassette. Se non fate parte di quelli che credono che la frase il “fascino del male” sia veritiera allora provate a seguire queste quattro puntate, vi faranno ricredere e scoprirete con i vostri stessi occhi che anche quello che viene definito come uno dei peggiori serial killer di tutti i tempi esercitava la sua dose di fascino…

Tedd-Bundy-Tapes-Netflix

Breve riassunto:

Nel corso delle quattro puntate, in modo molto accurato e preciso, Ted Bundy si racconta. Accanto alla sua voce ci sono le testimonianze dei poliziotti, dei giornalisti che hanno seguito il caso da vicino.

Perché guardarla:

  • Se vi affascina il mondo dei killer, se in qualche modo siete attratti da ciò che molti allontanano troppo velocemente con un semplice “malato di mente” e credete che l’essere umano sia più di una semplice etichetta allora seguite la serie
  • Se vi piacciono i documentari allora non dovete perderla
  • Sono solo 4 puntate

Perché non guardarla:

  • Le puntate sono in inglese sottolineate in italiano. Se non siete più che bravi con la lingua inglese la serie richiede la vostra completa attenzione
  • L’argomento non è certo dei più allegri

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/Conversations-with-a-Killer-The-Ted-Bundy-Tapes-278255756188416/

In questo momento puoi trovare questa serie su Netflix:

https://www.netflix.com/it/title/80226612

Viola Davis

Il film che ti sei perso...

Ritengo che Viola Davis sia una straordinaria attrice, una donna magnetica e carismatica. La sua carriera è costellata di premi e candidature e oggi ho deciso di raccontarvi questa straordinaria artista attraverso questi. La prima interpretazione per la quale viene candidata all’ambita statuetta degli Oscar (e non solo) è quella di Mrs. Miller nel film Doubt, intitolato in italiano Il dubbio. Questa pellicola, diretta da John Patrick Shanley, la vede accanto ad attori straordinari, quali Meryl Streep, Amy Adams e il compianto Philip Seymour Hoffman. Il film affronta un tema delicato e difficile ma questo permette agli interpreti di donare alcune delle loro migliori performance. Tra i numerosi premi a cui viene candidato (5 Oscar e 5 Golden Globe, solo per citarne alcuni) c’è anche la magnifica e potente interpretazione di Viola Davis nella categoria miglior attrice non protagonista.

Passano solo tre anni e Viola Davis viene nuovamente candidata a numerosissimi premi, tra i quali  l’Oscar, il BAFTA e il Golden Globe per la sua interpretazione, sempre come attrice non protagonista, nella squisita e memorabile pellicola, tratta dall’omonimo libro di Kathryn Stockett, The Help. Film dalle mille sfaccettature: toccante, intelligente, drammatico ma anche divertente, esattamente come il personaggio di Aibileen Clark, portata in vita sullo schermo da Viola Davis. L’ambito premio viene vinto dalla collega Octavia Spencer ma è comunque una vittoria per il film The Help che, a livello mondiale, non solo viene candidato e vince numerosi premi ma riesce a riscuotere un notevole successo sia di critica che di incassi.

Nel 2014, ovvero due anni dopo la sua seconda interpretazione candidata a premi di tutto il mondo, Viola Davis diventa Annalise Keating, nella serie di successo, alla quale dedicherò uno spazio nel mio appuntamento del venerdì, arrivata ormai alla sua quarta stagione, How To Get Away With Murder. Questo prodotto televisivo, ideato da Peter Nowalk, ruota, vive, conosce la sua vera forza grazie al personaggio unico e magnetico che è l’avvocato Annalise Keating. Viola è Annalise e Annalise è Viola. La forza carismatica, tipica delle interpretazioni dell’attrice in questo personaggio prendono vita e attraverso il corso delle puntate e delle stagioni, il ritratto di una donna forte, decisa, caparbia, ferita più volte dalla vita ma sempre in grado di rialzarsi, è reso indimenticabile da Viola Davis. Non è un caso quindi che questa incredibile attrice venga ripetutamente premiata e candidata per il contributo unico che dona al personaggio di Annalise Keating.

I premi, si sa, non sono tutto nella vita e Viola Davis non sarebbe meno brava o meno carismatica se non avesse mai vinto un solo premio, eppure nel mondo così difficile ed esclusivo che è Hollywood il miraggio del premio Oscar è sempre in agguato. Questo premio non solo sembra coronare un’intera vita dedicata alla propria passione e arte ma conferisce a chi lo riceve una sorta di aura mitica. Che gli Oscar non siano sempre stati vinti da persone meritevoli è più che certo, così com’è ovvio che nella storia di questa premiazione ci siano state tante sconfitte immeritate. Appurato questo, certo è che nel 2017 Viola Davis si porta a casa la vittoria e conquista l’Oscar, più che meritatamente, come miglior attrice non protagonista nel film Fences, diretto e interpretato da Denzel Washington. Oggi ho voluto dedicare questo spazio a una donna unica, forte, capace di donare ogni volta qualcosa di unico e personale alle sue interpretazioni, in grado di emozionare ed emozionarsi.

 

Nel caso te lo fossi perso…

  • Doubt, John Patrick Shanley, 2008
  • The Help, Tate Taylor, 2011
  • Fences, Denzel Washington, 2016
  • How To Get Away With Murder, 2014 –

 

In questo momento puoi trovare i seguenti film su…

Netflix:

How To Get Away With Murder

La serie TV che ti sei perso…

Lucifer

Ho deciso di concludere la settimana degli Oscar con una serie televisiva che abbassa decisamente il livello ma che non intacca l’umore: Lucifer. Questa serie diabolica è divertente, intelligente e capace di non prendersi troppo sul serio. L’idea di creare una serie il cui protagonista indiscusso è niente meno che il diavolo in persona può reggere solo se è leggera e ironica. Se fosse un prodotto serio risulterebbe inguardabile e/o decisamente troppo oscuro. Lucifer è una delle innumerevoli serie che seguo (perdonate il gioco di parole) tratta da un fumetto. Purtroppo questo prodotto televisivo, soprattutto all’inizio, risente di molte lacune. Sono presenti errori, facilmente individuabili, tuttavia se si decide di guardare questa serie chiudendo un occhio le risate non mancheranno. Per seguire Lucifer bisogna avere l’ironia di capire che è una serie televisiva e che non c’è nulla di terribilmente satanico dietro a questo show. Il protagonista, tra una battuta e l’altra, non perde mai occasione di ricordare a chi lo circonda – e di conseguenza allo spettatore – che chi compie il male usa troppo spesso la scusa del demonio. La verità, celata tra una battuta di spirito e l’irresistibile aplomb del diavolo con accento britannico, è che le persone si devono prendere le proprie responsabilità. Chi compie del male lo fa perché vuole farlo e di conseguenza è pienamente cosciente di ciò che sta facendo. Credo che questa caratteristica della serie sia molto interessante. Non solo Lucifer riesce a far simpatizzare in maniera incredibilmente divertente per il diavolo ma in un modo leggero e costante trasmette un messaggio chiaro e semplice: basta scaricare sugli altri le proprie responsabilità.

Il film che ti sei perso...

Breve riassunto:

Il diavolo è annoiato del suo ruolo di signore degli Inferi. Decide così di vivere sulla terra e si trasferisce a Los Angeles. Qui apre un locale e insieme alla sua fedele demone Mazikeen gestisce l’attività, tra alcool, sesso e droga. Cinque anni dopo, tra un favore e un patto, assiste all’omicidio di una ragazza. Interrogato come testimone del fatto, il diavolo, che si fa chiamare Lucifer Morningstar, inizia a collaborare insieme all’affascinante detective Chloe Decker, la quale misteriosamente sembra essere l’unica persona del pianeta terra capace di rimanere immune al suo potere e fascino diabolico…

Perché guardarla:

  • Perché è ironica, intelligente e divertente e man mano che la trama procede diventa sempre più carina e gli errori, decimante più evidenti all’inizio, incominciano a sparire
  • Il soggetto è diverso e l’improbabile protagonista è assolutamente unico. Riesce a portare lo spettatore a tifare per lui dal primo minuto
  • Se avete voglia di ridere e seguire un prodotto che distrae senza troppe pretese allora Lucifer fa al caso vostro
  • La colonna sonora. Diabolicamente irresistibile

Perché non guardarla:

  • La serie è ancora in produzione. Quindi dovete recuperare, ad oggi, 67 episodi
  • Se siete avvezzi a seguire serie che curano tanto la trama quanto la fotografia, che prestano attenzione a ogni singolo dettaglio allora non seguitela. Lucifer è una serie imperfetta ma per quanto mi riguarda ripeto che le imperfezioni sono compensate da altro

Pagina ufficiale: https://www.warnerbros.com/tv/lucifer

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/LuciferNetflix/

In questo momento puoi trovare questa serie su Netflix:

https://www.netflixlovers.it/catalogo-netflix-italia/80057918/lucifer

Rami Malek

Rami Malek Il film che ti sei perso...

Lo dico? Lo dico: Rami Malek ha vinto l’Oscar, siiiiiiiii !!! Ok scusate ma è inutile che ci giri intorno, ammiro moltissimo questo attore e ho tifato per lui. Come ben sapete la mia rubrica del mercoledì è dedicata a un singolo artista e oggi non potevo certo esimermi dall’elogiare e omaggiare questo incredibile talento. Non voglio commentare ulteriormente gli Oscar, anche perché si sono già dette moltissime cose, però lasciate che vi dica questo: la categoria come miglior attore protagonista quest’anno era ricolma di talento. Come ben sapete amo moltissimo Christian Bale e se avesse vinto lui sarei stata felice lo stesso ma non avrei certo potuto dedicargli uno spazio, visto che ho già scritto un articolo su di lui qualche settimana fa – nel caso ve lo foste perso per andare a leggerlo vi basterà cliccare qui.

Ma torniamo a parlare di Rami Malek. Lo confesso, sono una di quelle persone che si è avvicinata a questo talento grazie alla sua interpretazione in Bohemian Rhapsody, che mi ha letteralmente stregata. A tal proposito vorrei spendere due parole in suo favore (non che abbia bisogno del mio parere) e scagliarmi contro coloro che sostengono che la sua interpretazione sia stata premiata solo grazie ai famosi denti finti. Non ho mai avuto il piacere di conoscere il grande Freddie Mercury, però mi viene da dire che se Rami Malek è stato scelto direttamente dalla band e che se la sorella di Freddie Mercury ha dichiarato che guardare il film è stato come ritrovare suo fratello, perché molti si sentono in dovere di dire che “non gli assomiglia per niente!”? Quando non conosco una realtà, una persona o una storia ascolto chi ha davvero potuto vivere una certa situazione o che ha conosciuto un certo personaggio e mi attengo al suo giudizio. Solo perché Freddie Mercury era Freddie Mercury molte persone si sentono in dovere di esprimere la propria opinione al riguardo e, come sempre, criticare. Ma perché ogni tanto non cerchiamo di elogiare il bello, la bravura e sottolineare il talento invece che sputare sentenze su qualcosa o qualcuno che nemmeno conosciamo?

Appurato ciò, vi dico questo: Rami Malek ha fatto un lavoro incredibile, come sempre vi esorto a seguire il lavoro degli attori stranieri in lingua originale. Ascoltate anche le inflessioni della voce, il cambiamento dell’accento e come le corde vocali lavorano in simbiosi con il corpo e gli occhi. Non critico il magico e stupendo lavoro dei doppiatori ma vorrei ricordarvi che alle volte, con il doppiaggio si perde una parte della magia del cinema. Rami Malek è anche voce, se non avete voglia di seguire un intero film, vi esorto ad ascoltare una sua qualunque intervista, la sua voce normalmente è sensuale e molto vellutata, se così si può dire (fidatevi: potrebbe leggere la lista della spesa e anche questa diventerebbe interessante alle nostre orecchie!) e quando recita lavora, come ogni grande attore, sia con le corde vocali che con il suo corpo.

Inoltre vi esorto a seguire la serie televisiva che l’ha consacrato e reso noto: Mr. Robot. In futuro dedicherò uno spazio della mia rubrica del venerdì a questa incredibile serie e, sebbene il film Papillon, del 2017, non sia paragonabile al primo, incredibile, lungometraggio, credo che l’interpretazione di Malek non sfiguri affatto. Inoltre nel corso della sua breve carriera ha potuto anche mostrare le sue doti in pellicole decisamente più leggere, come la fortunata serie di Night at the Museum e al fianco di queste scelte, ha lavorato già con grandissimi nomi del mondo della cinematografia, come Paul Thomas Anderson in The Master, Spike Lee per Oldoboy o ancora Steven Spielberg e Tom Hanks per la miniserie The Pacific.  Insomma, che adori Rami Malek non solo per la sua interpretazione del frontman dei Queen credo che si sia capito. Sappiate che non lo ammiro solo perché mi ricorda un ragazzo che ho incontrato per meno di un minuto, l’unico giorno delle mia vita che sono stata a Los Angeles, proprio (guarda caso) davanti al famosissimo Dolby Theatre. Rami Malek è talento puro ed è per questo motivo che oggi vi ho voluto parlare di lui e dedicare questa mia rubrica al vincitore come miglior attore protagonista della novantunesima edizione degli Oscar.

 

Nel caso te lo fossi perso…

  • The Master, Paul Thomas Anderson, 2012
  • Mr. Robot, 2015 –
  • Buster’s Mal Heart, Sarah Adina Smith, 2016
  • Bohemian Rhapsody, Bryan Singer, 2018

 

In questo momento puoi trovare i seguenti film su…

Netflix:

Buster’s Mal Heart

 

Samuel L. Jackson

Il film che ti sei perso...

Come si fa a non amare la recitazione di Samuel L. Jackson? Come si fa a non seguirlo con passione e curiosità? Soprattutto tra gli amanti del cinema di Quentin Tarantino, il nome di Samuel L. Jackson è sinonimo di un attore capace di esagerare senza essere una caricatura. I suoi personaggi sono spesso – mi riferisco ancora alla sua collaborazione importante con il regista statunitense di chiare origini italiane, sopra le righe. Insopportabili, pazzi, imprevedibili, arroganti, cattivi e magnetici. Se il nome di Samuel L. Jackson è associato a Tarantino, le scene che vedono un’ottima regia affiancata da una grande performance sono assicurate. Tuttavia l’attore, doppiatore e produttore americano, nato il 21 dicembre del 1948, è molto di più di una collaborazione. È un’artista capace di rendersi sempre accattivante e di conquistare il cuore del pubblico, anche quando interpreta personaggi che oltrepassano decisamente il limite della correttezza.

Un altro grande nome e regista al quale viene spesso associato il grande Samuel L. Jackson è quello di Spike Lee. Se avete voglia di andare a sbirciare un pochino la sua filmografia vi renderete conto di quanti titoli vantano la sua collaborazione. Mi risulta estremamente difficile, anche oggi, scegliere solo un paio di titoli da consigliarvi in cui è comparso questo attore. Ha partecipato a pellicole che hanno ottenuto un risultato vincente al botteghino. Anzi, per essere corretti è meglio dire che una buona parte dei film, a cui ha preso parte, sono stati dei veri campioni d’incassi. Anche questa è una dote. L’attore, o il suo manager o la sua agenzia, deve saper scegliere bene e con cura i ruoli. Si sa, all’inizio della carriera un attore deve guardare poco la sostanza e concentrarsi sulla quantità. Più visibilità uno ottiene e più possibilità ha di farsi notare. Una volta entrato nell’occhio di chi sa guardare allora l’attore può permettersi di scegliere con cura i suoi ruoli. È importante saper capire cosa chiede il pubblico, sia per restare sempre a galla che per una mera questione economica – siamo onesti: chiunque ragionerebbe così. Una volta che un attore ha una certa stabilità economica si può anche guardare attorno e scegliere pellicole più intime e magari più di nicchia ma assolutamente valide. Samuel L. Jackson nel corso della sua lunga carriera ha saputo scegliere con attenzione i suoi ruoli, capendo sia le esigenze del pubblico che intuendo quali lungometraggi sarebbero risultati vincenti al botteghino.

Torno a parlare di un argomento che mi piace affrontare e che so che conoscete anche voi: i film tratti dai fumetti della Marvel. Tutta la saga dei vendicatori perderebbe il suo senso se mancasse il personaggio di Nick Fury. Ora provate a immaginare Nick Fury con il volto di un altro attore. Impossibile. Ormai il suo volto si è radicato così tanto nel nostro immaginario che risulta difficile per noi pensare ai vendicatori senza Samuel L. Jackson. Se questo non è talento non so come chiamarlo. Si, probabilmente è anche dovuto a un buon lavoro di marketing, senza di esso Hollywood non sarebbe la fantastica macchina (macina soldi) ben funzionate che è diventata. Tuttavia, come mi piace ricordarvi, bisogna sempre tenere ben a mente che l’ingegno e l’astuzia non possono molto se non sono supportate da altro. Quindi bravo Samuel L. Jackson.

 

Nel caso te lo fossi perso…

  • Pulp Fiction, Quetin Tarantino, 1994
  • A Time to Kill, Joel Schumacher, 1996
  • Unbreakable, M. Night Shyamalan, 2000
  • Changing Lanes, Roger Michell, 2002
  • Uno qualunque o, meglio ancora tutti, i film della Marvel Cinematic Universe

 

In questo momento puoi trovare i seguenti film su…

Sky Cinema Italia:                               Netflix:

        Pulp Fiction                                                     Unbreakable