Breve pausa, YouTube e dove trovarmi

Buongiorno a tutti, buongiorno a chi mi legge settimanalmente, a chi mi segue sporadicamente e a chi mi legge per la prima volta.

Oggi dedico questo post, nel mio consueto appuntamento del venerdì dedicato alle serie televisive e al piccolo schermo, a una piccola comunicazione di servizio e alla mia nuova attività collaterale al blog. Da poco più di due mesi infatti ho aperto un canale YouTube! Posto un video a settimana, ogni giovedì per la precisione, e anche li parlo di serialità e di cinema. Perché oggi vi voglio parlare di questi video? Beh perché mi piace celebrare i miei piccoli traguardi e proprio ieri sono arrivata a postare il mio decimo video.

Così per l’occasione ho pensato di condividere con voi questo nuovo progetto e informarvi un pochino su come nascono e di cosa trattano i miei video. Anzitutto vi dico che non durano nemmeno 4 minuti l’uno – così non annoio nessuno, o almeno lo spero! Il primo video è nato per celebrare il centesimo articolo del blog (Cento volte Grazie). In ogni appuntamento analizzato un film o una serie per volta e svelo qualche piccolo aneddoto e/o curiosità. Come scelgo di volta in volta gli argomenti? Cerco di creare un piccolo legame con il video precedente in modo da dare un senso di continuità, tuttavia non è necessario seguirli in ordine per poter capire di cosa parlo. Un elemento fondamentale dei miei piccoli video è la mia fedele, più o meno, aiutante: Missy, la mia gatta! Un’altra cosa che vi posso svelare di questo nuovo progetto è che ciò che dico all’interno dei video, rigorosamente interpretati, girati e montati dalla sottoscritta, non l’ho mai scritto prima nel blog. Quindi se siete interessati sappiate che nei video non rischiate di trovare elementi che vi ho già svelato all’interno del blog.

Passiamo alla parte concreta e pratica. Come si chiama il canale: ovviamente Il film che ti sei perso, per andare a dare uno sguardo e perché no, magari per iscrivervi, vi basterà cliccare QUI. Se invece siete troppo pigri, tranquilli vi capisco! e preferite sapere in anticipo cosa troverete vi vengo incontro e vi svelo qualche dettaglio su ogni singolo video, con tanto di link (vi basterà cliccare sul titolo per andarlo a visualizzare). Quindi ecco qui la lista:

  1. 100 volte Blog: ringraziamenti e puro imbarazzo
  2. Perché Pocahontas: Disney, Pocahontas e Il re leone
  3. La trilogia di Baz Luhrmann: Ballroom, Romeo + Giulietta di William Shakespeare e Moulin Rouge!
  4. Il Grande Gatsby – curiosità: beh qui direi che è abbastanza chiaro l’argomento
  5. Slip – curiosità: ovviamente parlo del film e della mia ammirazione per James McAvoy
  6. Face/Off – curiosità: racconto del lungometraggio tra una gaffe e l’altra
  7. Il Trono di Spade – aneddoti e curiosità Parte 1: anche qui trovo abbastanza ovvia la cosa
  8. Il Trono di Spade – aneddoti e curiosità Parte 2: ovvietà, parte seconda
  9. X-Men – L’inizio – curiosità: supereroi, James McAvoy e Michael Fassbender
  10. Superman – aneddoti e curiosità: considerazioni sul primo supereroe 40 anni dopo l’uscita del primo film

Ecco, questo è quanto: questi sono i miei primi video. Spero di avervi incuriosito un pochino e che vi sia venuta voglia di dare uno sguardo a uno o più dei miei video. Per quanto riguarda la parte della comunicazione di servizio vi i formo semplicemente che la prossima settimana mi prenderò una breve pausa dal blog, mentre il video su YouTube verrà caricato come sempre, giovedì 25, i miei articoli ritorneranno a partire da lunedì 29. Ne approfitto per ricordarvi che mi potete trovate nei seguenti social: Instagram, Facebook e Twitter. Concludo promettendo che il canale YouTube riceverà la stessa cura, attenzione, amore e passione che impiego per scrivere questo blog. Vi saluto dandovi appuntamento a lunedì con la mia solita rubrica dedicata al mondo della settima arte.

Giorgia – Il film che ti sei perso…

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Judi Dench

Il film che ti sei perso...

Donna di classe, bella, elegante, stilosa, impeccabile, quasi fredda ma sempre composta, perfetta nel ruolo della regina e impossibile non rispettarla nel ruolo di M., il personaggio all’interno della saga cinematografica e letteraria di James Bond. Judi Dench è una donna che non si può non ammirare. Quest’attrice ha una carriera così brillante e lunga che certo mi è impossibile oggi ricordare ogni ruolo che ha interpretato che valga la pena di essere menzionato. Mi ci vorrebbero più giorni o quantomeno un post troppo lungo. Quindi anche quest’oggi mi ripeterò ancora una volta e vi dirò che questo breve commento non può certo omaggiare nel migliore dei modi una donna così importante all’interno della storia della cinematografia.

Dunque… quali ruoli e quanti film mi sento di consigliarvi oggi affinché vi possiate avvicinare, nel caso ancora non l’aveste fatto, all’indiscutibile talento di questa donna? Sarò banale ma incomincerò con i ruoli che l’hanno vista impersonare una regina. Quando Judi Dench interpreta l’austera regina – Mrs. Brown, Shakespeare in Love, Victoria and Abdul, qualunque essa sia, riesca al contempo a trasmettere un senso di reverenza, timore e stima assoluta. La sua compostezza è impeccabile e sebbene con gli occhi e con lo sguardo riesca a trasmettere tutta la dolcezza e la compassione del mondo i suoi gesti non tradiscono mai l’etichetta. Sembra che il ruolo della monarca sia cucito addosso a lei. Perfetta! Come vi dicevo prima anche la figura dell’impassibile ma altrettanto amabile M. della saga dell’agente segreto più famoso del mondo, James Bond, sembra essere scritto per lei. Ancora una volta, all’interno di questi film – GoldenEye, The World Is Not Enough, Die Another Day, Casino Royale, Quantum of Solace e Skyfall, sono i suoi occhi a parlare più di quanto non facciano le parole.

Austerità a parte Judi Dench sa anche rappresentare la fragilità e la paura di una donna comune. Una donna spezzata e piegata ma mai devastata, sempre in grado di rialzarsi. Non solo, sa anche mostrare il volto di una persona in grado di fingere di essere ciò che in realtà non è. In questo vastissimo mondo che tocca le fragilità dell’animo umano vi voglio menzionare alcuni titoli che, sia per via della bravura della Dench che dell’interessane svolgimento della trama, credo che valgano la pena di essere visti: Chocolat, Mrs Henderson Presents, Notes on a Scandal, The Best Exotic Marigold Hotel e Philomena.

Lo so, anche oggi vi ho suggerito numerosi titoli, pensate che mi sono voluta astenere dalle sue interpretazioni di personaggi nati grazie al genio di William Shakespeare e a quello di un altro grandioso artista, nato qualche secolo dopo, Oscar Wilde! Credo che questi titoli che vi ho elencato possano comunque in qualche modo non solo attraversare la lunga a brillante carriera di Judi Dench ma anche comprendere l’ampia gamma di ruoli e di emozioni che l’attrice ha saputo portare in scena con talento e maestria. Mi pace ribadire sempre che i premi non sono tutto nella vita e che l’arte delle recitazione nasce con lo scopo di creare arte appunto (scusate la ripetizione) ma tuttavia perché non nominare e menzionare almeno una parte dei premi a cui è stata candidata e ha vinto Judi Dench? In fondo è bello riconoscere il talento e scoprire che viene premiato. Così oggi vi saluto, concludendo questo articolo menzionandovi alcuni dei più prestigiosi premi che illuminano ancora di più la lunga e brillante carriera di questa attrice britannica che è anche un membro della Royal Society of Arts. 11 Premi BAFTA, 8 Olivier Awards, 2 Screen Actors Guild Awards, 2 Golden Globe e un Tony Award.

Nel caso te lo fossi perso…

  • Shakespeare in Love, John Madden, 1998
  • Mrs Henderson Presents, Stephen Frears, 2005
  • Notes on a Scandal, Richard Eyre, 2006
  • The Best Exotic Marigold Hotel, John Madden, 2012
  • Uno qualunque o, meglio ancora tutti, i film della saga di James Bond

 

Seven Years in Tibet

Eccomi di nuovo qui. Pronta a consigliarvi un film, ad analizzarlo senza perdermi troppo in dettagli che rischierebbero di annoiarvi o di (eventualmente) spoilerarvi troppo il lungometraggio. Dopo avervi raccontato, negli ultimi due appuntamenti, delle favole cinematografiche – La leggenda del pianista sull’oceano e La tigre e il dragone, oggi vi suggerisco un titolo che racconta di fatti realmente accaduti. La storia di oggi è reale e tanto incredibile da sembrare pura finzione. Come sempre, lo sapete, sono amante del bello e mi piace raccontare attraverso parole di elogio e di ammirazione il cinema. Non mi piace molto criticare per cui ogni volta, prima di decidere di cosa parlarvi, mi fermo a pensare “quale film mi lascia quel senso di vuoto quando finisce? Quale pellicola consiglierei questa volta a chi cerca qualcosa di unico?” Oggi la mia risposta è: Seven Years in Tibet, o come viene chiamato in italiano Sette anni in Tibet.

Cosa dire brevemente di questo film per convincervi in poche semplici righe a convincervi a guardarlo? Trama: come dicevo prima, talmente bella da sembrare finta, una storia epica. Cast: superbo – lasciatemelo dire: Brad Pitt in questo film è talmente bello da togliere il fiato, personalmente lo trovo sempre bellissimo ma in questa pellicola secondo me raggiunge una  bellezza come in pochi altri film! Al suo fianco c’è il meno bello ma incredibile e sempre meraviglioso David Thewlis, ovvero per chi non lo sapesse il Professor Lupin della saga di Harry Potter! Fotografia: perfetta, i luoghi che fanno da sfondo alla storia sono talmente belli e imponenti da rendere il film, in alcuni momenti, in quadro in movimento. Regia: ineccepibile.

Il film che ti sei perso...

Breve riassunto:

1939. Il giovane membro del partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori, Heinrich Harrer parte per una missione: scalare il Nanga Parbat, la nona vetta più alta del mondo sulla catena montuosa dell’Himalaya. Insieme a lui ci sono altri scalatori professionisti, tra questi c’è Peter Aufschnaiter. A seguito di una valanga il gruppo di scalatori è costretto a scendere. Una volta tornati indietro vengono arrestati: l’Europa è entrata in guerra nel frattempo e loro quindi sono nemici dello stato Britannico. Il gruppo di scalatori tenta così la fuga. Heinrich e Peter, separatisi dal gruppo, arrivano in un territorio tanto mitico quanto inesplorato: il Tibet.

Perché guardarlo:

  • La storia è interessante. Allo sforzo umano della ricerca di superare i propri limiti si affianca la riflessione sull’importanza delle piccole cose quotidiane
  • Trama, cast, fotografia. Tutto concorre a creare un film di alta qualità
  • Se amate scoprire lungometraggi che mostrano storie realmente accadute allora non potete perdervelo

Perché non guardarlo:

  • Come sempre, quando ammiro tanto un prodotto mi risulta difficile trovare dei difetti talmente grandi che vi possano spingere a non guardarlo. L’unico elemento che potrebbe distogliervi dalla visione è se non amate i film, chiaramente un po’ romanzati, che mostrano delle biografie

La serie TV che ti sei perso…

American Horror Story

Avviso subito che chi tra di voi non è avvezzo a seguire storie del terrore, che non ama il thriller e la suspense questo venerdì, nella mia rubrica dedicata a una serie TV, come si suol dire “casca male”. Oggi infatti vi voglio parlare di una serie che fa della paura la sua linfa vitale. Però non scappate via subito, storcendo il naso e pensando che mai e poi mai la guarderete. Provate a continuare insieme a me il viaggio verso questo show televisivo perché forse potreste essere curiosi di vedere almeno una stagione. America Horror Story, per chi non lo sapesse è una serie antologica, il che significa che ogni stagione trova la sua conclusione durante l’ultima puntata. Ogni stagione racconta una storia diversa e l’unico fil rouge che collega le stagioni tra di loro è una parte del cast e il tema: la paura.

Tuttavia, almeno a parer mio, ci sono stagioni che funzionano meglio di altre, alcune incutono più paura – personalmente sono quelle che preferisco. Ecco perché vi dicevo di aspettare e di non abbandonare la lettura, potreste infatti scoprire che una determinata stagione fa più al caso vostro. Non è necessario infatti guardare tutte le stagioni nell’ordine corretto anche se io ve lo consiglio, ad un certo punto infatti scatta all’interno dello show il gioco alla citazione con lo spettatore fedele alla serie. Se tuttavia non siete così amanti delle citazioni allora potete scegliere da soli quale stagione gustarvi. Come scegliere dunque? Lo sapete, non sono un amante dello spoiler e per questo motivo, sotto, dove di consueto vi propongo un breve riassunto della trama, oggi vi elencherò in modo molto veloce il tema di ogni stagione. Se per caso foste curiosi di sapere il mio parere vi confesso che, per me, le prime tre stagioni sono le più belle ma anche l’ultima ha quel tocco di vera paura che avevano le prime. Infatti le stagioni che vanno dalla 4 alla 7 più che paura incutono un senso di ribrezzo. Siccome prediligo la paura in sé e per sé, personalmente voto le prime tre e l’ultima.

Il film che ti sei perso...

Breve riassunto:

_ Stagione 1: casa infestata

_ Stagione 2: 1964 – …, un manicomino

_ Stagione 3: passato – faide tra streghe, presente – scuola di streghe

_ Stagione 4: circo degli orrori, o per meglio dire Freak Show

_ Stagione 5: hotel maledetto

_ Stagione 6: una docuserie indaga sulla misteriosa improvvisa scomparsa di una colonia a Roanoke – da una storia vera!

_ Stagione 7: la stagione più politica, segue infatti una coppia che assiste all’elezione di Donald Trump come presidente degli Stati Uniti d’America

_ Stagione 8: quella con più citazioni e riferimenti alle passate stagioni. Tra magie, streghe e stregoni è arrivata l’apocalisse e con essa forse, anche l’Anticristo

Perché guardarla:

  • Se siete amanti dell’horror non potete perdervela
  • La recitazione è di altissimo livello
  • Le puntate di ogni singola stagione non sono mai più di 13

Perché non guardarla:

  • Ad oggi dovete recuperare 94 puntate
  • Alla paura si affianca man mano la politica, i ribrezzo e molti altri elementi
  • Le puntate hanno una durata variabile che va dai classici quasi 40 minuti fino ad arrivare ad alcune di più di un ora

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/americanhorrorstory/

Leonardo DiCaprio

Il film che ti sei perso...

Oggi vorrei consigliarvi un attore che non ha certo bisogno di presentazioni. Il suo talento è indiscusso e le sue campagne a favore di varie cause umanitarie e ambientali sono altrettanto note. Allora perché oggi, nel mio consueto appuntamento del mercoledì, vi voglio parlare di Leonardo Di Caprio? Perché credo che questo favoloso attore non solo meriti un suo spazio ma anche perché ritengo che alcune pellicole a cui ha preso parte siano estremamente interessanti e imperdibili.

Uno dei film che vi voglio suggerire è anche una delle prime pellicole a cui ha preso parte. In questo ruolo non solo è magnifico ma ha anche dato prova, da giovanissimo, di un talento che l’avrebbe portato lontano… di quale film sto parlando? Di quello che ad oggi, almeno per me, rimane nella mia top list delle sue interpretazioni meglio riuscite e convincenti: What’s Eating Gilbert Grape anche conosciuto in Italia come Buon compleanno Mr. Grape. Il lungometraggio, diretto da Lasse Hallström ha permesso a DiCaprio di mostrare tutte le sue doti attoriali e di incantare il pubblico con una storia dura, forte ma anche dolce e sensibile. A parer mio imperdibile, soprattutto per chi tra di voi ama veder Leonardo DiCaprio al suo meglio.

Probabilmente tutti gli altri titoli che a breve vi consiglierò sono un po’ un’ovvietà. Confesso che della filmografia di Leonardo DiCaprio mi mancano solo un paio di titoli, perché, proprio come vi ho già raccontato nei miei due post dedicati, uno a Jeremy Renner e l’altro a James McAvoy (se volete recuperare gli articoli vi basterà cliccare sui loro nomi) la mia ammirazione per il suo talento mi porta a cercare di vedere ogni suo film! Come ho già fatto in altre occasioni, quando l’artista ha preso parte a così tante pellicole imperdibili, anche oggi vi voglio elencare brevemente alcuni titoli che, almeno secondo il mio modesto parere, vanno visti sia per la bravura dell’attore che per la trama e la regia del film stesso. Evito di elencarvi i film che hanno visto la collaborazione dell’attore americano con Baz Luhrmann, perché ormai lo sapete bene che ammiro molto questo regista e quindi non mi va di essere ripetitiva. Nel caso non ve lo ricordaste però colgo l’occasione per dirvi che a questo talentuoso regista australiano ho dedicato alcuni mie precedenti post e anche un video sul mio nuovo canale YouTube (per andare a vedere il mio canale, vi basterà cliccare qui).

Siete pronti all’elenco? Allora incominciamo: il troppo ovvio ma immancabile Titanic, tutti i film che ha diretto Martin Scorsese (ovvero Gangs of New York, The Aviator, The Departed, Shutter Island e quello che tra questi mi ha incantata di meno The Wolf of Wall Street) – un altro dei miei registi preferiti, lo sapevate?, J. Edgar, Inception, Blood Diamond, Catch Me If You Can, Revolutionary Road e The Revenant. Credete forse che vi abbia consigliato troppi film? E pensate che non ho ancora menzionato la collaborazione con Quentin Tarantino! Si, forse anche questa volta sono un po’ di parte – ma in fondo mi piace parlare del bello e di ciò che amo. Ritengo che Leonardo DiCaprio non sia solo un perfetto interprete e un uomo sensibile e attento alle esigenze di questo pianeta terra ma anche estremamente intelligente nel scegliere i suoi ruoli. Vi ricordate che anche con Samuel L. Jackson avevo fatto questo discorso? Ecco, sono convinta e oggi lo ribadisco, che la bravura e il talento debbano risiedere tanto nell’arte quanto nell’intelligenza di saper capire quali ruoli sono adatti e quali no. Leonardo DiCaprio nella vita ha fatto ben pochi scivoloni artistici e ha collezionato applausi su applausi. Non posso, da fan quale sono, che unirmi al coro oggi e dirvi che credo che assistere alle interpretazioni di Leonardo DiCaprio sia un vero piacere. Insomma oggi mi trasformo come voi in una vera fan e dico che è sempre un piacere assistere alle sue battaglie nella vita fuori dal grande schermo tanto quanto è interessante scoprirlo in nuovi ruoli. Sembra che questo attore sia sempre pronto ad alzare l’asticella delle aspettative. Solo per questo merita una nota di plauso.

Nel caso te lo fossi perso…

  • What’s Eating Gilbert Grape, Lasse Hallström, 1993
  • Catch Me If You Can, Steven Spielberg, 2002
  • The Departed, Martin Scorsese, 2006
  • J. Edgar, Clint Eastwood, 2011
  • Django Unchained, Quentin Tarantino, 2012

 

In questo momento puoi trovare i seguenti film su…

Netflix:

Catch Me If You Can

The Departed

 

 

Il finale che non ti aspetti

Per poter raccontarvi i film di cui vi voglio parlare oggi è necessaria una piccolissima premessa. In uno dei miei primi post avevo presentato un articolo con un’impostazione differente, che si basava sulla presentazione di uno dei miei film preferiti: The Prestige di Christopher Nolan. Non è certo necessario ma vi consiglio quindi di andare a leggere il mio post 3 atti, un inganno – che potete recuperare semplicemente cliccando sul titolo, perché oggi vi voglio proporre nuovamente quella formula e presentarvi tre titoli che hanno in comune la sorpresa del finale. Da qui il mio titolo. Siccome, lo sapete, per quanto mi piaccia suggerirvi pellicole non sempre nuovissime sono comunque una fervida sostenitrice del “no spoiler” e vi voglio consigliare questi titoli in un modo tale che, almeno lo spero, siate invogliati a vederli, pur non conoscendo troppi dettagli della trama. Pronti? Allora incominciamo!

Atto I – la promessa

Viene mostrato qualcosa di ordinario.

_David Gale si trova nel braccio della morte perché è stato condannato per stupro.

_Il giorno del Ringraziamento due famiglie, con i rispettivi figli, stanno festeggiando insieme.

_5 amici, tutti uomini sposati, condividono in segreto la proprietà di un loft, in cui a turno portano le proprie amanti occasionali

Atto II – la svolta

Qualcosa di ordinario viene trasformato in qualcosa di straordinario.

_Quando mancano solo tre giorni alla sua esecuzione, una giornalista di un’importante testata giornalistica viene mandata ad intervistarlo. David Gale inizia così un dettagliato resoconto degli eventi che l’hanno portato a essere accusato e quindi condannato a morte per stupro.

_Improvvisamente, le due bambine più piccole, scompaio nel nulla

_Viene trovato, all’interno del loft, il corpo di una ragazza brutalmente assassinata

Atto III – il prestigio

Lo spettatore cerca il segreto ma non riesce a trovarlo, perché in realtà non sta davvero guardando: la verità è che non vuole saperlo, vuole essere ingannato. Il terzo atto è la parte conclusiva, quella più ardua, quella a cui segue dopo il momento di silenzio del secondo atto, l’applauso.

Il film che ti sei perso...

Nel caso te lo fossi perso…

  • The life of David Gale, Alan Parker, 2003
  • Prisoners, Denis Villeneuve, 2013
  • The Loft, Erik Van Looy, 2014

 

In questo momento puoi trovare i seguenti film su…

Sky On Demand:

The Loft

 

La serie TV che ti sei perso…

How to Get Away with Murder

Questo venerdì ho intenzione di consigliarvi una serie televisiva che tiene talmente alto il livello di ansia in ogni singola puntata che è impossibile non amarla. How to Get Away with Murder in Italia è trasmesso come Le regole del delitto perfetto. Vi ho già accennato questa seguitissima e amata serie in un mio articolo di qualche settimana fa, dedicato a Viola Davis – che all’intero della serie è la regina indiscussa. Questo show televisivo è perfetto sotto molti punti di vista mentre sotto altri è un po’ più carente, tuttavia le i pro e i contro si bilanciano e il risultato è una serie che amo moltissimo e che seguo con grande interesse. I dettagli che elevano questa serie sono la meravigliosa Annalise Keting, alias Viola Davis e la sceneggiatura: curata, adrenalinica e intricata. L’unica nota di demerito è che questa serie è partita talmente bene che è difficile, con il passare del tempo, mantenere sempre quel livello. Adesso rischia di sembrare, in alcun momenti, un po’ troppo forzata eppure la trama è talmente coinvolgente ed è così facile affezionarsi agli attori che è impossibile staccarsi da questa serie e, esattamente come all’inizio, ogni puntata esige di essere vista e seguita con interesse. Fidatevi, se vi piacciono le serie televisive in cui il dramma si mischia perfettamente con l’adrenalina e l’ansia dello spettatore è pari a quella dei personaggi allora How to Get Away with Murder è uno di quei prodotti che per voi definirei imperdibili.

Il film che ti sei perso...

Breve riassunto:

Annalise Keating è una docente di diritto penale. La mitica professoressa è tanto temuta quanto stimata, sia all’interno dell’aula di tribunale che all’interno del campus universitario. Ogni anno, all’inizio del corso l’avvocatessa sceglie una ristretta cerchia di studenti – i più meritevoli, che hanno l’onore di lavorare a stretto contatto con lei. Annalise li sceglie eppure la trama, attraverso una sapiente uso del montaggio, ci mostra che i ragazzi da li a poco saranno complici di qualcosa che va ben oltre i limiti della legalità…

Perché guardarla:

  • Viola Davis. Se amate assistere a una recitazione di alto livello non potete perdervela
  • La trama è assolutamente interessante e coinvolgente
  • La regia è diversa dal solito: ci sono continui salti temporali che richiedono la vostra completa attenzione e che, puntata dopo puntata, vi svelano dettagli in più
  • È un thriller giudiziario. Se amate uno dei due generi o entrambi dovete seguirla
  • I ragazzi di Annalise sono molto diversi tra di loro ed è facile affezionarsi a questi personaggi, ogni spettatore troverà in fretta il suo preferito

Perché non guardarla:

  • La regia è diversa dal solito: ci sono continui salti temporali che richiedono la vostra completa attenzione e che, puntata dopo puntata, vi svelano dettagli in più. Per alcuni potrebbe essere un difetto in quanto richiede l’attenzione completa dello spettatore, per altri – come per me, è solo un punto a suo favore
  • Ripeto: non potete perdervi nemmeno una puntata o rischiate di perdervi un punto cruciale della trama. Ogni episodio è ricco di adrenalina e di informazioni
  • Siamo arrivati alla quinta stagione. Quindi ad oggi dovete recuperare 75 episodi

Pagina ufficiale: https://abc.go.com/shows/how-to-get-away-with-murder

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/HowToGetAwayWithMurder/

In questo momento puoi trovare questa serie su Netflix:

https://www.netflixlovers.it/catalogo-netflix-italia/80024057/le-regole-del-delitto-perfetto

Rachel McAdams

Il film che ti sei perso...

Oggi vi suggerisco di avvicinarvi alla carriera di Rachel McAdams. L’attrice canadese si è fatta notare dal pubblico internazionale (e si fa ricordare tutt’ora) per alcune pellicole leggere e per un paio di titoli tremendamente romantici. Ma la McAdams non è solo dolci sorrisi e storie strappalacrime. Sa essere molto di più e non perde occasione per dimostrare il suo talento e mettersi alla prova. Se il celebre film, diretto da Nick Cassavetes nel 2004, The Notebook, anche noto in Italia come Le pagine della nostra vita, l’ha consacrata e l’ha resa famosa in tutto il mondo, altri progetti più ricercati e talvolta meno osannati le hanno permesso di dimostrare le sue capacità. Mi piace ricordare che tra le commedie leggere a cui ha preso parte Rachel McAdams c’è anche l’intelligente e brillante film di Woody Allen: Midnight in Paris, di cui vi ho già parlato e consigliato in un mio post, nel caso ve lo foste perso… per recuperarlo vi basterà cliccare sul titolo del film. In questa pellicola la McAdams è perfetta nel suo ruolo. Sembra quasi che prenda qualcosa da tutte le ragazze perfette, che ha impersonato negli anni precedenti, per mostrare lo stesso prodotto dall’altro lato della medaglia. Ricca ma snob, bella ma antipatica, tremendamente conformista e assolutamente anonima. Insomma, altro che ragazza da sogno. Woody Allen le chiede di mostrare qualcosa che va in netto contrasto con i personaggi perfetti e amorevoli che aveva portato in scena in alcune sue precedenti pellicole, come The Notebook appunto, Wedding Crashers, The Family Stone e The Time Traveler’s Wife. Allen chiede e Rachel McAdams esegue alla perfezione.

Per la McAdams non c’è solo il nome di Woody Allen tra le sue collaborazioni illustri. Annovera infatti nella sua carriera progetti sviluppati con Terrence Malick, Brian De Palma, Guy Ritchie e Wim Wenders. Non dimenticando mai del tutto il genere che tanto le ha portato fortuna, l’attrice quarantenne ogni tanto abbandona i progetti di un certo spessore per tornare alle pellicole mainstream tanto care a lei quanto al suo pubblico. Partecipa infatti alla fortunata serie di film che fanno parte del meraviglioso e infinito mondo della Marvel Cinematic Universe, che come ben sapete ammiro e apprezzo io stessa, interpretando il ruolo dell’amata (e amabile, di nuovo) dottoressa Christine Palmer, collega ed ex fidanzata del celebre Dottor Stephen Strange, alias Benedict Cumberbatch – anche a questo talentuoso attore ho già dedicato un breve articolo, vi ricordo che per poterlo recuperare vi basterà, di nuovo, semplicemente cliccare sul suo nome.

Ma torniamo a noi. Non solo supereroi. I film drammatici e sentimentali chiamano e Rachel McAdams risponde. Partecipa nuovamente a pellicole che la vedono protagonista di amori impossibili e struggenti, contribuendo a farci scendere una lacrima ogni volta che la seguiamo sul grande schermo. Non sono solo le storie impossibili che guardiamo a emozionarci. Ammettiamolo: senza il talento e il dolce sorriso della McAdams i film che guardiamo per il puro gusto di poterci commuovere non sarebbero la stessa cosa. Ma il suo contagioso sorriso non deve far dimenticare che sa anche interpretare ruoli più impegnativi. Ecco quindi che tra i progetti che interessano all’attrice canadese ci sono anche piccole parti che le donano comunque risalto e le ridanno spessore. Si è cimentata nella seconda stagione, decisamente meno fortunata e più criticata della prima, della serie antologica True Detective, (alla quale dedicherò presto un articolo nella mia rubrica del venerdì) accanto a Colin Farrell e Vince Vaughn. Ha avuto un ruolo marginale nel film del 2015 Southpaw, che vi ho suggerito giusto la scorsa settimana nel mio post dedicato a Jake Gyllenhaal ma soprattutto ha ottenuto la candidatura al premio Oscar come migliore attrice non protagonista, nel 2015, nella splendida e interessante pellicola Spotlight. Concludo questo breve post di oggi con una brevissima considerazione personale: sono sicura che questo ruolo e questa nomina non sia l’apice della sua brillante carriera, costellata di film vincenti al botteghino, ma che rappresenti solo l’inizio di un nuovo entusiasmante capitolo della sua carriera.

Nel caso te lo fossi perso…

  • The Time Traveler’s Wife, Robert Schwentke, 2009
  • A Most Wanted Man, Anton Corbijn, 2014
  • True Detective, 2014 –
  • Every Thing Will Be Fine, Wim Wenders, 2015
  • Spotlight, Tom McCarthy, 2015

 

In questo momento puoi trovare i seguenti film su…

Sky On Demand:

True Detective

Spotlight 

La tigre e il dragone

Non me ne vogliate ma oggi il titolo del film che mi sento di consigliarvi nella mia rubrica del lunedì, che si presenta a settimane alterne, in cui vi suggerisco un lungometraggio alla volta, lo lascio in italiano. La pellicola è cinese e siccome non so assolutamente nulla di questa lingua evito di cercare di fingere di sapere come si scrive correttamente e vi lascio la versione italiana, mentre il trailer ve lo propongo in inglese.

Torno a parlarvi di una favola, di una leggenda, di un film che racconta una storia che si situa perfettamente a cavallo tra la magia della finzione e la bellezza della realtà. Ang Lee è un sapiente regista e come tale sa creare dei piccoli capolavori che durano circa due ore. Questo film non è da meno e non solo ha segnato l’inizio di un genere apprezzato tanto in Occidente quanto in Oriente ma è un racconto che avvolge lo spettatore, esattamente come facevano le favole che ci raccontavano quando eravamo bambini prima di addormentarci. La tigre e il dragone è un bel film, uno dei miei preferiti, che vi consiglio per la sceneggiatura, per la regia, per il cast e la fotografia. Le battaglie coreografate sono solo una delle cose più famose e memorabili di questa pellicola ma sappiate che dietro questo lavoro del regista, sceneggiatore e produttore taiwanese c’è molto di più. Il film è del 2000 ma ogni volta che lo vedo mi incanta come la prima volta e si, oggi ve lo ricordo e a chi tra di voi se lo fosse perso… lo consiglio vivamente.

Il film che ti sei perso...

Breve riassunto:

Jen, la figlia del governatore Yu, è stata promessa in sposa ma lei sogna avventure, emozioni e una vita decisamente differente. Il suo cammino incontra quello di Shu Lien una maestra di arti marziali che ha una vita diametralmente opposta a quella di Jen. Shu Lien sta trasportando una spada leggendaria, chiamata “Destino Verde” che apparteneva al maestro e grande guerriero Li Mu Bai. Li Mu Bai ha deciso di rinunciare alla spada e alla vendetta nei confronti dell’assassina, chiamata Volpe di Giada, che aveva ucciso il suo maestro e amico. Quando le strade di Jen e Shu Lien si incontrano, la spada, che si crede abbia poteri magici, scompare improvvisamente…

Perché guardarlo:

  • Se amate le leggende, le storie che vivono a cavallo tra sogno e realtà allora questo film fa per voi
  • Le scene delle battaglie sono delle meravigliose e leggendarie danze coreografate
  • La regia è impeccabile

Perché non guardarlo:

  • Anche questa volta mi risulta difficile trovare un motivo che vi possa spingere a non guardare questa pellicola. Forse l’unico motivo che vi potrebbe scoraggiare è se non amate le storie di fantasia, le leggende e le fiabe

La serie TV che ti sei perso…

Manhunt: Unabomber

Eccoci qui. Altro venerdì, nuova serie TV. Per questo oggi ho pensato di consigliarvi una miniserie. Così quelli tra di voi che sono amanti della serialità ma che hanno poco tempo a disposizione sono felici. La serie è del 2017 e sono solo 8 puntate. Insomma, meglio di così! L’argomento non è certo dei più felici – dopo Hannibal e Conversations with a Killer: The Ted Bundy Tapes torno a parlarvi di serial killer. Scusate ma come avrete ormai capito, anche dal mio post di questo lunedì, Un Diavolo di Film, sono una di quelle persone che sostengono che dietro lo schermo, che sia piccolo o grande, il cosiddetto “fascino del male” funzioni sempre molto bene. Questa serie è valida perché anzitutto tratta di una storia vera, perché gli attori sono molto bravi – cito un nome su tutti: Paul Bettany e perché non è ne troppo lunga ne troppo breve. Giusto per rimarcare il mio interesse per questo genere, più avanti vorrei suggerirvi un’altra serie simile a questa ma diretta in maniera quasi perfetta. Tuttavia questa, sebbene non sia una serie assolutamente perfetta è curata, interessante e le otto puntate scorrono veloci e come si usa dire: una tira l’altra. Senza spoiler vi dico solo che la puntata numero sei mi ha lasciata senza parole: bella, inaspettata, decisamente la più interessante e affascinante. Di cosa parla questa puntata? Lo sapete che non spoilero per cui non vi resta che guardarla per scoprire se anche voi siete del mio stesso avviso.

Manhunt Unabomber

Breve riassunto:

La miniserie racconta della caccia e della conseguente cattura da parte dell’FBI, nello specifico dell’agente Jim Fitzgerald, del serial killer denominato Unabomber, che per anni ha terrorizzato gli Stati Uniti d’America perché colpiva con bombe artigianali senza lasciare la benché minima traccia e/o indizio.

Perché guardarla:

  • Se vi interessano le storie vere allora è la serie che fa per voi
  • Se siete affascinati dal lavoro dell’FBI, dalla caccia e cattura dei criminali non potete perdervela
  • Sono solo 8 puntate
  • Gli attori sono tutti molto bravi ma Paul Bettany, come sempre, fa un lavoro davvero interessante

Perché non guardarla:

  • Se non siete avvezzi a seguire storie crime e/o drammatiche allora lasciate stare

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/ManhuntDiscovery/

In questo momento puoi trovare questa serie su Netflix:

https://www.netflixlovers.it/catalogo-netflix-italia/80176878/manhunt