Altri cambiamenti in arrivo

Buongiorno a tutti, buongiorno a chi mi legge settimanalmente, a chi mi segue sporadicamente e a chi mi legge per la prima volta.

Sono passate solo due settimane da quando Il film che ti sei perso… ha annunciato un piccolo grande cambiamento, ovvero il nuovo look del sito (Nuovo vestito, stessa sostanza). Quest’oggi mi ritrovo nuovamente a stravolgere le piccole semplici regole del mio blog per un altro annuncio. Quelli tra di voi che mi seguono dall’inizio sanno benissimo che l’appuntamento inizialmente era singolo. Ho poi deciso di dedicare una seconda rubrica al mondo infinito, geniale e, oserei dire, che crea dipendenza, delle serie televisive (Cambiamenti in arrivo) e quindi di scrivere anche il venerdì… Esatto, sto per comunicarvi quello che state pensando: vi stresserò una volta in più! Contenti? Tranquilli…  Fingente entusiasmo e saremo tutti felici – sto scherzando chiaramente. La verità è che ho deciso di implementare ancora il mio impegno verso questo blog e verso di voi, perché riscontro interesse e questo mi fa un immenso piacere. Di cosa parlerò, vi starete chiedendo. Dopo averci pensato, ho realizzato che la miglior cosa è sempre la stessa che mi ha spinta a creare questo blog: la passione. Come ben sapete sono onnivora, nel senso che mastico quasi tutti i generi e abbraccio con entusiasmo sia i film che le serie televisive ma nel magico mondo dell’intrattenimento, ho una vera  e propria venerazione per una figura all’interno di questa meravigliosa macchina che è l’audiovisivo: gli attori e la recitazione. Ho anche dedicato uno dei miei primissimi post (L’arte di saper emozionare) all’analisi del metodo più famoso di recitazione, il Metodo Stanislavskij. Ammiro gli attori e l’arte della recitazione perché permette alle persone che nascono con un dono e con l’incredibile capacità di sapersi mettere in gioco, sempre e comunque, di guardare dentro se stessi e di esplorare quell’infinita gamma di emozioni che l’essere umano è in grado di provare. Mi affascina pensare che dietro ogni personaggio ben riuscito si celi una parte della persona che lo sta impersonando. Essere attori significa non aver paura delle proprie emozioni, non temere di rischiare e di guardarsi allo specchio. Questa ammirazione, ammetto, la rivolgo soprattutto verso gli attori anglofoni perché trovo che arrivino da una scuola incredibilmente moderna e all’avanguardia, tuttavia non dimentico i grandi nomi italiani e internazionali che hanno reso e rendono tutt’ora grande quest’arte.

Non sono un’attrice e non mi permetto di pensare di saperne più di chi ha studiato, non mi stancherò mai di ripetere che osservo sempre con gli occhi di un’ammiratrice appassionata. Ecco perché nella mia nuova, terza rubrica, seguirò di nuovo il cuore senza avere la presunzione di scendere nel tecnico (rischiando di annoiarvi). Affronterò, o meglio lo farò insieme a chi mi vorrà leggere, un’artista alla volta, analizzando la sua carriera attraverso film e performance che ha eseguito e, come sempre, ricordando quelle che hanno catturato la mia attenzione, consigliandovi così un paio di titoli. Spero che questa nuova rubrica vi possa entusiasmare e piacere tanto quanto le altre due. Concludo questo annuncio avvisandovi che gli appuntamenti si sposteranno in questo modo:

_ Lunedì ci sarà il consueto appuntamento dedicato ai film

_ Mercoledì sarà dedicato alla nuova rubrica

_ Venerdì rimarrà il giorno delle serie televisive

Questo nuovo ordine, insieme alla nuova rubrica, inizieranno dalla prossima settimana. Mentre venerdì ci sarà il consueto appuntamento dedicato all’analisi di una serie televisiva. A presto,

Giorgia – Il film che ti sei perso…

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Quando il cinema mostra il cinema

Cinema è passione, è immaginazione, è fantasia, è poesia, è fiaba e favola, è la rappresentazione di un mondo, di un luogo e di un tempo. Il mondo del cinema è considerato a tutti gli effetti un’arte, infatti viene chiamata la settima arte (nel mio secondo post L’arte di saper emozionare facevo un breve accenno a questa storia). Capita a volte che quest’arte sia autoreferenziale, che parli e racconti di se stessa e che mostri al mondo la sua propria storia, in prima persona. Personalmente, lo sapete, sono innamorata del cinema e di quest’arte e quindi non ho bisogno di convincermi che i film posso essere tutto quello che ho elencato pocanzi, ma forse alcuni di voi sono ancora un po’ scettici. Ecco quindi perché oggi ho intenzione di dedicare questo articolo al cinema che parla di cinema. Esistono pellicole che omaggiano il grande schermo e che mostrano al pubblico, quanto possa significare per certe persone (me compresa) la passione per i film e come i lungometraggi, in differenti modi possano mettere in scena, ancora una volta, il cinema stesso.

I film possono mostrare gli albori, la nascita di un mondo magico e spiegare nel contempo un po’ di storia di questa relativamente giovane arte al pubblico. Hugo, il lungometraggio di Martin Scorsese, del 2011, pubblicizzato in Italia con il titolo di Hugo Cabret, rientra in questa categoria. Il regista americano, mostra una storia dolce e fantasiosa, con la sua regia sempre impeccabile mette in scena la magia del cinema e dei suoi inventori. “Se ti sei mai chiesto dove nascono i sogni, allora guardati attorno!” dice George Méliès, interpretato da Ben Kingsley, al piccolo Hugo. Questa frase riassume non solo il magico e incredibile sogno che porta sul grande schermo Martin Scorsese, rappresenta anche la frase che identifica questo mio blog: cinema per me, e non solo, rappresenta un mondo magico che non smette mai di incantare e di sorprendere.

I film possono rappresentare il mondo del cinema come una grande e straordinaria favola, come accade in Hugo, oppure possono mostrare le infinite possibilità che dona la settima arte attraverso una narrazione intelligente e al contempo divertente e assurda. Questo accade nella pellicola diretta dal visionario regista Woody Allen del 1985 The Purple Rose of Cairo, tradotto in italiano con il titolo La rosa purpurea del Cairo. Il cinema che mette in mostra se stesso lo può fare nel più impensabile dei modi, può giocare con la cornice che è lo schermo del cinema e oltrepassarla per creare una situazione impensabile. Woody Allen è un maestro del genere e questo film non è che uno dei suoi tanti capolavori in cui ci mostra come sa abilmente giocare con la regia, con il pubblico e con la sceneggiatura. Se non vi è mai capitato di vedere questo film ve lo consiglio caldamente non solo perché appunto omaggia il cinema stesso ma anche perché la storia ha dell’incredibile. Sapete bene che nel mio blog, per quanto un film o una serie TV di cui parlo non sia proprio nuovissimo, mi costringo comunque a non rovinare la trama con qualche spoiler, ecco perché mi limito a dirvi semplicemente che questo lungometraggio inizia così: America, anni Trenta, il personaggio di un film, che viene trasmesso dal cinema della città, sera dopo sera, vedendo (si avete letto bene: vedendo) che tra il pubblico in sala si presenta sempre la stessa donna, decide di uscire dallo schermo e di andare a parlare, bloccando così la trama e creando scompiglio… Woody Allen non delude mai in quanto a fantasia!

Nuovo Cinema Paradiso

Il cinema può parlare di cinema e mostrare se stesso anche nella maniera più romantica e toccante possibile, è il caso della meravigliosa poesia che è il film di Giuseppe Tornatore, del 1988, Nuovo Cinema Paradiso. Questa potente pellicola mostra non solo tutto l’amore e il rispetto che il regista italiano ha per il mezzo di comunicazione che sta usando ma mette in scena anche uno spaccato di vita, la provincia italiana e l’importanza della figura paterna. Nuovo Cinema Paradiso, che ha vinto numerosi premi internazionali, tra i quali l’Oscar come miglior film straniero nel 1990, è la rappresentazione del cinema nella sua massima espressione: è favola, è poesia, è realtà e anche magia.

Sta a voi decidere quale tra queste tre imperdibili pellicole fa per voi e quale credete che mostri la settima arte al suo meglio. Il mio giudizio l’avete appena scoperto ma l’intento di questo mio piccolo blog, lo sapete, è solo quello di consigliarvi un film che magari non avete ancora visto. Spero di essere riuscita a trasmettervi la curiosità di vedere almeno uno di questi tre meravigliosi film.

 

Nel caso te lo fossi perso…

  • The Purple Rose of Cairo, Woody Allen, 1985
  • Nuovo Cinema Paradiso, Giuseppe Tornatore, 1988
  • Hugo, Martin Scorsese, 2011

 

In questo momento puoi trovare i seguenti film su…

Sky Cinema Italia:                                           Netflix:

The Purple Rose of Cairo                       Hugo Cabret

Motori, piloti e cinema

Enzo Ferrari una volta disse “solo nella corsa c’è la vita, tutto il resto è un’ineluttabile attesa”. E se questo è vero significa che nei film in cui si parla di corse automobilistiche allora la pellicola è sinonimo di adrenalina, intrattenimento ed energia allo stato puro. Non ci deve essere spazio per la monotonia o per una pausa di riflessione, ma deve rappresentare la velocità nella sua massima essenza. Cinematograficamente parlando, per rendere al meglio la velocità e il senso del pericolo misto ad una scarica di adrenalina, bisogna contrapporre le immagini delle corse a momenti di vita in cui tutto sembra andare lento, troppo lento, in modo che lo spettatore si possa sentire vivo solo quando guarda attraverso gli occhi del corridore. Ci sono tantissimi film, nella storia del cinema, che affrontano il tema delle corse automobilistiche. È impossibile citarli tutti, per cui ho deciso di soffermarmi solo sulla cinematografia di questi ultimi quindici anni. Tra questi c’è un bellissimo documentario, incentrato sulla vita del pilota di Formula 1 Ayrton Senna. È un prodotto filmico estremamente valido e interessante ma non lo inserirò all’interno di questo articolo, dedicato al mondo delle corse, perché ho già suggerito questo titolo in un mio precedente articolo (DocumentiAMOci) in cui affrontavo il tema dei documentari.

Ron Howard

“I rettilinei sono soltanto i tratti noiosi che collegano le curve” – Stirling Moss

Trattando di questo tema mi sembra doveroso prendere in considerazione una pellicola d’animazione che ha ricevuto talmente tante recensioni positive da ottenere ben due sequel. Nel 2006 è arrivato al cinema Saetta McQueen, una giovanissima auto da corsa che sogna di correre la Piston Cup. Come ogni film d’animazione in cui vede una collaborazione tra la Pixar e la Disney, Cars si concentra sui buoni sentimenti e non si sofferma più di tanto sulla bellezza della gara automobilistica in sé. Tuttavia non può non essere inserito in questa lista, a parer mio, perché al suo interno porta a far conoscere al giovane pubblico (e a ricordare con piacere a quello grande) importanti nomi, tra i quali, per esempio Paul Newman, che presta la voce a Doc Hudson, o piloti del calibro di Mario Andretti e il grande, grandissimo (e mio personale idolo indiscusso) Michael Schumacher, che interpreta se stesso, trasformato per l’occasione in una sfavillante Ferrari F430, in una esilarante scena. La versione italiana vanta inoltre tra i doppiatori Alex Zanardi nei panni di Guido e nei film successivi non manca nemmeno il doppiaggio dell’attuale campione del mondo di Formula 1, Lewis Hamilton.

“La pista è la mia tela. La mia auto è il mio pennello” – Graham Hill

Un film che merita, sempre a mio modesto parere, di rientrare in questa lista, è il lungometraggio del 2016 diretto da Matteo Rovere. Questa pellicola italiana liberamente ispirata alla vita del campione di rally Carlo Capone, vede uno straordinario e quasi irriconoscibile Stefano Accorsi, vincitore del Nastro d’argento 2016 come miglior attore protagonista. Il film si apre con l’emblematica frase di Mario Andretti in cui afferma che “se hai tutto sotto controllo, significa che non stai andando abbastanza veloce” e ho detto tutto.

Stefano Accorsi

“I record sono fatti per essere battuti” – Michael Schumacher

Esistono film e film su svariati temi, argomenti e generi e poi per ogni genere o argomento c’è IL FILM. Il film per antonomasia su di un determinato argomento cambia da persona a persona e per quanto riguarda questo particolare argomento, il mio è indubbiamente Rush. Ora devo fare una piccola premessa e avvisare chiunque mi stia leggendo in questo momento e che non mi conosce personalmente, che il mio cuore si divide in due: da una parte c’è la passione sconfinata per il mondo dell’audiovisivo e dall’altra c’è quella pulsante per la Formula 1. Capitemi, questo film tratta di una rivalità storica, affronta uno dei periodi d’oro della Formula 1, ha un cast fantastico ed è diretto magistralmente. Ovvio che per me non ci sia paragone con altri film del genere. Eppure, anche se cerco di essere un pochino più distaccata e lo guardo non con gli occhi di un’appassionata, non riesco a non pensare che sia un film straordinario. Il pluripremiato Ron Howard dirige un lungometraggio in cui c’è tutto: il glamour delle corse, la passione, due vite diametralmente opposte che si confrontano e si scontrano pur mantenendo il più totale rispetto l’uno per l’altro, ma soprattutto c’è l’adrenalina che solo una corsa automobilistica può trasmettere. Rush trasporta lo spettatore all’interno della competizione e lo rende partecipe dell’ansia che precede la gara, lo fa scivolare sull’asfalto insieme alle ruote della macchina e lo fa esultare ogni volta che un pilota festeggia sul podio. Rush a parer mio – anche questa volta sono condizionata dalla mia passione, è un trionfo e un vero omaggio al motor sport.

Nel caso te lo fossi perso…

  • Cars, John Lasseter, 2006
  • Rush, Ron Howard, 2013
  • Veloce come il vento, Matteo Rovere, 2016

Dedico questo articolo al mio mito Michael Schumacher, al mio amato sport e a tutte quelle persone che, come me, si emozionano ogni volta che sentono sfrecciare una macchina di Formula 1.

In questo momento puoi trovare i seguenti film su…

     Netflix:

Rush