Il finale che non ti aspetti

Per poter raccontarvi i film di cui vi voglio parlare oggi è necessaria una piccolissima premessa. In uno dei miei primi post avevo presentato un articolo con un’impostazione differente, che si basava sulla presentazione di uno dei miei film preferiti: The Prestige di Christopher Nolan. Non è certo necessario ma vi consiglio quindi di andare a leggere il mio post 3 atti, un inganno – che potete recuperare semplicemente cliccando sul titolo, perché oggi vi voglio proporre nuovamente quella formula e presentarvi tre titoli che hanno in comune la sorpresa del finale. Da qui il mio titolo. Siccome, lo sapete, per quanto mi piaccia suggerirvi pellicole non sempre nuovissime sono comunque una fervida sostenitrice del “no spoiler” e vi voglio consigliare questi titoli in un modo tale che, almeno lo spero, siate invogliati a vederli, pur non conoscendo troppi dettagli della trama. Pronti? Allora incominciamo!

Atto I – la promessa

Viene mostrato qualcosa di ordinario.

_David Gale si trova nel braccio della morte perché è stato condannato per stupro.

_Il giorno del Ringraziamento due famiglie, con i rispettivi figli, stanno festeggiando insieme.

_5 amici, tutti uomini sposati, condividono in segreto la proprietà di un loft, in cui a turno portano le proprie amanti occasionali

Atto II – la svolta

Qualcosa di ordinario viene trasformato in qualcosa di straordinario.

_Quando mancano solo tre giorni alla sua esecuzione, una giornalista di un’importante testata giornalistica viene mandata ad intervistarlo. David Gale inizia così un dettagliato resoconto degli eventi che l’hanno portato a essere accusato e quindi condannato a morte per stupro.

_Improvvisamente, le due bambine più piccole, scompaio nel nulla

_Viene trovato, all’interno del loft, il corpo di una ragazza brutalmente assassinata

Atto III – il prestigio

Lo spettatore cerca il segreto ma non riesce a trovarlo, perché in realtà non sta davvero guardando: la verità è che non vuole saperlo, vuole essere ingannato. Il terzo atto è la parte conclusiva, quella più ardua, quella a cui segue dopo il momento di silenzio del secondo atto, l’applauso.

Il film che ti sei perso...

Nel caso te lo fossi perso…

  • The life of David Gale, Alan Parker, 2003
  • Prisoners, Denis Villeneuve, 2013
  • The Loft, Erik Van Looy, 2014

 

In questo momento puoi trovare i seguenti film su…

Sky On Demand:

The Loft

 

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Rachel McAdams

Il film che ti sei perso...

Oggi vi suggerisco di avvicinarvi alla carriera di Rachel McAdams. L’attrice canadese si è fatta notare dal pubblico internazionale (e si fa ricordare tutt’ora) per alcune pellicole leggere e per un paio di titoli tremendamente romantici. Ma la McAdams non è solo dolci sorrisi e storie strappalacrime. Sa essere molto di più e non perde occasione per dimostrare il suo talento e mettersi alla prova. Se il celebre film, diretto da Nick Cassavetes nel 2004, The Notebook, anche noto in Italia come Le pagine della nostra vita, l’ha consacrata e l’ha resa famosa in tutto il mondo, altri progetti più ricercati e talvolta meno osannati le hanno permesso di dimostrare le sue capacità. Mi piace ricordare che tra le commedie leggere a cui ha preso parte Rachel McAdams c’è anche l’intelligente e brillante film di Woody Allen: Midnight in Paris, di cui vi ho già parlato e consigliato in un mio post, nel caso ve lo foste perso… per recuperarlo vi basterà cliccare sul titolo del film. In questa pellicola la McAdams è perfetta nel suo ruolo. Sembra quasi che prenda qualcosa da tutte le ragazze perfette, che ha impersonato negli anni precedenti, per mostrare lo stesso prodotto dall’altro lato della medaglia. Ricca ma snob, bella ma antipatica, tremendamente conformista e assolutamente anonima. Insomma, altro che ragazza da sogno. Woody Allen le chiede di mostrare qualcosa che va in netto contrasto con i personaggi perfetti e amorevoli che aveva portato in scena in alcune sue precedenti pellicole, come The Notebook appunto, Wedding Crashers, The Family Stone e The Time Traveler’s Wife. Allen chiede e Rachel McAdams esegue alla perfezione.

Per la McAdams non c’è solo il nome di Woody Allen tra le sue collaborazioni illustri. Annovera infatti nella sua carriera progetti sviluppati con Terrence Malick, Brian De Palma, Guy Ritchie e Wim Wenders. Non dimenticando mai del tutto il genere che tanto le ha portato fortuna, l’attrice quarantenne ogni tanto abbandona i progetti di un certo spessore per tornare alle pellicole mainstream tanto care a lei quanto al suo pubblico. Partecipa infatti alla fortunata serie di film che fanno parte del meraviglioso e infinito mondo della Marvel Cinematic Universe, che come ben sapete ammiro e apprezzo io stessa, interpretando il ruolo dell’amata (e amabile, di nuovo) dottoressa Christine Palmer, collega ed ex fidanzata del celebre Dottor Stephen Strange, alias Benedict Cumberbatch – anche a questo talentuoso attore ho già dedicato un breve articolo, vi ricordo che per poterlo recuperare vi basterà, di nuovo, semplicemente cliccare sul suo nome.

Ma torniamo a noi. Non solo supereroi. I film drammatici e sentimentali chiamano e Rachel McAdams risponde. Partecipa nuovamente a pellicole che la vedono protagonista di amori impossibili e struggenti, contribuendo a farci scendere una lacrima ogni volta che la seguiamo sul grande schermo. Non sono solo le storie impossibili che guardiamo a emozionarci. Ammettiamolo: senza il talento e il dolce sorriso della McAdams i film che guardiamo per il puro gusto di poterci commuovere non sarebbero la stessa cosa. Ma il suo contagioso sorriso non deve far dimenticare che sa anche interpretare ruoli più impegnativi. Ecco quindi che tra i progetti che interessano all’attrice canadese ci sono anche piccole parti che le donano comunque risalto e le ridanno spessore. Si è cimentata nella seconda stagione, decisamente meno fortunata e più criticata della prima, della serie antologica True Detective, (alla quale dedicherò presto un articolo nella mia rubrica del venerdì) accanto a Colin Farrell e Vince Vaughn. Ha avuto un ruolo marginale nel film del 2015 Southpaw, che vi ho suggerito giusto la scorsa settimana nel mio post dedicato a Jake Gyllenhaal ma soprattutto ha ottenuto la candidatura al premio Oscar come migliore attrice non protagonista, nel 2015, nella splendida e interessante pellicola Spotlight. Concludo questo breve post di oggi con una brevissima considerazione personale: sono sicura che questo ruolo e questa nomina non sia l’apice della sua brillante carriera, costellata di film vincenti al botteghino, ma che rappresenti solo l’inizio di un nuovo entusiasmante capitolo della sua carriera.

Nel caso te lo fossi perso…

  • The Time Traveler’s Wife, Robert Schwentke, 2009
  • A Most Wanted Man, Anton Corbijn, 2014
  • True Detective, 2014 –
  • Every Thing Will Be Fine, Wim Wenders, 2015
  • Spotlight, Tom McCarthy, 2015

 

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True Detective

Spotlight 

La serie TV che ti sei perso…

The Young Pope

Lo confesso, sono stati gli occhi incredibilmente sensuali e attraenti di Jude Law a catturarmi la prima volta che ho visto il trailer di The Young Pope. Mi sono bastati i primi 5 minuti della serie per capire che mi sarei innamorata non solo dell’attore britannico. Questo prodotto mi è piaciuto particolarmente. Attori, sceneggiatura, regia, fotografia. Tutto è ben curato. La serie è intelligente, decisamente fuori dagli schemi e di altissimo livello. Sono solo 10 puntate per cui sappiate che la potete recuperare facilmente e velocemente, in attesa della seconda stagione.

Come sapete mi piace vedere di tutto e passo da un argomento all’altro molto velocemente, così dopo avervi consigliato la settimana scorsa la serie televisiva Lucifer oggi passo a The Young Pope, diretta e ideata da Paolo Sorrentino. Sacro e profano. Non fate l’errore di pensare che profano sia solo Lucifer e che The Young Pope sia sacro. I due termini, in modo generico e ampio, identificano benissimo la serie italiana. Il Papa della serie di Sorrentino è unico e magnetico. Il prodotto televisivo attrae lo spettatore incuriosito e lo conquista grazie alla meravigliosa recitazione, alla fotografia, alla qualità di ogni singolo dettaglio e grazie agli attori. Vi dico solo un paio di nomi: Diane Keaton e Silvio Orlando, oltre ovviamente all’indiscusso protagonista Jude Law.

Il film che ti sei perso...

Breve riassunto:

Lenny Belardo viene inaspettatamente eletto Papa. Il giovanissimo nuovo Papa Pio XIII viene scelto perché la curia romana crede di poterlo manovrare facilmente e di piegarlo ai voleri interni. Tuttavia il nuovo Pontefice, che ha un rapporto decisamente strano con la fede e con Dio, si rivela essere un vero manipolatore e assolutamente poco incline a farsi comandare e consigliare…

Perché guardarla:

  • Perché è una serie che vi catturerà grazie alla bellezza – della regia, dell’attore protagonista, della fotografia…
  • Sono solo 10 puntate
  • Andiamo fieri di un prodotto italiano di altissima qualità e impariamo a conoscere anche qualcosa che nasce all’interno del nostro Paese

Perché non guardarla:

  • Se siete convinti che Dio e la fede siano intoccabili e che non si possa nemmeno immaginare che all’interno del Clero ci siano machiavellici personaggi allora lasciate perdere
  • Se non amate il metodo narrativo di Sorrentino difficilmente potrà entusiasmarvi

Pagina ufficiale: https://www.hbo.com/the-young-pope

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/TheYoungPopefilm/

In questo momento puoi trovare questa serie su Sky On Demand:

http://guidatv.sky.it/guidatv/ricerca.html?query=the%20young%20pope

Christian Bale

Il film che ti sei perso...

Ebbene si, anche oggi vi parlerò dell’ovvio. Christian Bale è talento allo stato puro. Non ha certo bisogno di presentazioni e non ha assolutamente bisogno del mio blog per essere riconosciuto come un grande arista. Eppure lo sapete, sono un’amante del bello, dell’arte e del talento e Christian Bale non poteva certo mancare nella mia rubrica del mercoledì.

Senza star ad analizzare le ultime opere che hanno fatto parlare di lui, come Vice, diretto da Adam McKay, cosa posso dirvi di Christian Bale? Insomma, il suo talento viene riconosciuto anche per la totale immersione nel personaggio. Ingrassa e dimagrisce a comando. Passa da un ruolo a un altro con la stessa facilità con cui io passo dall’antipasto al primo. Vederlo recitare per me è sempre un vero piacere, potrebbe anche fare un monologo in cui legge i numeri dell’elenco telefonico e lo guarderei lo stesso con ammirazione. Credo che la bellezza di questo attore risieda proprio nella sua totale scomparsa dietro a un ruolo. Quando recita non si vede più Bale ma si assiste al personaggio. Già nel mio articolo di due settimane fa, dedicato ad Al Pacino, vi ho menzionato il suo metodo di recitazione.

Molti dei titoli a cui ha preso parte Christian Bale ve li ho già menzionati e suggeriti più volte nei miei precedenti post. Film che secondo me meritano di essere visti, non solo per l’attore, ma anche per la resa del film nella sua totalità sono: The Fighter (che vi ho suggerito nel mio post Sul ring come nella vita), la trilogia dedicata al cavaliere oscuro diretta da Nolan, regista che ha collaborato con Bale anche nel film The Prestige, 3:10 to Yuma (titolo che vi ho consigliato nell’articolo Western: il genere che non conosce tempo), Equilibrium, Velvet Goldmine, The Machinist conosciuto in Itala con il titolo L’uomo senza sonno, The New World (altro titolo che vi ho già menzionato nel mio post L’assenza della parola), Empire of the Sun di Steven Spielberg, The Portrait of a Lady, American Psycho (anche questo già menzionato – Il labirinto della mente), American Hustle e Public Enemies.

Lo so che vi ho suggerito parecchi titoli ma almeno avete più scelta. Come sempre, ormai lo sapete bene, vi consiglio di vederli tutti e anche di più. Non solo per la presenza di Christian Bale. Sono convinta che i film, i libri, la musica, insomma l’arte, arricchiscano una persona. Credo inoltre che creino una sorta di dipendenza – positiva, si intende, che attrae lo spettatore. Più uno usufruisce (se così si può dire) della cultura più sente la necessità di arricchirsi. Se poi in questo splendido mash-up di cultura c’è anche il meraviglioso Christian Bale tanto meglio! Anche questa volta vi ho suggerito più di un paio di titoli e ne ho anche approfittato per ricordarvi che la cultura passa prima di tutto dalla vostra voglia di conoscere e di arricchire le vostre conoscenze.

 

Nel caso te lo fossi perso…

  • The Portrait of a Lady, Jane Campion, 1996
  • Equilibrium, Kurt Wimmer, 2002
  • The Machinist, Brad Anderson, 2004
  • American Hustle, David O. Russell, 2013

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American Hustle

Natalie Portman

Il film che ti sei perso...

Parto con una premessa: secondo me Natalie Portman è una di quelle rarissime donne nate con il dono di essere belle di natura, lei meno è truccata e più è bella. Quindi il suo bel viso è già di per sé una calamita per la macchina da presa, che si innamora di lei ogni qualvolta la inquadra e indugia sul suo dolce sorriso.

La bellezza non è nulla se non è supportata da altro ma Natalie Portman è bella e intelligente. Nel corso della sua carriera ha affrontato numerosi ruoli, molto diversi tra di loro e ha recitato in più generi cinematografici. La bellezza sposa il talento nel caso della Portman, che si è fatta conoscere già da bambina quando, nel 1994, ha recitato accanto a Jean Reno e al grandissimo Gary Oldman, diretta dalla sapiente mano registica di Luc Besson.

I ruoli interessanti e le famose pellicole a cui ha preso parte l’attrice naturalizzata statunitense, nata a Gerusalemme, sono tantissimi e non posso certo elencarvi tutti i titoli degni di nota. Però se devo cercare di convincervi ad appassionarvi a quest’artista, dotata di talento, vi posso dire che V for Vendetta, Black Swan, Closer, Where the Heart Is e Cold Mountain sono film in cui, vuoi per la sua dolcezza, per la sua potenza, per la sua capacità di passare da un ruolo a un altro, è impossibile non rimanere ammaliati dal suo talento.

Natalie Portman ha preso parte anche a pellicole e me molto care. È entrata a far parte del cast della meravigliosa saga che è Star Wars e nel 2011, diretta da Kenneth Branagh, è approdata nel mondo dei supereroi interpretando la dolce metà di Thor, nell’omonimo film. Prendendo parte a queste pellicole è ovvio che la Portman sia diventata famosissima e conosciuta da tutti, ciò nonostante non dimentica di ritagliarsi lo spazio per film più impegnati e sottili. Progetti che l’hanno portata nel 2011 a vincere l’ambito premio Oscar come miglior attrice protagonista.

La bellezza è anche e soprattutto intelligenza e sensibilità. Natalie Portman non è solo un’attrice ma anche una donna impegnata nel sociale: porta avanti le sue battaglie difendendo il pianeta terra, combattendo per i diritti degli animali. È una fervida ambientalista e una sostenitrice dei diritti gay – esco per un momento dai binari del mio blog. Ci terrei a precisare che personalmente trovo veramente assurdo che nel 2019 (gente sveglia: siamo nel 2019!!) ci sia ancora bisogno di doversi schierare per dei diritti che secondo me sono inalienabili. Mi deprime vivere in un mondo in cui c’è bisogno di dividere le persone in base alle preferenze sessuali. Sono convinta che uno dei mali peggiori di questo mondo sia l’ignoranza e la cattiveria che da essa ne deriva. Quindi brava Natalie Portman! Perché chi è famoso e ha una cassa di risonanza così importante a livello mondiale, è assolutamente necessario che si faccia sentire e che faccia capire a chi non vuol capire, che gli esseri umani sono tutti uguali, con gli stessi diritti e doveri. Scusate la mia piccola digressione ma ho sentito necessario esprimere le mie idee al riguardo e se qualcuno pensa ancora che ci sia qualcosa di sbagliato nel colore della pelle o che una diversa preferenza sessuale sia una malattia, allora è pregato di andare a leggere un altro blog. Perché qui non si parla di tolleranza ma di civiltà.

Tornando a uno dei miei argomenti preferiti… Natalie Portman è una donna da seguire, che regala sempre emozionanti interpretazioni, che si sa inventare e reinventare. Non è solo un’attrice ma una persona intelligente e sensibile. Un vero esempio da seguire.

Nel caso te lo fossi perso…

  • Léon, Luc Besson, 1994
  • V for Vendetta, James McTeigue, 2005
  • Black Swan, Darren Aronofsky, 2010
  • Lo sapete, sono un appassionata del genere: uno qualunque o, meglio ancora tutti, i film di Star Wars
  • Uno qualunque o, meglio ancora tutti, i film della Marvel Cinematic Universe

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V for Vendetta

Morgan Freeman

Il film che ti sei perso...

Oggi vi parlo e vi consiglio un attore che non ha bisogno di presentazioni. Un artista che tutti amano. Un attore incredibile, che ha interpretato ruoli stupendi e memorabili, un uomo dalla voce meravigliosa… Morgan Freeman. So bene che questo appuntamento settimanale l’ho creato per raccontarvi di persone del mondo dello spettacolo che ammiro e attraverso di loro, consigliarvi qualche titolo del passato da guardare, nel caso ve lo foste perso… ma capirete anche voi che con questo talentuoso attore americano è davvero arduo trovare solo un paio di titoli. Per di più molti dei suoi film sono dei veri classici imperdibili. Insomma, come si fa a non amare Morgan Freeman e a non aver visto i più famosi lungometraggi a cui ha preso parte?

Quindi oggi lo so, vi parlerò un po’ dell’ovvio ma non potevo evitare di dedicare un breve spazio a un nome così talentuoso. Quindi adesso vi consiglio un classico, un film di cui ancora non vi ho parlato ma che credo abbiate visto tutti voi – Seven. David Fincher, regista che vi ho già nominato più volte, ha diretto un vero capolavoro. Trama, attori e finale epico. Seven credo sia uno di quei titoli che almeno una volta nella vita vanno visti e se avete troppa paura e pensate che vederlo vi traumatizzerà allora fate come me la prima volta che l’ho visto: in pieno giorno! Fidatevi, non potrete fare a meno di vederlo una seconda volta con la giusta atmosfera.

Quanti titoli, troppi. Come scegliere il prossimo da consigliarvi? Ok, forse Seven non è adatto a tutti i tipi di stomaco, meglio cambiare completamente e suggerirvi Driving Miss Daisy. Questo titolo lo potete vedere tutti senza problemi. Non fa paura, anzi. La recitazione non eccessiva ma sempre impeccabile di Morgan Freeman è meravigliosa anche in questa pellicola, che gli è valsa la prima candidatura al premio Oscar, vinto poi con Million Dollar Baby – film che vi ho suggerito nel mio articolo Sul ring come nella vita.

The Shawshank Redemption, che altro non è che Le ali della libertà per il pubblico italiano, è un altro grande classico a cui ha preso parte Morgan Freeman che non vi potete certo perdere.

Morgan Freeman nel corso della sua brillante e stimata carriera si è divertito a interpretare l’Onnipotente – nella divertentissima commedia Bruce Almighty e nel seguito Evan Almighty, conosciuti in Italia rispettivamente con i titoli Una settimana da Dio e Un’impresa da Dio per poi passare, tra un titolo e l’altro a impersonare una figura leggendaria della storia del Sudafrica e non solo: Nelson Mandela, nella pellicola, diretta dal collega e amico Clint Eastwood, Invictus.  Rimanendo nella categoria personaggi realmente esistiti, allora un altro meraviglioso titolo che narra di un evento realmente accaduto e che vede Morgan Freeman all’interno del cast, è il lungometraggio diretto da Steven Spielberg, Amistad. Lucy, la trilogia sul Cavaliere Oscuro diretta da Nolan e Oblivion sono altri interessanti titoli che vantano la collaborazione di Freeman e di cui vi ho già parlato. Esistono ancora altri innumerevoli film che vi vorrei suggerire che vedono nel cast l’attore americano ma direi che li serberò per prossimi articoli. Tanto lo sapete, la filosofia di questo blog è un po’ quella di andare a ripescare titoli nuovi e non proprio nuovi con l’intento di goderseli per la prima o per l’ennesima volta.

 

Nel caso te lo fossi perso…

  • Driving Miss Daisy, Bruce Beresford, 1989
  • The Shawshank Redemption, Frank Darabont, 1994
  • Seven, David Fincher, 1995
  • Amistad, Steven Spielberg, 1997

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Driving Miss Daisy

La serie TV che ti sei perso…

Patrick Melrose

Lo sapete, amo consigliarvi prodotti (televisivi e non) che non sono sempre nuovi. Tuttavia in occasione delle nomination ai Golden Globe, che sono state annunciate la settimana scorsa, ho pensato di suggerirvi un titolo che è uscito da poco, candidato al suddetto premio e molto valido. So parlando della miniserie Patrick Melrose. Come vi ho già detto nel mio post dedicato a Benedict Cumberbatch ammiro particolarmente questo artista e si, ho seguito la serie solo perché tra gli interpreti figurava lui. La scelta si è rivelata vincente. Come scrivevo poco fa, la serie è valida, ben diretta e ben interpretata. Un prodotto interessante e godibile. La miniserie affronta un tema estremamente delicato ma lo fa con intelligenza. Non c’è nulla di incredibilmente violento, anzi, è molto sottile, soprattutto all’inizio e proprio questo perenne dubbio, che si insinua nella mente dello spettatore, permette di creare cinque puntate interessanti e per nulla scontate. In una di queste il personaggio di Patrik, interpretato da Cumberbatch, sparisce un po’ per lasciare spazio al passato, quella personalmente è la puntata che ho apprezzato meno perché credo che il flashback sia stato troppo lungo. Il protagonista è uno e uno solo e se sparisce in una puntata su un totale di cinque mi pare troppo. Per di più la sua prorompente personalità – meravigliosamente portata in scena attraverso l’eccesso da Cumberbacth, occupa talmente tanto spazio che la narrazione vive sulle spalle del suo talento artistico. Il ruolo che l’attore britannico sceglie di interpretare è difficile eppure meraviglioso. La sua recitazione è perfetta: sopra le righe, eccessiva ed eccentrica ma non caricaturale.

Il film che ti sei perso...

Breve riassunto:

La storia di Patrick Melrose nasce dal ciclo narrativo scritto da Edward St Aubyn. Sono cinque parti in cui si affronta, insieme al protagonista, una vita difficile, fatta di abusi ed eccessi di alcool e droghe. La narrazione inizia quando Patrick, un tossicodipendente instabile, scopre che il padre, figura con la quale condivide un passato a dir poco orribile, è venuto improvvisamente a mancare.

Perché guardarla:

  • Sono solo cinque puntate. Tutte ben dirette, recitate e curate
  • Sembrerò ripetitiva ma Benedict Cumberbatch regala, come sempre, una meravigliosa interpretazione

Perché non guardarla:

  • Il tema che viene affrontato è delicato e difficile. Se non ve la sentite di ascoltare una storia piena di dolore è meglio che non la seguiate

Pagina ufficiale: https://www.sho.com/patrick-melrose

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/PatrickMelrosefilm/

In questo momento puoi trovare questa serie su Sky On Demand:

http://guidatv.sky.it/guidatv/programma/intrattenimento/fiction/patrick-melrose-_608904.shtml

La serie TV che ti sei perso…

Dexter

Lo scorso venerdì vi ho parlato di Prison Break, un prodotto che ho iniziato quasi per caso e che è prepotentemente entrato a far parte del ristretto gruppo delle mie serie TV preferite. La serie di cui vi voglio parlare oggi rientra nella stessa categoria. Se per Prison Break la scoperta è stata casuale e l’amore è stato a prima vista, con Dexter è stato diverso, sapevo bene di cosa parlava e il prodotto mi aveva sempre incuriosita ma ci ho messo un po’ a iniziarlo perché temevo che fosse troppo cruento e anche un po’ ripetitivo. La verità è che esistono prodotti ben più macabri e cruenti di Dexter e che sebbene in qualche modo la serie ripeta sempre lo stesso schema trova il modo di non risultare mai banale e uguale a se stessa. Le otto stagioni scorrono veloci e mantengono vivo l’interesse dello spettatore. I personaggi sono ben caratterizzati e rimangono impressi nella memoria. È incredibile come sia facile per lo spettatore empatizzare e tifare per il serial killer, Dexter Morgan, attraverso le puntate. L’attore Michael C. Hall che lo interpreta è fantastico nel ruolo e sebbene vi consigli sempre di vedere i prodotti, sia televisivi che cinematografici, in lingua originale, in questo caso devo fare una menzione particolare per il doppiatore italiano di Dexter. Loris Loddi, attraverso la sua meravigliosa voce accattivante, agghiacciante e sensuale allo stesso tempo, cattura tanto quanto (se non di più, in alcun occasioni, a parer mio) la voce dell’interprete originale. Probabilmente la sua intonazione è portata ad accompagnare personaggi estremi di cui non si può fare a meno – infatti, sempre per citare Prison Break è la voce italiana di T-Bag.

Il film che ti sei perso...

Breve riassunto:

Dexter Morgan, adottato all’età di tre anni, lavora per la polizia scientifica di Miami, insieme alla sorellastra Debra, agente di polizia. Il lavoro di Dexter consiste nell’analizzare le tracce ematiche. In apparenza tranquillo, schivo e riservato, il tecnico scientifico nasconde un inconfessabile e impensabile segreto: in realtà è un serial killer. Rimanendo fedele alla promessa fatta al padre adottivo, l’unico che aveva capito le tendenze del figlio, Dexter uccide solamente secondo un codice morale ben preciso. Assassini, stupratori, pedofili e tutte le perone che rappresentano una minaccia per la società. Sono loro le vittime designate di Dexter Morgan.

Perché guardarla:

  • La trama è decisamente fuori dall’ordinario
  • I personaggi ricorrenti sono ben caratterizzati e creano un quadro ben preciso attorno all’indiscusso ed enigmatico protagonista
  • La serie è terminata per cui non c’è bisogno di attendere mesi o anni per arrivare alla conclusione

Perché non guardarla:

  • Se siete deboli di stomaco o particolarmente suscettibili Dexter non è la serie adatta a voi
  • Sono 12 puntate a stagione. Per un totale di 96 episodi da circa 50 minuti l’una

Pagina ufficiale: https://www.sho.com/dexter

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/dexter/

In questo momento puoi trovare questa serie su Sky On Demand:

http://guidatv.sky.it/guidatv/sky-on-demand/box-sets/dexter.html

Graphic Cinema

Le trame dei film si dividono in due tipologie, esistono le sceneggiature originali e quelle non originali. All’interno di quelle non originali le fonti a cui le narrazioni attingono sono le più disparate. Alcune pellicole si ispirano a romanzi, altri a eventi realmente accaduti, certi prendono spunto dall’infinito mondo dei fumetti e una piccola parte di questi ultimi sono tratti da una particolare categoria di fumetti: le grapich novel, o come sono meglio conosciute in Italia, i romanzi grafici o romanzi a fumetti. Questa tipologia si differenzia dagli altri fumetti per alcune peculiari caratteristiche. Come ben sapete questo blog si occupa di film, serie televisive e attori, per cui non è la sede giusta per analizzare questa tipologia di fumetto nel suo specifico, anche perché ammetto che non sono nemmeno in grado di farlo. Tuttavia questo genere di narrazione ha dato la possibilità di creare interessantissime pellicole che, attingendo a questo mondo meraviglioso e ben caratterizzato, sono risultate vincenti sotto molteplici punti di vista. Come spesso accade, anche oggi ho deciso di suggerirvi tre titoli che hanno un solo filo conduttore – in questo caso la sceneggiatura non originale che si ispira appunto alle graphic novel.

Il più famoso dei tre è certamente Sin City. Questa pellicola del 2005, suddivisa in tre episodi e diretta da tre registi differenti, vive in bilico tra il mondo del cinema e quello dei fumetti. La narrazione, la fotografia, la recitazione e il montaggio seguono più le regole della carta stampata che del cinema. E questo funziona. Funziona eccome. Il risultato è qualcosa di unico, perfettamente riconoscibile. Il film è stato girato in digitale e le ambientazioni sono quasi tutte virtuali ma questa scelta registica non dona un senso di falsa realtà ma crea l’incrocio perfetto tra cinema e graphic novel.

Il secondo dei tre film che voglio suggerirvi in questo articolo è un titolo che vi ho già consigliato in altre due occasioni (La spia che ti sei perso e James McAvoy). Il lungometraggio in questione è Atomic Blonde del 2017, in cui la bellissima protagonista è la magnetica Charlize Theron. Nel caso non lo aveste ancora visto, mi limito a dire che ritengo che questa sia un’altra interessante pellicola che non andrebbe persa ma che, anzi, merita di essere vista. Non solo per la regia, la trama e la recitazione ma anche per l’incredibile colonna sonora.

Il film che ti sei perso...

L’ultimo titolo che suggerisco oggi è un altro film ampiamente visto e conosciuto. 300. Questo lungometraggio è stato oggetto di numerosi elogi ed è anche ormai famoso per la celebre esclamazione “Questa è Sparta!”. Confesso di aver visto questa pellicola solo un paio d’anni fa perché prima pensavo, erroneamente, che fosse un prodotto poco interessante. È sempre bello ricredersi, soprattutto quando alla fine della visone si rimane felicemente colpiti. La fotografia, l’intero film lascia senza parole, incanta, tiene lo spettatore davanti allo schermo e lo conquista, dall’inizio alla fine. Non fate l’errore che ho fatto io, pensando che 300 sia un film poco degno di nota. Al contrario, la pellicola diretta da Zack Snyder è assolutamente imperdibile, soprattutto se vi interessano i prodotti un po’ diversi dal solito, che colorano la storia della cinematografia con entusiasmanti trovate.

Nel caso te lo fossi perso…

  • Sin City, Robert Rodriguez, Frank Miller, Quentin Tarantino, 2005
  • 300, Zack Snyder, 2007
  • Atomic Blonde, David Leitch, 2017

 

In questo momento puoi trovare i seguenti film su…

Sky Cinema Italia:                               Netflix:

Atomic Blonde                                           300

I padri del cinema

Il cinema non è solo intrattenimento. A volte è pura arte, altre volte insegna e in alcune occasioni può svolgere entrambi i ruoli. I film possono essere come una persona reale, che una volta incontrata, regala delle perle di saggezza e ci lascia un dolce ricordo. I titoli che vi voglio consigliare oggi sono questo: arte, intrattenimento e insegnamento. Il volto della pellicola sono i visi dei personaggi maschili. Il film è come un padre, che attraverso le meravigliose figure che vengono portate sul grande schermo, insegna qualcosa al proprio spettatore. Il fil rouge che collega questi lungometraggi è l’assenza della figura paterna biologica ma la sua presenza nell’anima e nello spirito di personaggi magnetici.

Non serve essere il padre biologico di qualcuno per lasciare il proprio ricordo, il proprio retaggio. Si può ricoprire la figura di padre in molteplici modi e una delle più poetiche e incredibili versioni che il cinema ci ha regalato di questa figura è quella interpretata da Philippe Noiret, nel film Il postino. Questa romantica, toccante e poetica pellicola del 1994 è anche l’eredità che lascia Massimo Troisi al mondo – morto poco dopo la fine delle riprese. Il film è una vera perla. Le interpretazioni sono delicate, toccanti e profonde (Troisi ha ricevuto una candidatura postuma al premio Oscar), la colonna sonora è curata mentre la regia, la fotografia e il montaggio contribuiscono a creare un film che, almeno una volta nella vita, va visto. Questo lungometraggio lascia una doppia eredità allo spettatore, a causa della prematura morte di Troisi e si vela ancora più di malinconia e poesia. Senza nulla togliere al ricordo e alla bravura dell’attore italiano, bisogna rimarcare che il personaggio di Noiret, il quale interpreta il grande Pablo Neruda, da vita a una pellicola piena di sentimento e meraviglia.

C’è un altro grande capolavoro della nostra storia del cinema, che vi ho già consigliato nel mio articolo Quando il cinema mostra il cinema, che porta sul grande schermo il tema dell’assenza del padre biologico e della sua ritrovata figura in una guida spirituale. Padre, amico, guida ed esempio di vita. Si torva tutto questo nell’incredibile film diretto da Giuseppe Tornatore, Nuovo Cinema Paradiso. Siccome vi ho già suggerito questo titolo non mi dilungo oltre e passo al terzo film che vorrei consigliarvi oggi, in cui si assiste alla sostituzione della figura paterna, nel caso ve lo foste perso…

Il film che ti sei perso

È difficile che questo capolavoro ve lo siate perso, è un film osannato e che viene citato molte volte. Sto parlando di Dead Poets Society, conosciuto in Italia come L’attimo fuggente. Anche questa pellicola, come nel caso del primo titolo che vi ho suggerito, si vela di una malinconia ancora maggiore dal momento che il compianto Robin Williams non è più tra di noi. L’attore americano ha dato vita a un personaggio iconico, meraviglioso e immortale. Il professor John Keating veste il ruolo di padre per un’intera classe di giovani e promettenti ragazzi. Uno in particolare lo prende come modello e lo segue, nonostante tutti i divieti e le rigide regole che gli vengono imposte dal padre biologico. Nel caso non aveste visto questo film non racconto altro e vi dico solo che in questa pellicola, Robin Williams è una perfetta figura paterna. Il mondo del cinema è legato a doppio filo con questo incredibile attore, poiché anche in un’altra occasione assistiamo alla trasformazione di Robin Williams in un padre che insegna, si prende cura e che trasmette saggezza e  dispensa consigli. L’altro grande titolo a cui mi sto riferendo è Good Will Hunting, conosciuto in Italia semplicemente come Will Hunting – Genio ribelle.

Se avete voglia di un po’ di malinconia e di assistere a una grande interpretazione, di godervi una pellicola famosa e osannata (a ragion veduta) e cercate una figura paterna cinematografia degna di essere ricordata, allora vi consiglio di vedere uno di questi titoli che vi ho appena suggerito.

Nel caso te lo fossi perso…

  • Nuovo Cinema Paradiso, Giuseppe Tornatore, 1988
  • Dead Poets Society, Peter Weir, 1989
  • Il postino, Michael Radford, 1994
  • Good Will Hunting, Gus Van Sant, 1997

 

In questo momento puoi trovare i seguenti film su…

     Sky On Demand:

Good Will Hunting