Un Diavolo di Film

Basta film edulcorati, basta titoli che raccontano di favole. Oggi vi voglio suggerire un paio di lungometraggi che hanno un solo unico, terribile filo conduttore: il male. Ammettiamolo, il fascino del male, soprattutto davanti alla macchina da presa, funziona sempre molto bene. Se poi ad interpretare il male assoluto c’è il volto di un attore bravo allora il gioco è fatto. Il film diventa tanto terrificante quanto imperdibile. Ciò che ci fa paura ci attrae e nello stesso tempo proviamo uno strano senso di terrore misto a fascino. I film che riescono a trattare temi così e contemporaneamente rimanere diabolicamente attraenti sono davvero pochi. Tra i titoli che ho scelto di suggerirvi oggi c’è uno dei miei film preferiti, di cui vi ho già anche parlato nel mio articolo Tre monologhi maschili Imperdibili, ovvero: The Devil’s Advocate. In questo caso il male ha il volto del perfetto Al Pacino, che in questa pellicola si trasforma per diventare affascinante e letale. Nel caso non lo sapeste Al Pacino, al quale ho anche già dedicato un post (per andare a leggerlo vi basta cliccare qui), è il mio attore preferito. Quindi si, attore preferito in uno dei miei film preferiti. Sono un po’ di parte? Può essere ma lo sapete mi piace parlare di ciò che amo, tanto nel mio blog quanto nei miei video che posto su YouTube. Ne approfitto per ricordarvi che da poco più di un mese pubblico un video a settimana, precisamente il giovedì, in cui racconto qualche breve aneddoto sul mondo del cinema, delle serie TV e degli attori. Come si chiama il canale? Ovviamente Il film che ti sei perso! Sappiate che nei video non ripeto cose che ho già scritto nel blog per cui se volete scoprire qualcosa in più, vi consiglio di provare a dare uno sguardo ai miei brevi video. Per accedere al mio canale vi basterà cliccare qui.

Torniamo a noi adesso e torniamo a parlare di film terrificanti e magnetici. C’è un altro titolo che vi ho suggerito in un mio post precedente, intitolato Emozionandosi sulle note di un Violino, in cui c’è una presenza, non del tutto identificata, assolutamente ambigua, affascinante e inquietante. Il film in questione è, guarda caso, The Devil’s Violinist, con il meraviglioso David Garrett, uno dei migliori violinisti al mondo, che ho avuto il piacere di ascoltare dal vivo per ben tre volte! Il film oltre ad avere una colonna sonora magnifica, dona un senso di immersione completa all’interno della musica grazie soprattutto a David Garrett e allo stesso tempo crea una storia che si colloca perfettamente a cavallo tra una leggenda e una storia vera. Inquietante e magnetica appunto.

Un altro film impossibile da non amare secondo me è The Imaginarium of Doctor Parnassus il cui titolo italiano è Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il diavolo di Terry Gilliam del 2005. Questo film rappresenta anche l’ultima opera incompiuta dello splendido artista che era Heath Ledger ma oltre alla tristezza e malinconia che mi assale quando penso a questo titolo, riconosco uno splendido lavoro in cui c’è appunto il diavolo. Questa figura è terrificante si, ma allo stesso tempo è quel tipo di male e terrore sottile, che spaventa per via di un patto, che sa aspettare anni, anni e ancora decenni per il suo scopo. In questo caso poi trovo che la pellicola sia bella e meriti di essere vista per svariati motivi: per il ricordo di Heath Ledger, per la regia, per la storia in se stessa. Qui il diavolo non è rappresentato come una creatura forte, potente attraverso una determinata fisicità, no, qui la figura malefica è assolutamente spaventosa in quanto eterna e sempre presente. Ecco perché inserisco questo titolo all’interno dell’articolo di oggi. L’idea che la malvagità possa aspettare ciò che gli è stato promesso e che sia sempre in agguanto, come una presenza costante e silenziosa… beh se non è agghiacciante questo non so cosa lo sia.

L’ultimo titolo che vi consiglio è anche il più terrificante: Angel Heart. Questo film non è certo consigliato per chi non ama essere spaventato quando guarda un lungometraggio. La pellicola è meravigliosa perché riesce perfettamente a intimorire e al contempo impedire al proprio spettatore di abbandonare la visione. Si deve, assolutamente, andare avanti, procedere con la visione. Non importa in quale oscure acque navigheremo insieme al protagonista, interpretato da Mickey Rourke, dobbiamo andare fino in fondo. Non so dirvi se questo film mi sia rimasto così impresso dal momento che l’ho visto alcuni anni fa, da sola, in casa, alla sera. Certamente il buio della sera e la solitudine mi hanno aiutata a creare questo senso di terrore ma, come vi dicevo, allo stesso tempo ne ero totalmente affascinata. Per gli amanti del genere Angel Heart è un film cult imperdibile. Non posso che concordare con loro.

Spero anche oggi di avervi suggerito qualche titolo che magari, per un motivo o per l’altro, vi siete persi… e che vi sia venuta voglia di recuperarli e di gustarveli. Magari, se siete temerari, perché no: al buio, di sera, quando siete da soli in casa.

 

Nel caso te lo fossi perso…

  • Angel Heart, Alan Parker, 1987
  • The Devil’s Advocate, Taylor Hackford, 1997
  • The Imaginarium of Doctor Parnassus, Terry Gilliam, 2009
  • The Devil’s Violinist, Bernard Rose, 2013
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Emozionandosi sulle note di un Violino

La musica all’interno dei film è un elemento fondamentale. La colonna sonora non è solo un riempitivo delle trame ma è essa stessa parte della narrazione. In alcuni film capita che la musica stessa sia la storia, la colonna sonora è la trama che viene narrata e le immagini sono il supporto che aiuta la musica e le note a esprimersi in una maniera totale e completa. I casi in cui i film che raccontano un brano musicale, un movimento, una canzone o una colonna sonora sono molteplici ma i film che raccontano di uno spartito dedicato al solo strumento del violino sono decisamente un numero minore. È proprio a questo meraviglioso strumento musicale e alla colonna sonora che ho deciso di dedicare questo mio articolo. Procediamo per gradi, per arrivare a raccontare di una pellicola che sembra nascere direttamente da uno spartito musicale.

Passo 1. La musica accompagna la trama

La musica è il cuore del film ma non è essa stessa la storia. Il lungometraggio narra una storia drammaticamente vera. Il film è toccante tanto quanto la meravigliosa colonna sonora, curata da Dario Marianelli. Il film è struggente e poetico e, come ogni film curato dal regista inglese Joe Wright (lo confesso è uno dei miei registi preferiti per cui sono un pochino di parte), è una magia che prende vita attraverso una storia unica e meravigliosa. Gli attori sono bravissimi, però il nome spicca su tutti è quello del talentuoso Jamie Foxx. La musica è bellissima, toccante e trasporta lo spettatore all’interno del film tanto quanto il protagonista Robert Downey Jr. viene coinvolto dall’incredibile personaggio di Nathaniel Ayers, alias Jamie Foxx. È un film che, a parer mio, vale la pena di essere visto per scoprire una storia incredibile e unica, per riscoprire (nel caso ne aveste bisogno) il meraviglioso talento dell’attore, salito alla ribalta per la sua interpretazione di Ray Charles nella sua biografia, e per godere di una colonna sonora meravigliosa.

Passo 2. Quando la musica tocca l’anima

Potrebbe non esserci nessuna trama, nessuna pellicola e nessun libro dal quale hanno tratto questo meraviglioso film. Basta la colonna sonora struggente, drammatica, unica e incredibilmente emozionante, curata dal maestro Ennio Morricone, a toccare il cuore e l’anima dello spettatore. Premetto che sono decisamente di parte quando scrivo di questo film perché  ogni volta, lo so che può sembrare ridicolo ma è così, che ascolto la colonna sonora di questo meraviglioso lungometraggio, composta da Ennio Morricone mi trasformo in una valle di lacrime. La prima volta che ho visto questo film, già a metà della trama stavo consumando un pacchetto di fazzoletti e non è che la storia sia così terribilmente commovente, anzi, la storia è romantica, drammatica, coinvolgente e dolce ma la musica è talmente viscerale che tocca le corde più sensibili del mio cuore e mi trasforma, appunto, in una valle di lacrime – e fidatevi se vi dico che non sono una di quelle persone che piange per ogni storia che guarda o legge. Dicevamo, Il film in questione è una pellicola del 2000, diretta d Ricky Tognazzi, e si intitola Canone inverso – Making Love. La trama, tratta dal romanzo scritto da Paolo Maurensing è un elogio alla vita, all’amicizia, all’amore a alla musica, in particolare a quella suonata da uno strumento tanto delicato quanto struggente come può solo essere un violino.

Passo 3. Il film è pura Musica

Nell’ultimo film che voglio prendere in considerazione la musica e la colonna sonora sono esse stesse il film. Qui il compositore che dona il suo talento al film è niente meno che Niccolò Paganini, interpretato per l’occasione da uno dei violinisti più famosi e talentuosi al mondo: David Garrett, artista che ho avuto il piacere e il privilegio di poter ascoltare dal vivo più di una volta. Ciò che dona il bellissimo violinista al film è la massima veridicità, poiché è egli stesso a suonare, la macchina da presa può permettersi di mostrare l’esecuzione di brani incredibili senza mai dover ricorre a trucchi cinematografici per nascondere l’incapacità del protagonista. Il film risulta piacevole e godibile anche se il protagonista non è un attore professionista, Garrett non stona vicino agli attori, poiché è palpabile la sua verità: egli è prima di tutto un violinista. La colonna sonora è potente e la trama gioca abilmente sulla nomea che aveva il compositore italiano, cioè quella di essere appunto “il violinista del diavolo”.

David Garrett

Potete godere appieno di questi tre film che ho voluto consigliarvi se amate almeno un po’ le emozioni che vengono trasmesse dal violino. Per quanto riguarda The Devil’s Violinist avrete in più la splendida sensazione di immersione totale con la musica e con le esecuzioni – e per un film che vuole trasportarvi tanto con le immagini quanto con la colonna sonora è il massimo a cui potete aspirare. Non mi resta che augurarvi di godervi al meglio questi film, queste colonne sonore e di potervi emozionare e lasciarvi trasportare da questi meravigliosi e struggenti strumenti che sono i violini.

 

Nel caso te lo fossi perso…

  • Canone inverso – Making Love, Ricky Tognazzi, 2000
  • The Soloist, Joe Wright, 2009
  • The Devil’s Violinist, Bernard Rose, 2013