Jake Gyllenhaal

Il film che ti sei perso...

Questo articolo lo dedico a un mio fan, no scherzo. Non faccio certo finta di avere un fan club o altro. Però è vero che questo post è per una persona che ha iniziato a seguirmi per caso e che nel tempo si è appassionata al mio lavoro e che adesso mi segue nei vari social in cui sono presente (vi ricordo che mi trovate su Instagram, Facebook, Twitter e YouTube) con interesse e passione. Siccome questa cosa mi riempie di gioia e mi fa credere che la mia passione sia anche un po’ la vostra, oggi dedico questo breve articolo al suo attore preferito: Jake Gyllenhaal.

Questo attore ha partecipato a numerosissimi film interessanti. Che sia un ragazzo talentuoso è indubbio. Quindi oggi quali film, attraverso un breve post, vi posso suggerire affinché anche voi possiate avvicinarvi alla sua brillante e interessante carriera? Il primo memorabile film in cui compare un giovanissimo, ma proprio giovane!, Jake Gyllenhall è la spassosa commedia City Slickers, il cui titolo italiano è Scappo dalla città – La vita, l’amore e le vacche. Onestamente questo film non merita di essere visto per la grande performance di questo attore di origini svedesi, anche perché è una piccola collaborazione la sua, ma ve lo consiglio nel caso foste amanti della commedia divertente e non volgare. Insomma, un film diametralmente opposto a quelli che vi ho consigliato questo lunedì nel mio articolo Un Diavolo di Film.

Tra i numerosi film a cui ha partecipato Jake Gyllenhaal non posso non menzionarvi nuovamente lo struggente e potente Brokeback Mountain di Ang Lee, che vi ho suggerito nel mio post Amori strappa lacrime. Per non fare un articolo lunghissimo, visto i numerosi progetti interessanti a cui ha preso parte l’attore americano, ho deciso di elencarvi qui di seguito alcuni titoli che personalmente reputo interessanti tanto per la trama e la regia quanto per la sua interpretazione: il drammatico ma non scontato Moonlight Mile, il cult Donnie Darko, l’incredibile Zodiac, Brothers, l’oscuro e misterioso Nocturnal Animals, l’intenso e serrato thriller Prisoners, Southpaw, Nightcrawler, Everest e Stronger, uno dei suoi ultimi lavori che è tratto da una storia vera. Il film narra le vicende che accadono a un ragazzo che ha perso le gambe a seguito della bomba esplosa alla maratona di Boston il 15 aprile 2013.

Tra i titoli che vi ho appena elencato ho deciso di condividere il trailer di Southpaw perché onestamente l’ho scoperto per caso questo film. Essendo un amante dei film sulla boxe – ho anche scritto un articolo al riguardo (Sul ring come nella vita) quando ho letto la breve sinossi mi sono decisa a guardarlo. È stata una piccola bella sorpresa. Il film è ben interpretato e accanto a Jake Gyllenhaal, come avrete visto dal trailer, figurano altri importanti nomi, quali quello della bellissima Rachel McAdams e del sempre impeccabile Forest Whitaker. Inoltre un dettaglio non trascurabile, soprattutto per chi apprezza il genere maschile,  è il possente fisico che ha l’attore in questa pellicola. Grazie anche al suo cambiamento fisico e alla sua recitazione anche in questo lungometraggio risulta perfettamente credibile.

Anche per Jake Gyllenhaal, come ho già affermato per altri artisti, mi sento di dire che è un attore poliedrico, in grado non solo di cambiare aspetto ma di saper sostenere e rendere credibili i ruoli che di volta in volta interpreta. Con lui è sempre un vero piacere assistere alla sua recitazione e alle sua performance.

Nel caso te lo fossi perso…

  • Donnie Darko, Richard Kelly, 2001
  • Moonlight Mile, Brad Silberling, 2002
  • Southpaw, Antoine Fuqua, 2015
  • Stronger, David Gordon Green, 2017

 

In questo momento puoi trovare i seguenti film su…

Sky Cinema Italia:                                           Netflix:

          Donnie Darko                                                         Southpaw

 

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Amori strappa lacrime

Come potete intuire dal titolo oggi vi vorrei suggerire alcun titoli che hanno in comune un solo unico terribile scopo: far piangere lo spettatore! Non tutti i film riescono a far emozionare allo stesso modo, per questo, come sempre, anche oggi vi citerò alcuni film che, come dire… mi fanno piangere ed emozionare, ogni volta, come se fosse la prima! Ho pensato di scegliere quattro pellicole differenti tra loro in modo da poter soddisfare (almeno lo spero) tutti i vostri gusti.

L’Amore mitico

Il primo dei quattro titoli che vi suggerisco è ispirato a uno dei più famosi racconti del Medioevo. Tristano e Isotta. Il film al quale mi riferisco è Tristan & Isolde, del 2006. Questo lungometraggio, diretto da Kevin Reynolds, è un film che, lasciatemelo dire, mi affascina ogni volta. La storia già di per se è stupenda, come solo i grandi racconti che si tramandano da secoli sanno essere, per di più la pellicola è ben diretta e interpretata. I giovani amanti e sfortunati protagonisti sono tremendamente belli e perfetti insieme. Nel caso non l’aveste visto sappiate che sono interpretati da James Franco – al suo meglio e da Sophia Myles. Vorrei ricordare anche la partecipazione del bellissimo Henry Cavill e dell’affascinante Rufus Sewell. Si lo so, il cast già da solo merita la visione. Fidatevi se vi dico che la bellezza è solo un piccolo contorno all’interno di una storia struggente e potente, ben diretta e ben interpretata. Preparate i fazzoletti.

L’Amore segreto

Brokeback Mountain di Ang Lee. Mi bastano queste 5 parole per commuovermi. Un film meraviglioso, magistralmente diretto – regista che ammiro moltissimo e che trovo sempre, in ogni suo lavoro, particolarmente attento ai sentimenti dell’animo umano, interpretato alla perfezione con una storia d’amore potente e bellissima. Le lacrime mi scorrono sempre troppo facilmente quando guardo questo film, anche per il pensiero che rivolgo sempre a Heath Ledger: meravigliosa creatura che ha toccato questo mondo con la sua arte e il suo indiscutibile talento, abbandonandolo troppo presto. A parer mio: film imperdibile.

Il film che ti sei perso...

L’Amore colto

Definisco l’amore del film Moulin Rouge! in questo modo perché, come certo sapete, visto che avete letto il mio post di qualche settimana fa dedicato proprio al film di Luhrmann, l’amore che lega i due protagonisti è frutto di un sapiente incontro tra due straordinarie opere classiche. Nel caso vi fosse sfuggito l’articolo non dovete nemmeno fare lo sforzo di andarlo a cercare. Vi basterà cliccare qui. Ovviamente avendo già parlato abbondantemente di questo film (che adoro) non indugio oltre e passo all’ultimo titolo.

L’Amore che supera il tempo

Anche in questo caso vi suggerisco un film che vi ho già nominato in un precedente articolo (Lo Straordinario nell’Ordinario). Evening, che è stato rilasciato in Italia con il titolo Un amore senza tempo, è un film che amo molto perché racconta di un amore ostacolato ma vissuto con una tale intensità da rimanere vivo nel cuore dei personaggi. Poi l’uomo che ruba il cuore della protagonista, Claire Danes, è il bellissimo Patrick Wilson. Si lo so, spesso e volentieri affermo che gli attori sono bellissimi ma che vi devo dire? Ho gli occhi per guardare e sono un’amante del bello… ma sto divagando, torniamo al film. Anche questa pellicola credo che si interessante, non solo perché mi fa commuovere ogni volta che la vedo o perché l’attore protagonista ha un bel viso. Il film è improntato su un punto di vista femminile, mostra la forza delle donne e le loro paure, porta in scena un amore che tutti vorremmo poter vivere, senza scadere nel melodramma.

Anche oggi ho cercato di suggerirvi film differenti tra loro ma con un punto in comune. Spero di avervi incuriosito almeno un po’ e che vi sia venuta voglia di commuovervi davanti a un bel film. Non fate finta di non essere interessati a questo genere di film, sappiate che piangere fa bene: è una potente valvola di sfogo. Ecco un altro punto a favore di questi film…

 

Nel caso te lo fossi perso…

  • Moulin Rouge!, Baz Luhrmann, 2001
  • Brokeback Mountain, Ang Lee, 2005
  • Tristan & Isolde, Kevin Reynolds, 2006
  • Evening, Lajos Koltai, 2007

 

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Brokeback Mountain

Samuel L. Jackson

Il film che ti sei perso...

Come si fa a non amare la recitazione di Samuel L. Jackson? Come si fa a non seguirlo con passione e curiosità? Soprattutto tra gli amanti del cinema di Quentin Tarantino, il nome di Samuel L. Jackson è sinonimo di un attore capace di esagerare senza essere una caricatura. I suoi personaggi sono spesso – mi riferisco ancora alla sua collaborazione importante con il regista statunitense di chiare origini italiane, sopra le righe. Insopportabili, pazzi, imprevedibili, arroganti, cattivi e magnetici. Se il nome di Samuel L. Jackson è associato a Tarantino, le scene che vedono un’ottima regia affiancata da una grande performance sono assicurate. Tuttavia l’attore, doppiatore e produttore americano, nato il 21 dicembre del 1948, è molto di più di una collaborazione. È un’artista capace di rendersi sempre accattivante e di conquistare il cuore del pubblico, anche quando interpreta personaggi che oltrepassano decisamente il limite della correttezza.

Un altro grande nome e regista al quale viene spesso associato il grande Samuel L. Jackson è quello di Spike Lee. Se avete voglia di andare a sbirciare un pochino la sua filmografia vi renderete conto di quanti titoli vantano la sua collaborazione. Mi risulta estremamente difficile, anche oggi, scegliere solo un paio di titoli da consigliarvi in cui è comparso questo attore. Ha partecipato a pellicole che hanno ottenuto un risultato vincente al botteghino. Anzi, per essere corretti è meglio dire che una buona parte dei film, a cui ha preso parte, sono stati dei veri campioni d’incassi. Anche questa è una dote. L’attore, o il suo manager o la sua agenzia, deve saper scegliere bene e con cura i ruoli. Si sa, all’inizio della carriera un attore deve guardare poco la sostanza e concentrarsi sulla quantità. Più visibilità uno ottiene e più possibilità ha di farsi notare. Una volta entrato nell’occhio di chi sa guardare allora l’attore può permettersi di scegliere con cura i suoi ruoli. È importante saper capire cosa chiede il pubblico, sia per restare sempre a galla che per una mera questione economica – siamo onesti: chiunque ragionerebbe così. Una volta che un attore ha una certa stabilità economica si può anche guardare attorno e scegliere pellicole più intime e magari più di nicchia ma assolutamente valide. Samuel L. Jackson nel corso della sua lunga carriera ha saputo scegliere con attenzione i suoi ruoli, capendo sia le esigenze del pubblico che intuendo quali lungometraggi sarebbero risultati vincenti al botteghino.

Torno a parlare di un argomento che mi piace affrontare e che so che conoscete anche voi: i film tratti dai fumetti della Marvel. Tutta la saga dei vendicatori perderebbe il suo senso se mancasse il personaggio di Nick Fury. Ora provate a immaginare Nick Fury con il volto di un altro attore. Impossibile. Ormai il suo volto si è radicato così tanto nel nostro immaginario che risulta difficile per noi pensare ai vendicatori senza Samuel L. Jackson. Se questo non è talento non so come chiamarlo. Si, probabilmente è anche dovuto a un buon lavoro di marketing, senza di esso Hollywood non sarebbe la fantastica macchina (macina soldi) ben funzionate che è diventata. Tuttavia, come mi piace ricordarvi, bisogna sempre tenere ben a mente che l’ingegno e l’astuzia non possono molto se non sono supportate da altro. Quindi bravo Samuel L. Jackson.

 

Nel caso te lo fossi perso…

  • Pulp Fiction, Quetin Tarantino, 1994
  • A Time to Kill, Joel Schumacher, 1996
  • Unbreakable, M. Night Shyamalan, 2000
  • Changing Lanes, Roger Michell, 2002
  • Uno qualunque o, meglio ancora tutti, i film della Marvel Cinematic Universe

 

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        Pulp Fiction                                                     Unbreakable

Natalie Portman

Il film che ti sei perso...

Parto con una premessa: secondo me Natalie Portman è una di quelle rarissime donne nate con il dono di essere belle di natura, lei meno è truccata e più è bella. Quindi il suo bel viso è già di per sé una calamita per la macchina da presa, che si innamora di lei ogni qualvolta la inquadra e indugia sul suo dolce sorriso.

La bellezza non è nulla se non è supportata da altro ma Natalie Portman è bella e intelligente. Nel corso della sua carriera ha affrontato numerosi ruoli, molto diversi tra di loro e ha recitato in più generi cinematografici. La bellezza sposa il talento nel caso della Portman, che si è fatta conoscere già da bambina quando, nel 1994, ha recitato accanto a Jean Reno e al grandissimo Gary Oldman, diretta dalla sapiente mano registica di Luc Besson.

I ruoli interessanti e le famose pellicole a cui ha preso parte l’attrice naturalizzata statunitense, nata a Gerusalemme, sono tantissimi e non posso certo elencarvi tutti i titoli degni di nota. Però se devo cercare di convincervi ad appassionarvi a quest’artista, dotata di talento, vi posso dire che V for Vendetta, Black Swan, Closer, Where the Heart Is e Cold Mountain sono film in cui, vuoi per la sua dolcezza, per la sua potenza, per la sua capacità di passare da un ruolo a un altro, è impossibile non rimanere ammaliati dal suo talento.

Natalie Portman ha preso parte anche a pellicole e me molto care. È entrata a far parte del cast della meravigliosa saga che è Star Wars e nel 2011, diretta da Kenneth Branagh, è approdata nel mondo dei supereroi interpretando la dolce metà di Thor, nell’omonimo film. Prendendo parte a queste pellicole è ovvio che la Portman sia diventata famosissima e conosciuta da tutti, ciò nonostante non dimentica di ritagliarsi lo spazio per film più impegnati e sottili. Progetti che l’hanno portata nel 2011 a vincere l’ambito premio Oscar come miglior attrice protagonista.

La bellezza è anche e soprattutto intelligenza e sensibilità. Natalie Portman non è solo un’attrice ma anche una donna impegnata nel sociale: porta avanti le sue battaglie difendendo il pianeta terra, combattendo per i diritti degli animali. È una fervida ambientalista e una sostenitrice dei diritti gay – esco per un momento dai binari del mio blog. Ci terrei a precisare che personalmente trovo veramente assurdo che nel 2019 (gente sveglia: siamo nel 2019!!) ci sia ancora bisogno di doversi schierare per dei diritti che secondo me sono inalienabili. Mi deprime vivere in un mondo in cui c’è bisogno di dividere le persone in base alle preferenze sessuali. Sono convinta che uno dei mali peggiori di questo mondo sia l’ignoranza e la cattiveria che da essa ne deriva. Quindi brava Natalie Portman! Perché chi è famoso e ha una cassa di risonanza così importante a livello mondiale, è assolutamente necessario che si faccia sentire e che faccia capire a chi non vuol capire, che gli esseri umani sono tutti uguali, con gli stessi diritti e doveri. Scusate la mia piccola digressione ma ho sentito necessario esprimere le mie idee al riguardo e se qualcuno pensa ancora che ci sia qualcosa di sbagliato nel colore della pelle o che una diversa preferenza sessuale sia una malattia, allora è pregato di andare a leggere un altro blog. Perché qui non si parla di tolleranza ma di civiltà.

Tornando a uno dei miei argomenti preferiti… Natalie Portman è una donna da seguire, che regala sempre emozionanti interpretazioni, che si sa inventare e reinventare. Non è solo un’attrice ma una persona intelligente e sensibile. Un vero esempio da seguire.

Nel caso te lo fossi perso…

  • Léon, Luc Besson, 1994
  • V for Vendetta, James McTeigue, 2005
  • Black Swan, Darren Aronofsky, 2010
  • Lo sapete, sono un appassionata del genere: uno qualunque o, meglio ancora tutti, i film di Star Wars
  • Uno qualunque o, meglio ancora tutti, i film della Marvel Cinematic Universe

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V for Vendetta

Morgan Freeman

Il film che ti sei perso...

Oggi vi parlo e vi consiglio un attore che non ha bisogno di presentazioni. Un artista che tutti amano. Un attore incredibile, che ha interpretato ruoli stupendi e memorabili, un uomo dalla voce meravigliosa… Morgan Freeman. So bene che questo appuntamento settimanale l’ho creato per raccontarvi di persone del mondo dello spettacolo che ammiro e attraverso di loro, consigliarvi qualche titolo del passato da guardare, nel caso ve lo foste perso… ma capirete anche voi che con questo talentuoso attore americano è davvero arduo trovare solo un paio di titoli. Per di più molti dei suoi film sono dei veri classici imperdibili. Insomma, come si fa a non amare Morgan Freeman e a non aver visto i più famosi lungometraggi a cui ha preso parte?

Quindi oggi lo so, vi parlerò un po’ dell’ovvio ma non potevo evitare di dedicare un breve spazio a un nome così talentuoso. Quindi adesso vi consiglio un classico, un film di cui ancora non vi ho parlato ma che credo abbiate visto tutti voi – Seven. David Fincher, regista che vi ho già nominato più volte, ha diretto un vero capolavoro. Trama, attori e finale epico. Seven credo sia uno di quei titoli che almeno una volta nella vita vanno visti e se avete troppa paura e pensate che vederlo vi traumatizzerà allora fate come me la prima volta che l’ho visto: in pieno giorno! Fidatevi, non potrete fare a meno di vederlo una seconda volta con la giusta atmosfera.

Quanti titoli, troppi. Come scegliere il prossimo da consigliarvi? Ok, forse Seven non è adatto a tutti i tipi di stomaco, meglio cambiare completamente e suggerirvi Driving Miss Daisy. Questo titolo lo potete vedere tutti senza problemi. Non fa paura, anzi. La recitazione non eccessiva ma sempre impeccabile di Morgan Freeman è meravigliosa anche in questa pellicola, che gli è valsa la prima candidatura al premio Oscar, vinto poi con Million Dollar Baby – film che vi ho suggerito nel mio articolo Sul ring come nella vita.

The Shawshank Redemption, che altro non è che Le ali della libertà per il pubblico italiano, è un altro grande classico a cui ha preso parte Morgan Freeman che non vi potete certo perdere.

Morgan Freeman nel corso della sua brillante e stimata carriera si è divertito a interpretare l’Onnipotente – nella divertentissima commedia Bruce Almighty e nel seguito Evan Almighty, conosciuti in Italia rispettivamente con i titoli Una settimana da Dio e Un’impresa da Dio per poi passare, tra un titolo e l’altro a impersonare una figura leggendaria della storia del Sudafrica e non solo: Nelson Mandela, nella pellicola, diretta dal collega e amico Clint Eastwood, Invictus.  Rimanendo nella categoria personaggi realmente esistiti, allora un altro meraviglioso titolo che narra di un evento realmente accaduto e che vede Morgan Freeman all’interno del cast, è il lungometraggio diretto da Steven Spielberg, Amistad. Lucy, la trilogia sul Cavaliere Oscuro diretta da Nolan e Oblivion sono altri interessanti titoli che vantano la collaborazione di Freeman e di cui vi ho già parlato. Esistono ancora altri innumerevoli film che vi vorrei suggerire che vedono nel cast l’attore americano ma direi che li serberò per prossimi articoli. Tanto lo sapete, la filosofia di questo blog è un po’ quella di andare a ripescare titoli nuovi e non proprio nuovi con l’intento di goderseli per la prima o per l’ennesima volta.

 

Nel caso te lo fossi perso…

  • Driving Miss Daisy, Bruce Beresford, 1989
  • The Shawshank Redemption, Frank Darabont, 1994
  • Seven, David Fincher, 1995
  • Amistad, Steven Spielberg, 1997

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Driving Miss Daisy

Graphic Cinema

Le trame dei film si dividono in due tipologie, esistono le sceneggiature originali e quelle non originali. All’interno di quelle non originali le fonti a cui le narrazioni attingono sono le più disparate. Alcune pellicole si ispirano a romanzi, altri a eventi realmente accaduti, certi prendono spunto dall’infinito mondo dei fumetti e una piccola parte di questi ultimi sono tratti da una particolare categoria di fumetti: le grapich novel, o come sono meglio conosciute in Italia, i romanzi grafici o romanzi a fumetti. Questa tipologia si differenzia dagli altri fumetti per alcune peculiari caratteristiche. Come ben sapete questo blog si occupa di film, serie televisive e attori, per cui non è la sede giusta per analizzare questa tipologia di fumetto nel suo specifico, anche perché ammetto che non sono nemmeno in grado di farlo. Tuttavia questo genere di narrazione ha dato la possibilità di creare interessantissime pellicole che, attingendo a questo mondo meraviglioso e ben caratterizzato, sono risultate vincenti sotto molteplici punti di vista. Come spesso accade, anche oggi ho deciso di suggerirvi tre titoli che hanno un solo filo conduttore – in questo caso la sceneggiatura non originale che si ispira appunto alle graphic novel.

Il più famoso dei tre è certamente Sin City. Questa pellicola del 2005, suddivisa in tre episodi e diretta da tre registi differenti, vive in bilico tra il mondo del cinema e quello dei fumetti. La narrazione, la fotografia, la recitazione e il montaggio seguono più le regole della carta stampata che del cinema. E questo funziona. Funziona eccome. Il risultato è qualcosa di unico, perfettamente riconoscibile. Il film è stato girato in digitale e le ambientazioni sono quasi tutte virtuali ma questa scelta registica non dona un senso di falsa realtà ma crea l’incrocio perfetto tra cinema e graphic novel.

Il secondo dei tre film che voglio suggerirvi in questo articolo è un titolo che vi ho già consigliato in altre due occasioni (La spia che ti sei perso e James McAvoy). Il lungometraggio in questione è Atomic Blonde del 2017, in cui la bellissima protagonista è la magnetica Charlize Theron. Nel caso non lo aveste ancora visto, mi limito a dire che ritengo che questa sia un’altra interessante pellicola che non andrebbe persa ma che, anzi, merita di essere vista. Non solo per la regia, la trama e la recitazione ma anche per l’incredibile colonna sonora.

Il film che ti sei perso...

L’ultimo titolo che suggerisco oggi è un altro film ampiamente visto e conosciuto. 300. Questo lungometraggio è stato oggetto di numerosi elogi ed è anche ormai famoso per la celebre esclamazione “Questa è Sparta!”. Confesso di aver visto questa pellicola solo un paio d’anni fa perché prima pensavo, erroneamente, che fosse un prodotto poco interessante. È sempre bello ricredersi, soprattutto quando alla fine della visone si rimane felicemente colpiti. La fotografia, l’intero film lascia senza parole, incanta, tiene lo spettatore davanti allo schermo e lo conquista, dall’inizio alla fine. Non fate l’errore che ho fatto io, pensando che 300 sia un film poco degno di nota. Al contrario, la pellicola diretta da Zack Snyder è assolutamente imperdibile, soprattutto se vi interessano i prodotti un po’ diversi dal solito, che colorano la storia della cinematografia con entusiasmanti trovate.

Nel caso te lo fossi perso…

  • Sin City, Robert Rodriguez, Frank Miller, Quentin Tarantino, 2005
  • 300, Zack Snyder, 2007
  • Atomic Blonde, David Leitch, 2017

 

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Atomic Blonde                                           300

I padri del cinema

Il cinema non è solo intrattenimento. A volte è pura arte, altre volte insegna e in alcune occasioni può svolgere entrambi i ruoli. I film possono essere come una persona reale, che una volta incontrata, regala delle perle di saggezza e ci lascia un dolce ricordo. I titoli che vi voglio consigliare oggi sono questo: arte, intrattenimento e insegnamento. Il volto della pellicola sono i visi dei personaggi maschili. Il film è come un padre, che attraverso le meravigliose figure che vengono portate sul grande schermo, insegna qualcosa al proprio spettatore. Il fil rouge che collega questi lungometraggi è l’assenza della figura paterna biologica ma la sua presenza nell’anima e nello spirito di personaggi magnetici.

Non serve essere il padre biologico di qualcuno per lasciare il proprio ricordo, il proprio retaggio. Si può ricoprire la figura di padre in molteplici modi e una delle più poetiche e incredibili versioni che il cinema ci ha regalato di questa figura è quella interpretata da Philippe Noiret, nel film Il postino. Questa romantica, toccante e poetica pellicola del 1994 è anche l’eredità che lascia Massimo Troisi al mondo – morto poco dopo la fine delle riprese. Il film è una vera perla. Le interpretazioni sono delicate, toccanti e profonde (Troisi ha ricevuto una candidatura postuma al premio Oscar), la colonna sonora è curata mentre la regia, la fotografia e il montaggio contribuiscono a creare un film che, almeno una volta nella vita, va visto. Questo lungometraggio lascia una doppia eredità allo spettatore, a causa della prematura morte di Troisi e si vela ancora più di malinconia e poesia. Senza nulla togliere al ricordo e alla bravura dell’attore italiano, bisogna rimarcare che il personaggio di Noiret, il quale interpreta il grande Pablo Neruda, da vita a una pellicola piena di sentimento e meraviglia.

C’è un altro grande capolavoro della nostra storia del cinema, che vi ho già consigliato nel mio articolo Quando il cinema mostra il cinema, che porta sul grande schermo il tema dell’assenza del padre biologico e della sua ritrovata figura in una guida spirituale. Padre, amico, guida ed esempio di vita. Si torva tutto questo nell’incredibile film diretto da Giuseppe Tornatore, Nuovo Cinema Paradiso. Siccome vi ho già suggerito questo titolo non mi dilungo oltre e passo al terzo film che vorrei consigliarvi oggi, in cui si assiste alla sostituzione della figura paterna, nel caso ve lo foste perso…

Il film che ti sei perso

È difficile che questo capolavoro ve lo siate perso, è un film osannato e che viene citato molte volte. Sto parlando di Dead Poets Society, conosciuto in Italia come L’attimo fuggente. Anche questa pellicola, come nel caso del primo titolo che vi ho suggerito, si vela di una malinconia ancora maggiore dal momento che il compianto Robin Williams non è più tra di noi. L’attore americano ha dato vita a un personaggio iconico, meraviglioso e immortale. Il professor John Keating veste il ruolo di padre per un’intera classe di giovani e promettenti ragazzi. Uno in particolare lo prende come modello e lo segue, nonostante tutti i divieti e le rigide regole che gli vengono imposte dal padre biologico. Nel caso non aveste visto questo film non racconto altro e vi dico solo che in questa pellicola, Robin Williams è una perfetta figura paterna. Il mondo del cinema è legato a doppio filo con questo incredibile attore, poiché anche in un’altra occasione assistiamo alla trasformazione di Robin Williams in un padre che insegna, si prende cura e che trasmette saggezza e  dispensa consigli. L’altro grande titolo a cui mi sto riferendo è Good Will Hunting, conosciuto in Italia semplicemente come Will Hunting – Genio ribelle.

Se avete voglia di un po’ di malinconia e di assistere a una grande interpretazione, di godervi una pellicola famosa e osannata (a ragion veduta) e cercate una figura paterna cinematografia degna di essere ricordata, allora vi consiglio di vedere uno di questi titoli che vi ho appena suggerito.

Nel caso te lo fossi perso…

  • Nuovo Cinema Paradiso, Giuseppe Tornatore, 1988
  • Dead Poets Society, Peter Weir, 1989
  • Il postino, Michael Radford, 1994
  • Good Will Hunting, Gus Van Sant, 1997

 

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Good Will Hunting

Jeremy Renner

Jeremy Renner

Siamo già al secondo appuntamento con la nuova rubrica, inaugurata la settimana scorsa con l’articolo dedicato a Nicole Kidman. Oggi vorrei dedicare questo spazio a un attore che trovo assolutamente fantastico e che amo seguire in tutte le sue interpretazioni – confesso di aver visto praticamente tutta la sua filmografia! Jeremy Renner è famoso ai più per il suo ruolo di Clint Barton, alias Occhio di Falco, nella fortunata serie di film della Marvel Cinematic Universe. Mi sono avvicinata anch’io a questo grandissimo artista attraverso i film della Marvel e poi me ne sono innamorata attraverso altri ruoli. Credo che Renner sia uno degli attori più bravi e interessanti che ci siano al momento nel panorama internazionale. Attore incredibile e cantante talentuoso. Renner gioca con la sua voce, non solo quando recita ma anche quando canta e attraverso la musica recita. Se volete avvicinarvi a questo artista vi consiglio di vederlo in lingua originale – sebbene, lo ammetto, sia abbastanza arduo capirlo se non masticate abbastanza bene l’inglese. Ma se farete come me, e inizierete a seguirlo nelle sue interpretazioni originali non saprete più tornare indietro.

Questo straordinario attore mi ha abbagliata un giorno come un altro e da allora mi ha catturata completamente. Pesate che quando sono venuti a girare Avengers: Age of Ultron qui in Italia, in Valle d’Aosta, quella meravigliosa donna che è mia mamma, insieme a mia zia, ha deciso di accompagnarmi per una gita di un giorno (abito in Piemonte per chi non lo sapesse) e mi ha portata a vedere il set. La mia giornata sarebbe potuta essere magnifica già così ma quando, inaspettatamente, ho visto passarmi davanti proprio Jeremy Renner, in costume da Occhio di Falco, beh mi sono mancate le parole e… si, non ho una foto o altro ma porto nel cuore il ricordo di aver visto uno dei miei (tanti) attori preferiti passarmi davanti in tutto il suo splendore.

Ok, appurato che sono lievemente di parte quando parlo di questo attore californiano, cerchiamo di tornare ad analizzare Jeremy Renner attraverso le pellicole che hanno esaltato le sue incredibili doti di attore. I primi film che mi viene da suggerire a chiunque voglia avvicinarsi e conoscere meglio l’artista che è Renner sono indubbiamente The Hurt Locker (lungometraggio che vi ho già consigliato nel mio post Quando il cinema è Donna) e The Town, film per i quali è stato candidato al premio Oscar. Pellicole drammatiche, ruoli crudi e potenti. Renner sa essere un Vendicatore che lotta per il bene tanto quanto un uomo forte, crudele e terrificante. Ne da prova anche nelle pellicole North Country e in quella che l’ha lanciato nel panorama mondiale Dahmer.

Jeremy Renner sa incutere timore, rispetto e odio per poi passare a ruoli in cui suscita una risata attraverso la sua mimica e le sue battute. È un attore che non si risparmia e partecipa a pellicole in cui la fisicità e le scene d’azione hanno ruoli dominanti – Mission Impossible, Hansel & Gretel: Witch Hunters, S.W.A.T. e altri… Ma sa anche essere un’ottima spalla, come accade nel meraviglioso e suggestivo film, diretto da Denis Villeneuve, Arrival, in cui è un ottimo attore non protagonista, accanto alla sempre bravissima Amy Adams. Con la Adams aveva già collaborato nell’incredibile pellicola American Hustle, film incredibile anche per il ricco cast, che vanta tra i nomi illustri l’immenso Christian Bale.

Renner, in sintesi, passa da ruoli marginali e di supporto a pellicole in cui lui è l’indiscusso protagonista. Ambiguo, spietato, crudele o buono. Jeremy Renner salta con facilità da un ruolo a un altro e attraverso le sue interpretazioni da sempre prova di grande e indiscusso talento.

 

Nel caso te lo fossi perso…

  • Dahmer, David Jacobson, 2002
  • The Town, Ben Affleck, 2010
  • American Hustle, David O. Russel, 2013
  • Arrival, Denis Villeneuve, 2016
  • Lo sapete, sono un appassionata del genere: uno qualunque o, meglio ancora tutti, i film della Marvel Cinematic Universe

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Arrival

Il futuro è oggi

Uno dei più grandi filoni cinematografici di sempre è legato al tema del futuro. Scene che ci mostrano una realtà e un mondo in cui le tecnologie si sono sviluppate a tal punto che l’uomo è in grado di piegare quasi tutto al suo volere sono all’ordine del giorno. Quasi sempre però le pellicole che sono state ambientate in un prossimo futuro mostrano un mondo malato, lasciato andare e deteriorato a causa dell’egoismo, dall’ignoranza e dall’inquinamento creato dall’uomo. Questo genere di pellicole portano al loro interno un messaggio importantissimo: bisogna preservare il nostro pianeta terra, dobbiamo averne cura e preoccuparci tanto dell’oggi quanto del domani. Guardando solo avanti, pensando solo al futuro, dimenticandoci di guardarci attorno oggi, di curare chi ha bisogno di aiuto e vive accanto a noi non serve a nulla. Numerosi lungometraggi hanno cercato di trasmettere questo importantissimo messaggio nel corso della storia ma a conti fatti pare che non sia servito a molto. Molte volte abbiamo il grande vizio di sentire ma di non ascoltare, di vedere ma non di guardare. Senza scomodare i grandi nomi – come ad esempio il film cult del 1982 Blade Runner, ambientato in un futuro (nel 2019) distopico o il grande classico di Stanley Kubrick 2001: A Space Odyssey, che ho già citato nel mio primo post (L’occhio del cinema), oggi mi limiterò a menzionare tre film degli ultimi anni che ambientano la loro storia in un futuro non troppo lontano e non troppo distante da noi.

Il primo film di questa breve lista che mi sento di consigliarvi è Downsizing, diretto da Alexander Payne. Confesso che questa pellicola mi ha convinta a metà, credo però che il messaggio che porta con sé sia importantissimo e per questo motivo ve lo consiglio. Senza spoilerarvi nulla (come d’altronde faccio sempre) vi raccomando di guardare questo film concentrandovi di più sul corso degli eventi che influenzano il pianeta terra che sulla storia del protagonista, interpretato da Matt Damon, perché il vero messaggio di questa pellicola arriva da lì.

Downsizing

Le altre due pellicole che aggiungo a questa breve lista, il cui tema potrebbe essere riassunto più o meno così: “attenzione al presente se non volete rovinare il vostro futuro”, hanno colpito maggiormente la mia immaginazione. Uno è un lungometraggio animato del 2008, mentre l’altro è un film de 2013 con protagonista l’adrenalinico Tom Cruise. I due titoli in questione sono, rispettivamente, WALL•E e Oblivion, entrambe le pellicole affrontano, sebbene in modo differente la fragilità del pianeta terra. Il futuro che si prospetta in entrambi i casi è agghiacciane e terrificante, che sia a causa di un invasione aliena con la conseguente battaglia nucleare o dell’eccessivo inquinamento, il risultato non cambia. Sta a voi scegliere come preferite prendervi due ore per considerare come stiamo trattando questo nostro meraviglioso pianeta, se attraverso un lungometraggio animato o un film d’azione.

Oggi ho scelto di consigliare questi tre titoli ma i film che affrontano il delicato ed essenziale tema di come stiamo distruggendo e dando per scontato il nostro pianeta sono numerosi. Tra questi c’è anche l’interessantissimo (e per nulla noioso, fidatevi!) documentario Before the Foold, che ha come voce narrante quella di Leonardo Di Caprio. Ho già consigliato questa pellicola nel mio articolo DocumentiAMOci dedicato al mondo dei documentari per cui non mi dilungherò oltre. Credo che tra una pellicola romantica e una fantasy, una horror e una commedia tutti noi dovremmo considerare l’importanza di ricordarci di quando in quando, attraverso un film, l’importanza della necessità di prenderci cura del nostro prossimo e del pianeta terra.

Nel caso te lo fossi perso…

  • WALL•E, Andrew Stanton, 2008
  • Oblivion, Joseph Kosinski, 2013
  • Downsizing, Alexander Payne, 2017

 

In questo momento puoi trovare i seguenti film su…

     Sky Cinema Italia:

Oblivion

Downsizing

In memoriam…

… Anthony Minghella

Ho deciso di dedicare un articolo, di quando in quando, nel consueto appuntamento del martedì (Informazioni) a una persona scomparsa nel mondo del cinema e che, attraverso la sua arte, ha contribuito ad arricchirla. Lo farò raramente perché non mi va di intristirvi raccontandovi di morti premature, tuttavia ritengo che sarebbe bello poter ricordare non solo con nostalgia ma anche con un sorriso chi ha donato al mondo così tanto dell’audiovisivo.

Anthony Minghella

Oggi quindi, questo primo articolo dedicato alla memoria di una persona scomparsa troppo presto, lo vorrei dedicare al regista, sceneggiatore, commediografo e produttore britannico Anthony Minghella – morto improvvisamente a soli 54 anni, a causa di complicanze a seguito di un’operazione. Prima di lasciarci questo straordinario artista, nel corso della sua breve carriera, è riuscito a creare dei veri e propri capolavori. Film potenti, toccanti, drammatici, profondi e intensi, dotati di una rara sensibilità e di un’accurata attenzione per il dettaglio e la trama. Siccome non mi voglio dilungare troppo consiglierò solo tre dei film che ha diretto. Ovviamente, come sempre, suggerirò tre titoli che hanno prima di tutto toccato e colpito la mia immaginazione e che hanno parlato al mio cuore.

Due di queste pellicole vedono la collaborazione dell’attore Jude Law, il quale ha lavorato con lui tre volte. Il primo titolo che vorrei suggerire è del 1999 e si intitola The Talented Mr. Ripley, tratto liberamente dall’omonimo romanzo di Patricia Highsmith. Parzialmente girato in Italia questo film vede la collaborazione di numerosi artisti italiani e vanta un cast internazionale di prim’ordine. Il sopracitato Jude Law, l’affascinante Gwyneth Paltrow, il compianto Philip Seymour Hoffman, un giovanissimo ma interessante Matt Damon e la statuaria Cate Blanchett, giusto per citare i più famosi.  Accompagnato da una colonna sonora degna di nota, il film ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti internazionali. Anthony Minghella è riuscito a creare una pellicola che ancora oggi, nonostante abbia visto e rivisto questo lungometraggio, continua ad affascinarmi e a tenermi incollata allo schermo. La trama unica e originale, che ha ispirato numerose riproduzioni cinematografiche e non solo, trova la sua massima espressione in questo film del 1999.

Jude Law torna nuovamente a collaborare con Minghella nel 2003, in un’altra pellicola tratta da un romanzo, questa volta scritto da Charles Frazier. Il film in questione è la drammatica, romantica e potente storia di Cold Mountain, che vede come protagonista femminile, accanto all’attore britannico, la bellissima Nicole Kidman. Anche questo lungometraggio viene riconosciuto a livello internazionale e vanta numerosi premi e candidature. La trama racconta di una storia d’amore che nasce e si sviluppa attorno alla guerra di secessione (1861 – 1865). I personaggi sono ben caratterizzati e perfettamente interpretati, la regia e la fotografia drammatizzano ancora di più il contesto e rendono merito a una storia potente e interessante – narrata da uno scrittore americano che ha la capacità di trasportarti in mezzo agli alberi secolari di Cold Mountain, grazia a una scrittura molto visiva e dettagliata.

L’ultimo film che  mi sento in dovere di suggerire, tra quelli di Anthony Minghella, è il primo che ha diretto tra quelli elencati in questo articolo: The English Patient, del 1996. Anche in questo caso, come in Cold Mountain, si affronta il tema dell’amore ostacolato, della passione, della guerra – ma badate bene, sono molto più di semplici film romantici. Come in The Talented Mr. Ripley c’è la ricerca della verità e una storia che ne cela un’altra. Personalmente trovo che queste tre meravigliose e potenti pellicole di Minghella vadano viste almeno una volta nella vita, sono film che colpiscono gli occhi per andare a toccare l’anima. Purtroppo la vita ci ha portato via troppo presto un regista capace di andare oltre la normale narrazione e di insidiarsi all’interno di una storia, come un personaggio invisibile ma sempre presente. Lui non è più tra noi ma la sua arte e i suoi capolavori renderanno eterno il suo nome e la sua innata abilità a raccontare di uno spaccato di vita, sia esso ambientato nel XIX secolo o nel presente.

 

Nel caso te lo fossi perso…

  • The English Patient, Anthony Minghella, 1996
  • The Talented Mr. Ripley, Anthony Minghella, 1999
  • Cold Mountain, Anthony Minghella, 2003

 

In questo momento puoi trovare i seguenti film su…

     Sky Cinema Italia:

Cold Mountain