La serie TV che ti sei perso…

Patrick Melrose

Lo sapete, amo consigliarvi prodotti (televisivi e non) che non sono sempre nuovi. Tuttavia in occasione delle nomination ai Golden Globe, che sono state annunciate la settimana scorsa, ho pensato di suggerirvi un titolo che è uscito da poco, candidato al suddetto premio e molto valido. So parlando della miniserie Patrick Melrose. Come vi ho già detto nel mio post dedicato a Benedict Cumberbatch ammiro particolarmente questo artista e si, ho seguito la serie solo perché tra gli interpreti figurava lui. La scelta si è rivelata vincente. Come scrivevo poco fa, la serie è valida, ben diretta e ben interpretata. Un prodotto interessante e godibile. La miniserie affronta un tema estremamente delicato ma lo fa con intelligenza. Non c’è nulla di incredibilmente violento, anzi, è molto sottile, soprattutto all’inizio e proprio questo perenne dubbio, che si insinua nella mente dello spettatore, permette di creare cinque puntate interessanti e per nulla scontate. In una di queste il personaggio di Patrik, interpretato da Cumberbatch, sparisce un po’ per lasciare spazio al passato, quella personalmente è la puntata che ho apprezzato meno perché credo che il flashback sia stato troppo lungo. Il protagonista è uno e uno solo e se sparisce in una puntata su un totale di cinque mi pare troppo. Per di più la sua prorompente personalità – meravigliosamente portata in scena attraverso l’eccesso da Cumberbacth, occupa talmente tanto spazio che la narrazione vive sulle spalle del suo talento artistico. Il ruolo che l’attore britannico sceglie di interpretare è difficile eppure meraviglioso. La sua recitazione è perfetta: sopra le righe, eccessiva ed eccentrica ma non caricaturale.

Il film che ti sei perso...

Breve riassunto:

La storia di Patrick Melrose nasce dal ciclo narrativo scritto da Edward St Aubyn. Sono cinque parti in cui si affronta, insieme al protagonista, una vita difficile, fatta di abusi ed eccessi di alcool e droghe. La narrazione inizia quando Patrick, un tossicodipendente instabile, scopre che il padre, figura con la quale condivide un passato a dir poco orribile, è venuto improvvisamente a mancare.

Perché guardarla:

  • Sono solo cinque puntate. Tutte ben dirette, recitate e curate
  • Sembrerò ripetitiva ma Benedict Cumberbatch regala, come sempre, una meravigliosa interpretazione

Perché non guardarla:

  • Il tema che viene affrontato è delicato e difficile. Se non ve la sentite di ascoltare una storia piena di dolore è meglio che non la seguiate

Pagina ufficiale: https://www.sho.com/patrick-melrose

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/PatrickMelrosefilm/

In questo momento puoi trovare questa serie su Sky On Demand:

http://guidatv.sky.it/guidatv/programma/intrattenimento/fiction/patrick-melrose-_608904.shtml

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La serie TV che ti sei perso…

Roots

È venerdì e si torna a parlare di serialità. Dopo avervi consigliato innumerevoli serie televisive internazionali, nazionali e una sit-com oggi vi voglio parlare di una miniserie andata in onda nel 2016: Roots. In Italia è andata in onda con i titolo tradotto, ovvero Radici. Questo prodotto è un remake di una miniserie televisiva andata in onda nel 1977. Non ho mai visto l’originale per cui non posso fare paragoni ma non è questa la mia intenzione. Vi vorrei consigliare queste quattro puntate a prescindere da ciò che è venuto prima. Il prodotto funziona. Sono solo quattro puntate ben dirette, ottimamente interpretate – sono numerose le collaborazioni di attori degni di nota e la colonna sonora è veramente bella. L’ho già affermato nel mio post Tre monologhi maschili Imperdibili: credo che, in questo mondo sempre più crudele e fin troppo ignorante, non faccia mai male ricordare un po’ di storia e prestare attenzione a ciò che ci viene detto, soprattutto se il messaggio è così carico di significato. Roots non parla solo di razzismo, della cattiveria dell’uomo, di quanto il mondo può essere crudele e cruento, parla anche di famiglia, di Radici appunto, di un retaggio che sente la necessità di essere trasmesso e ricordato. Non è un male guardare indietro ogni tanto, soprattutto se il passato serve a ricordarci quali sono stati gli errori più grandi commessi dall’uomo. Roots non è banale, non è una storia marcatamente cruenta o esageratamente romanzata (la mini serie è tratta dall’omonimo romanza scritto da Alex Haley), è semplicemente uno spaccato di vita. Racconta di una famiglia che ha attraversato uno dei periodi più bui che la storia degli Stati Uniti d’America abbia messo in atto.

Il film che ti sei perso...

Breve riassunto:

La storia ha inizio in Gambia, nel 1750, con la nascita di Kunta Kinte e prosegue nell’America ignorante e schiavista. La narrazione segue le vicende non di un singolo personaggio ma dell’intera discendenza. Si parte dalla metà del XVIII secolo per arrivare al XX secolo.

Perché guardarla:

  • Perché è una storia terribile ma che è giusto ricordare e conoscere
  • Quattro puntate sono perfette: la storia non si dilunga e non è nemmeno troppo riassunta
  • La colonna sonora è davvero bella e curata
  • Gli attori sono bravi, molti di loro sono visi decisamente noti

Perché non guardarla:

  • se siete troppo sensibili a certe immagini è meglio che evitiate di guardarla

La serie TV che ti sei perso…

The Alienist

Dopo l’articolo dello scorso venerdì, dedicato alla serie televisiva Downton Abbey, ho deciso di rimanere sul tema “prodotti televisivi ambientati in un’altra epoca” e di consigliarne uno più recente. The Alienist è uscito in Italia ad aprile mentre negli Stati Uniti a gennaio. La serie è quindi nuova, breve – una sola stagione per 10 episodi e come per i migliori prodotti si è già assicurata il rinnovo per una seconda stagione. Ambientata in un’epoca di ignoranza e diffidenza verso la psicologia, la serie narra le vicende di tre outsider che affrontano una serie di omicidi, avvenuti a New York, in modo alternativo e innovativo. I tre personaggi principali sono interpretati da tre attori fantastici: Daniel Brühl, Dakota Fanning e Luke Evans. La trama è solida, convincente e ben dettagliata – è tratta dall’omonimo romanzo di Caleb Carr. I costumi, così come la scenografia e la fotografia concorrono a creare un prodotto di altissima qualità. A parer mio questa serie, che trova una conclusione alla fine della prima stagione – non pensiate di dover aspettare un anno interno per risolvere il mistero. La seconda stagione, sarà a sua volta tratta da un altro romanzo dello scrittore Caleb Carr, intitolato The Angel of Darkness. Dieci puntate bastano a tenere lo spettatore con il fiato sospeso, a entrare in empatia con i personaggi, a simpatizzare per loro e lottare con loro contro il tempo e contro l’ignoranza delle persone che, alla fine del XIX secolo, consideravano gli psicologi alla stregua dei pazzi o degli eretici. Il metodo che usa l’alienista, il dottor Laszlo Kreizler, alias Daniel Brühl, per risolvere gli omicidi, per noi non è nulla di nuovo eppure se rapportiamo questa tecnica, basata sull’empatia con il killer, all’epoca in cui è ambientata l’intera vicenda ecco che la trama si colora, prende vita e dona nuova luce a una storia che in apparenza potrebbe sembrarci scontata.

The Alienist

Breve riassunto:

New York, anno 1896. La città è il luogo in cui il futuro presidente degli Stati Uniti d’America, Theodore Roosevelt, è appena stato eletto commissario della polizia e deve far fronte a una serie di efferati omicidi. Attraverso l’analisi delle scene dei crimini e insistendo nel cercare di trovare non solo l’assassino ma anche il movente che lo spinge a tali brutali gesti, ci sono l’alienista Laszlo Kreizler, l’illustratore John Moore e la testarda e ambiziosa segretaria del commissariato Sara Howard. Questi tre personaggi, con l’aiuto di altri collaboratori, devono far fronte non solo agli omicidi ma anche al sistema dell’epoca, basato su corruzione e ignoranza.

Perché guardarla:

  • Se vi piacciono le serie in costume, i misteri da risolvere e volete scoprire uno spaccato di vita di un’epoca passata allora questa serie fa al caso vostro
  • Luke Evans. Solo la sua presenza è un valido motivo per seguire questo prodotto. Chiedo scusa ma, come avevo già accennato in uno dei miei primi articoli (Vampiri: la memoria del tempo) sono totalmente ammaliata dal fascino di questo attore gallese!
  • È un prodotto estremamente curato: dalla trama, ai costumi, dalla scelta del cast alla fotografia

Perché non guardarla:

  • Se avete lo stomaco debole o se siete sensibili a certi temi allora pensateci due volte
  • Se avete volete seguire una serie conclusa, senza dover aspettare mesi per la prossima stagione allora vi conviene rimandare la visione

Pagina ufficiale:  https://thealienist.com/

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/The-Alienist-Series-966010010220433/

In questo momento puoi trovare questa serie su Netflix:

https://www.netflixlovers.it/catalogo-netflix-italia/80149395/lalienista

La serie TV che ti sei perso…

Sherlock

Oggi, come ogni venerdì torno a parlare di una serie televisiva. Così come ho fatto questo martedì, per il primo appuntamento dopo le vacanze, in cui consiglio un paio di film (Perché il mondo ha bisogno di Superman), anche quest’oggi ho deciso di rincominciare a parlare di un prodotto televisivo a cui sono particolarmente affezionata. Insomma, come sempre seguo la semplice regola con cui ho iniziato questo blog: prima la passione (Blog per passione)!

Sherlock_ Benedict Cumberbatch

In questa serie televisiva il protagonista indiscusso è uno solo: Sherlock Holmes. Questo personaggio unico, arrogante, intelligente, sociopatico e irrimediabilmente affascinate, è affiancato dal fidato, infinitamente paziente e amico John Watson. Basterebbero questi due personaggi a creare una serie degna di nota ma in realtà Sherlock è molto di più. Il cast è ricco di meravigliose sorprese, le trame di ogni puntata sono avvincenti e curate fin nel più piccolo dettaglio e sebbene le storie del mitico investigatore siano state riadattate e ambientate ai giorni nostri, la serie non perde di fascino ma anzi ne acquista. L’intelligenza e la logica conquistano il posto d’onore e Benedict Cumberbatch è a dir poco fenomenale nella sua interpretazione. L’attore britannico affascina (forse l’avevo già detto) e colpisce lo spettatore con la sua logica, la sua intelligenza e il suo stile disarmante. Se avete modo di seguire la serie in lingua originale sappiate che aumenta ancor di più il suo magnetismo a causa della sua meravigliosa voce – ok, è vero, sono di parte perché sono innamorata di questo artista e ritengo che la sua sia la voce più bella del pianeta terra! Ma anche se cerco di essere obbiettiva fidatevi quando vi dico che Benedict Cumberbatch merita di essere ascoltato senza l’ausilio del doppiaggio.

La serie va seguita e ascoltata attentamente, è come un gioco: ogni dettaglio, ogni passaggio di logica va esaminato e quando credete di aver capito tutto e di aver risolto il caso ecco che arriva Sherlock che, con il suo modo unico vi dice, come solo un gentleman inglese può fare, che non avete capito assolutamente nulla e che la soluzione del mistero è ben lontana dalla vostra idea iniziale.

Sherlock_BBC

Breve riassunto:

In una Londra moderna arriva John Watson che, reduce dalla guerra in Afghanistan, sta cercando un appartamento in cui andare a vivere. Un suo amico gli presenta il suo futuro coinquilino: Sherlock Holmes. È l’inizio di una convivenza unica, caratterizzata dalle numerose piccole e grandi manie che ha il consulente investigativo Holmes. L’amicizia tra i due sembra impossibile eppure il rispetto, la logica e il lavoro tengono affiancati due personaggi così diversi eppure così perfettamente complementari.

Perché guardarla:

  • Si sta parlando di un prodotto televisivo di altissima qualità, curato in ogni più piccolo dettaglio
  • Non sono puntate che rientrano nella logica della TV, si avvicinano molto più al concetto di piccoli film
  • C’è Benedict Cumberbatch, ragione più che sufficiente per seguirla con passione
  • Non si rovinano le opere da cui sono tratte le singole puntate ma anzi, si omaggia un grande della letteratura britannica: Sir Arthur Conan Doyle

Perché non guardarla:

  • Le puntate sebbene siano pochissime (3 puntate per 4 stagioni più un episodio speciale) sono lunghe
  • Se avete voglia di distrarvi e di guardare un prodotto televisivo per il puro gusto di non dover prestare molta attenzione a quello che seguite non è la serie adatta a voi: ogni battuta e ogni dettaglio va ascoltato e osservato attentamente
  • Non potete seguirla tutta d’un fiato perché (per fortuna diciamo noi fan) siamo ancora in attesa della quinta stagione

Sito ufficiale: https://www.bbc.co.uk/programmes/b018ttws

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/Sherlock.BBCW/?ref=br_rs

In questo momento puoi trovare questa serie su Netflix:

https://www.netflixlovers.it/catalogo-netflix-italia/70202589/sherlock