See Know Evil

Concludo queste recensioni, scritte in occasione della mia partecipazione al Torino Film Festival che sto condividendo con voi (Il futuro non dimentica il passato), incominciate con Can You Ever Forgive Me? con un documentario. See Know Evil è l’ultimo film che ho avuto modo di vedere e recensire al TFF.

La pellicola mostra attraverso immagini e testimonianze la breve ma intensa vita di Davide Sorrenti, fotografo italiano naturalizzato statunitense. Morto alla giovanissima età di vent’anni a causa delle droghe e di una malattia che lo ha accompagnato per tutta la sua breve vita, Sorrenti nel poco tempo che gli ha donato il mondo, ha avuto modo di lasciare la propria impronta. La sua voglia di vivere, di raccontare e di raccontarsi, di osservare l’universo con una malinconica e personale visione della vita, gli hanno permesso di creare delle fotografie riconoscibili e riconosciute. Ancora oggi la sua storia affascina e cattura l’attenzione.

Davide Sorrenti era un vero artista. Un visionario, un ragazzo capace di trasmettere attraverso la sua sensibilità (dovuta purtroppo alla sua malattia che lo costringeva quotidianamente a confrontarsi con la mortalità) la propria anima. Le fotografie che scattava hanno raccontato non solo la moda e la New York più fervente e scintillante ma hanno anche sancito un modo di vedere il mondo patinato delle passerelle e delle riviste di alta moda. See Know Evil non pretende di affermare che il giovane artista aveva il diritto, attraverso la sua fragile e breve vita, di abusare delle droghe ma mostra come l’esigenza di trasmettere qualcosa attraverso l’arte della fotografia fosse così radicata in Davide Sorrenti.

See Know Evil_

Il giovane regista del film, Charles Curran, vuole mostrare al pubblico come l’arte sa parlare attraverso alcune anime. Tutti sono in grado da fare una fotografia ma in pochi riescono attraverso l’obiettivo a trasmettere una propria visione, un sentimento e una voglia di comunicare così radicata e profonda. Forse è stata proprio la consapevolezza che il suo tempo su questo pianeta terra era limitato che il giovane Davide Sorrenti si è spinto sempre al limite (nel bene e nel male). Questa sua esigenza lo ha invogliato a raccontare e raccontarsi.
Il documentario parla di un periodo che ha fatto storia. Trascinata dalle note di Kurt Cobain la New York dei primi anni Novanta viveva il cosiddetto momento dell’ “Heroin Chic”. Questo (probabilmente troppo) osannato momento storico è terminato proprio con la morte di Davide Sorrenti. In See Know Evil c’è una scena in cui il giovanissimo protagonista del documentario sottolinea il potere dei media. Potere che ormai non solo è consolidato ma è anche ampiamente riconosciuto. Sorrenti, già da giovanissimo capiva quanto le persone dipendessero da ciò sentivano e che veniva detto attraverso i media. Il mondo procede attraverso ciò che ritiene sia bello, sia esso giusto o sbagliato, sia esso vero o falso poco importa. Se è bello e se viene annunciato attraverso i media allora deve per forza essere seguito. Non importa il prezzo. Davide Sorrenti sapeva bene quale fosse il prezzo e capiva quanto era necessario trasmettere qualcosa che fosse considerato una sua eredità. Il documentario vuole essere non solo un tributo, un racconto ma anche una specie di retaggio del giovane. Le immagini del film mostrano, come una cornice, le fotografie scattate da Sorrenti. Le voci dei testimoni, parenti e amici, fungono da dettaglio, da contorno, in un quadro più ampio che è la vita, breve ma intensa, incredibile e unica, del giovane Davide Sorrenti.

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La serie TV che ti sei perso…

The Night Of

Anche questo venerdì vi voglio suggerire un prodotto televisivo che si è già concluso. The Night Of è una miniserie, andata in onda nel 2016, che ha riscontrato successo sia da parte della critica che del pubblico. Personalmente posso dirvi che mi è piaciuta davvero molto. La trama è avvincente e invoglia a scoprire sempre di più la verità, gli attori sono ottimi (giusto per darvi due nomi dico John Turturro e Riz Ahmed) e il fatto che questa miniserie sia racchiusa in sole otto puntate permette a chiunque di seguirla, senza dover chiedere ferie per riuscire a finirla. Sebbene, è giusto dirlo, le puntate durino più dei consueti 40 minuti standard, non è certo un’impresa impossibile seguire questa serie – e per di più potrete stare tranquilli sapendo che non è uno di quei prodotti televisivi che vi incantano ma che poi vi costringono ad aspettare mesi, se non addirittura anni, per capire come prosegue la storia.

Essendo la storia interessante, racchiusa nell’arco di poche puntate e, come vi dicevo prima, ben interpretata e diretta, non indugio oltre nel consigliarvi questa serie e vi racconto molto brevemente la trama.

Il film che ti sei perso...

Breve riassunto:

New York. Nasir Khan, un ragazzo universitario di origini pachistane, ruba il taxi del padre per andare a una festa a Manhattan ma qualcosa va storto. Dopo essersi perso, incontra una ragazza con la quale passa la notte e la mattina seguente, al suo risveglio la trova sul letto, morta. Per difendersi dall’accusa di omicidio ricorre a un avvocato caduto in disgrazia.

Perché guardarla:

  • Come dicevo prima la trama è racchiusa nell’arco di sole otto puntate
  • Non solo è bene diretta. Il cast funziona bene
  • Non è eccessivamente violenta o lenta. È una miniserie che secondo e si può adattare a molti gusti e che può richiamare una vasta gamma di spettatori

Perché non guardarla:

  • Se non vi piacciono i drammi o le serie investigative allora non fa per voi

Pagina ufficiale: https://www.hbo.com/the-night-of

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/TheNightOfHBO/

In questo momento puoi trovare questa serie su Sky On Demand:

http://guidatv.sky.it/guidatv/sky-on-demand/box-sets/the-night-of.html