Lo Straordinario nell’Ordinario

Eccoci di nuovo qui. Con il nostro appuntamento del lunedì dedicato ai film con la classica formula. Spero che vi sia piaciuto il post di lunedì scorso dedicato alla settima arte ma incentrato su un singolo film. Esattamente come ho fatto la settimana scorsa, iniziando il nuovo anno con un nuovo modo di raccontarvi il cinema, dedicando l’articolo a un film che adoro, anche questo lunedì vi vorrei parlare di titoli e di un genere a me molto cari.

Il titolo che ho deciso di dare a questo mio articolo dice molto. Amo i film drammatici che sanno raccontare una storia che solo in apparenza sembra banale ma che in realtà cela un intero universo di emozioni. Sembra semplice fare un film drammatico ma in realtà è davvero difficile creare un prodotto che riesce a mostrare allo spettatore che la sua vita può essere straordinaria e interessante, tanto quanto una spedizione nello spazio o un film d’avventura.

Il film che ti sei perso...

Per mostrarvi come lo straordinario risieda nelle piccole storie quotidiane ho scelto i seguenti titoli: Match Point, Brooklyn, Evening e Atonement. Sono quattro pellicole differenti tra di loro, ambientate in epoche diverse, che raccontano svariati drammi. Eppure toccano tutte un punto molto sensibile del mio cuore e della mia anima. Non sono solo le lacrime che legano, attraverso un sottile fil rouge, questi titoli ma anche il voler raccontare in modo delicato, pacato, senza eccessi, una storia. Questi quattro film mostrano, in quattro modi differenti, che lo straordinario risiede, a volte, in un dramma intimo e famigliare e che questo può toccare l’animo di una persona distante, mostrando comprensione per cosa significhi una piccola o grande battaglia quotidiana.

Che sia un amore perduto, una lontananza forzata, un amore proibito o uno ostacolato non è importante. Ciò che è essenziale è il racconto, è la forza dell’animo umano che silenziosamente e quotidianamente affronta le proprie battaglie personali, senza che le persone accanto sappiano ciò che sta realmente vivendo. I film che cercano di rappresentare un microcosmo per parlare di una storia universale sono tantissimi. Quindi perché ho scelto questi quattro titoli? Semplicemente perché mi sono molto cari e perché rientrano tutti, per un motivo o per un altro, nella classifica dei miei film preferiti. Ecco perché vi suggerisco di vederli tutti. Se cercate un ulteriore motivo per vederli vi accontento subito dicendovi quanto segue:

  • Match Point: regia di Woody Allen. Attori fantastici e colonna sonora ineccepibile. Fotografia impeccabile. Uno dei migliori lavori di Allen e il mio film preferito del regista. Ve l’ho già suggerito nel mio post dedicato all’attrice Scarlett Johansson
  • Brooklyn: una piccola poesia in movimento. Un film intimo, delicato e ben interpretato – la giovane Saoirse Ronan non delude mai
  • Evening: una storia d’amore struggente e drammatica. Un film corale che vanta un cast femminile di tutto rispetto
  • Atonement: la fotografia che accompagna tutti i film diretti da Joe Wright, uno dei miei registi preferiti, è sempre perfetta, drammatica e curata. Questo film non è da meno. Il cast vanta attori meravigliosi e la storia è tratta dall’omonimo romanzo scritto da Ian McEwan. Vi ho già consigliato questo titolo in due mie precedenti post: Piano sequenza, ovvero l’illusione di essere dentro al film e James McAvoy

Nel caso te lo fossi perso…

  • Match Point, Woody Allen, 2005
  • Atonement, Joe Wright, 2007
  • Evening, Lajos Koltai, 2007
  • Brooklyn, John Crowley, 2015

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