La serie TV che ti sei perso…

Manhunt: Unabomber

Eccoci qui. Altro venerdì, nuova serie TV. Per questo oggi ho pensato di consigliarvi una miniserie. Così quelli tra di voi che sono amanti della serialità ma che hanno poco tempo a disposizione sono felici. La serie è del 2017 e sono solo 8 puntate. Insomma, meglio di così! L’argomento non è certo dei più felici – dopo Hannibal e Conversations with a Killer: The Ted Bundy Tapes torno a parlarvi di serial killer. Scusate ma come avrete ormai capito, anche dal mio post di questo lunedì, Un Diavolo di Film, sono una di quelle persone che sostengono che dietro lo schermo, che sia piccolo o grande, il cosiddetto “fascino del male” funzioni sempre molto bene. Questa serie è valida perché anzitutto tratta di una storia vera, perché gli attori sono molto bravi – cito un nome su tutti: Paul Bettany e perché non è ne troppo lunga ne troppo breve. Giusto per rimarcare il mio interesse per questo genere, più avanti vorrei suggerirvi un’altra serie simile a questa ma diretta in maniera quasi perfetta. Tuttavia questa, sebbene non sia una serie assolutamente perfetta è curata, interessante e le otto puntate scorrono veloci e come si usa dire: una tira l’altra. Senza spoiler vi dico solo che la puntata numero sei mi ha lasciata senza parole: bella, inaspettata, decisamente la più interessante e affascinante. Di cosa parla questa puntata? Lo sapete che non spoilero per cui non vi resta che guardarla per scoprire se anche voi siete del mio stesso avviso.

Manhunt Unabomber

Breve riassunto:

La miniserie racconta della caccia e della conseguente cattura da parte dell’FBI, nello specifico dell’agente Jim Fitzgerald, del serial killer denominato Unabomber, che per anni ha terrorizzato gli Stati Uniti d’America perché colpiva con bombe artigianali senza lasciare la benché minima traccia e/o indizio.

Perché guardarla:

  • Se vi interessano le storie vere allora è la serie che fa per voi
  • Se siete affascinati dal lavoro dell’FBI, dalla caccia e cattura dei criminali non potete perdervela
  • Sono solo 8 puntate
  • Gli attori sono tutti molto bravi ma Paul Bettany, come sempre, fa un lavoro davvero interessante

Perché non guardarla:

  • Se non siete avvezzi a seguire storie crime e/o drammatiche allora lasciate stare

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/ManhuntDiscovery/

In questo momento puoi trovare questa serie su Netflix:

https://www.netflixlovers.it/catalogo-netflix-italia/80176878/manhunt

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La serie TV che ti sei perso…

Lucifer

Ho deciso di concludere la settimana degli Oscar con una serie televisiva che abbassa decisamente il livello ma che non intacca l’umore: Lucifer. Questa serie diabolica è divertente, intelligente e capace di non prendersi troppo sul serio. L’idea di creare una serie il cui protagonista indiscusso è niente meno che il diavolo in persona può reggere solo se è leggera e ironica. Se fosse un prodotto serio risulterebbe inguardabile e/o decisamente troppo oscuro. Lucifer è una delle innumerevoli serie che seguo (perdonate il gioco di parole) tratta da un fumetto. Purtroppo questo prodotto televisivo, soprattutto all’inizio, risente di molte lacune. Sono presenti errori, facilmente individuabili, tuttavia se si decide di guardare questa serie chiudendo un occhio le risate non mancheranno. Per seguire Lucifer bisogna avere l’ironia di capire che è una serie televisiva e che non c’è nulla di terribilmente satanico dietro a questo show. Il protagonista, tra una battuta e l’altra, non perde mai occasione di ricordare a chi lo circonda – e di conseguenza allo spettatore – che chi compie il male usa troppo spesso la scusa del demonio. La verità, celata tra una battuta di spirito e l’irresistibile aplomb del diavolo con accento britannico, è che le persone si devono prendere le proprie responsabilità. Chi compie del male lo fa perché vuole farlo e di conseguenza è pienamente cosciente di ciò che sta facendo. Credo che questa caratteristica della serie sia molto interessante. Non solo Lucifer riesce a far simpatizzare in maniera incredibilmente divertente per il diavolo ma in un modo leggero e costante trasmette un messaggio chiaro e semplice: basta scaricare sugli altri le proprie responsabilità.

Il film che ti sei perso...

Breve riassunto:

Il diavolo è annoiato del suo ruolo di signore degli Inferi. Decide così di vivere sulla terra e si trasferisce a Los Angeles. Qui apre un locale e insieme alla sua fedele demone Mazikeen gestisce l’attività, tra alcool, sesso e droga. Cinque anni dopo, tra un favore e un patto, assiste all’omicidio di una ragazza. Interrogato come testimone del fatto, il diavolo, che si fa chiamare Lucifer Morningstar, inizia a collaborare insieme all’affascinante detective Chloe Decker, la quale misteriosamente sembra essere l’unica persona del pianeta terra capace di rimanere immune al suo potere e fascino diabolico…

Perché guardarla:

  • Perché è ironica, intelligente e divertente e man mano che la trama procede diventa sempre più carina e gli errori, decimante più evidenti all’inizio, incominciano a sparire
  • Il soggetto è diverso e l’improbabile protagonista è assolutamente unico. Riesce a portare lo spettatore a tifare per lui dal primo minuto
  • Se avete voglia di ridere e seguire un prodotto che distrae senza troppe pretese allora Lucifer fa al caso vostro
  • La colonna sonora. Diabolicamente irresistibile

Perché non guardarla:

  • La serie è ancora in produzione. Quindi dovete recuperare, ad oggi, 67 episodi
  • Se siete avvezzi a seguire serie che curano tanto la trama quanto la fotografia, che prestano attenzione a ogni singolo dettaglio allora non seguitela. Lucifer è una serie imperfetta ma per quanto mi riguarda ripeto che le imperfezioni sono compensate da altro

Pagina ufficiale: https://www.warnerbros.com/tv/lucifer

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/LuciferNetflix/

In questo momento puoi trovare questa serie su Netflix:

https://www.netflixlovers.it/catalogo-netflix-italia/80057918/lucifer

La serie TV che ti sei perso…

The Leftovers

Oggi ho deciso di parlarvi di una serie che si è già conclusa. Il prodotto in questione è decisamente diverso dal solito ed è l’adattamento televisivo dell’omonimo romanzo. The Leftovers è andato in onda per tre stagioni e la sua programmazione si è conclusa, per il pubblico italiano, nel luglio 2017. Credo che delle tre, la prima stagione sia la più accattivante e la più bella, tuttavia essendo la trama particolarmente interessante non sono riuscita ad evitare di proseguire con la visione. So di alcune persone che, sebbene hanno iniziato a seguire la serie con il mio stesso entusiasmo e curiosità, hanno deciso di abbandonarla prima che la trama volgesse al suo termine. Lo ammetto, finirla non sarà semplice, non per tutti almeno. La narrazione diventa più lenta e se siete alla ricerca di una spiegazione o di una conclusione che porti qualche informazione in più, rispetto a quanto  viene rivelato all’inizio, lasciate stare. The Leftovers è una serie fatta e creata per farvi sorgere domande, per vedere come l’essere umano si adatta, sopravvive e affronta i mille ostacoli che la vita offre, anche quando sembra che tutto sia finito senza una spiegazione.

Il film che ti sei perso...

Breve riassunto:

Un giorno come un altro improvvisamente scompare il 2% della popolazione mondiale. La vita non si ferma. Tra dubbi, tante paure e nessuna certezza, la serie affronta, attraverso gli occhi di una piccola comunità americana, chiamata Mapleton, il tema della sopravvivenza, della fede e delle colpa tipica del sopravvissuto, tre anni dopo il fatidico giorno.

Perché guardarla:

  • Se siete in cerca di nuovi stimoli e non vi dispiace osservare una storia, un avvenimento senza che questo vi dia molte spiegazioni allora The Letfovers è la serie giusta per voi
  • Il prodotto è tanto assurdo quanto intelligente: sta a voi scegliere quale teoria abbraccereste e decidere quale personaggio rispecchia di più la vostra sensibilità
  • Sono solo 3 stagioni per un totale di 28 episodi

Perché non guardarla:

  • La storia potrebbe andare avanti all’infinito. Il significato della serie non è cercare risposte ma trovare la forza di andare avanti. Se cercate un prodotto che vi dica tutte le regole e che metta tutte le carte in tavola allora non dovete nemmeno iniziarla
  • La trama in alcuni momenti soprattutto, a parer mio, della seconda stagione, è eccessivamente lenta

Pagina ufficiale: https://www.hbo.com/the-leftovers

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/TheLeftoversHBO/

Il fascino della Notte

Dopo la breve pausa estiva che mi sono presa, ho riaperto il mio blog con un articolo dedicato al magico, fantastico e bellissimo mondo dei lungometraggi che hanno come filo conduttore i supereroi. Nell’articolo Perché il mondo ha bisogno di Superman non ho analizzato, come di consueto, un paio di titoli ma ho voluto dedicare un breve omaggio al genere – che personalmente, ormai lo sapete, adoro. Alla fine dell’articolo avevo inoltre detto che avrei potuto dedicare un post a un singolo personaggio. Su suggerimento, o meglio, richiesta di una persona mi è stato consigliato di dedicare una breve analisi a una delle figure più iconiche di sempre: Batman.

Premetto che non posso scrivere un articolo dettagliato, analizzando per filo e per segno la caratterizzazione che nasce dal fumetto perché non sono così preparata, anche se confesso che vorrei esserlo. A tal proposito chiedo: tra di voi c’è per caso qualche appassionato che mi saprebbe consigliare un libro – possibilmente scritto in italiano, in cui si analizzando un po’ tutti i personaggi dei fumetti e le loro storie?

Il film che ti sei perso...

Confessate le mie lacune, possiamo procedere con l’analisi di uno dei primi supereroi, uno dei più oscuri e perennemente in bilico tra il senso di giustizia e la voglia di vendetta. Bruce Wayne, alias Batman, oltre ai famigerati fumetti vanta una serie di lungometraggi e serie televisive (animate e non). Personalmente ho sempre amato di più i film di Superman – Christopher Reeve per me non interpretava un ruolo, lui era quel personaggio! e la serialità dedicata a Batman. Posso affermare, con un certo orgoglio, che sono cresciuta a pane e cartoni animati. Uno dei miei preferiti era proprio la serie animata in cui l’uomo pipistrello era il protagonista. Mentre i film a cavallo tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta creano un Batman (ci tengo a ribadire che l’opinione che sto lasciando è puramente personale) abbastanza piatto in cui i veri protagonisti sono gli antagonisti, recitati con un effetto caricaturale e marcato, la serie animata era più equilibrata. Batman era rigido , oscuro, enigmatico ma mai anonimo, almeno ai miei occhi di bambina. Oggigiorno se torno a guardare uno dei film diretti da Tim Burton, regista che ammiro e che apprezzo, o da Joel Schumacher, altro nome che ha diretto film a me cari, non riesco a provare la stessa emozione di quando guardo una pellicola, più datata ma meno finta, in cui il protagonista è Superman. Batman è il simbolo dell’uomo che per sconfiggere la paura usa la paura stessa. È l’uomo che non teme la sua oscurità ma che ne fa uso. Non è il simbolo del bene assoluto e nemmeno il cavaliere senza macchia – non per niente uno dei suo nomi è Cavaliere Oscuro! Nei passati lungometraggi mi è sempre sembrato una figura piatta e poco incisiva. Poi sono arrivati Nolan alla regia e Christian Bale dietro la maschera.

Ciò che i due hanno creato è stato qualcosa di unico. Paura, angoscia, oscurità, lotta tra male assoluto e male minore, un personaggio con una nuova e rinnovata profondità. I nemici erano affascinanti come sempre (come si può non menzionare il meraviglioso Heath Ledger) ma finalmente anche Batman aveva una sua identità. Caos e ordine, paura e disciplina, terrorismo e legge. Nella trilogia di Nolan non solo si assiste a un Batman complesso ma anche a dei film che possono avvicinare un pubblico che non mastica di supereroi.

Un altro lavoro che ho apprezzato molto e che riguarda l’affascinante Bruce Wayne è la serie televisiva Gotham, alla quale ho già dedicato una articolo. In questo caso trovo che la recitazione sia avallata da una regia che permette di essere sopra le righe senza sconfinare nella caricatura. Gli attori sono notevoli, alcuni nomi più di altri e se in alcune occasioni l’oscuro ma ancora adolescente Batman passa in secondo piano la storia non ne risente.

Tornando ai lungometraggi. Christian Bale ha passato il mantello a Ben Affleck il quale ha ricevuto un numero infinito di critiche e di elogi. Insomma, come sempre il pubblico si divide – per fortuna! Io faccio parte di quel gruppo che ha apprezzato Ben Affleck, certo, non recita come Bale ma non credo che abbia rovinato il volto di Bruce Wayne. Il suo è un Batman non giovanissimo ma pur sempre assolutamente affascinante, è arrabbiato e ha uno scontro (e che scontro) con il kryptoniano Superman. Ma voi per chi tifavate? Io chiaramente facevo orgogliosamente parte del partito pro Superman.

Perché la figura di Batman, sia in un film, in una versione animata o in una serie televisiva, piace sempre e comunque? Perché è l’uomo che affronta le decisioni che altri non sanno prendere. Perché è imperfetto eppure non lo si può non amare. Perché affronta il suo dolore con forza e i demoni del passato lo aiutano ad affrontare il presente. Poi ammettiamolo, tra tutte le macchine, le moto, gli aerei e le innumerevoli tecnologie che lo circondano come si fa a non pensare, almeno una volta, “wow, questo lo vorrei pure io!”? Batman che sia una figura di contorno o l’indiscusso protagonista, che sia all’inizio della sua carriera da supereroe mascherato o verso la fine, resta un indiscusso idolo. Perché è tutto quello che ho citato prima e molto altro. Perché… beh, perché è Batman!

Nel caso te lo fossi perso…

  • Batman: The Animated Series, 1992 – 1995
  • Batman Begins, Christopher Nolan, 2005
  • The Dark Knight, Christopher Nolan, 2008
  • The Dark Knight Rises, Christopher Nolan, 2012
  • Gotham, 2014 –

In questo momento puoi trovare i seguenti film su…

Netflix:

Gotham

La serie TV che ti sei perso…

Patrick Melrose

Lo sapete, amo consigliarvi prodotti (televisivi e non) che non sono sempre nuovi. Tuttavia in occasione delle nomination ai Golden Globe, che sono state annunciate la settimana scorsa, ho pensato di suggerirvi un titolo che è uscito da poco, candidato al suddetto premio e molto valido. So parlando della miniserie Patrick Melrose. Come vi ho già detto nel mio post dedicato a Benedict Cumberbatch ammiro particolarmente questo artista e si, ho seguito la serie solo perché tra gli interpreti figurava lui. La scelta si è rivelata vincente. Come scrivevo poco fa, la serie è valida, ben diretta e ben interpretata. Un prodotto interessante e godibile. La miniserie affronta un tema estremamente delicato ma lo fa con intelligenza. Non c’è nulla di incredibilmente violento, anzi, è molto sottile, soprattutto all’inizio e proprio questo perenne dubbio, che si insinua nella mente dello spettatore, permette di creare cinque puntate interessanti e per nulla scontate. In una di queste il personaggio di Patrik, interpretato da Cumberbatch, sparisce un po’ per lasciare spazio al passato, quella personalmente è la puntata che ho apprezzato meno perché credo che il flashback sia stato troppo lungo. Il protagonista è uno e uno solo e se sparisce in una puntata su un totale di cinque mi pare troppo. Per di più la sua prorompente personalità – meravigliosamente portata in scena attraverso l’eccesso da Cumberbacth, occupa talmente tanto spazio che la narrazione vive sulle spalle del suo talento artistico. Il ruolo che l’attore britannico sceglie di interpretare è difficile eppure meraviglioso. La sua recitazione è perfetta: sopra le righe, eccessiva ed eccentrica ma non caricaturale.

Il film che ti sei perso...

Breve riassunto:

La storia di Patrick Melrose nasce dal ciclo narrativo scritto da Edward St Aubyn. Sono cinque parti in cui si affronta, insieme al protagonista, una vita difficile, fatta di abusi ed eccessi di alcool e droghe. La narrazione inizia quando Patrick, un tossicodipendente instabile, scopre che il padre, figura con la quale condivide un passato a dir poco orribile, è venuto improvvisamente a mancare.

Perché guardarla:

  • Sono solo cinque puntate. Tutte ben dirette, recitate e curate
  • Sembrerò ripetitiva ma Benedict Cumberbatch regala, come sempre, una meravigliosa interpretazione

Perché non guardarla:

  • Il tema che viene affrontato è delicato e difficile. Se non ve la sentite di ascoltare una storia piena di dolore è meglio che non la seguiate

Pagina ufficiale: https://www.sho.com/patrick-melrose

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/PatrickMelrosefilm/

In questo momento puoi trovare questa serie su Sky On Demand:

http://guidatv.sky.it/guidatv/programma/intrattenimento/fiction/patrick-melrose-_608904.shtml

La serie TV che ti sei perso…

Roots

È venerdì e si torna a parlare di serialità. Dopo avervi consigliato innumerevoli serie televisive internazionali, nazionali e una sit-com oggi vi voglio parlare di una miniserie andata in onda nel 2016: Roots. In Italia è andata in onda con i titolo tradotto, ovvero Radici. Questo prodotto è un remake di una miniserie televisiva andata in onda nel 1977. Non ho mai visto l’originale per cui non posso fare paragoni ma non è questa la mia intenzione. Vi vorrei consigliare queste quattro puntate a prescindere da ciò che è venuto prima. Il prodotto funziona. Sono solo quattro puntate ben dirette, ottimamente interpretate – sono numerose le collaborazioni di attori degni di nota e la colonna sonora è veramente bella. L’ho già affermato nel mio post Tre monologhi maschili Imperdibili: credo che, in questo mondo sempre più crudele e fin troppo ignorante, non faccia mai male ricordare un po’ di storia e prestare attenzione a ciò che ci viene detto, soprattutto se il messaggio è così carico di significato. Roots non parla solo di razzismo, della cattiveria dell’uomo, di quanto il mondo può essere crudele e cruento, parla anche di famiglia, di Radici appunto, di un retaggio che sente la necessità di essere trasmesso e ricordato. Non è un male guardare indietro ogni tanto, soprattutto se il passato serve a ricordarci quali sono stati gli errori più grandi commessi dall’uomo. Roots non è banale, non è una storia marcatamente cruenta o esageratamente romanzata (la mini serie è tratta dall’omonimo romanza scritto da Alex Haley), è semplicemente uno spaccato di vita. Racconta di una famiglia che ha attraversato uno dei periodi più bui che la storia degli Stati Uniti d’America abbia messo in atto.

Il film che ti sei perso...

Breve riassunto:

La storia ha inizio in Gambia, nel 1750, con la nascita di Kunta Kinte e prosegue nell’America ignorante e schiavista. La narrazione segue le vicende non di un singolo personaggio ma dell’intera discendenza. Si parte dalla metà del XVIII secolo per arrivare al XX secolo.

Perché guardarla:

  • Perché è una storia terribile ma che è giusto ricordare e conoscere
  • Quattro puntate sono perfette: la storia non si dilunga e non è nemmeno troppo riassunta
  • La colonna sonora è davvero bella e curata
  • Gli attori sono bravi, molti di loro sono visi decisamente noti

Perché non guardarla:

  • se siete troppo sensibili a certe immagini è meglio che evitiate di guardarla

La serie TV che ti sei perso…

The Alienist

Dopo l’articolo dello scorso venerdì, dedicato alla serie televisiva Downton Abbey, ho deciso di rimanere sul tema “prodotti televisivi ambientati in un’altra epoca” e di consigliarne uno più recente. The Alienist è uscito in Italia ad aprile mentre negli Stati Uniti a gennaio. La serie è quindi nuova, breve – una sola stagione per 10 episodi e come per i migliori prodotti si è già assicurata il rinnovo per una seconda stagione. Ambientata in un’epoca di ignoranza e diffidenza verso la psicologia, la serie narra le vicende di tre outsider che affrontano una serie di omicidi, avvenuti a New York, in modo alternativo e innovativo. I tre personaggi principali sono interpretati da tre attori fantastici: Daniel Brühl, Dakota Fanning e Luke Evans. La trama è solida, convincente e ben dettagliata – è tratta dall’omonimo romanzo di Caleb Carr. I costumi, così come la scenografia e la fotografia concorrono a creare un prodotto di altissima qualità. A parer mio questa serie, che trova una conclusione alla fine della prima stagione – non pensiate di dover aspettare un anno interno per risolvere il mistero. La seconda stagione, sarà a sua volta tratta da un altro romanzo dello scrittore Caleb Carr, intitolato The Angel of Darkness. Dieci puntate bastano a tenere lo spettatore con il fiato sospeso, a entrare in empatia con i personaggi, a simpatizzare per loro e lottare con loro contro il tempo e contro l’ignoranza delle persone che, alla fine del XIX secolo, consideravano gli psicologi alla stregua dei pazzi o degli eretici. Il metodo che usa l’alienista, il dottor Laszlo Kreizler, alias Daniel Brühl, per risolvere gli omicidi, per noi non è nulla di nuovo eppure se rapportiamo questa tecnica, basata sull’empatia con il killer, all’epoca in cui è ambientata l’intera vicenda ecco che la trama si colora, prende vita e dona nuova luce a una storia che in apparenza potrebbe sembrarci scontata.

The Alienist

Breve riassunto:

New York, anno 1896. La città è il luogo in cui il futuro presidente degli Stati Uniti d’America, Theodore Roosevelt, è appena stato eletto commissario della polizia e deve far fronte a una serie di efferati omicidi. Attraverso l’analisi delle scene dei crimini e insistendo nel cercare di trovare non solo l’assassino ma anche il movente che lo spinge a tali brutali gesti, ci sono l’alienista Laszlo Kreizler, l’illustratore John Moore e la testarda e ambiziosa segretaria del commissariato Sara Howard. Questi tre personaggi, con l’aiuto di altri collaboratori, devono far fronte non solo agli omicidi ma anche al sistema dell’epoca, basato su corruzione e ignoranza.

Perché guardarla:

  • Se vi piacciono le serie in costume, i misteri da risolvere e volete scoprire uno spaccato di vita di un’epoca passata allora questa serie fa al caso vostro
  • Luke Evans. Solo la sua presenza è un valido motivo per seguire questo prodotto. Chiedo scusa ma, come avevo già accennato in uno dei miei primi articoli (Vampiri: la memoria del tempo) sono totalmente ammaliata dal fascino di questo attore gallese!
  • È un prodotto estremamente curato: dalla trama, ai costumi, dalla scelta del cast alla fotografia

Perché non guardarla:

  • Se avete lo stomaco debole o se siete sensibili a certi temi allora pensateci due volte
  • Se avete volete seguire una serie conclusa, senza dover aspettare mesi per la prossima stagione allora vi conviene rimandare la visione

Pagina ufficiale:  https://thealienist.com/

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/The-Alienist-Series-966010010220433/

In questo momento puoi trovare questa serie su Netflix:

https://www.netflixlovers.it/catalogo-netflix-italia/80149395/lalienista

La serie TV che ti sei perso…

Sherlock

Oggi, come ogni venerdì torno a parlare di una serie televisiva. Così come ho fatto questo martedì, per il primo appuntamento dopo le vacanze, in cui consiglio un paio di film (Perché il mondo ha bisogno di Superman), anche quest’oggi ho deciso di rincominciare a parlare di un prodotto televisivo a cui sono particolarmente affezionata. Insomma, come sempre seguo la semplice regola con cui ho iniziato questo blog: prima la passione (Blog per passione)!

Sherlock_ Benedict Cumberbatch

In questa serie televisiva il protagonista indiscusso è uno solo: Sherlock Holmes. Questo personaggio unico, arrogante, intelligente, sociopatico e irrimediabilmente affascinate, è affiancato dal fidato, infinitamente paziente e amico John Watson. Basterebbero questi due personaggi a creare una serie degna di nota ma in realtà Sherlock è molto di più. Il cast è ricco di meravigliose sorprese, le trame di ogni puntata sono avvincenti e curate fin nel più piccolo dettaglio e sebbene le storie del mitico investigatore siano state riadattate e ambientate ai giorni nostri, la serie non perde di fascino ma anzi ne acquista. L’intelligenza e la logica conquistano il posto d’onore e Benedict Cumberbatch è a dir poco fenomenale nella sua interpretazione. L’attore britannico affascina (forse l’avevo già detto) e colpisce lo spettatore con la sua logica, la sua intelligenza e il suo stile disarmante. Se avete modo di seguire la serie in lingua originale sappiate che aumenta ancor di più il suo magnetismo a causa della sua meravigliosa voce – ok, è vero, sono di parte perché sono innamorata di questo artista e ritengo che la sua sia la voce più bella del pianeta terra! Ma anche se cerco di essere obbiettiva fidatevi quando vi dico che Benedict Cumberbatch merita di essere ascoltato senza l’ausilio del doppiaggio.

La serie va seguita e ascoltata attentamente, è come un gioco: ogni dettaglio, ogni passaggio di logica va esaminato e quando credete di aver capito tutto e di aver risolto il caso ecco che arriva Sherlock che, con il suo modo unico vi dice, come solo un gentleman inglese può fare, che non avete capito assolutamente nulla e che la soluzione del mistero è ben lontana dalla vostra idea iniziale.

Sherlock_BBC

Breve riassunto:

In una Londra moderna arriva John Watson che, reduce dalla guerra in Afghanistan, sta cercando un appartamento in cui andare a vivere. Un suo amico gli presenta il suo futuro coinquilino: Sherlock Holmes. È l’inizio di una convivenza unica, caratterizzata dalle numerose piccole e grandi manie che ha il consulente investigativo Holmes. L’amicizia tra i due sembra impossibile eppure il rispetto, la logica e il lavoro tengono affiancati due personaggi così diversi eppure così perfettamente complementari.

Perché guardarla:

  • Si sta parlando di un prodotto televisivo di altissima qualità, curato in ogni più piccolo dettaglio
  • Non sono puntate che rientrano nella logica della TV, si avvicinano molto più al concetto di piccoli film
  • C’è Benedict Cumberbatch, ragione più che sufficiente per seguirla con passione
  • Non si rovinano le opere da cui sono tratte le singole puntate ma anzi, si omaggia un grande della letteratura britannica: Sir Arthur Conan Doyle

Perché non guardarla:

  • Le puntate sebbene siano pochissime (3 puntate per 4 stagioni più un episodio speciale) sono lunghe
  • Se avete voglia di distrarvi e di guardare un prodotto televisivo per il puro gusto di non dover prestare molta attenzione a quello che seguite non è la serie adatta a voi: ogni battuta e ogni dettaglio va ascoltato e osservato attentamente
  • Non potete seguirla tutta d’un fiato perché (per fortuna diciamo noi fan) siamo ancora in attesa della quinta stagione

Sito ufficiale: https://www.bbc.co.uk/programmes/b018ttws

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/Sherlock.BBCW/?ref=br_rs

In questo momento puoi trovare questa serie su Netflix:

https://www.netflixlovers.it/catalogo-netflix-italia/70202589/sherlock